Le aziende del vending in Puglia, già penalizzate dalle chiusure forzate di scuole, università e dalle ordinanze locali restrittive, rischiano di non riuscire ad accedere ai benefici del decreto “Cura Italia”. Il grido d’allarme dell’associazione di categoria CONFIDA
Le aziende pugliesi del settore della distribuzione automatica sono duramente colpite dagli effetti l’emergenza epidemiologica da Covid-19 (“Coronavirus”): il crollo del fatturato dell’ultima settimana raggiunge il 41,2% mettendo così a rischio la stessa sopravvivenza delle imprese e l’occupazione. E come se non bastasse per dei cavilli burocratici rischiano di non riuscire neanche a fruire degli aiuti del Decreto “Cura Italia”.
A lanciare il grido d’allarme è l’Associazione di categoria del settore CONFIDA: “Il Decreto Ministeriale delll’11 marzo – spiega il presidente dell’Associazione Italiana Distribuzione Automatica CONFIDA Massimo Trapletti – non ha chiuso l’attività dei distributori automatici in quanto rispondono a un’esigenza sociale di ristoro alle aziende, ospedali, caserme e altri luoghi che rimangono aperti e attivi in questa situazione di crisi generale. Nonostante questo il fatturato del settore nell’ultima settimana è crollato del 41,2% perché i distributori automatici si trovano prevalentemente all’interno di scuole, università, palestre, centri di aggregazione che per effetto di Decreti e Ordinanze sono chiusi; a cui si aggiungono le aziende che, facendo largo uso di ferie e smart working, sono rimaste vuote”.
Le aziende della distribuzione automatica stanno continuando, pur nella difficoltà del momento, ad erogare il servizio ai clienti ancora aperti nel massimo rispetto di tutte quelle precauzioni necessarie e indicate dal Protocollo ministeriale sugli ambienti di lavoro; investendo molto anche in sanificazioni straordinarie dei distributori e per i negozi automatici.
Ma tutto questo sembra non bastare a sindaci e amministratori locali della Puglia: Bari, Foggia, Molfetta, Bitonto, che hanno emanato ordinanze restrittive, in contrasto con il Decreto nazionale, ordinando la chiusura dei distributori automatici su strada ossia i cosiddetti negozi automatici o negozi H24. La beffa poi arriva dal contrasto tra le legislazioni nazionali e locali che rischiano di far sfumare la possibilità da parte delle aziende della distribuzione automatica pugliesi di accedere ai benefici del cosiddetto decreto “Cura Italia” “E’ una situazione assurda – conclude il Presidente di CONFIDA Massimo Trapletti – da un lato il Decreto Ministeriale dell’11 marzo ci lascia proseguire la nostra attività ma poi di fatto sindaci e amministratori locali con ordinanze ad hoc ci fanno chiudere e così non possiamo accedere ai benefici, come ad esempio quelli dell’art 65 del Decreto ‘Cura Italia’ che prevede per le attività chiuse un credito d’imposta sugli affitti o quelli dell’art. 61 dello stesso decreto che prevede una sospensione dei versamenti di ritenute, di contributi previdenziali e assistenziali e dei premi dell’assicurazione obbligatoria”.
Il settore del vending, penalizzato dalle chiusure forzate di scuole, università e dallo smart working delle aziende, chiede al Governo interventi urgenti per le 3.000 aziende che danno lavoro a oltre 30 mila persone in Italia
Milano, 4 marzo 2020 – Il settore della distribuzione automatica è duramente colpito dagli effetti dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 (“Coronavirus”). “I distributori automatici – spiega il presidente di CONFIDA Massimo Trapletti – si trovano prevalentemente all’interno di scuole, università, palestre e centri di aggregazione che per effetto di Decreti e Ordinanze sono chiusi nelle principali Regioni del Nord Italia. A questi luoghi si aggiungono le aziende che, facendo largo uso dello smart working, sono vuote. Il settore sta vivendo una gravissima emergenza: perde circa 16 milioni di euro a settimana e questo mette a rischio gli oltre 30 mila posti di lavoro, senza considerare quelli dell’indotto”.
Il settore della distribuzione automatica, in vista del Decreto ministeriale di prossima pubblicazione contenenti le misure urgenti a sostegno delle imprese, chiede al Governo di riaprire scuole, università, palestre, centri di aggregazione e limitare l’accesso allo smart working in tutte le Provincie italiane che non hanno un’emergenza reale. “Abbiamo massimo rispetto per le giuste iniziative messe in campo dal Governo per tutelare la salute dei cittadini – spiega il Presidente di CONFIDA Trapletti – però abbiamo visto anche una corsa, dettata dal “panico”, a chiudere scuole, università e promuovere smart working anche in Province in cui non è presente l’emergenza epidemiologica. Questo causa danni all’economia italiana senza portare vantaggi sanitari”.
Inoltre, in tutte le Regioni delle cosiddette “zona rossa” e “zona gialla”, il Settore della Distribuzione Automatica chiede al Governo di attuare i seguenti punti: assicurare l’accesso agli ammortizzatori sociali per le aziende del settore senza applicare limiti relativi a comparto e dimensioni dell’impresa, anzianità contributiva dei lavoratori, tipologia del rapporto di lavoro ecc; sospendere e posticipare i ratei dei finanziamenti di capannoni, veicoli, macchinari e di qualsiasi altro finanziamento in essere; ridurre i canoni delle concessioni dei servizi di somministrazione di cibi e bevande tramite distributori automatici nel settore pubblico; identificare contributi a fondo perduto a sostegno della ripartenza delle imprese del settore.
“L’aspetto essenziale – conclude il Presidente di CONFIDA Trapletti – è far presto. Non possiamo aspettare di vedere i risultati della crisi delle imprese e della perdita di posti di lavoro perché a quel punto sarebbe troppo tardi”.
Con oltre 800 mila distributori automatici installati in tutta Italia e un giro d’affari di quasi 4 miliardi di euro, il settore del vending è leader a livello europeo e nel nostro Paese conta circa 3.000 aziende di gestione che danno lavoro a più di 30 mila persone oltre alle aziende di produzione di vending machine, tecnologie italiane vendute in tutto il mondo, e alle aziende alimentari che distribuiscono i loro prodotti (caffè, bibite e snack) attraverso le cosiddette “macchinette”.
Secondo una ricerca di Confida, associazione italiana della distribuzione automatica, al Nord si parla più di lavoro e tempo libero, al Sud più di sport e vita privata.
Tre italiani su quattro usano le vending machine almeno una volta a settimana.
Milano, 27 gennaio 2020 – Davanti al distributore automatico al nord si parla più di lavoro (38%) e tempo libero (31%), al sud più di sport (14%), relazioni amorose (12%) e vita privata (6%). Nel Paese europeo con più vending machine installate – sono oltre 822 mila – il distributore automatico non ha solo una funzione di ristoro ma anche di pausa e di socialità. CONFIDA, l’associazione italiana della distribuzione automatica ha cercato di capire cosa fanno gli italiani quando si trovano davanti a un distributore con una ricerca commissionata a Nextp.
Del campione di 2100 soggetti intervistati, gli ultra 55enni parlano quasi esclusivamente dei loro hobbies e del tempo libero (58%), i più giovani (18-34 anni) prevalentemente di lavoro (28%) e relazioni amorose (13%) mentre quelli che chiacchierano di sport sono soprattutto gli uomini fra 35 e 54 anni (15%). Senza distinzione di età e aree geografiche, c’è anche un 11% a cui piace fare gossip sui colleghi.
Quasi 3 italiani su quattro (74%) hanno utilizzato nell’ultimo anno almeno una volta un distributore automatico e tra quelli che non l’hanno usato sono soprattutto gli over 55enni che non hanno avuto l’occasione di usufruirne o preferiscono consumare altrove.
“I distributori automatici – afferma Massimo Trapletti, presidente di Confida – fanno ormai parte della quotidianità degli italiani che ne apprezzano la varietà nella scelta, i prezzi e la qualità. Hanno anche il pregio di essere a portata di mano e veloci nella fruizione e sono spesso luoghi di socializzazione”.
Quasi il 70% del campione utilizza le vending machine almeno una volta a settimana, il 27% anche tutti i giorni e il 30% fino 2-3 volte a settimana. Il luogo principale di utilizzo è il posto di lavoro (47% degli intervistati) e 3 volte su 10 (29%) i luoghi di attesa.
Le persone utilizzano i distributori automatici perché sono comodi, veloci e hanno tutto il necessario per fare una pausa veloce. E’ una comodità quando “non riesco a uscire dall’ufficio” (36%) o per fare uno spuntino “quando ho fame e non ho portato niente da casa” (14%) o semplicemente perché è veloce (14%) o per fare una pausa caffè (11%). Quasi 6 persone su 10 del campione sono soddisfatte dei prodotti offerti (58%): più del 70% degli intervistati ritiene che la qualità del caffè ai distributori automatici è migliorata negli ultimi tempi. Cresce l’offerta di prodotti biologici, salutari o per intolleranze.
I distributori automatici stanno diventando sempre più tecnologici con schermi touch, APP di pagamento: l’analisi CONFIDA / Nextp mostra che aumentano gli utenti che desiderano pagare con strumenti digitali (APP o carta di credito) anche se il 60% dei residenti al sud preferisce sempre il contante. E a quanti utilizzano le vending machine non dispiacerebbe avere altri servizi specialmente le ricariche telefoniche (36%) ma anche il pagamento delle bollette (24%) piuttosto che prelievi POS come al bancomat (23%).
Agli Stati Generali del Vending, in corso a Roma, il comparto chiede di abbassare l’importo delle due tasse, escludere la plastica riciclata dalla plastic tax, prevedere un incentivo per chi la ricicla correttamente ed eliminare le bevande zero dalla sugar tax
Roma, 27 novembre 2019 – Gli ultimi sviluppi della manovra di bilancio tra plastic e sugar tax tengono col fiato sospeso il settore della distribuzione automatica che conta su 3 mila aziende con 33 mila lavoratori e che in Italia sviluppa un giro d’affari di 4 miliardi di euro con 12 miliardi di consumazioni annue e 25 milioni di consumatori. L’Italia è leader a livello internazionale: è il principale produttore di distributori automatici e ha una rete di oltre 800 mila distributori automatici installati che ne fanno il primo Paese europeo. Le preoccupazioni del settore della distribuzione automatica che riguardano le due tasse al centro del dibattito della manovra finanziaria, le cosiddette “plastic tax” e “sugar tax”, sono emerse nel contesto degli Stati Generali del Vending, che si tengono oggi a Roma presso la sede di Confcommercio – Imprese per l’Italia, con la partecipazione del Presidente di Confcommercio Carlo Sangalli, dell’economista Carlo Cottarelli, dei parlamentari Cosimo Ferri e Vannia Gava, della senatrice Alessandra Gallone, della Vice Presidente di Confcommercio Donatella Prampolini, del Presidente di CONFIDA Massimo Trapletti, del Presidente dei Gestori di CONFIDA Pio Lunel e del presidente di Venditalia Ernesto Piloni.
“Mai come quest’anno – spiega Massimo Trapletti, Presidente di CONFIDA Associazione Italiana Distribuzione Automatica – abbiamo assistito nel dibattito politico ad una gara a proporre le più fantasiose tasse di scopo: dalla tassa sulle merendine (poi scongiurata), a quella sulle bevande zuccherate fino alla plastic tax. Sono tasse che penalizzano le imprese mettendo a rischio posti di lavoro e riducono i consumi delle famiglie, tasse ipocrite perché, mascherate dietro a obiettivi ambientali o di sana alimentazione, hanno in realtà il solo scopo di recuperare risorse finanziarie”.
Trapletti si è detto “particolarmente preoccupato dall’effetto combinato di plastic tax e sugar tax che avrebbero una conseguenza pesante sul nostro settore e più in generale su tutta la distribuzione alimentare pertanto, se non si apporteranno correttivi alla manovra, gli effetti si vedranno presto sui numeri dell’occupazione e sul PIL”.
L’economista Carlo Cottarelli, parlando di strategie per la crescita, ha spiegato che “per far ripartire l’Italia occorre far ripartire gli investimenti privati. I freni a questa ripartenza sono 3: la tassazione italiana è troppo alta ma per ridurre le tasse occorre tagliare la spesa pubblica; inoltre ridurre la burocrazia perché le imprese italiane spendono 35 miliardi in burocrazia; infine occorre riformare la giustizia che è troppo lenta: in Italia un processo civile in media dura 8 anni mentre in Germania due”.
PLASTIC TAX: SUL MERCATO MANCA QUANTITA’ BIOPLASTICA PER SOSTITUIRE QUELLA MONOUSO, OCCORRE PUNTARE SU PLASTICA RICICLATA E SUGLI INCENTIVI PER L’ECONOMIA CIRCOLARE
La “plastic tax” prevede un’imposta di 1 euro per ogni kg di plastica utilizzata per produrre o importare manufatti con singolo impiego (cosiddetti MACSI) che hanno la funzione di contenere, proteggere, manipolare o consegnare merci e prodotti alimentari. “Si tratta di un’imposta sproporzionata – continua il Presidente di CONFIDA Massimo Trapletti – un kg di plastica comprensiva del CAC (Contributo Ambientale Conai) costa mediamente 1,2 euro al kg. Aggiungere 1 euro al kg di plastic tax comporterà un notevole aumento del costo all’ingrosso e al dettaglio dei più comuni prodotti alimentari”. “Sicuramente – secondo CONFIDA – occorre abbassare l’importo della tassa: il Premier Conte si è espresso a favore di tale ridimensionamento e speriamo che si possa almeno dimezzare. Inoltre, occorre escludere la plastica riciclata nell’ottica di promuovere l’economia circolare auspicata dall’Unione Europea. L’insistenza del nostro Governo sui prodotti compostabili, gli unici esclusi dalla tassa, non trova infatti riscontro non solo nella Direttiva Europea sul monouso in plastica ma soprattutto nella disponibilità di mercato perché la quantità di bioplastica a livello mondiale è insufficiente per sostituire i prodotti monouso in plastica”.
La soluzione proposta da CONFIDA, insieme al Corepla e a Unionplast, punta sull’economia circolare col Progetto RiVending, un circuito chiuso di raccolta e riciclo della plastica che viene reimmessa in produzione per fabbricare nuovi prodotti.
“Al fine di accelerare questa trasformazione green della distribuzione automatica – conclude il Presidente Trapletti – che comporta per le imprese del settore l’acquisto di particolari cestini e / o di eco-compattatori, riterremmo opportuno far rientrare questi strumenti all’interno dei beni agevolabili dal cosiddetto Green New Deal”.
VIA LA SUGAR TAX DALLE BEVANDE “ZERO”
La cosiddetta sugar tax prevede un’imposta di 10 euro per ettolitro anche sulle bevande confezionate prodotte con l’aggiunta di sostanze dolcificanti. “La sugar tax – continua il Presidente di CONFIDA Massimo Trapletti – non distingue tra bevande zuccherate e bevande zero: sebbene l’obiettivo dichiarato della tassa sia quello di combattere l’obesità e malattie come il diabete, la tassa si applica sia alle bevande con zuccheri aggiunti sia alle bevande zero. Questo approccio mortifica gli sforzi compiuti in questi anni dal Ministro della Salute che insieme alle associazioni dei produttori e distributori alimentari (tra cui CONFIDA) hanno sottoscritto un impegno nel 2015 per la riduzione degli zuccheri nei prodotti alimentari e che ha portato il vending a modificare la sua offerta tanto che nell’ultimo anno le bevande zero sono cresciute del +53%. Una tassa così fatta porterà unicamente a un calo dei consumi stimato da Trade Lab/Assobibe del 10%”.
Ufficio stampa SEC SpA
Contatti
Teresa Baroni – baroni@secrp.com – 340 7608713
Angelo Vitale – vitale@secrp.com – 338 6907474
Martina Basile – basile@secrp.com
È la città emiliana ad aggiudicarsi la terza edizione del premio CONFIDA “Vending Sostenibile”
Arezzo, 20 novembre 2019 – Il Comune di Parma con il progetto RiVending, implementato per la prima volta nella città emiliana, ha vinto l’edizione 2019 del premio CONFIDA (Associazione Italiana Distribuzione Automatica) “Vending Sostenibile”. La città ha ricevuto il riconoscimento per aver ideato e realizzato il miglior progetto di sviluppo sostenibile applicato al settore dei distributori automatici. A ritirare il premio è stato il Sindaco di Parma Federico Pizzarotti nell’ambito del “Cresco Award – Città sostenibili”, organizzato da Fondazione Sodalitas e ANCI Associazione Nazionale Comuni Italiani.
RiVending è l’espressione pratica dell’economia circolare applicata al mondo dei distributori automatici: un circolo virtuoso di recupero e riciclo di bicchieri e palette in plastica voluto da CONFIDA, COREPLA e UNIONPLAST. Dopo la fase di test promossa in collaborazione con Flo e Iren, il progetto ha coinvolto 20 tra le più importanti aziende del parmense tra cui Barilla, Cerve, Sidel, Casappa, oltre all’Università degli Studi di Parma, la Gazzetta di Parma e gli uffici del Comune e dell’Unione Parmense degli Industriali. Al progetto hanno collaborato, nella fase test di Parma, anche quattro aziende di gestione della distribuzione automatica Buonristoro, Ge.S.A., IVS, Argenta e una specializzata nella distribuzione di acqua Water Time.
I numeri della città emiliana sono importanti: oltre 40 mila caffè al giorno consumati da circa 33mila cittadini. Con la plastica di bicchieri e palette del caffè raccolta sono state realizzate 5.000 ciotole donate all’ENPA – Ente Nazionale Protezione Animali per i canili di tutta Italia. Un progetto che premia il gesto di civiltà di tanti cittadini che, facendo quotidianamente la raccolta differenziata, fanno un regalo all’ambiente e agli amici a quattro zampe.
“Il progetto RiVending è un ottimo esempio di economia circolare a cui Parma ha aderito con piacere – ha dichiarato il Sindaco di Parma Federico Pizzarotti – I bicchieri e le palette del caffè, quelle in plastica che usiamo quotidianamente ai distributori automatici, vengono recuperati e riciclati attraverso un processo di raccolta e lavorazione dedicato, che ne garantisce un’altissima percentuale di recupero. Un’iniziativa concreta verso il “plastic free”, per la riduzione della plastica attraverso il riciclo dei materiali.”
Attraverso RiVending, i consumatori dei distributori automatici, dopo aver gustato il proprio caffè, sono invitati a buttare bicchiere e paletta in un apposito contenitore che permette di isolare il materiale plastico di cui sono fatti dagli altri imballaggi in plastica e di semplificare così il processo di selezione del materiale, recuperando una plastica omogenea di altissima qualità con cui si possono creare tanti nuovi prodotti.
“Siamo felici di premiare il Comune di Parma – spiega il Direttore di CONFIDA Michele Adt – che ringraziamo per aver collaborato con noi alla sperimentazione del progetto RiVending e, forti di questa prima fase, nel corso del 2020 diffonderemo il progetto in tutta Italia con l’obiettivo di installare 5.000 cestini per dare un contributo importante all’ambiente”.
Le edizioni precedenti del premio sono state vinte dal Comune di Conegliano Veneto (TV) con il progetto “Bar solidale per un territorio sostenibile” nel 2017 e dal Comune di Latronico (PZ) con il progetto “La banca del riciclo” nel 2018.
CONFIDA
Costituita il 13 luglio del 1979, CONFIDA è, a livello nazionale, l’unica associazione di categoria che rappresenta i diversi comparti merceologici dell’intera filiera della Distribuzione Automatica di alimenti e bevande. Aderisce a Confcommercio – Imprese per l’Italia e, nell’ambito UE, è partner di EVA (European Vending Association).
Ufficio stampa SEC SpA
Contatti
Teresa Baroni – baroni@secrp.com – 340 7608713
Martina Basile – basile@secrp.com – 02 62499934
5 mila contenitori RiVending per il riciclo di bicchieri e palette in plastica del caffè dei distributori automatici in arrivo in tutta Italia
Il mondo dei distributori automatici diventa protagonista dell’economia circolare grazie al progetto RiVending, un ciclo virtuoso di recupero e riciclo di bicchieri e palette in plastica voluto da CONFIDA – Associazione Italiana Distribuzione Automatica, COREPLA -Consorzio Nazionale per la Raccolta, il Riciclo e il Recupero degli Imballaggi in Plastica e UNIONPLAST – Unione Nazionale Industrie Trasformatrici Materie Plastiche (Federazione Gomma Plastica).
Il progetto pilota, nato con l’idea di rendere ancor più sostenibile il riciclo dei bicchieri di plastica utilizzati nel vending – l’attività di vendita e somministrazione di bevande e prodotti alimentari tramite distributori automatici – celebra i suoi primi risultati e si apre ad ambiziose prospettive future: estendere il RiVending sul territorio e rendere sempre più ecologiche le pause caffè degli italiani.
“Da sempre l’impegno del Consorzio per massimizzare l’avvio a riciclo degli imballaggi in plastica in Italia è quello di raccogliere tutte le tipologie di imballaggio, in ogni condizione di mercato e su tutto il territorio nazionale – dichiara Antonello Ciotti, Presidente COREPLA – E per raggiungere questo obiettivo abbiamo bisogno di promuovere progetti studiati ad hoc per settori specifici, che con azioni e sinergie mirate riescono a promuovere la vera economia circolare”.
Ma come funziona RiVending? I consumatori dei distributori automatici, dopo aver gustato il proprio caffè, sono invitati a buttare bicchierino e paletta in un apposito contenitore che permette di isolare il materiale plastico di cui sono fatti, dagli altri imballaggi in plastica e di semplificare così il processo di selezione del materiale recuperando una plastica omogenea di altissima qualità con cui si possono creare tanti nuovi prodotti.
Il progetto prevede in prospettiva numeri importanti in termini di tonnellate di bicchieri e palette riciclati; l’Italia è infatti il primo Paese per numero di distributori automatici, diffusi principalmente nell’industria, seguita dagli uffici privati, dal commercio, dal mondo della scuola e delle università, dagli ospedali e dagli uffici pubblici, per un coinvolgimento di oltre 20 milioni di consumatori e 35 mila posti di lavoro.
”I consumi della distribuzione automatica – spiega Massimo Trapletti, Presidente di CONFIDA – sono al 97% all’interno di edifici (aziende, scuole, ospedali ecc) e si svolgono nei pressi delle vending machine. Per questo il nostro canale distributivo per le sue stesse caratteristiche ha una grande potenzialità di implementare progetti di raccolta e riciclo della plastica. Con RiVending facciamo un passo in avanti verso l’economia circolare: la plastica di bicchierini e palette del caffè raccolta separatamente e riciclata viene reimmessa in produzione per fabbricare nuovi prodotti e prossimamente nuovi bicchierini e palette, riducendo così l’utilizzo di nuova plastica. Il nostro obiettivo per il 2020 è quello di installare 5 mila contenitori RiVending per dare un contributo importante alla sostenibilità ambientale”.
“Il nostro compito è promuovere, garantire l’efficienza e il continuo sviluppo di progetti come questi” prosegue Libero Cantarella, Direttore di Unionplast, che aggiunge: “al contrario, affidandosi a politiche riduttive si metterà a rischio non solo la sicurezza dei consumatori ma si creeranno gravi problemi occupazionali in un settore, tutto italiano, che è un’eccellenza per il nostro paese anche al di fuori dei confini nazionali”.
Al progetto pilota di RiVending hanno già aderito realtà importanti; la prima esperienza ha coinvolto aziende ed enti presenti sul territorio di Parma e Provincia, tra i quali Comune di Parma, Università di Parma, Iren, Barilla Spa e Gazzetta di Parma.
“L’Università di Parma ha aderito alla proposta di partecipare al progetto RiVending inserendo l’iniziativa nel più ampio contesto delle azioni che ricadono nella strategia di Ateneo che abbiamo denominato “Lo sviluppo sostenibile nell’Università di Parma”. Lo sviluppo sostenibile ha acquisito un ruolo strategico nelle scelte di Ateneo e sempre maggiore è l’impegno rivolto non solo all’aspetto ambientale ma anche a quello economico e sociale” – spiega il professor Paolo Martelli, Prorettore Vicario dell’Università di Parma – Con questa iniziativa vediamo rafforzato il nostro sforzo non solo sul fronte ambientale ma soprattutto su quello dell’economia circolare, àmbito nel quale abbiamo già iniziato a lavorare da alcuni anni. Sviluppo sostenibile all’Università di Parma non solo come disciplina ma soprattutto come modo di concepire la realtà da trasferire alle generazioni future, una responsabilità istituzionale, quindi.”
La seconda ha visto la collaborazione di Eni che ha scelto RiVending per dare impulso allo sviluppo dell’economia circolare anche attraverso il contributo dei propri dipendenti. Dalla raccolta di bicchierini e palette nelle aree break nelle sedi Eni a San Donato Milanese è possibile produrre una materia prima seconda selezionata, con cui Versalis – la società chimica di Eni – può alimentare l’impianto a Mantova che produce il polistirene espandibile con contenuto di riciclato. Viene data così nuova vita a prodotti importanti per la nostra quotidianità convertendoli, dopo l’utilizzo, in beni durevoli come pannelli di polistirene espanso per l’isolamento termico, che permette alle nostre case di ridurre i consumi energetici, ma anche imballaggi per elettrodomestici e mobili.
“I rifiuti in plastica – dichiara Daniele Ferrari, amministratore delegato Versalis (Eni) – sono una straordinaria risorsa se correttamente recuperati e riciclati. La nostra industria, con il suo background tecnologico, fornisce un contributo decisivo nella transizione verso un modello di economia circolare. Altrettanto importanti sono i nostri comportamenti, per evitare gli sprechi e la dispersione di questo prezioso materiale nell’ambiente”.
Forti delle esperienze fatte, l’obiettivo è di estendere RiVending anche ad altre province del territorio italiano. L’estensione sarà articolata in 2 fasi: una dalla valenza prevalentemente “educational”, alla quale potranno aderire tutte le realtà che utilizzano i distributori di caffè e bevande calde allo scopo di creare una cultura del riciclo anche in azienda ed una più “tecnica” dove, in presenza di quantità significative, verrà attivato il progetto vero e proprio con la riduzione dei passaggi di filiera e la massimizzazione dei volumi avviati a riciclo.
Ma le novità non si fermano qui. Gli ideatori del progetto hanno coinvolto un partner d’eccezione: ENPA – Ente Nazionale Protezione Animali – a cui verranno donate 5000 ciotole realizzate dal riciclo degli imballaggi in polistirolo. Una dimostrazione concreta che anche la plastica usa e getta, se opportunamente raccolta viene inserita in un circuito virtuoso di riciclo e non diventa nemica dell’ambiente e degli animali. Un progetto che premia il gesto di civiltà di tanti cittadini che facendo quotidianamente la raccolta differenziata, fanno un regalo all’ambiente e agli amici a quattro zampe.
“Un ambiente contaminato da plastica ed inquinamento uccide gli animali. La tutela della biodiversità e delle circa 55.000 specie viventi presenti in Italia impone ad ENPA di confrontarsi con questo problema, per la sua storia (fondata nel 1871 da Giuseppe Garibaldi) e per il suo ruolo di Associazione di protezione ambientale riconosciuta dal Ministero dell’Ambiente” – spiega Marco Bravi, Presidente di ENPA – che aggiunge: “La peculiarità del nostro Ente è strettamente operativa, basata su quel “fare” che ci porta a salvare, curare, accudire oltre 60.000 animali l’anno. In quest’ottica anche l’intervento sull’inquinamento plastico non può essere demagogico e guidato dai pregiudizi ideologici. Il problema cogente non è il rifiuto plastico in sè, ma la sua dispersione. Visto che anche le alternative, nel loro ciclo completo di vita, hanno un impatto economico ed ambientale, bisogna pragmaticamente considerare come priorità e soluzione più percorribile il recupero e il riciclo, creando un ciclo chiuso di economia circolare. In Italia, perché è qui che possiamo essere parte attiva. Per realizzare il progetto erano necessari partner di primo livello, con una credibilità a livello nazionale. Li abbiamo: ora l’obiettivo di trasformare un rifiuto pericoloso per l’ambiente in un prodotto che aiuta gli animali è realtà!”.
L’obiettivo finale a cui tende il progetto, è però quello di trasformare il bicchiere usato in un nuovo bicchiere, creando così nel settore l’economia circolare perfetta.
Secondo i dati della Camera di Commercio di Milano Brianza Lodi sono circa 900 tra sedi d’impresa e filiali, 6 mila in tutta Italia (+ 4,1%). In crescita, secondo Confida, anche fatturato (quasi 4 miliardi, +4,7%), vending machine installate (822.175, +1,4%) e consumazioni (12 miliardi).
Distributori automatici: pratici, veloci e sempre aperti. Dalle bevande ai gelati, dai prodotti parafarmaceutici ai gadget, sono oltre 6 mila le attività del settore in Italia, tra sedi (3.620) e unità locali (2.676), e crescono del 4,1% in un anno e del 17,7% in cinque, grazie soprattutto all’apertura di nuove unità locali mentre le sedi di impresa restano stabili rispetto al 2018 e aumentano dell’1% dal 2014, passando da 3.588 a 3.620. È quanto emerge da un’elaborazione della Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi su dati registro imprese al secondo trimestre 2019, 2018 e 2014.
Secondo, CONFIDA, l’associazione italiana della distribuzione automatica, nell’ultimo anno è cresciuto anche il fatturato del settore (+ 4,7%) che ha sfiorato i 4 miliardi di euro, così come le vending machine installate nel nostro Paese hanno superate le 822 mila unità (822.175, + 1,4%) e le consumazioni si sono attestate a 12 miliardi.
La Lombardia è la prima regione italiana per numero di attività nel settore, con 877 tra sedi di impresa e unità locali (di cui 525 sedi) e un peso del 13,9% sul totale nazionale. Milano ne concentra 353, seguita da Brescia (84, +1,2% in un anno), Bergamo (80, +9,6%) e Monza e Brianza (76, +2,7%). Varese è quinta con 62 attività (+3,3%). In cinque anni in forte crescita Lodi (+30,4%) e Cremona (+26,3%).
La classifica italiana. Roma con 431 attività, 6,8% del totale italiano, Milano con 353 (5,6%) e Torino con 306 (4,9%) sono i primi tre territori per concentrazione, seguiti da Bari, Napoli, Cagliari, Taranto, Genova, Lecce e Firenze. Tra i primi dieci territori, crescono in un anno soprattutto Bari (+13,4%), Taranto (+12%) e Firenze (+8,9%). In cinque anni maggior aumento a Taranto (+211,8%), Bari (+125,2%) e Lecce (+80%).
“Il settore della distribuzione automatica – Massimo Trapletti, Presidente di CONFIDA Associazione Italia Distribuzione Automatica conferma i dati della Camera di Commercio – è un settore dinamico e in crescita in cui l’Italia è leader a livello europeo. Gli sforzi delle aziende del settore sono attualmente orientati all’innovazione tecnologica delle vending machine che oggi iniziano ad essere connesse, dotate di touch screen per una migliore esperienza d’acquisto del consumatore e di pagamenti cashless (APP, carte di credito, ecc). Ma l’impegno dell’intero comparto si sta orientando anche e soprattutto verso la qualità e la varietà dei prodotti alimentari offerti e verso la sostenibilità. La nostra associazione ha dato vita insieme al Consorzio Corepla al progetto RiVending che prevede la raccolta e il riciclo di tutta la plastica di bicchierini e palette del caffè che viene reimmessa nella produzione di altri bicchierini e palette dando vita così ad una perfetta economia circolare”.
I prodotti più venduti: caffè e acqua trainano il settore. Crescono le bibite zero zuccheri, la frutta secca e i prodotti biologici. Il caffè è il prodotto più consumato dell’automatico col 56% delle vendite dell’intero settore che corrispondono a 2,8 miliardi di consumazioni (+1,68%). Seguito dall’acqua (767 mila consumazioni in crescita dello 0,43%) e dalle altre bevande fredde (224 mila consumazioni) dove spicca la crescita delle bevande zero zuccheri (+53%). Per quanto riguarda gli snack che superano le 787 mila consumazioni annue si segnala la crescita del cioccolato (+1,8%), dei croissant (+5,4%) e tra i prodotti freschi i panini / tramezzini (+4,5%) e la frutta (+8,8%). Vero boom negli ultimi anni è quello della frutta secca che anche quest’anno cresce del +12%. Aumentano infine anche le vendite di prodotti nuovi per il vending come le bevande bio (+6%), snack bio (+25%) e quelli gluten free (+15%).
ILLEGITTIMI I DIVIETI SUI PRODOTTI “MONOUSO” IN PLASTICA E IN PARTICOLARE SU BOTTIGLIE IN PET E BICCHIERI CHE LA DIRETTIVA UE NON ABOLISCE
Provvedimento non coerente con Direttiva UE la cui implementazione spetta allo Stato e non agli Enti locali. Gravi riflessi su concorrenza e danni alle imprese.
Milano, 31 luglio 2019 – Il TAR della Puglia accoglie il ricorso cautelare contro la Regione Puglia che ha adottato l’ordinanza c.d. “plastic free” e sospende con effetto immediato il divieto di impiego di contenitori per alimenti, tra cui le bottiglie in PET, bicchieri e altri articoli in plastica monouso.
Il ricorso, promosso dalle associazioni dei produttori di acque minerali e di sorgente (MINERACQUA), dei produttori di bevande analcoliche (ASSOBIBE), dei distributori specializzati nella distribuzione Food&Beverage nel canale Horeca (ITALGROB) e della distribuzione automatica (CONFIDA) è stato motivato dal limite di competenza legislativa sull’implementazione della nuova Direttiva UE sulle plastiche monouso, dai riflessi sulla concorrenza e restrizioni al mercato. Temi spettanti allo Stato e non agli Enti Locali.
Le Associazioni ricorrenti accolgono con favore questo provvedimento e ricordano, con preoccupazione, gli inutili gravi danni alle imprese e ai loro occupati in un momento delicato.
“Le imprese – spiegano le associazioni – sono sempre più sostenibili e investono nell’Economia circolare, in particolare su plastiche riciclabili al 100% che andrebbero incentivate e valorizzate, non demonizzate e bandite a causa dell’inciviltà di chi le disperde nell’ambiente. Riteniamo sia fondamentale sensibilizzare gli esercenti e i consumatori per aumentare la raccolta e la gestione differenziata dei rifiuti”.
Le associazioni coinvolte non escludono di avviare analoghi ricorsi nei confronti delle amministrazioni che hanno adottato provvedimenti “plastic free” che nei contenuti contrastano con la Direttiva Europea sul monouso in plastica che, si ricorda, non prevede alcun divieto di immissione sul mercato di bottiglie in PET e bicchieri in plastica.
Nel 1979 nasceva l’associazione della distribuzione automatica che oggi rappresenta un settore con un giro d’affari di 3,5 miliardi di euro, oltre 11 miliardi di consumazioni all’anno e 29 milioni di consumatori.
Il 13 luglio del 1979, esattamente 40 anni fa, nasceva CONFIDA, l’Associazione Italiana Distribuzione Automatica. I rappresentati delle tre principali componenti del mercato: i gestori del servizio, i fabbricanti di distributori e i produttori alimentari firmavano a Milano la costituzione dell’associazione.
I primi approcci tra le componenti del mercato erano già avvenuti l’anno prima, nel 1978, quando nacque l’idea di dar vita ad una manifestazione dedicata alla distribuzione automatica (MIDA – Mostra Italiana della Distribuzione Automatica) che fu l’occasione per dibattere dei temi cruciali per lo sviluppo del settore. La svolta fu il 28 maggio del 1979 quando i rappresentanti dei Gestori, riuniti presso l’Unione Commercianti di Milano, approvarono la creazione di un’unica rappresentanza dove far confluire tutte le imprese che operavano nel Vending: gestori, fabbricanti di tecnologie e produttori alimentari.
Si trattava di un’esperienza unica e decisamente innovativa per l’epoca: la creazione di una filiera dell’intero comparto della distribuzione automatica. L’obiettivo era quello di fronteggiare la crisi economica della fine degli anni Settanta e creare i presupposti per la crescita del comparto.
“In quarant’anni – spiega il Presidente di CONFIDA Massimo Trapletti – il vending italiano è cresciuto e si è sviluppato enormemente tanto da fare dell’Italia il Paese leader a livello internazionale con un giro d’affari di 3,5 miliardi di fatturato con oltre 11 miliardi di consumazioni all’anno e 29 milioni di consumatori. Le vending machine, sempre più tecnologiche e con un’ampia offerta alimentare di qualità, oggi sono ovunque: presso uffici e fabbriche, ospedali, scuole e università, stazioni e aeroporti per un totale di 822 mila distributori installati tutta la Penisola che fanno del vending italiano la più grande catena distributiva alimentare automatica d’Europa. Anche CONFIDA è cresciuta e oggi rappresenta oltre 500 aziende del settore e promuove la più importante fiera internazionale del settore: Venditalia. Per questo, oggi, nel festeggiare il compleanno di CONFIDA, oggi vogliamo dire grazie a tutti gli uomini e le donne che in questi quarant’anni, con sacrificio e impegno, hanno fatto grande questo settore”.
CONFIDA presenta i dati sul settore del vending, elaborati da Accenture: 12 mila macchine installate in più del 2017 (+1,5%).
Con un giro d’affari di quasi 4 miliardi di euro (3,94 mld €) e di oltre 12 miliardi di consumazioni complessive, il mercato della distribuzione automatica di cibi e bevande e del caffè porzionato (capsule e cialde) in Italia ha chiuso il 2018 con una crescita del 4,7% rispetto al 2017. È quanto emerge dall’ultimo studio di settore di CONFIDA, l’associazione italiana della distribuzione automatica, realizzato in collaborazione con Accenture. “In uno scenario di stagnazione dei consumi” – afferma Massimo Trapletti, presidente di CONFIDA – “il nostro settore mostra segni di vitalità ed esprime una qualità crescente, così come la produzione di macchine per la distribuzione automatica è sempre più un esempio di made in Italy che funziona”.
L’AUTOMATICO SFIORA I 2 MILIARDI DI EURO. Nell’ultimo anno il fatturato legato ai soli distributori automatici è cresciuto del 3% raggiungendo gli 1,92 miliardi di euro con le consumazioni in aumento dello +0,8% (circa 5 miliardi). Galoppa il mercato del “porzionato” (+6,4% e 2 miliardi di euro di vendite tra cialde e capsule) con un picco di consumazioni (+7,2%) oltre le 7 miliardi di unità.
ITALIA SEMPRE PIÙ’ LEADER IN EUROPA PER MACCHINE INSTALLATE. Con 12 mila macchine vendute in più rispetto allo scorso anno (+1,42%) si raggiunge il numero di 822.175 distributori installati nel nostro Paese, che confermano la leadership italiana fra i Paesi europei. Dietro all’Italia, la Francia con solo 598 mila distributori e la Germania con 570 mila.
SUA MAESTÀ’ IL CAFFÈ’. Il caffè rappresenta il prodotto più consumato dell’automatico, con l’86% dei volumi del caldo, che corrispondono a 2,8 miliardi di consumazioni (+1,68). Il caffè in grani è il più utilizzato nel mercato, con una quota dell’84% e il consumo aumenta ancora nell’ultimo anno: + 1,2%. Segno che il caffè può essere buono anche al distributore automatico e che vengono utilizzate dagli operatori del settore sempre più miscele di qualità.
STABILI LE BEVANDE FREDDE. Il settore del freddo rimane stabile rispetto allo scorso anno con 991 milioni di prodotti venduti ai distributori automatici, registrando un lieve incremento (+0,3%). L’acqua minerale naturale rappresenta il 77% di questo segmento e conferma la sua crescita, seppur contenuta, anche nel 2018: +0,43. Significativo è l’incremento del the freddo (+4%) con 60,3 milioni di consumazioni, degli sport drink con 9,6 milioni di consumazioni (+7%) e degli energy drink con 1,8 milioni di consumazioni (+4,5%).
BEVANDE GASATE: REGGE BENE LA COLA, CROLLANO I CHINOTTI. Le bibite analcoliche sono in calo dell’1,47% nel complesso. Le bevande al gusto cola (che rappresentano il 66% dei volumi) sono le uniche a registrare un incremento di quasi un punto (+ 0,9%) con 63,5 milioni di consumazioni. Soffrono le bevande al gusto arancia (-6,5%) pari al 22% di questo comparto, e le altre bevande gasate (-4,3%). Tra le bevande il chinotto registra, infine, il calo più consistente: -7,14%.
SNACK STABILI E CIOCCOLATO SUL PODIO. Se la vendita di snack dolci e salati (75% del segmento) è sostanzialmente stabile, il cioccolato non arresta la sua avanzata: + 1,8% e 144,6 milioni di pezzi venduti, molte più barrette (103,5 milioni) che tavolette. Tra gli snack dolci si registra un calo per i biscotti (-2,9%) e un incremento per i prodotti da forno, come i croissant (+1,6%). Fra i salati si sono venduti meno patatine, arachidi e simili (-1,2%) ma più snack a base di pane e derivati, come taralli e cracker (+1,2).
AUMENTANO I FRESCHI… E PAUSA PRANZO: Attraverso i distributori automatici non si acquistano più solo snack e bevande per una pausa veloce ma si pensa anche alla pausa pranzo. I prodotti freschi crescono del +3,29% trainati dai panini e tramezzini (+4,5%) con quasi 35 milioni di pezzi consumati. Buone le performance registrate anche dai pasti pronti (insalate, pasti da scaldare ecc) con acquisti in crescita del 3,35%. Si fa strada anche il formaggio: +3,4% per 1,45 milioni di confezioni acquistate.
CONSUMATORE PIU’ ATTENTO ALLA QUALITÀ’. I dati di CONFIDA sul mercato del vending nel nostro Paese evidenziano come il consumatore sia sempre più consapevole ed esigente e come stia orientando progressivamente le sue scelte verso prodotti bio, con meno zuccheri, a km O e freschi ove possibile. “Per soddisfare i tanti gusti dei clienti” – afferma il Presidente di CONFIDA Massimo Trapletti – “gli assortimenti proposti si stanno ampliando sempre più, ed è ormai un dato di fatto che le vending machine sono diventate per le persone un servizio imprescindibile durante le ore di lavoro o durante i loro spostamenti quotidiani”.
C’E’ VOGLIA DI SUCCHI 100% FRUTTA, PRODOTTI BIO E ZERO ZUCCHERI. L’attenzione alla qualità si rispecchia nell’incremento dell’8,2% di nettari e succhi al 100% frutta. Gradimento crescente per le bevande bio che valgono l’1,5% a volumi del totale bevande fredde (esclusa l’acqua): +75% le consumazioni di succhi e + 22% di the freddo. Le bibite a basso contenuto di zuccheri sono ormai il 4,4% del totale bevande fredde e crescono del +53% nell’ultimo anno. Nel 2018 raggiungono l’1% delle vendite anche le bevande vegane.
A TUTTA FRUTTA: FRESCA E SECCA. Le confezioni di frutta vendute lo scorso anno hanno sfiorato la cifra di 3 milioni e settecento mila con una progressione anno su anno dell’8,8%. Prosegue anche l’onda lunga della frutta secca: +12,8%. In calo (-5,8%) gli yogurt di cui se ne vendono, però, oltre 5 milioni.
SNACK BIO E GLUTEN FREE PRODOTTI FRESCHI. Gli snack biologici, specie quelli salati, confermano il trend positivo dell’anno precedente registrando un +25% rispetto al 2017 anche se rappresentano ancora lo 0,5% di tutti quelli venduti. Quelli gluten free aumentano del 15% a volumi, sotto la spinta dei biscotti (+24% a volumi nel 2018).