Hanno superato abbondantemente i 6 miliardi le consumazioni ai distributori automatici nel 2007 (+10,37% rispetto al 2005). Con oltre 2 milioni di macchine installate in Italia, una ogni 29 abitanti, il settore fattura oltre 2,7 miliardi di Euro (+13,78% rispetto al 2005), impiega 34.000 addetti che viaggiano su oltre 17.000 automezzi.
DA VENDITALIA, LA PRINCIPALE FIERA MONDIALE DELLA DISTRIBUZIONE AUTOMATICA LA FOTOGRAFIA DI UN SETTORE IN FORTE CRESCITA CHE CONFERMA LA LEADERHIP MONDIALE
PREMIATO L’IMPEGNO SULLA QUALITÀ E LA VALENZA SOCIALE DEL SERVIZIO
I distributori hanno una diffusione sempre più capillare ed è in crescita il numero di macchine installate in luoghi aperti al pubblico (da 0,5% a 0,8%), anche se la maggior parte sono ancora collocate nei luoghi di lavoro come uffici, fabbriche e aziende (90,1%).
Milano, 21 maggio 2008 – Confida – Associazione Italiana Distribuzione Automatica, nell’ambito della conferenza di apertura di Venditalia, la più importante fiera mondiale della distribuzione automatica, che apre oggi i battenti a Milano e rimarrà aperta fino al 21 maggio (Fieramilanocity – ingresso Porta Scarampo), ha presentato un’anticipazione dello studio congiunturale sul settore. Ne emerge il profilo di un comparto in forte crescita rispetto al numero di consumazioni, al fatturato, alla capillarità della diffusione e, anche, rispetto al numero di persone occupate. In Italia il Vending si è diffuso principalmente in luoghi definiti “protetti” destinati all’attività lavorativa (90%) come uffici, fabbriche, aziende il 5,2% è presente nelle scuole, università e altre comunità, il 3,9% in ospedali e ministeri, solo lo 0,8%, anche se la situazione si sta velocemente modificando, in luoghi aperti al pubblico come stazioni e metropolitane, aeroporti e così via.
“La trasversalità degli ambienti – ha commentato Vincenzo Scrigna, Presidente di Confida – conferma ancora una volta come l’acquisto ai distributori non sia legato solo all’impulso e al bisogno immediato, ma stia anche divenendo un vero e proprio stile di vita. Negli ultimi anni sono aumentati i luoghi di utilizzo dei distributori. Queste macchine sono presenti ormai in un ventaglio sempre più ampio di posti dove la gente si incontra per divertirsi, passeggiare, fare shopping o studiare. L’intera filiera ha lavorato e investito in ricerca e le principali novità saranno esposte in queste 4 giornate. Accanto ai prodotti tradizionali: mono porzioni di snack dolci e salati che appagano le esigenze dello spuntino a metà giornata, si affiancano due innovativi filoni: i piatti pronti e i prodotti freschi. La presenza di proposte di piatti pronti risponde alla necessità ormai diffusa di consumare i pasti fuori casa e in poco tempo senza però rinunciare ad un piatto caldo e di qualità. Parallelamente i prodotti freschi :frutta, insalate, yogurt, panini sono alimenti che fanno sentire il cliente come davanti al frigorifero di casa, in qualunque posto del mondo si trovi. Per poter gestire, conservare e far assaporare al meglio questi prodotti, ci vogliono però macchine studiate appositamente. I fabbricanti di distributori, anche questa volta, hanno risposto prontamente e i risultati si possono già vedere nella nostra vita quotidiana. In fiera saranno presentate le ultime novità tecnologiche che non riguardano solo i prodotti distribuiti, ma anche i sistemi di pagamento, la telemetria e in generale le nuove tecnologie per il settore.”
Dallo studio congiunturale – gli fa eco Giorgio Carletti, Presidente Imprese di fabbricazione prodotti di Confida e Responsabile della Commissione interna che ha elaborato i dati dello studio congiunturale – emerge il quadro di un settore capofila anche in termini di innovazione tecnologica, come testimonia il successo in Italia e nel mondo delle macchine made in Italy. Le nuove sfide ora riguardano i sistemi cash less che non richiedono monete e le nuove frontiere della geolocalizzazione e della telemetria. In 10 – 15 anni il settore ha raggiunto un livello tale che gli consente di soddisfare ogni esigenza per qualsiasi utenza, dalle grandi aziende, fino ai più piccoli uffici. Se prima, infatti, il cliente piccolo era difficilmente raggiungibile per questioni di redditività, oggi la sempre maggiore flessibilità della distribuzione automatica rappresenta il punto chiave di sviluppo. La stessa flessibilità che ci consente di anticipare e di rispondere sempre più velocemente ai nuovi stili di vita e di consumo. Insomma, la tecnologia al servizio dell’uomo in ogni momento della sua giornata lavorativa e non solo.”
Un settore in controtendenza
In uno scenario di generale incertezza economica e di tendenza verso la concentrazione dei consumi, l’offerta della distribuzione automatica mostra in tutta evidenza la sua forte valenza sociale, ponendosi al servizio di quanti lavorano, studiano e passano sempre più tempo fuori casa. Si registra, infatti, un forte aumento delle consumazioni che dal 2005 ad oggi sono aumentate del 10,37%, raggiungendo la quota di 6,3 miliardi di unità. La domanda è composta da oltre 20.000.000 milioni di persone che, anche grazie all’aumento della gamma dei prodotti offerti e alla loro sempre maggiore qualità, scelgono più frequentemente di consumare “automaticamente” dalle cosiddette macchinette. Positiva anche la crescita occupazionale che nel 2007 ha registrato 34.000 addetti, con una crescita di circa 4.000 unità negli ultimi due anni.
Evoluzione comparto per crescita fatturato
Il settore della Distribuzione Automatica (DA) è costituito da quattro tipologie di aziende: imprese di fabbricazione distributori automatici, sistemi di pagamento e accessori, imprese di fabbricazione di prodotti utilizzati dalla DA, imprese di gestione, imprese di servizi e commercializzazione. Esiste un rapporto di forte collaborazione. Non è un caso infatti che, a differenza di quanto avvenga in altri ambiti, l’associazione di categoria rappresenti l’intera filiera. Sotto il cappello di Confida rientrano i fabbricanti di macchine e di accessori tipo sistemi di pagamento che normalmente farebbero parte del settore industriale. Vi rientrano le aziende che producono alimenti e bevande che fanno parte del Largo Consumo alimentare e che spesso sono imprese multinazionali. Vi fanno parte i gestori che rappresentano l’anello di congiunzione e, per certi versi, la peculiarità del comparto. Qui la frammentazione è molto ampia, si va dal piccolo gestore a gruppi enormi che fatturano centinaia di milioni di Euro. È naturale che esista una profonda diversità tra le esigenze economiche, finanziarie e gestionali di queste realtà che hanno come denominatore comune l’interesse a sviluppare questo canale di vendita dalle caratteristiche uniche e particolari. In questo risiede il senso della loro collaborazione.
“Sono sempre di più i grandi nomi del Largo Consumo che decidono di utilizzare questo canale. – ha di chiarato Giorgio Carletti, Vice Presidente e Presidente Imprese di fabbricazione prodotti di Confida e Responsabile della Commissione interna che ha elaborato i dati dello studio congiunturale – e per entrarvi l’unica strada che possono percorrere è quella di offrire un prodotto con caratteristiche di packaging e di conservabilità adeguate. Fondamentale anche la formulazione di un prezzo conveniente e di un buon servizio di trasporto e logistica nei confronti del gestore. Solo così, ossia solo con la collaborazione dell’intera filiera, è possibile garantire al consumatore una offerta di qualità.”
L’aumento del consumo fuori casa
Nonostante i consumi degli italiani risultino essere in calo, quelli relativi alla ristorazione fuori casa vanno in controtendenza, facendo registrare un aumento del 13%. Questo il dato recentemente presentato dalla Fipe – Federazione Italiana Pubblici Esercizi al Cibus di Parma. Il motivo è da ricercare nel cambiamento delle abitudini alimentari che vedono sempre più gli italiani consumare i pasti fuori dall’ambiente domestico. È in linea con questa tendenza anche il Vending. Il fatturato complessivo del settore è, infatti, cresciuto dal 2005 al 2007 del 13,78% raggiungendo i 2.716,6 milioni di Euro.
L’incremento del consumo di snack freschi
Il secondo focus è sul tipo di consumi. Dal grandangolo della distribuzione automatica si fotografa un’Italia sempre più attenta alla propria alimentazione, sempre più sensibile verso i contenuti nutrizionali dei prodotti, sempre più aperta verso proposte alimentari in linea con la salute. Anche se in questa anticipazione sono disponibili solo i dati aggregati, è certo che la fortissima crescita del consumo di snack sia in termini di volumi che, ancora di più, in termini di fatturato, si debba imputare proprio all’introduzione e alla sempre maggiore diffusione di alimenti freschi come frutta fresca e secca, yogurt e in generale prodotti legati al concetto di salute e benessere.
Capillarità sul territorio italiano
Il primo dato che emerge è la capillarità della diffusione, una macchina ogni 29 abitanti, considerando che il dato ISTAT dei 59 milioni di italiani è comprensivo di neonati e bambini che non acquistano certamente in autonomia. Nel precedente studio che si riferiva all’anno 2005 il parco macchine era composto da 1.731.000 distributori, che nel giro di due anni sono cresciuti del +20,34%, raggiungendo la quota di 2.083.000 unità. Questa crescita esponenziale si deve soprattutto alla diffusione delle macchine per bevande calde da ufficio che hanno registrato negli ultimi anni un vero e proprio boom. Nel calcolo sono considerate soltanto le installazioni in luoghi lavorativi e pubblici, non anche quelle per uso familiare. Tendenza questa che comunque si sta sviluppando parecchio, a fronte della sempre maggiore affidabilità e qualità di questi dispositivi che richiedono sempre meno interventi da parte di esperti.
La leadership mondiale confermata nonostante l’aumento della competizione sui mercati globali
Come risulta dalla presentazione di Catherine Piana, Direttore Generale EVA – European Vending Association e WVA – Worldwide Vending Association, intervenuta alla conferenza di apertura di Venditalia, l’Italia è il maggior produttore europeo di distributori automatici e uno dei principali nel mondo con esportazioni pari a circa il 70% della produzione. L’Italia da tempo è leader mondiale nella fabbricazione di distributori automatici e i dati mostrano la conferma di questo posizionamento anche in presenza di un forte aumento della competitività globale.
“Il grande successo che la DA ha avuto all’estero è dovuto alla professionalità che tutta la filiera ha dimostrato a tutti i livelli. –ha COMMENTATO Vincenzo Scrigna, Presidente di Confida – Siamo di fronte ad un settore che in silenzio è riuscito a costruire una leadership mondiale, siamo di fronte ad un settore che, lontano dalla ribalta, si è concentrato sulla qualità. Con grande umiltà il Vending italiano ha investito, infatti, sulla qualità del servizio e sull’attenzione alle esigenze del consumatore. Posso affermare con orgoglio che il nostro settore è considerato un esempio per i colleghi stranieri. Qui in Venditalia, ad esempio, ospiteremo diverse delegazioni straniere che vengono a studiare il modello italiano. Insomma il concetto del Made in Italy, tanto di cronaca in questo periodo, è veicolabile anche attraverso il nostro settore, attraverso la diffusione delle nostre macchine in tutto il mondo, attraverso i nostri alimenti, caffè in primis, che esportiamo “autoimatiucamente” in tutto il mondo. Lo dimostra il fatto che la più grande fiera internazionale del settore si svolga proprio in Italia. Abituati a sentir parlare di primati negativi del nostro Paese, dovremmo valorizzare al massimo questa interessante eccezione ed è proprio quello che dal 2005 stiamo cercando di fare. Siamo quindi lieti che il pubblico dimostri di apprezzare sempre di più il nostro impegno per la qualità.”
Competizione e ricerca
Per chi vende nell’area in cui la moneta in uso è il dollaro i danni sono stati notevoli. La forte crescita dell’Euro sul Dollaro ha generato un innalzamento dei costi delle macchine nell’ordine del 20%. Di conseguenza si sono notevolmente abbassate le barriere all’ingresso e si è aperta la via ad una forte e più agguerrita concorrenza americana. Le imprese di fabbricazione di macchine targate USA hanno conquistato una maggiore competitività, non tanto in Italia, quanto in Europa, soprattutto dove filiali americane di grandi multinazionali importano macchinari dai costi decisamente concorrenziali sul mercato europeo. La nostra maggiore difesa deriva dalla ricerca. Sono molto ingenti gli investimenti in ricerca in questo settore. A pensarci bene, anche in questo il nostro settore vanta un primato fuori dall’ordinario. Non dimentichiamo poi la capacità unica nella produzione di macchine per il caffè. Ricordiamo ovviamente il forte attaccamento degli Italiani per il caffè, una bevanda che per questo settore ha significato molto, se si pensa che la leadership italiana nella produzione di macchine si deve proprio all’introduzione negli anni Sessanta dei distributori automatici di caffè espresso. Un primato tecnologico che ha consentito di introdurre e di diffondere nel mondo intero i distributori di bevande calde.
La qualità è l’asset primario
Il nostro è un servizio nazionale che fa della capillarità della presenza locale il suo fiore all’occhiello e il suo punto di forza maggiore. – ha commentatoVincenzo Scrigna, Presidente di Confida – Associazione Italiana della Distribuzione Automatica –Per essere efficace, tempestivo e di qualità, il servizio dei gestori deve essere per definizione capillarmente diffuso sul territorio. Per questo in Confida lavoriamo sull’importanza della collaborazione e dello scambio. L’immagine che viene in mente è quella di una pubblicità di tanti anni fa dove l’insieme di tanti pesci piccoli riusciva a generare l’immagine e la forza di un pesce in grado di mangiare i pesci più grandi e pericolosi. Un caso per tutti è proprio il nostro impegno sul fronte della corretta alimentazione.
L’impegno sulla salute assunto con la carta dei servizi nel 2005
Confida a livello istituzionale sta lavorando da anni sul tema “Dieta e Nutrizione” e sulla prevenzione dell’obesità. A fine 2007, in linea con le azioni degli scorsi anni (“Decalogo della Distribuzione Alimentare per promuovere sani stili di vita nella lotta all’obesità”, Carta dei Servizi per la Salute dei cittadini”, sottoscrizione della “Strategia globale su dieta, attività fisica e salute” dell’ OMS) ha annunciato l’adesione al Protocollo d’intesa sottoscritto dal Ministero della Salute, con Confcommercio e altre associazioni della filiera alimentare, per l’attuazione del programma interministeriale “GUADAGNARE SALUTE – RENDERE FACILI LE SCELTE SALUTARI”. A livello locale diverse istituzioni, quali la Regione Lombardia, la Regione Emilia Romagna unitamente alla Provincia di Cesena e Forlì, la Provincia di Roma, le Aziende ASL di Modena e del Veneto hanno richiestola collaborazione di CONFIDA nell’ambito di progetti sperimentali finalizzati a rendere disponibile al consumo un gamma di alimenti più ampia, senza prendere le distanze dai prodotti più tradizionali del vending. L’obiettivo è quello di distribuire automaticamente un’ampia e bilanciata gamma di tutte le tipologie di alimenti, in linea con le richieste provenienti dal mercato. Per citare alcuni casi: “Ogni giorno scegli la salute” Ausl di Modena, “Nutrivending – Distribuzione Automatica di Alimenti e Promozione della Salute” Regione Veneto, "Ortocircuito – più frutta e più verdura"Regione Lombardia, “Argentovivo: la distribuzione automatica mette al centro la salute” Provincia di Parma, "Frutta Snack MelaMangio con gusto" Provincia Forlì-Cesena.
“Tutti gli alimenti sono “salutari” se vengono utilizzati nelle giuste quantità o meglio se si sa scegliere la “porzione” adatta e/o compatibile con il benessere. – ha dichiarato il Professor Carlo Cannella, Presidente INRAN – Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione –Altrimenti, se mangiamo troppo, anche l’alimento più salubre diventa causa di soprappeso e obesità. Ecco perché nella piramide dello stile di vita italiano (www.piramidealimentare.it) vengono indicate le “quantità benessere” di cibo e di attività fisica. Nella selezione degli alimenti da offrire nel distributore automatico (DA) bisogna tener conto di queste considerazioni per consentire al consumatore di soddisfare la sua necessità di un consumo di cibo dettato dalle esigenze più varie: dal crampo di fame, alla gratificazione del consumo d’impulso. Il DA in effetti consente la fornitura di bevande calde e fredde e di porzioni di cibo senza limiti di orario e può essere posizionato in prossimità dei luoghi ove se ne registra la necessità di consumo. Il DA è perciò un’apparecchiatura ormai necessaria che non soddisfa solo la fornitura di cibo e/o bevande ma che svolge anche una funzione sociale, oltre a garantire una elevata sicurezza d’uso e di servizio per la completa automazione del processo di conservazione e di distribuzione.”
Un appello alle pubbliche amministrazioni
Ad oggi il parametro che condiziona maggiormente il rapporto tra gli enti pubblici e la distribuzione automatica è la gara d’appalto. La Pubblica Amministrazione per installare un servizio di DA deve ricorrere alla gara d’appalto. Questo spesso però genera gare al ribasso focalizzate sui prezzi che non sempre rispettano i requisiti minimi in termini di standard qualitativi. Il valore aggiunto della DA risiede proprio nell’offerta di un servizio di qualità. Si tratta di una modalità pericolosa che può andare a discapito della salute dei cittadini e, purtroppo, anche dell’immagine dell’intero settore.
I capitolati d’appalto, uno dei risultati evidenti della carta dei servizi
I distributori automatici fanno ormai parte del costume sociale del nostro Paese sia per la capillarità della loro diffusione, sia per la molteplicità delle situazioni d’uso. L’elaborazione delle linee di indirizzo per i capitolati d’appalto nel settore del Vending si è inserita all’interno di un percorso di promozione della salute ben più ampio e risponde perfettamente alle linee guida delineate nel Piano Sanitario Nazionale 2006-2008, nel Piano Nazionale della Prevenzione 2005-2007 e nei relativi Piani Regionali. La stesura delle Linee di indirizzo per i capitolati d’appalto nel settore della Distribuzione Automatica ha voluto essere uno strumento che permette di valutare in modo trasparente l’acquisizione del servizio di vending in qualsiasi esercizio pubblico e privato, in termini di bilancio complessivo, includendo cioè nel “contratto” anche aspetti sociali, nutrizionali e l’utilizzo di energie riconvertibili. Nel documento redatto, l’anno scorso, si sottolinea come sia possibile contribuire alla promozione di valori ormai primari della nostra società, quali l’attenzione al rapporto alimentazione-salute, alla valorizzazione delle produzioni alimentari locali e alla tutela dell’ambiente. Attraverso questo documento si attesta il distributore come mezzo di promozione della salute, consentendo l’accessibilità a prodotti freschi, provenienti da agricoltura biologica, anche di origine locale. In tal modo è anche possibile tutelare l’ambiente, assicurando distanze più brevi tra il luogo di produzione e quello di consumo, riducendo l’inquinamento e aumentando la sostenibilità del servizio.
Scopo principale del documento sui capitolati è quello di favorire la diffusione di una cultura della prevenzione e della promozione della salute e di corretti stili di vita. Si tratta di una proposta che si rivolge alle Pubbliche Amministrazioni, per superare le logiche di un beneficio economico immediato e per dotarsi di uno strumento che definisca i termini dei bandi di gara, che dovranno essere adattati alle esigenze delle singole realtà. Rispondere ad un bisogno sociale, garantendo la salute del cittadino, la tutela dell’ambiente e lo sviluppo verso l’eccellenza nella qualità del settore.
Curiosità storica
I primi 10 distributori automatici sono stati installati a Milano nel 1946 per la vendita della Coca Cola, la bibita “sbarcata” in Italia insieme ai marines l’anno precedente. Alcuni imprenditori italiani si appassionarono immediatamente alla novità e iniziarono la produzione di gettoniere e di veri e propri distributori automatici “made in Italy”. Nel 1961 viene prodotto il primo distributore completamente italiano e l’anno successivo la Faema, già sinonimo nei bar di caffè espresso, decide di entrare nel mercato. La rivoluzione in Italia avviene proprio grazie a questa azienda che immette sul mercato una macchina per la somministrazione di caffé espresso. In un Paese che stava vivendo un periodo di crescita e di euforia queste aziende pioniere e le imprese di gestione sempre più numerose inventano e diffondono in Italia un nuovo stile di consumo, il concetto di “pausa che ristora”.
I NUMERI DI VENDITALIA 2008
269 espositori, di cui il 14% stranieri provenienti da 14 paesi diversi, di cui 5 extra europei, 20.000 metri quadrati di esposizione, attesi oltre 10.000 visitatori sono i numeri che confermano VENDITALIA 2008 essere la fiera internazionale di maggior prestigio per il Settore. Quest’anno l’internazionalità di VENDITALIA è sottolineata anche dalla presenza, all’ingresso della fiera, di un punto di accoglienza per i visitatori internazionali, gestito dalle Associazioni Europea (EVA) e Mondiale (WVA).
In Sicilia sono 90.000 i distributori automatici, 250 le aziende di gestione e 1.000 le persone impiegate nel settore. Per continuare a garantire la qualità del servizio è fondamentale fare fronte comune a livello imprenditoriale e istituzionale per il rispetto delle regole e della qualità.
IL NEW YORK TIMES HA PUBBLICATO UN ARTICOLO SUL SETTORE LO SCORSO 14 MARZO
Un convegno a Palermo mette a confronto rappresentanti del Vending con le Istituzioni locali.
A livello nazionale hanno superato abbondantemente i 6 miliardi le consumazioni ai distributori automatici. Con oltre 2 milioni di macchine installate in Italia, una ogni 29 abitanti, il settore fattura oltre 2,7 miliardi di Euro e impiega 34.000 addetti.
Palermo, 19 marzo 2009 – Sono 20 milioni le persone che ogni anno in Italia si avvalgono di un distributore automatico, circa un milione solo in Sicilia. Confida – Associazione Italiana della Distribuzione Automatica scende in campo per chiedere il sostegno di Enti e Istituzioni per difendere la qualità e la sicurezza alimentare. Il rischio è che il mancato rispetto delle regole da parte di pochi operatori con scarsa professionalità leda l’immagine di un settore che mette in campo un grande impegno per la qualità del servizio. Non è un caso, infatti, il successo crescente e la leadership italiana nel mondo testimoniata addirittura da un articolo pubblicato lo scorso 14 marzo dal New York Times.
Non vogliamo assolutamente fare dichiarazioni di principio, ma assumere concrete responsabilità. – ha dichiarato Gandolfo Mogavero, Delegato regionale di CONFIDA – Associazione Italiana Distribuzione Automatica – Crediamo fermamente nella strada della qualità e con l’evento di oggi ci sentiamo di prendere un impegno nei confronti della collettività, chiamando a consesso tutte le principali istituzioni impegnate a difesa della salute e della sicurezza del cittadino. Crediamo che la competizione sana, soprattutto in campo alimentare, non possa giocarsi al ribasso sui prezzi, ma piuttosto al rilancio sulla qualità. È da evitare accuratamente il rischio di un’insana competizione che agisca solo sull’abbattimento dei prezzi a scapito della sicurezza. I danni che ne deriverebbero sarebbero gravissimi e riguarderebbero non solo il settore, ma anche e soprattutto la salute pubblica. Tanto più gravi perché minerebbero alla base l’esistenza di un settore che cresce nonostante la crisi. A livello nazionale il Vending vale 2,7 miliardi di Euro e dà lavoro a 34.000 persone, mille solo nella nostra Regione. La nostra associazione, che rappresenta circa l’80% del mercato, ha sottoscritto la Carta dei Servizi e questo documento dovrebbe essere richiesto e reso obbligatorio nei capitolati d’appalto, pena l’esclusione dalle gare. Solo in questo modo sarà possibile garantire la salute e la sicurezza del cittadino. Siamo certi che a vincere sarà la sana competizione imprenditoriale e il rispetto delle regole. Non si rischi di far di tutta l’erba un fascio, ma si lavori insieme. Ne va della salute di noi tutti e dei nostri concittadini.”
L’IMPEGNO SULLA QUALITÀ
Siamo lontani anni luce dall’immagine, di fantozziana memoria, della macchinetta mangiasoldi che si rifiuta di versare il caffè, da prendere a calci e da utilizzare solo se non se ne può proprio fare a meno. E il merito è sicuramente dell’impegno sulla qualità che il settore sta portando avanti da anni e dei considerevoli investimenti in ricerca e sviluppo di tutte le aziende che compongono la filiera del settore: dai produttori di macchine, alle aziende che producono alimenti e bevande agli stessi gestori che assicurano il rifornimento e il servizio.
I PREZZI
Il settore, sin dai suoi albori, ha svolto anche l’importante ruolo di calmiere dei prezzi, evitando che consumazioni, come ad esempio il caffè, raggiungessero livelli di costo addirittura superiori agli attuali. In uno scenario di generale incertezza economica e di tendenza verso la concentrazione dei consumi, l’offerta della distribuzione automatica mostra in tutta evidenza la sua forte valenza sociale, ponendosi al servizio di quanti lavorano, studiano e passano sempre più tempo fuori casa. Si registra, infatti, un forte aumento delle consumazioni che dal 2005 ad oggi sono aumentate del 10,37%, raggiungendo la quota di 6,3 miliardi di unità. Le imprese di gestione del servizio di ristoro mediante distributori automatici denunciano però il costante aumento di tutti i costi relativi al servizio sia in termini di costi del lavoro, materie prime, apparecchiature e compenti. Per mantenere e garantire al consumatore un livello di servizio d’eccellenza, ci si è visti costretti ad adeguare il listino prezzi ai continui aumenti dei costi. Una necessità che ci obbliga ad agire con urgenza per continuare la valorizzazione di un servizio che reputiamo di fondamentale interesse sociale. Non aumentavamo i prezzi da tempo e non l’avevamo fatto neppure, caso più unico che raro, in occasione del passaggio della lira all’Euro quando il nostro settore sostenne tutti i costi del rinnovamento del parco macchine in occasione di questa trasformazione monetaria. Non solo, abbiamo anche collaborato con le Istituzioni finanziarie e con la Zecca dello Stato nell’immane lavoro di sostituzione delle monete in circolazione senza far gravare questo immane sforzo sui consumatori.
LA LEADERSHIP ITALIANA
Ricordiamo anche la leadership italiana del settore nel mondo, il 70% delle macchine prodotto in Italia è destinato a mercati stranieri. Un successo dovuto alla professionalità che la filiera ha dimostrato a tutti i livelli. Siamo di fronte a un settore che in silenzio è riuscito a costruire una leadership mondiale, siamo di fronte ad un settore che, lontano dalla ribalta, si è concentrato sulla qualità. Con grande umiltà il Vending italiano ha investito, infatti, sulla qualità del servizio e sull’attenzione alle esigenze del consumatore.
“Possiamo affermare con orgoglio – ha concluso Mogavero – che il nostro settore è considerato un esempio per i colleghi stranieri. Insomma il concetto del Made in Italy, tanto di cronaca in questo periodo, è veicolabile anche attraverso il nostro settore, attraverso la diffusione delle nostre macchine in ogni angolo del globo, attraverso i nostri alimenti, caffè in primis, che esportiamo “automaticamente” in tutto il mondo. Lo dimostra il fatto che la più grande fiera internazionale del settore, VENDITALIA, si svolga proprio in Italia. Abituati a sentir parlare di primati negativi del nostro Paese, dovremmo sottolineare al massimo questa interessante eccezione e valorizzare il settore piuttosto che minarlo.”
IL TREND DEI CONSUMI FUORI CASA
Nonostante i consumi degli italiani risultino essere in calo, quelli relativi alla ristorazione fuori casa vanno in controtendenza, facendo registrare, secondo Fipe – Federazione Italiana Pubblici Esercizi, un aumento +22,6% nel periodo 1997/2007. Il motivo è da ricercare nel cambiamento delle abitudini alimentari che vedono sempre più gli italiani consumare i pasti fuori dall’ambiente domestico. È in linea con questa tendenza anche il Vending che si integra perfettamente con l’offerta dei canali di ristorazione tradizionali. I cambiamenti in corso riguardano per esempio i nuovi alimenti freschi che sempre di più, anche grazie all’impegno dell’Associazione, si stanno diffondendo in questo canale. Sono in studio anche alimenti da distribuire automaticamente rivolti alla popolazione straniera ed extracomunitaria che sempre di più vive e lavora nel nostro Paese. Dal grandangolo della distribuzione automatica si fotografa un’Italia sempre più attenta alla propria alimentazione, sempre più sensibile verso i contenuti nutrizionali dei prodotti, sempre più aperta verso proposte alimentari in linea con la salute.
LA CARTA DEI SERVIZI
CONFIDA, già nel maggio del 2005, con la presentazione della Carta dei Servizi, aveva mosso il primo passo per creare una regolamentazione a tutela del consumatore. Tale documento contiene infatti i principi fondamentali del servizio della distribuzione automatica e le garanzie offerte a chi ne fruisce. Concretamente sono stati sviluppati una guida operativa e un manuale della modulistica, in cui vengono indicate in modo analitico le regole che l’impresa che opera nel settore della distribuzione automatica deve rispettare per migliorare gli standard qualitativi del servizio fornito.
FERMO IL FATTURATO, MA SONO 1.000 I POSTI DI LAVORO CREATI NELL'ULTIMO ANNO, 5.000 DAL 2005 AD OGGI
Cresce il numero di distributori automatici installati (+8,42%), ma il numero delle consumazioni (+0,50%) e il fatturato (-0,33%) rimangono stabili.
La diffusione dei distributori si conferma strategica in uffici e aziende (90,4%).
Il Presidente di Confida Vincenzo Scrigna si dichiara soddisfatto, ma sprona le aziende associate a continuare a investire nella qualificazione del settore e delle sue persone, approfittando proprio di questo momento di difficoltà.
Confermata leadership mondiale nella produzione di macchine.
Roma, 03 aprile 2009 – Il Vending è un’ottima cartina di tornasole della salute delle nostre aziende, essendo presente per oltre il 90% negli uffici, la crisi del settore industriale si ripercuote immediatamente sui consumi alla macchinetta e i 510.000 posti a rischio denunciati da Confindustria significheranno 510.000 erogazioni in meno al giorno. Qui sta la sfida. Lo scorso anno la compensazione c’è stata, a fronte di una riduzione del numero di consumatori a causa della diminuzione delle persone occupate, si è verificato un aumento del consumo pro-capite, anche grazie al miglioramento della qualità e della varietà dei prodotti distribuiti automaticamente. Due sono gli obiettivi prioritari che Confida si pone in questo momento: da un lato, come nell’immediato difendere il valore del Settore dagli effetti della crisi e, dall’altro, come trasformare la “criticità” in una “opportunità” per riposizionare il Vending in una prospettiva più strategica.
“Oggi si portano a casa i risultati del lungo e umile percorso di valorizzazione iniziato nel 2005 con la presentazione proprio qui a Roma della carta dei servizi. – ha commentato Vincenzo Scrigna, Presidente Confida – Associazione Italiana Distribuzione Automatica –Se a fronte della crisi, il settore ha tenuto, il merito è proprio dell’investimento costante sulla qualità. Quando ci sono meno soldi il consumatore è costretto a fare rinunce e opera delle scelte di sostituzione. Ad oggi il nostro settore esce vittorioso da questi confronti tra canali. La strada della qualificazione del settore sta portando i suoi frutti e il dato della tenuta del fatturato in un momento di profonda crisi, va letto come un monito ulteriore verso l’importanza dell’innovazione. Se il settore non avesse creduto nell’innovazione sin dalla nascita, oggi non avrebbe una leadership mondiale (confermata, anche in questo periodo di congiuntura mondiale negativa). Ricordiamo la lezione del Professor Vincenzo Perrone, Prorettore alla Ricerca dell’Università Bocconi: “Innovazione fa rima con insoddisfazione.” È sempre importante tenere viva la tensione creativa e lo è ancora di più quando è più difficile farlo, quando ad esempio ci troviamo all’apice del successo. Noi l’abbiamo fatto. All’apice del successo non ci siamo seduti sugli allori, ma abbiamo deciso di continuare a investire sulla qualità. Qui sta il cuore dei dati presentati oggi. La nostra storia è costantemente corredata da visioni sul futuro. La sfida deve essere quella di mantenere la tensione creativa che abbiamo dimostrato fin dagli albori anche nel nuovo scenario internazionale che è fatto di profonda crisi, turbolenze nei prezzi, di forte spinta verso la globalizzazione e di concorrenza molto serrata e non sempre leale. Dovremmo continuare a essere pionieri come lo sono stati i nostri predecessori che sono stati in grado di vedere di fronte ad una prima rudimentale macchinetta di bibite fredde, sbarcata in Italia con i marines, una possibile torrefazione automatica di caffè in grado di esportare il genio italiano nel mondo. Questa è la tensione che dobbiamo mantenere anche dopo aver sperimentato il successo, tanto più in una situazione difficile come quella di oggi.”
I dati principali che emergono dallo studio 2008 sul Vending in Italia Confida evidenziano la crescita della diffusione dei distributori automatici (+8,42%) che passano da 2.103.000 unità del 2007 a 2.280.000 del 2008. Cresce, anche se di mezzo punto percentuale (0,5%), il numero totale di consumazioni che sale da 6.309.000.000 a 6.340.000.000. In lieve flessione ma di fatto stabile il fatturato: da 2.723,6 a 2.714,7 milioni di euro (-0,33%).
Diffusione e tipologia di luoghi
I distributori automatici si confermano maggiormente diffusi nei luoghi chiusi e in particolare in uffici e aziende (90,4%, contro il 90,1% del 2007). Stabili i luoghi aperti al pubblico come metrò e stazioni (0,5%). Enti pubblici (ospedali e ministeri) e scuole-università toccano rispettivamente una quota del 3,9% e 5,2%.
Ripartizione parco macchine
L’aumento della diffusione si registra in tutti i settori (Ocs, Vending-Free Standing e Vending-Table Top) con una crescita più consistente nell’Ocs (da 1.500.000 a 1.635.000 unità, pari al +9,00%), seguita dal Table Top (+6,43%, da 158.000 a 168.000) e dal Free Standing (+2,89%, da 173.000 a 177.000).
Ripartizione delle consumazioni
Le bevande calde hanno raggiunto un numero di consumazioni pari a 4.420.303.000, pari a un fatturato di 1.386.276.232 euro. Il caffè in grani supera la metà del consumo (55,20%) seguito da caffè porzionato (26,50%), altre bevande (15,30%) e caffè solubile (3,00%).
Nelle bevande fredde (1.050.000.000 prodotti e 378.000.000 di euro di fatturato) l’acqua è ovviamente il prodotto più venduto con una quota del 58,70% a cui seguono lattine (29,90%), succhi di frutta (6,30%) e bevande PET (5,10%).
Negli snack monoporzione la battaglia tra dolce e salato va al primo: 41,40% contro 40,05%. Al dolce si aggiunge il solo cioccolato con un 10,80% e poi prodotti freschi (7,30%), gelati (0,30%), surgelati (0,10%) e prodotti non alimentari (0,05%). La quantità di snack venduti nel 2008 tocca gli 870.000.000 con un fatturato di 330.600.000 di euro.
Addetti e parco macchine
I dati relativi agli addetti nel settore e del parco macchine operanti hanno fatto registrare ancora una volta un trend positivo: gli addetti sono passati da 34.000 a 35.000, mentre il parco macchine è cresciuto da 17.000 a 18.000 unità.
LA LEADERSHIP ITALIANA
Ricordiamo anche la leadership italiana del settore nel mondo, il 70% delle macchine prodotto in Italia è destinato a mercati stranieri. Un successo dovuto alla professionalità che la filiera ha dimostrato a tutti i livelli. Siamo di fronte a un settore che in silenzio è riuscito a costruire una leadership mondiale, siamo di fronte ad un settore che, lontano dalla ribalta, si è concentrato sulla qualità. Con grande umiltà il Vending italiano ha investito, infatti, sulla qualità del servizio e sull’attenzione alle esigenze del consumatore.
IL TREND DEI CONSUMI FUORI CASA
Nonostante i consumi degli italiani risultino essere in calo, quelli relativi alla ristorazione fuori casa vanno in controtendenza, facendo registrare, secondo Fipe – Federazione Italiana Pubblici Esercizi, un aumento +22,6% nel periodo 1997/2007. Il motivo è da ricercare nel cambiamento delle abitudini alimentari che vedono sempre più gli italiani consumare i pasti fuori dall’ambiente domestico. È in linea con questa tendenza anche il Vending che si integra perfettamente con l’offerta dei canali di ristorazione tradizionali. I cambiamenti in corso riguardano per esempio i nuovi alimenti freschi che sempre di più, anche grazie all’impegno dell’Associazione, si stanno diffondendo in questo canale. Sono in studio anche alimenti da distribuire automaticamente rivolti alla popolazione straniera ed extracomunitaria che sempre di più vive e lavora nel nostro Paese. Dal grandangolo della distribuzione automatica si fotografa un’Italia sempre più attenta alla propria alimentazione, sempre più sensibile verso i contenuti nutrizionali dei prodotti, sempre più aperta verso proposte alimentari in linea con la salute.
LA CARTA DEI SERVIZI
CONFIDA, già nel maggio del 2005, con la presentazione della Carta dei Servizi, aveva mosso il primo passo per creare una regolamentazione a tutela del consumatore. Tale documento contiene infatti i principi fondamentali del servizio della distribuzione automatica e le garanzie offerte a chi ne fruisce. Concretamente sono stati sviluppati una guida operativa e un manuale della modulistica, in cui vengono indicate in modo analitico le regole che l’impresa che opera nel settore della distribuzione automatica deve rispettare per migliorare gli standard qualitativi del servizio fornito.
I NUMERI DI VENDITALIA 2008 E APPUNTAMENTO AL 2010
270 espositori provenienti da 14 paesi nel mondo, 20.000 metri quadrati di esposizione, 14.000 visitatori, una crescita del 25,3% rispetto all’edizione precedente, circa 60 testate giornalistiche accreditate, di cui 10 straniere. Questi i numeri dell’edizione del 2008, il prossimo appuntamento sarà dal 28 aprile al 1 maggio 2010
Oltre il 40% degli italiani negli ultimi sei mesi hanno utilizzato distributori automatici di alimenti e bevande. Sono un quarto gli utilizzatori che ne fanno un uso quotidiano.
PAUSA CAFFÈ, RITO QUOTIDIANO
DISTRIBUZIONE AUTOMATICA: UN FENOMENO SEMPRE PIÙ DIFFUSO E SOCIALE
L’indagine del CENSIS per Confida e Venditalia rivela che un quarto della popolazione ha ridotto i consumi alimentari o variato le abitudini a seguito della crisi, ma solo il 6,8% ha ridotto i propri acquisti dal distributore automatico.
Milano, 6 novembre 2009 – È stata presentata oggi una ricerca condotta da CENSIS per CONFIDA – Associazione Italiana della Distribuzione Automatica e Venditalia, la principale fiera mondiale del settore che si svolgerà a Milano dal 28 aprile al 1 maggio 2010. Un evento che chiuderà i battenti proprio nel giorno della Festa dei lavoratori, a significare il legame indissolubile fra macchine e luoghi di lavoro, anche in virtù della diffusione, prevalente soprattutto negli uffici, dove si localizza il 41% degli utilizzatori.
Distributori che sono stati oggetto di richiesta sindacale nello Statuto dei Lavoratori e che fanno ormai parte integrante della nostra vita e del nostro panorama quotidiano, fino ad essere diventati quasi trasparenti ai nostri occhi. Fenomeno questo riservato solo agli oggetti talmente comuni da perdere in un certo senso di identità. Al punto che l’indagine del CENSIS rivela che è molto poco noto il volto di chi si cela dietro ai distributori automatici: l’82% degli utilizzatori ignora, infatti, il nome dell’azienda che eroga il servizio e l’87,6% non ha idea dei passaggi organizzativi e della filiera di cui si compone il comparto.
"E' quello della distribuzione automatica di alimenti e bevande un settore che più di altri è stato capace di rispondere ai cambiamenti dettati dai nuovi stili di vita, dall'organizzazione del lavoro, dal trascorrere fuori casa molto più tempo rispetto al passato. – Ha dichiarato Carlo Sangalli, Presidente di Confcommercio – Un comparto di particolare importanza e rilievo per l'economia nazionale, il vostro, che ha nell'innovazione e nella qualità dei prodotti i propri punti di forza. E anche in un periodo particolarmente difficile per l'economia la distribuzione automatica di alimenti e bevande ha saputo tenere e ha assorbito meglio di altri comparti l'onda d'urto della crisi."
Sono almeno 15 milioni le persone che si avvicinano occasionalmente o con una cadenza regolare alla distribuzione automatica. In particolare, negli ultimi 6 mesi, secondo l’indagine CENSIS, ben il 42% della popolazione italiana tra i 18 e i 64 anni ha acquistato alimenti e bevande automaticamente e addirittura un quarto degli utilizzatori ne fa un uso quotidiano. Ma l’indagine si è posta anche l’obiettivo di dare voce e sostanza alle cosiddette “macchinette” della distribuzione automatica, termine che va certamente inteso come vezzeggiativo e non certo come diminutivo o peggio dispregiativo. Sembra ormai alle spalle lo stereotipo della “macchinetta mangiasoldi” da prendere a calci, poiché, al contrario, si rileva che gli italiani valutano positivamente questo canale, apprezzandolo in primis per l’apertura 24 ore su 24, per 365 giorni all’anno (un punto di forza per l’87,3% degli utilizzatori), in secondo luogo per la pulizia e l’igiene (81,9%), poi per la qualità dei prodotti (76,8%), i tempi di erogazione (75,9%), la reperibilità nei luoghi frequentati abitualmente (75,4%), la varietà della scelta (73,9%), i sistemi di pagamento (72,2%), il non doversi relazionare con un commesso (64%) e, infine, la dimensione delle porzioni (59,7%).
Peraltro, la porzione di quanti non vi ricorrono (il 58%) motiva la scelta con il fatto che semplicemente non è capitato di fruirne (per il 42,8% dei casi), con la preferenza per altri canali distributivi nel 31,6% dei casi, o perché non trova le macchinette nei luoghi frequentati (31,5%). La preclusione verso il canale si ha per il 28,2% dei non utilizzatori, che dichiara di non essere attratto dal distributore, dal 16,6% che ritiene di non trovare prodotti di interesse o di non fidarsi della qualità nel 10,9% dei casi. I timori da stereotipo riguardano una minima parte degli utilizzatori, che non li ritiene igienici nel 2,7% dei casi o che teme trattengano i soldi senza erogare il prodotto nell’1,5% dei casi.
Proprio sul tasto della qualità battono i clienti fedeli utilizzatori delle macchinette: per il 77% è di interesse che vi sia un bollino che certifichi la qualità del prodotto offerto.
Per quanto riguarda la frequenza d’uso, ne fa un utilizzo quotidiano il 25,3% degli utilizzatori, vi ricorre occasionalmente il 59,3% e nell’ordine delle 2 o 3 vote alla settimana il 15,4%. Il 41% degli utilizzatori vi ricorre sui luoghi di lavoro, il 31% nei luoghi di attesa, il 18,9% in quelli di studio, il 12,2% in quelli di transito, il 9,2% nei centri commerciali e il 5,6% nei luoghi dedicati allo svago. E il giudizio di soddisfazione delle macchinette per la pausa caffé nei luoghi di lavoro è positivo per il 54,9% degli utilizzatori, più cauto il 21%, giudizio negativo per l’1% (solo il 22,9% non ha la disponibilità di distributori nel posto di lavoro).
L’analisi condotta dal CENSIS ha rilevato anche le positività connesse ai distributori nei luoghi di lavoro. Per il 32% contribuisce a creare un clima di lavoro più sereno e cordiale fra i colleghi, per 28,5% permette di acquistare prodotti a prezzi contenuti, per il 25,3% è sintomo di attenzione alle esigenze dei dipendenti da parte della direzione dell’ufficio, per il 14,2% è la varietà di scelta dei nuovi distributori l’asset da sottolineare.
“Una delle grandi doti tipiche di questo mercato – ha dichiarato Giuseppe De Rita, presidente della Fondazione Censis – è la sua incredibile capacità sociale. Spesso l’area della macchinetta diventa il fulcro di conversazioni e attimi di pausa da passare in compagnia; e questo dovrà essere anche uno degli obiettivi da sviluppare per uscire vincitori da questo periodo. L’altro pregio da riconoscere al vending è insito nella sua struttura organizzativa: essenzialmente orizzontale. Non è un “capo” al vertice, un sistema piramidale. Nel vasto mosaico del vending vediamo un continuo incastro di responsabilità e di forze che, nell’insieme, creano il potere di tutto un settore. La struttura orizzontale è la grande forza di questo mondo”
Per quanto attiene l’impulso all’acquisto di prodotti dalle macchinette è “la voglia di un caffè” che regola la scelta per il 43,1% dei consumatori, seguita dal “saziare velocemente fame o sete” per il 31,4%. L’assenza di alternative vale per il 17,7% del campione, il risparmio insieme alla qualità della referenza è segnalato dall’11,4%, mentre “l’occasione per socializzare con amici e colleghi” dal 7,7%.
Se si osservano poi quanti consumano fuori casa pasti e bevande – e si tratta del 67% del campione – si trova che la spesa media sostenuta quotidianamente è di 5,27 euro, mentre per l’acquisto presso distributori automatici si spendono mediamente 0,72 centesimi. Al punto che un lieve innalzamento dei prezzi per il 41% è ininfluente nella scelta, mentre per il 21,5% un aumento è accettabile solo a fronte di prodotti di migliore qualità o per il 9,6% di una maggiore varietà nell’offerta. I prezzi sono, invece, valutati fin troppo elevati dal rimanente 27,9% del campione. Da segnalare, inoltre, che la quota di utenti che a causa della crisi ha ridotto i propri acquisti presso i distributori automatici è del 6,8% sul totale degli utilizzatori.
“Noi crediamo fermamente nell’importanza del lavoro e nel rispetto dei nostri clienti – ha affermato Vincenzo Scrigna, Presidente di Confida. Entrando nelle loro case, nei loro uffici, ma anche nelle scuole, negli ospedali, nelle palestre, nelle sale d’aspetto, dobbiamo presentarci preparati, attenti, veloci, ma essere in un certo senso trasparenti rispetto a quanto accade. Non ascoltiamo i discorsi, ma siamo al contrario assolutamente attenti alle esigenze dei consumatori. Leggiamo i loro gusti dalle loro consumazioni e cerchiamo immediatamente di adeguare l’offerta con l’obiettivo di fondo di dedicare più tempo alle persone e sempre meno alla macchina, sempre meno all’automezzo. I nostri valori sono riassunti nella carta dei servizi, un’importante assunzione di responsabilità nei confronti della collettività, che abbiamo sottoscritto e presentato nel 2005. Oggi i nostri sforzi vanno verso l’obiettivo di far privilegiare il gestore che aderisce a questo progetto. Stiamo facendo una capillare opera di sensibilizzazione in tal senso sia per aumentare il numero di operatori che la fanno propria sia per portare i clienti ad esigerla. Ne va della loro salute, ma talvolta le logiche del prezzo vincono e addirittura compromettono quelle della qualità. Per questa ragione – ha concluso Vincenzo Scrigna – un successo del settore è dato dall’Ingresso di Confida nel Tavolo di Lavoro Tecnico per la definizione di un “codice etico per la commercializzazione di alimenti per l’infanzia” istituito dal Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali.”
Come si è visto, è il caffè il prodotto che stimola maggiormente all’acquisto. Ma l’indagine del CENSIS rivela anche quali altri prodotti “meno convenzionali” sarebbero graditi e consumati regolarmente dagli italiani se fossero resi disponibili: caffè al ginseng e d’orzo (per il 18,7% degli utilizzatori abituali della distribuzione automatica), yogurt (12,1%), frutta o verdura (10,9%), prodotti a basso contenuto calorico (10,2%), prodotti del commercio equo e solidale (7,8%), prodotti biologici (7,6%), prodotti tipici regionali (6,2%) e infine piatti pronti (4,7%).
Molto buona la valutazione in termini generali e complessivi sui distributori utilizzati. In una valutazione da 1 a 5, hanno voto ottimale la praticità (4,51), l’accessibilità e il posizionamento (4,25), la pulizia e l’igiene (4,08). Nessun fattore critico di successo ha valutazioni inferiori al 3. Il voto più basso è assegnato al design e all’aspetto estetico con un 3,81. Da segnalare il voto di 3,94 per il prezzo di vendita competitivo, 3,95 per la varietà e l’assortimento, 3,93 per la qualità dei prodotti e 3,91 per la funzionalità.
In termini di possibili sviluppi strategici, i consumatori utilizzatori segnalano alcuni indirizzi: per il 41,7% una variabile critica di successo è rappresentata dal proporre una maggiore qualità e varietà dei prodotti, il 20,3% apprezzerebbe un ambiente più confortevole dove consumare, il 17,5% auspica una maggiore diffusione dei distributori, il 10,6% sollecita migliori performance di efficienza, l’8,1% soluzioni di pagamento innovative, infine il 5,2% macchine più belle e semplici da usare.
“In anni passati, il grande vantaggio era costituito dal fatto che il terreno era del tutto fertile – ha dichiarato Marco Monaco, Presidente di Venditalia – Mi vengono in mente gli scenari delle sconfinate praterie americane di un paio di secoli fa: quando arrivavano le carovane dei pionieri si trovavano davanti a un vero e proprio paradiso. Nella distribuzione automatica è avvenuto qualcosa di analogo. Nel mercato di allora (anni ’70) ogni tipo di capacità veniva premiata con relativa facilità. Una situazione di straordinarie potenzialità, che ha consentito al settore di crescere per lungo tempo con numeri a due cifre. Ricordo una battuta che mi faceva spesso un gestore che conoscevo. Diceva: ‘ Quando arrivavamo nelle aziende con il nostro furgone ci facevano un applauso’. Di fatto veniva risolto un oggettivo problema. Pensiamo solo alle imprese che hanno la propria sede nelle periferie industriali di Torino o Milano: dove vanno a prendere una bibita o un caffè? Oggi il mercato è molto diverso e va verso la saturazione sui luoghi di lavoro, enormi sono le potenzialità sui luoghi aperti al pubblico.”
Al Ministro Gelmini che annuncia l’avvio di un progetto ministeriale per portare la frutta nelle scuole risponde da Lecce l’Associazione Italiana della Distribuzione Automatica – Confida
In Puglia sono circa 50.000 i distributori automatici, 190 le aziende di gestione e circa 800 le persone impiegate nel settore. A livello nazionale hanno superato abbondantemente i 6 miliardi le consumazioni ai distributori automatici. Con oltre 2 milioni di macchine installate in Italia, una ogni 29 abitanti, il settore fattura oltre 2,7 miliardi di Euro, esporta il 70% della produzione di macchine e impiega 34.000 addetti. La Distribuzione Automatica di alimenti e bevande ha un impatto rilevante nella vita di tutti i giorni riguardando ormai circa 22 milioni di persone in una molteplicità di situazioni d’uso.
DISTRIBUZIONE AUTOMATICA E SALUTE: È TEMPO DI RISULTATI
NASCE LA CAMPAGNA “SANI e inFORMA” di CONFIDA
Per la prima volta in Italia è stato predisposto un monitoraggio a cadenza quadrimestrale per misurare la vendita di prodotti salutari attraverso il Vending, a cura del Coordinamento Nazionale Marketing Sociale e Confida. Analizzati oltre 5mila distributori free standing di snack su un totale di 179.000 diffusi in Italia. Nelle scuole medie inferiori sono installati il minor numero di distributori monitorati, ma è proprio in tale contesto che sono maggiormente entrati i prodotti salutari che rappresentano una quota del 22,27% sul totale dei prodotti snack erogati. L’impegno delle aziende del settore e della loro Associazione di rappresentanza sta portando i primi importanti frutti. Ora, per favore, non si riparta da zero. Questo l’appello accorato del settore da Lecce, dove si sta svolgendo un incontro alla presenza di massimi esperti come il Professor Carlo Cannella e le Istituzioni nazionali e locali.
In merito alla notizia pubblicata sul Secolo XIX il 24 maggio, “Gaslini, guerra del caffè in corsia”, Confida, Associazione italiana della distribuzione automatica, contesta con fermezza le premesse da cui muove l’articolo, frutto di una manifesta non conoscenza della realtà economica del settore.
Prima di prospettare l’attività delle imprese come una sorta di “pozzo di San Patrizio”, bisognerebbe andare a leggere i bilanci delle aziende e analizzare gli studi di settore.
Al contrario di quanto riportato, la distribuzione automatica italiana, fiore all’occhiello del made in Italy, sconta oggi momenti di grave difficoltà, determinati da un costante aumento dei costi (materie prime, carburanti, personale, ecc.) e dalla recessione che da diversi anni ha determinato una contrazione dei consumi.
Circa poi l’entità delle offerte presentate per la concessione del servizio di distribuzione automatica presso l’Istituto Giannina Gaslini, è del tutto evidente che queste afferiscano a singole scelte imprenditoriali, per le quali solo le aziende stesse possono fornire tutte le risposte.
L’occasione di questo articolo è però importante per focalizzare l’attenzione su un aspetto fondamentale: purtroppo, e troppo spesso, per esercitare il nostro lavoro e fornire i nostri servizi ci viene chiesta la corresponsione di un ristorno sugli incassi, che alla fine non può che incidere sulla qualità del prodotto o sul prezzo al consumatore finale. Se vogliamo gridare allo scandalo facciamolo verso chi dà per scontato poter chiedere agli operatori della distribuzione automatica soldi per ricevere servizi.
dott. Lucio Pinetti
Presidente di Confida
L'articolo del Gazzettino di Conegliano di ieri sta generando seri problemi al settore: invasi i centralini dei gestori della distribuzione automatica accusati tutti indistintamente di evasione fiscale. Le Fiamme Gialle di Conegliano hanno scoperto una maxi evasione di 1,5 milioni di Euro, ma il settore è impegnato sulla qualità.
Apprendiamo, non senza una certa apprensione, dal vostro giornale di ieri, domenica 21 febbraio, della società di Conegliano accusata di non versare le tasse per la gestione dei distributori automatici. Naturalmente, come Confida – Associazione Italiana della Distribuzione Automatica, non possiamo che prendere le distanze da simili comportamenti che rischiano di compromettere l’impegnativo lavoro di qualificazione che portiamo avanti da sempre, in modo particolare dal 2005 con la presentazione della Carta dei Servizi.
“È da questa mattina che i centralini della mia impresa di gestione sono invasi dalle telefonate di clienti e di concittadini che accusano il settore e addirittura la mia azienda di evasione fiscale – ha dichiarato Roberto Sala, titolare della Service Vending di Conegliano e Delegato Regionale di Confida – Associazione Italiana della Distribuzione Automatica per il Veneto – In realtà non è così. Per quanto la descrizione del gestore accusato corrisponda per età e servizi offerti alla mia persona, ho 52 anni e lavoro in scuole e ospedali, non sono assolutamente coinvolto. Non solo, ma sono impegnato in prima persona nell’opera di qualificazione che sta portando avanti Confida, la nostra associazione di rappresentanza e credo che i risultati dimostrino che è importante distinguere tra chi opera in modo disonesto e chi invece è costantemente e quotidianamente impegnato sulla qualità, sull’innovazione e sulla sicurezza alimentare. Non lasciamo la parola a chi delinque, ma diamo valore a quanti nel settore sono impegnati nella sottoscrizione di un Codice di autoregolamentazione che va sotto il nome di Carta dei Servizi. Inoltre noi, persone che rispettano le regole, siamo doppiamente danneggiati. E mi spiego: rispettando le regole, spesso facciamo fatica a vincere gare d’appalto contro chi non rispettando i requisiti della qualità e della sicurezza, abbatte i prezzi e gioca gare al ribasso che mettono in ginocchio il settore e poi nuovamente quando chi viene colto con le mani nel sacco rovina l’immagine anche di chi si comporta con qualità e trasparenza.”
Per la valorizzazione del Settore, CONFIDA ha promosso, la Carta dei Servizi, il progetto per la qualificazione delle proprie imprese associate. I circa 400 gestori iscritti all’Associazione, che rappresentano circa l’80% di un mercato molto concentrato, sottoscrivendo l’impegno di condivisione del progetto si impegnano a perseguire l’obiettivo di rispettare le regole indicate in questo documento per assicurare la qualità del servizio. In parallelo l’Associazione sta sviluppando un programma di formazione per gli associati per far sì che l’iniziativa possa rappresentare non solo un impegno degli operatori nei confronti dei clienti e dei cittadini consumatori, ma anche determinare una forte crescita culturale del settore. In tal modo sarà possibile incrementare sempre di più gli standard di qualità del servizio, di offrire il massimo delle garanzie alla clientela e ai consumatori. L’Associazione inoltre offre anche a tutti i propri iscritti consulenza legale e fiscale sempre in una logica di assoluta trasparenza e legalità.
È naturale che in questo importante lavoro di qualificazione, i comportamenti scorretti vadano puniti perché non possono che ledere l’immagine di quanti invece giornalmente lavorano in qualità, offrendo un servizio di ristoro a prezzi che si sono dimostrati sempre molto sociali e la cui crescita molto spesso è stata inferiore a quella media dell’inflazione.
Non ci pare però corretto affermare, come fate nel vostro articolo, che “quello dei distributori automatici è un settore che si presta a frodi di questo genere…” perché i gestori hanno contratti chiari e definiti con le realtà pubbliche e private presso le quali installano i propri distributori. I sistemi informatici attuali inoltre registrano tutte le transazioni che avvengono nei distributori automatici anche per permettere di eseguire controlli aziendali interni e per monitorare eventuali anomalie dei distributori stessi relativamente agli incassi (es. funzionamento gratis oppure funzionamento con un prezzo diverso da quello esposto) sia relativamente alla merce introdotta (es. caffè erogato con una grammatura superiore alla taratura programmata). Rispetto agli appalti pubblici poi l’Associazione è particolarmente attiva, avendo elaborato le linee di indirizzo per i capitolati d’appalto nel settore del Vending che sono uno strumento che permette di valutare in modo trasparente l’acquisizione del servizio in qualsiasi esercizio pubblico e privato, in termini di bilancio complessivo, includendo cioè nel “contratto” anche aspetti sociali, nutrizionali e l’utilizzo di energie riconvertibili.
Ad oggi il parametro che condiziona maggiormente il rapporto tra gli enti pubblici e la distribuzione automatica è la gara d’appalto. Questo spesso però genera gare al ribasso focalizzate sui prezzi che non sempre rispettano i requisiti minimi in termini di standard qualitativi. Si tratta di una modalità pericolosa che può andare a discapito della salute dei cittadini e, purtroppo, anche dell’immagine dell’intero settore.
Il successo del progetto di qualificazione si può leggere dal deciso aumento dei consumatori, pur in periodo di forte contrazione dei consumi. Si tratta di persone che probabilmente un tempo non compravano alla macchinetta e che oggi, in considerazione della congiuntura economica sfavorevole, scoprono un canale interessante e competitivo in termini di rapporto prezzo/qualità. L’aumento del numero di consumatori nel Vending, si pensa sia dettato in parte dalla crisi che porta a fare scelte di consumo più oculate, ma soprattutto è il risultato dell’ottimo lavoro fatto dai Gestori del settore in questi ultimi anni, indirizzando gli investimenti nell’innovazione tecnologica, nella qualità del prodotto/servizio reso e nella sicurezza alimentare.
Sebbene un italiano su 3 consumi ormai automaticamente (22 milioni di persone), il settore risente della riduzione delle ore lavorative in azienda dovute alla fase economica sfavorevole. Il segno meno nelle consumazioni si deve alla riduzione delle ore lavorate nelle aziende. Se si pensa che ancora circa il 90% delle macchine è distribuito nei luoghi di lavoro, si comprende come il settore risenta immediatamente della situazione congiunturale sfavorevole. Crediamo quindi sia corretto bloccare comportamenti illeciti, ma anche valorizzare quanto di buono il settore fa e ha fatto negli anni e non lasciare che il comportamento scorretto di uno o di pochi rovini l’immagine di quanti lavorano con la massima trasparenza e con la certezza di continuare a fare un servizio per la Società ai massimi livelli di innovazione e qualità. Non è un caso che sia italiana la principale fiera mondiale della Distribuzione Automatica, Venditalia, che si svolgerà a Milano dal 28 aprile al 1 maggio. Una fiera italiana leader nel mondo perché leader a livello internazionale è proprio il nostro Paese con un export del 70% della produzione di macchine. Un Made in Italy che va valorizzato e rispettato come giustamente vanno accusati i comportamenti scorretti come quelli di cui avete trattato sul vostro giornale.
Milano, 23 marzo 2010 – È Lucio Pinetti il nuovo Presidente di CONFIDA, l’Associazione Italiana della Distribuzione Automatica, per il prossimo quadriennio. Un incarico che lo vedrà alla guida della filiera del Vending italiano fino alla vigilia dell’EXPO 2015. Si tratta di un comparto che rappresenta un’eccellenza del Made in Italy, poiché vanta un export del 70%, 6 miliardi di consumazioni in un anno, con un fatturato di 3 miliardi di euro e 35mila addetti.
“La passione per questo lavoro, l’esperienza maturata e la consapevolezza che tanto si può ancora fare per garantire a tutti gli operatori del settore una presenza sul mercato più proficua e serena, mi ha spinto a candidarmi alla Presidenza dell’Associazione – commenta Lucio Pinetti, Presidente di CONFIDA.
“Il riconoscimento del corretto valore del servizio reso dalle Imprese del Settore al consumatore finale, declinato nei diversi contesti sociali, luoghi di lavoro, scuole, ospedali e altre collettività, sarà il “cavallo di battaglia” del mio mandato.
Gli elevati standard qualitativi che esprime la Distribuzione Automatica italiana devono essere percepiti in tutta la loro pienezza dall’utenza e da questa considerati imprescindibili.”
Pinetti è cresciuto professionalmente nel mondo delle materie plastiche, prima come ricercatore in un noto istituto di ricerca della Montedison, poi come funzionario di Unionplast, Associazione delle Imprese di trasformazione di materie plastiche (aderente a Confindustria) ove ha operato per quasi una decina d’anni. È stato inoltre Segretario Generale dell’Associazione dei riciclatori di materie plastiche sia Italiana che Europea, membro del Consiglio Direttivo dell’Istituto Italiano Imballaggio, delle Commissioni Ambiente e Imballaggio di Confindustria, di Commissioni Tecniche UNI e di altri organi di rappresentanza. Dal 1997 al 2000 ha svolto il ruolo di Direttore Generale di Confida, prima sotto la Presidenza Buttazzoni, poi sotto la Presidenza Gastaldi. Nel 2001 ha lasciato l’Associazione per trasferirsi a Genova, dove ha iniziato una nuova vita da imprenditore.
Prima in collaborazione con un’azienda del settore, poi dal 2003 apre una piccola società di gestione, che nel 2007 entra a far parte di Liomatic SpA, dove fino ad oggi è stato Responsabile delle Pubbliche Relazioni e Area Manager del Nord Ovest.
La buona alimentazione s’insegna. Nelle scuole secondarie di 5 regioni un progetto pilota per incentivare i ragazzi a mangiare frutta e verdura attraverso i distributori automatici.
Sconfiggere l’obesità e promuovere un’alimentazione equilibrata a partire dall’età scolare.
CONFIDA – Associazione Italiana della Distribuzione Automatica collabora al progetto interregionale “… e vai con la Frutta” in circa 50 scuole secondarie di 2° grado mediante distributori automatici dedicati all’offerta finalizzata e diversificata di alimenti e bevande a maggiore valenza salutistica.
Il progetto buone pratiche per l’alimentazione “…e vai con la Frutta”, promosso dal Ministero della Salute nell’ambito del programma nazionale “Guadagnare salute” è realizzato dalle Regioni Toscana (capofila), Campania, Marche, Puglia e Sicilia, con il coordinamento scientifico del CREPS – Università di Siena, e l’adesione di operatori della distribuzione automatica associati a CONFIDA – Associazione Italiana della Distribuzione Automatica.
Il progetto “…e vai con la Frutta”, tramite l’utilizzo di un logo accattivante e messaggi colorati, prevede attività formative per un consumo consapevole e sani stili di vita e contestualmente la messa a disposizione di distributori automatici per l’offerta di frutta, snack, succhi e altre bevande a basso contenuto di sale, zucchero e con poche calorie.
L’accordo sottoscritto tra CREPS – Università di Siena e CONFIDA garantisce il coinvolgimento attivo di gestori del servizio, i quali da febbraio a giugno installeranno o dedicheranno dei distributori automatici per l’erogazione di prodotti con caratteristiche nutrizionali coerenti con le recenti linee guida del Ministero della Salute per la ristorazione scolastica.
“Nutrizione equilibrata, alimentazione consapevole e distribuzione automatica: una sinergia tutta da esplorare ma a monte ci deve essere la consapevolezza che il problema dell’obesità nasce da una pluralità di cause e fattori che vanno affrontati con un complessivo sano stile di vita ad iniziare dalla giovanissima età” spiega Lucio Pinetti, Presidente di CONFIDA.
Il Progetto “… e vai con la Frutta” prevede un percorso educativo mirato a promuovere maggiore consapevolezza dei benefici del consumo di frutta e verdura insieme all’attività fisica. Per monitorare il gradimento da parte degli studenti, verrà effettuata una valutazione, attraverso la somministrazione di un questionario, delle differenze di consumo pre e post per trarre indicazioni utili che verranno raccolte per finalità istituzionali dal Ministero della Salute e dalle Regioni.
Confida lancia un appello contro l'abuso di alcol nel corso del convegno “Vending responsabile per un'alimentazione consapevole” che si chiude oggi a Palazzo Marini – Camera dei Deputati
Roma, 25 febbraio 2011 – “No all'alcol nei distributori automatici, senza deroghe né eccezioni” questo è quanto il presidente di Confida (l'associazione nazionale della distribuzione automatica), Lucio Pinetti afferma, raccogliendo la sollecitazione dell'Istituto Superiore di Sanità, che individua nell'alcol uno dei principali problemi che riguardano la fascia di popolazione in età giovanile.
L'occasione è il convegno “Vending responsabile per un'alimentazione consapevole”, organizzato dall'Associazione culturale Dossetti presso Palazzo Marini (Camera dei Deputati), che si conclude oggi. Obiettivo dell’incontro è far comprendere, attraverso gli interventi di numerosi specialisti, che le patologie dovute a un’alimentazione non adeguata si risolvono con corretti stili di vita, in un’ottica complessiva che tiene conto di diversi fattori e non soltanto, ad esempio, della quantità e qualità del cibo che assumiamo.
“Il vending rappresenta un potente mezzo di comunicazione perché è l’unica realtà presente in maniera del tutto capillare sul territorio italiano, dove è presente un distributore automatico ogni 29 abitanti – spiega Lucio Pinetti, presidente di Confida – Si tratta di un dato estremamente significativo in termini di diffusione e reperibilità dei prodotti destinati al fuori casa”.
Secondo un'indagine che il Censis ha recentemente condotto per Confida, oltre il 40% degli italiani utilizzano distributori automatici di alimenti e bevande, sempre più apprezzati per la disponibilità 24 ore su 24 (punto di forza per l’87,3% degli utilizzatori), per la pulizia e l’igiene (81,9%), la qualità dei prodotti (76,8%), i tempi di erogazione (75,9%), la reperibilità nei luoghi frequentati abitualmente (75,4%), la varietà della scelta (73,9%), i sistemi di pagamento (72,2%), il non doversi relazionare con un commesso (64%), la dimensione delle porzioni (59,7%).
Con oltre 2 milioni di macchine installate in Italia, una ogni 29 abitanti, il settore fattura oltre 2 miliardi di euro e impiega circa 35.000 addetti. L’Italia è tra i leader nella produzione di distributori automatici e di sistemi di pagamento di cui esporta oltre il 60%. Il dato inerente la produzione annuale di macchine automatiche si attesta infatti intorno ai 425 milioni di euro, di cui oltre 265 milioni riguardano le vendite all’estero (in particolare Francia, Spagna, Portogallo e Germania).
CONFIDA – Associazione Italiana della Distribuzione Automatica – è, a livello nazionale, l’unica associazione di categoria che rappresenta i diversi comparti merceologici dell'intera filiera della Distribuzione Automatica di alimenti e bevande.