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DISTRIBUZIONE AUTOMATICA E SALUTE: E’ TEMPO DI RISULTATI. NASCE LA CAMPAGNA “SANI E inFORMA” DI CONFIDA

 

Al Ministro Gelmini che annuncia l’avvio di un progetto ministeriale per portare la frutta nelle scuole risponde da Lecce l’Associazione Italiana della Distribuzione Automatica – Confida


In Puglia sono circa 50.000 i distributori automatici, 190 le aziende di gestione e circa 800 le persone impiegate nel settore. A livello nazionale hanno superato abbondantemente i 6 miliardi le consumazioni ai distributori automatici.  Con oltre 2 milioni di macchine installate in Italia, una ogni 29 abitanti, il settore fattura oltre 2,7 miliardi di Euro, esporta il 70% della produzione di macchine e impiega 34.000 addetti. La Distribuzione Automatica di alimenti e bevande ha un impatto rilevante nella vita di tutti i giorni riguardando ormai circa 22 milioni di persone in una molteplicità di situazioni d’uso.


DISTRIBUZIONE AUTOMATICA E SALUTE: È TEMPO DI RISULTATI
NASCE LA CAMPAGNA “SANI e inFORMA” di CONFIDA


Per la prima volta in Italia è stato predisposto un monitoraggio a cadenza quadrimestrale per misurare la vendita di prodotti salutari attraverso il Vending, a cura del Coordinamento Nazionale Marketing Sociale e Confida. Analizzati oltre 5mila distributori free standing di snack su un totale di 179.000 diffusi in Italia. Nelle scuole medie inferiori sono installati il minor numero di distributori monitorati, ma è proprio in tale contesto che sono maggiormente entrati i prodotti salutari che rappresentano una quota del 22,27% sul totale dei prodotti snack erogati.  L’impegno delle aziende del settore e della loro Associazione di rappresentanza sta portando i primi importanti frutti. Ora, per favore, non si riparta da zero. Questo l’appello accorato del settore da Lecce, dove si sta svolgendo un incontro alla presenza di massimi esperti come il Professor Carlo Cannella e le Istituzioni nazionali e locali.

 

CONFIDA: BASTA CON IL PRESSAPOCHISMO QUANDO SI PARLA DI DISTRIBUZIONE AUTOMATICA

 

In merito alla notizia pubblicata sul Secolo XIX il 24 maggio, “Gaslini, guerra del caffè in corsia”, Confida, Associazione italiana della distribuzione automatica, contesta con fermezza le premesse da cui muove l’articolo, frutto di una manifesta non conoscenza della realtà economica del settore.


Prima di prospettare l’attività delle imprese come una sorta di “pozzo di San Patrizio”, bisognerebbe andare a leggere i bilanci delle aziende e analizzare gli studi di settore.


Al contrario di quanto riportato, la distribuzione automatica italiana, fiore all’occhiello del made in Italy, sconta oggi momenti di grave difficoltà, determinati da un costante aumento dei costi (materie prime, carburanti, personale, ecc.) e dalla recessione che da diversi anni ha determinato una contrazione dei consumi.


Circa poi l’entità delle offerte presentate per la concessione del servizio di distribuzione automatica presso l’Istituto Giannina Gaslini, è del tutto evidente che queste afferiscano a singole scelte imprenditoriali, per le quali solo le aziende stesse possono fornire tutte le risposte.


L’occasione di questo articolo è però importante per focalizzare l’attenzione su un aspetto fondamentale: purtroppo, e troppo spesso, per esercitare il nostro lavoro e fornire i nostri servizi ci viene chiesta la corresponsione di un ristorno sugli incassi, che alla fine non può che incidere sulla qualità del prodotto o sul prezzo al consumatore finale. Se vogliamo gridare allo scandalo facciamolo verso chi dà per scontato poter chiedere agli operatori della distribuzione automatica soldi per ricevere servizi.

dott. Lucio Pinetti
Presidente di Confida

 

LA BUONA ALIMENTAZIONE SI INSEGNA

 

La buona alimentazione s’insegna. Nelle scuole secondarie di 5 regioni un progetto pilota per incentivare i ragazzi a mangiare frutta e verdura attraverso i distributori automatici.


Sconfiggere l’obesità e promuovere un’alimentazione equilibrata a partire dall’età scolare.
CONFIDA – Associazione Italiana della Distribuzione Automatica collabora al progetto interregionale “… e vai con la Frutta” in circa 50 scuole secondarie di 2° grado mediante distributori automatici dedicati all’offerta finalizzata e diversificata di alimenti e bevande a maggiore valenza salutistica.

Il progetto buone pratiche per l’alimentazione “…e vai con la Frutta”,  promosso dal Ministero della Salute nell’ambito del programma nazionale “Guadagnare salute” è realizzato dalle Regioni Toscana (capofila), Campania, Marche, Puglia e Sicilia, con il coordinamento scientifico del CREPS – Università di Siena, e l’adesione di operatori della distribuzione automatica associati a CONFIDA – Associazione Italiana della Distribuzione Automatica.


Il progetto “…e vai con la Frutta”, tramite l’utilizzo di un logo accattivante e messaggi colorati, prevede attività formative per un consumo consapevole e sani stili di vita e contestualmente la messa a disposizione di distributori automatici per l’offerta di frutta, snack, succhi e altre bevande a basso contenuto di sale, zucchero e con poche calorie.


L’accordo sottoscritto tra CREPS – Università di Siena e CONFIDA garantisce il coinvolgimento attivo di gestori del servizio, i quali da febbraio a giugno installeranno o dedicheranno dei distributori automatici per l’erogazione di prodotti con caratteristiche nutrizionali coerenti con le recenti linee guida del Ministero della Salute per la ristorazione scolastica.


“Nutrizione equilibrata, alimentazione consapevole e distribuzione automatica: una sinergia tutta da esplorare ma a monte ci deve essere la consapevolezza che il problema dell’obesità nasce da una pluralità di cause e fattori che vanno affrontati con un complessivo sano stile di vita ad iniziare dalla giovanissima età” spiega Lucio Pinetti, Presidente di CONFIDA.


Il Progetto “… e vai con la Frutta” prevede un percorso educativo mirato a promuovere maggiore consapevolezza dei benefici del consumo di frutta e verdura insieme all’attività fisica. Per monitorare il gradimento da parte degli studenti, verrà effettuata una valutazione, attraverso la somministrazione di un questionario, delle differenze di consumo pre e post  per trarre indicazioni utili che verranno raccolte per finalità istituzionali dal Ministero della Salute e dalle Regioni.

 

NO ALL’ALCOL NEI DISTRIBUTORI AUTOMATICI


Confida lancia un appello contro l'abuso di alcol nel corso del convegno “Vending responsabile per un'alimentazione consapevole” che si chiude oggi a Palazzo Marini – Camera dei Deputati

 

Roma, 25 febbraio 2011 – “No all'alcol nei distributori automatici, senza deroghe né eccezioni” questo è quanto il presidente di Confida (l'associazione nazionale della distribuzione automatica), Lucio Pinetti afferma, raccogliendo la sollecitazione dell'Istituto Superiore di Sanità, che individua nell'alcol uno dei principali problemi che riguardano la fascia di popolazione in età giovanile.


L'occasione è il convegno “Vending responsabile per un'alimentazione consapevole”, organizzato dall'Associazione culturale Dossetti presso Palazzo Marini (Camera dei Deputati), che si conclude oggi. Obiettivo dell’incontro è far comprendere, attraverso gli interventi di numerosi specialisti, che le patologie dovute a un’alimentazione non adeguata si risolvono con corretti stili di vita, in un’ottica complessiva che tiene conto di diversi fattori e non soltanto, ad esempio, della quantità e qualità del cibo che assumiamo.


“Il vending rappresenta un potente mezzo di comunicazione perché è l’unica realtà presente in maniera del tutto capillare sul territorio italiano, dove è presente un distributore automatico ogni 29 abitanti – spiega Lucio Pinetti, presidente di Confida – Si tratta di un dato estremamente significativo in termini di diffusione e reperibilità dei prodotti destinati al fuori casa”.


Secondo un'indagine che il Censis ha recentemente condotto per Confida, oltre il 40% degli italiani utilizzano distributori automatici di alimenti e bevande, sempre più apprezzati per la disponibilità 24 ore su 24 (punto di forza per l’87,3% degli utilizzatori), per la pulizia e l’igiene (81,9%), la qualità dei prodotti (76,8%), i tempi di erogazione (75,9%), la reperibilità nei luoghi frequentati abitualmente (75,4%), la varietà della scelta (73,9%), i sistemi di pagamento (72,2%), il non doversi relazionare con un commesso (64%), la dimensione delle porzioni (59,7%).

Con oltre 2 milioni di macchine installate in Italia, una ogni 29 abitanti, il settore fattura oltre 2 miliardi di euro e impiega circa 35.000 addetti. L’Italia è tra i leader nella produzione di distributori automatici e di sistemi di pagamento di cui esporta oltre il 60%. Il dato inerente la produzione annuale di macchine automatiche si attesta infatti intorno ai 425 milioni di euro, di cui oltre 265 milioni riguardano le vendite all’estero (in particolare Francia, Spagna, Portogallo e Germania).
CONFIDA – Associazione Italiana della Distribuzione Automatica – è, a livello nazionale, l’unica associazione di categoria che rappresenta i diversi comparti merceologici dell'intera filiera della Distribuzione Automatica di alimenti e bevande.

 

AUMENTA IL PREZZO DEL CAFFE’ AI DISTRIBUTORI AUTOMATICI

 

Zucchero, caffè, plastica, latte, cacao, ma anche carburante e costo del lavoro: i rincari annunciati nelle ultime settimane non risparmiano gli operatori del vending. Possibili aumenti al distributore di 15 – 20 centesimi

 

 Milano, 5 marzo 2011 – Ancora aumenti delle materie prime, che si ripercuotono questa volta sul mondo della distribuzione automatica e in particolar modo della distribuzione di caffè e bevande calde. A lanciare l’allarme è Confida, l’associazione nazionale della distribuzione automatica, federazione nazionale aderente a Confcommercio, guidata dal presidente Lucio Pinetti.


“Stiamo affrontando una situazione davvero difficile – forse mai affrontata prima dalle nostre imprese – che inciderà pesantemente sul settore anche nei prossimi mesi” afferma Pinetti. Il rincaro delle principali materie prime, che non accenna ad arrestarsi, sta infatti portando a una situazione ormai insostenibile per le aziende del settore.


“Oltre ai costi delle materie prime bisogna poi considerare l’aumento del prezzo del carburante, che incide in maniera significativa dal momento che il nostro settore svolge la propria attività direttamente presso i clienti, che devono essere raggiunti con i mezzi aziendali” prosegue Pinetti. La tendenza al rialzo è confermata dalle recenti stimedell'Istat, che rilevano come il prezzo della benzina sia aumentato a febbraio dello 0,8% rispetto a gennaio e dell'11,8% rispetto a febbraio 2010; più 1,1% tendenziale e più 18% annuale per il gasolio.


“Un ulteriore fattore di aumento è legato al rinnovo del contratto del commercio, normalmente applicato dalle nostre imprese. Solo i rialzi sulle materie prime potrebbero incidere di 15-20 centesimi sul prezzo al consumatore finale” conclude Pinetti che però ricorda come in questi ultimi anni tutti gli aumenti già subiti sono stati in larghissima parte assorbiti dagli operatori del settore senza rincari per i consumatori. “Ma tutto ciò ora non è più possibile: non possiamo pensare che un caffè al distributore automatico oggi possa costare meno di 50 centesimi, se vogliamo mantenere elevati livelli qualitativi e di sicurezza” aggiunge Pinetti.

I rincari riguardano tutte le materie prime utilizzate nel canale distributivo del vending, a partire da zucchero, latte e cacao, senza dimenticare il caffè, ma anche la plastica, utilizzata per bicchieri e palette.

“La produzione di zucchero è calata del 12-13%, mentre il prezzo internazionale ha raggiunto gli 820-850 dollari a tonnellata, rendendo di fatto l’esportazione verso paesi terzi più conveniente” spiega Luciano Pensante, imprenditore leader nel mercato italiano delle bevande solubili, largamente utilizzate nella distribuzione automatica. “Negli ultimi mesi del 2010 l’incremento del prezzo è stato di 160/170 euro a tonnellata, e tali aumenti non accennano a diminuire”. Discorso analogo per quanto riguarda il cacao: “Mentre il prezzo della fava nel 2007 era di 750-800 sterline a tonnellata, a gennaio di quest’anno si aggirava intorno alle 2200, dopo i picchi record del 2009. A gravare su questi rincari, la speculazione e anche la diminuzione del consumo di cioccolato dovuto alla crisi”. Anche per quanto riguarda il latte la tendenza è quella dell’aumento dei prezzi: “Nel solo mese di gennaio di quest’anno il latte scremato ha subito un aumento di 70-80 centesimi al chilo, dovuto a una maggiore produzione di formaggio (+4-5%) e dall’aumentata richiesta di Cina, Algeria ed Estremo Oriente” conclude Pensante.


“A marzo 2010 la quotazione del caffè verde alla borsa di New York era 130 cents a libbra (per la varietà Arabica) e di 1200 dollari a tonnellata alla borsa di Londra (varietà Robusta). Successivamente prima a Londra poi a New York le quotazioni sono aumentate, fino a superare, oggi, 2300 dollari a tonnellata per Londra e 270 cents a libbra per New York. Le quotazioni continuano a lievitare, in particolare la borsa di New York non conosceva questi valori da 34 anni” afferma Claudio Picci, membro del consiglio direttivo di Confida, in qualità di rappresentante per un’azienda di riferimento nell’ambito della torrefazione di caffè.
“Tali aumenti sono da imputarsi a diversi fattori. Intanto la situazione della Colombia: negli ultimi due anni i raccolti di caffè sono stati inferiori di circa il 25% rispetto ai normali livelli di produzione. Ciò ha provocato un aumento delle quotazioni dell’Arabica alla borsa di New York. In Brasile e in Vietnam, rispettivamente primo e secondo produttore di caffè a livello mondiale, la crescita economica ha causato l’aumento della domanda di consumo interno, determinando una minore disponibilità di caffè per l’export. Altro fattore, il rialzo generale dei prezzi delle materie prime dovuto ai primi segnali di ripresa economica soprattutto dei paesi asiatici e di quelli in via di sviluppo e della azione della speculazione finanziaria e dei fondi d’investimento che non risparmia certamente il caffè” spiega Picci. L’aumento del prezzo dell’Arabica ha causato anche un aumento generalizzato del prezzo del caffè Robusta quotato a Londra, a seguito di una maggiore richiesta di questa qualità comunque meno cara dell’Arabica.
 I torrefattori si sono pertanto trovati a dover fronteggiare negli ultimi mesi aumenti di oltre il 60% per quanto riguarda la Robusta e di oltre l’80% per quanto riguarda l’Arabica. “Purtroppo si riscontrano serie difficoltà a trasferire sul mercato anche solo una parte dei rincari della materia prima, probabilmente a causa della difficile congiuntura e delle difficoltà riscontrate per gli operatori del vending ad aumentare i prezzi di vendita” afferma Picci. Si sta rischiando di creare tensione su tutta la filiera della distribuzione automatica, con conseguente decadimento della marginalità e della qualità dei prodotti e dei servizi. Credo che le cose potranno migliorare solo quando si riuscirà a dare il vero valore al mercato”.


 Anche i rincari della plastica preoccupano il settore del vending, che, attraverso l’erogazione di bicchierini e palette per il caffè, ne fa gran uso. Lo scorso dicembre i principali polimeri  hanno avuto mediamente quotazioni superiori di oltre il 35% rispetto a quelle di un anno prima.
“I rincari della plastica ci hanno costretto ad aumentare i listini già tre volte, nel corso del 2010, e le previsioni per il 2011 sono altrettanto negative” spiega Lorenzo Bassi, del direttivo di Confida. “Già nei primi due mesi di quest’anno i principali produttori di bicchieri e palette hanno provveduto a ritoccare i prezzi, rialzandoli in maniera significativa, e si prevede un altro paio di aumenti di uguale entità rispetto a quelli dell’anno scorso”. È opinione diffusa che sarà estremamente difficile poter ritornare ai prezzi del 2008: “I gestori, così come i produttori, saranno costretti ad aggiornare i loro conti – conclude Bassi – e un ritocco del prezzo al consumatore risulterà necessario: sarà quindi ancora più importante fornire un servizio di elevata qualità”.

 

 

DISTRIBUZIONE AUTOMATICA A CONEGLIANO

 

L'articolo del Gazzettino di Conegliano di ieri sta generando seri problemi al settore: invasi i centralini dei gestori della distribuzione automatica accusati tutti indistintamente di evasione fiscale. Le Fiamme Gialle di Conegliano hanno scoperto una maxi evasione di 1,5 milioni di Euro, ma il settore è impegnato sulla qualità.

 

Apprendiamo, non senza una certa apprensione, dal vostro giornale di ieri, domenica 21 febbraio, della società di Conegliano accusata di non versare le tasse per la gestione dei distributori automatici. Naturalmente, come Confida – Associazione Italiana della Distribuzione Automatica, non possiamo che prendere le distanze da simili comportamenti che rischiano di compromettere l’impegnativo lavoro di qualificazione che portiamo avanti da sempre, in modo particolare dal 2005 con la presentazione della Carta dei Servizi.

“È da questa mattina che i centralini della mia impresa di gestione sono invasi dalle telefonate di clienti e di concittadini che accusano il settore e addirittura la mia azienda di evasione fiscale – ha dichiarato Roberto Sala, titolare della Service Vending di Conegliano e Delegato Regionale di Confida – Associazione Italiana della Distribuzione Automatica per il Veneto – In realtà non è così. Per quanto la descrizione del gestore accusato corrisponda  per età e servizi offerti alla mia persona, ho 52 anni e lavoro in scuole e ospedali, non sono assolutamente coinvolto. Non solo, ma sono impegnato in prima persona nell’opera di qualificazione che sta portando avanti Confida, la nostra associazione di rappresentanza e credo che i risultati dimostrino che è importante distinguere tra chi opera in modo disonesto e chi invece è costantemente e quotidianamente impegnato sulla qualità, sull’innovazione e sulla sicurezza alimentare. Non lasciamo la parola a chi delinque, ma diamo valore a quanti nel settore sono impegnati nella sottoscrizione di un Codice di autoregolamentazione che va sotto il nome di Carta dei Servizi. Inoltre noi, persone che rispettano le regole, siamo doppiamente danneggiati. E mi spiego: rispettando le regole,  spesso facciamo fatica a vincere gare d’appalto contro chi non rispettando i requisiti della qualità e della sicurezza, abbatte i prezzi e gioca gare al ribasso che mettono in ginocchio il settore e poi nuovamente quando chi viene colto con le mani nel sacco rovina l’immagine anche di chi si comporta con qualità e trasparenza.”


Per la valorizzazione del Settore, CONFIDA ha promosso, la Carta dei Servizi, il progetto per la qualificazione delle proprie imprese associate. I circa 400 gestori iscritti all’Associazione, che rappresentano circa l’80% di un mercato molto concentrato, sottoscrivendo l’impegno di condivisione del progetto si impegnano a perseguire l’obiettivo di rispettare le regole indicate in questo documento per assicurare la qualità del servizio. In parallelo l’Associazione sta sviluppando un programma di formazione per gli associati per far sì che l’iniziativa possa rappresentare non solo un impegno degli operatori nei confronti dei clienti e dei cittadini consumatori, ma anche determinare una forte crescita culturale del settore. In tal modo sarà possibile incrementare sempre di più gli standard di qualità del servizio, di offrire il massimo delle garanzie alla clientela e ai consumatori. L’Associazione inoltre offre anche a tutti i propri iscritti consulenza legale e fiscale sempre in una logica di assoluta trasparenza e legalità.

È naturale che in questo importante lavoro di qualificazione, i comportamenti scorretti vadano puniti perché non possono che ledere l’immagine di quanti invece giornalmente lavorano in qualità, offrendo un servizio di ristoro a prezzi che si sono dimostrati sempre molto sociali e la cui crescita molto spesso è stata inferiore a quella media dell’inflazione.


Non ci pare però corretto affermare, come fate nel vostro articolo,  che “quello dei distributori automatici è un settore che si presta a frodi di questo genere…” perché i gestori hanno contratti chiari e definiti con le realtà pubbliche e private presso le quali installano i propri distributori. I sistemi  informatici  attuali inoltre registrano  tutte  le  transazioni  che  avvengono  nei  distributori  automatici  anche  per  permettere di  eseguire  controlli  aziendali  interni  e  per  monitorare  eventuali  anomalie  dei  distributori  stessi   relativamente  agli  incassi  (es. funzionamento  gratis  oppure  funzionamento  con  un  prezzo  diverso  da  quello  esposto)  sia  relativamente  alla  merce  introdotta  (es.  caffè  erogato  con  una  grammatura  superiore  alla  taratura  programmata).  Rispetto agli appalti pubblici poi l’Associazione è particolarmente attiva, avendo elaborato le linee di indirizzo per i capitolati d’appalto nel settore del Vending che sono uno strumento che permette di valutare in modo trasparente l’acquisizione del servizio in qualsiasi esercizio pubblico e privato, in termini di bilancio complessivo, includendo cioè nel “contratto” anche aspetti sociali, nutrizionali e l’utilizzo di energie riconvertibili.


Ad oggi il parametro che condiziona maggiormente il rapporto tra gli enti pubblici e la distribuzione automatica è la gara d’appalto. Questo spesso però genera gare al ribasso focalizzate sui prezzi che non sempre rispettano i requisiti minimi in termini di standard qualitativi. Si tratta di una modalità pericolosa che può andare a discapito della salute dei cittadini e, purtroppo, anche dell’immagine dell’intero settore.


Il successo del progetto di qualificazione si può leggere  dal deciso aumento dei consumatori, pur in periodo di forte contrazione dei consumi. Si tratta di persone che probabilmente un tempo non compravano alla macchinetta e che oggi, in considerazione della congiuntura economica sfavorevole, scoprono un canale interessante e competitivo in termini di rapporto prezzo/qualità. L’aumento del numero di consumatori nel Vending, si pensa sia dettato in parte dalla crisi che porta a fare scelte di consumo più oculate, ma soprattutto è il risultato dell’ottimo lavoro fatto dai Gestori del settore in questi ultimi anni, indirizzando gli investimenti nell’innovazione tecnologica, nella qualità del prodotto/servizio reso e nella sicurezza alimentare.


Sebbene un italiano su 3 consumi ormai automaticamente (22 milioni di persone), il settore risente della riduzione delle ore lavorative in azienda dovute alla fase economica sfavorevole. Il segno meno nelle consumazioni si deve alla riduzione delle ore lavorate nelle aziende. Se si pensa che ancora circa il 90% delle macchine è distribuito nei luoghi di lavoro, si comprende come il settore risenta immediatamente della situazione congiunturale sfavorevole. Crediamo quindi sia corretto bloccare comportamenti illeciti, ma anche valorizzare quanto di buono il settore fa e ha fatto negli anni e non lasciare che il comportamento scorretto di uno o di pochi rovini l’immagine di quanti lavorano con la massima trasparenza e con la certezza di continuare a fare un servizio per la Società ai massimi livelli di innovazione e qualità. Non è un caso che sia italiana la principale fiera mondiale della Distribuzione Automatica, Venditalia, che si svolgerà a Milano dal 28 aprile al 1 maggio. Una fiera italiana leader nel mondo perché leader a livello internazionale  è proprio il nostro Paese con un export del 70% della produzione di macchine. Un Made in Italy che va valorizzato e rispettato come giustamente vanno accusati i comportamenti scorretti come quelli di cui avete trattato sul vostro giornale.

 

LUCIO PINETTI ALLA ALLA PRESIDENZA DEL VENDING ITALIANO

 

Milano, 23 marzo 2010 – È Lucio Pinetti il nuovo Presidente di CONFIDA, l’Associazione Italiana della Distribuzione Automatica, per il prossimo quadriennio. Un incarico che lo vedrà alla guida della filiera del Vending italiano fino alla vigilia dell’EXPO 2015. Si tratta di un comparto che rappresenta un’eccellenza del Made in Italy, poiché vanta un export del 70%, 6 miliardi di consumazioni in un anno, con un fatturato di 3 miliardi di euro e 35mila addetti.


“La passione per questo lavoro, l’esperienza maturata  e la consapevolezza che tanto si può ancora fare per garantire a tutti gli operatori del settore una presenza sul mercato più proficua e serena, mi ha spinto a candidarmi alla Presidenza dell’Associazione – commenta Lucio Pinetti, Presidente di CONFIDA.
“Il riconoscimento del corretto valore del servizio reso dalle Imprese del Settore al consumatore finale, declinato nei diversi contesti sociali, luoghi di lavoro, scuole, ospedali e altre collettività, sarà il “cavallo di battaglia” del mio mandato.
Gli elevati standard qualitativi che esprime la Distribuzione Automatica italiana devono essere percepiti in tutta la loro pienezza dall’utenza e da questa considerati imprescindibili.”


Pinetti è cresciuto professionalmente nel mondo delle materie plastiche, prima come ricercatore in un noto istituto di ricerca della Montedison, poi come funzionario di Unionplast, Associazione delle Imprese di trasformazione di materie plastiche (aderente a Confindustria) ove ha operato per quasi una decina d’anni. È stato inoltre Segretario Generale dell’Associazione dei riciclatori di materie plastiche sia Italiana che Europea, membro del Consiglio Direttivo dell’Istituto Italiano Imballaggio, delle Commissioni Ambiente e Imballaggio di Confindustria, di Commissioni Tecniche UNI e di altri organi di rappresentanza. Dal 1997 al 2000 ha svolto il ruolo di Direttore Generale di Confida, prima sotto la Presidenza Buttazzoni, poi sotto la Presidenza Gastaldi. Nel 2001 ha lasciato l’Associazione per trasferirsi a Genova, dove ha iniziato una nuova vita da imprenditore.
Prima in collaborazione con un’azienda del settore, poi dal 2003 apre una piccola società di gestione, che nel 2007 entra a far parte di Liomatic SpA, dove fino ad oggi è stato Responsabile delle Pubbliche Relazioni e Area Manager del Nord Ovest.

 

ASSEMBLEA GENERALE 2010 – Relazione Annuale