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Negozi H24: l’81% delle ordinanze comunali restrittive vengono bocciate dai TAR

Secondo CONFIDA gli H24 garantiscono accesso ai beni essenziali dove i negozi tradizionali scompaiono rivelandosi una risorsa per le comunità, e non un problema; in più, grazie alla certificazione Top Quality Negozi Automatici H24, il comparto promuove qualità, sostenibilità e sicurezza.

Mentre in Italia continuano a chiudere migliaia di negozi di prossimità, i punti vendita automatici H24 stanno assumendo un ruolo sempre più importante per garantire servizi e accessibilità ai cittadini. Una funzione che, secondo CONFIDA Associazione Italiana Distribuzione Automatica, appare ancor più evidente nei piccoli centri e nelle aree più periferiche dove la progressiva riduzione delle attività commerciali (dal 2012 il Paese ha perso oltre 156 mila negozi tradizionali, più di uno su quattro) rischia di lasciare intere comunità prive di punti di riferimento essenziali.

Eppure, proprio questi esercizi sono stati negli ultimi anni destinatari di numerose ordinanze comunali restrittive. Lo studio legale ADR ha realizzato per CONFIDA un’analisi su circa 40 di questi provvedimenti adottati dai Comuni italiani tra il 2020 e il 2025 che hanno introdotto specifiche limitazioni per i negozi automatici H24: dagli orari di apertura alla vendita di bevande alcoliche, dai contenitori consentiti ad altri vincoli operativi.

Lo studio evidenzia tuttavia un dato significativo: oltre otto ricorsi su dieci presentati dai gestori di tali negozi sono stati accolti dalla giustizia amministrativa. Secondo la ricerca, infatti, nell’81% dei casi i TAR hanno sospeso o annullato le ordinanze comunali, rilevando frequentemente motivazioni troppo generiche, carenza dei requisiti di urgenza, assenza di un collegamento diretto tra l’attività dei negozi automatici e i fenomeni contestati, oltre a misure considerate sproporzionate rispetto agli obiettivi perseguiti.

I negozi H24 diventano spesso i “capri espiatori” dei problemi di ordine pubblico dei nostri Comuni”, afferma Massimo Trapletti, Presidente di CONFIDA. “Problemi di cui non sono assolutamente i responsabili, anzi talvolta ne sono le vittime. Si tratta infatti di esercizi commerciali utilizzati quotidianamente dai cittadini, e che in molti casi rappresentano una risposta concreta e sociale alla progressiva scomparsa dei negozi di vicinato, mantenendo vivi territori che rischiano di perdere servizi essenziali. Bisogna quindi concentrarsi sulla loro qualità. CONFIDA, per questo motivo, ha dato vita al Protocollo Top Quality Negozi Automatici H24, un percorso di certificazione dedicato basato su qualità di servizio e prodotti, sostenibilità e sicurezza, a cui hanno già aderito oltre 150 negozi automatici in Italia”.

Il tema dei negozi automatici H24 si inserisce quindi nel contesto della desertificazione commerciale, un fenomeno che interessa i comuni italiani da ormai diversi anni. Secondo le elaborazioni dell’Ufficio Studi Confcommercio, infatti, la densità commerciale è passata da 11 (nel 2012) a 8 punti vendita ogni mille abitanti, segno di un cambiamento strutturale che sta ridefinendo la presenza dei servizi sul territorio. In questo contesto, i negozi automatici H24 stanno diventando una soluzione sempre più diffusa per garantire continuità di servizio e accesso ai beni di prima necessità in qualsiasi momento della giornata. Non solo nelle grandi città, ma soprattutto nei territori più fragili dal punto di vista commerciale.

Sono numerosi gli esempi che dimostrano come questi spazi possano rappresentare una soluzione efficace. A Valsolda, ad esempio, in provincia di Como, un punto vendita automatico nato per rispondere alla mancanza di negozi tradizionali, si è trasformato rapidamente in un luogo di incontro per la comunità locale. A Sinio, Comune delle Langhe, un locale comunale è stato riconvertito in uno spazio accessibile con orario continuato, diventando un nuovo punto di aggregazione per residenti e visitatori. Anche le regioni stanno guardando con crescente interesse a queste soluzioni: il Friuli-Venezia Giulia, ad esempio, ha avviato un programma dedicato a 40 comuni montani privi di attività commerciali, finanziando l’installazione di punti vendita automatici per rafforzare la presenza di servizi nelle aree più isolate. Mentre a Roppolo, nel biellese, ha recentemente aperto un punto informativo e di ristoro dotato di distributori automatici che offre anche informazioni sul territorio, e che a un mese e mezzo dall’apertura ha già accolto più di mille persone, tra turisti e cittadini.

Per CONFIDA, il futuro del commercio di prossimità passa anche dalla capacità di valorizzare modelli innovativi e complementari a quelli tradizionali. “Dove un negozio chiude“, conclude Trapletti, “un punto vendita automatico può contribuire a mantenere acceso un servizio essenziale per la comunità. Per questo è importante che il dialogo con le istituzioni e regole equilibrate accompagnino l’innovazione e valorizzino gli strumenti che stanno aiutando molti territori a restare vivi“.

Trapletti confermato alla guida di confida: al via il piano 2026-2030 per il vending del futuro

Al terzo mandato, l’imprenditore bergamasco guiderà l’unica associazione italiana della filiera con una strategia che punta su innovazione, nuove location e sviluppo del mercato

Non più semplici distributori automatici, ma una vera e propria rete di servizi diffusi sul territorio. È questa la visione che indirizzerà il vending italiano nei prossimi anni, sotto la presidenza di Massimo Trapletti, riconfermato alla guida di CONFIDA – Associazione italiana distribuzione automatica che aderisce a Confcommercio, per il quadriennio 2026-2030. Giunto al terzo mandato consecutivo, Trapletti continuerà a guidare il settore in una fase di trasformazione profonda, presentando una strategia che riposiziona il vending come infrastruttura evoluta: digitale, sostenibile e sempre più integrata nei contesti urbani e nei territori.

Negli ultimi anni, la filiera ha uno scenario complesso: crisi globali, cambiamenti normativi, transizione ecologica e nuove abitudini di consumo hanno portato a una riduzione delle consumazioni. In questo contesto il vending italiano ha dimostrato solidità e capacità di innovazione, consolidando la propria competitività anche a livello internazionale, rafforzando al tempo stesso il proprio ruolo sociale, come dimostrano progetti come RiVending per il recupero e riciclo dei bicchierini e delle palette di plastica del caffè, che in quattro anni ha raccolto 251.695.905 bicchieri e per un totale di oltre 1700 tonnellate di CO2 risparmiate, e la collaborazione con il Banco Alimentare per donare i prodotti invenduti alle vending machine (dal 2022 sono state donate 260 tonnellate di alimenti e bevande al banco).

“Ringrazio gli associati per la fiducia che hanno voluto rinnovarmi – commenta Massimo Trapletti, Presidente di CONFIDAQuesto terzo mandato rappresenta per me un grande onore ma soprattutto una responsabilità verso un settore che negli ultimi anni ha dimostrato straordinarie capacità di adattamento, innovazione e resilienza. Viviamo una fase di profonda trasformazione economica, sociale e tecnologica. Cambiano le abitudini di consumo, cambiano i luoghi di lavoro, cambiano le città. In questo scenario il vending è chiamato a evolversi: da semplice sistema di distribuzione automatica a vera infrastruttura di servizio al cittadino, capace di offrire accessibilità, prossimità, sostenibilità e innovazione.”

L’Assemblea ha inoltre rinnovato il Comitato di Presidenza, con alcune conferme e nuovi ingressi, a testimonianza di un settore che punta a coniugare esperienza e nuove energie. Sono stati confermati il Presidente del Gruppo Imprese di Gestione Pio Lunel (WeYou) e il Presidente del Gruppo Prodotti per la distribuzione automatica Stefano Piccinini (Culligan Italy); mentre sono nuovi eletti il Presidente del Gruppo Fabbricanti di Distributori Automatici e Accessori Sergio Barbarisi (Hydra Technology & Innovation), il Presidente del Gruppo Servizi e Commercializzazione Alessandro Fontana (Art&Works) e il Presidente del Gruppo Giovani Gianluigi Galano (Sigma).

Al centro del Piano Strategico 2026-2030 una trasformazione da sistema di erogazione a piattaforma intelligente di servizi, capace di intercettare nuovi bisogni e nuovi contesti di consumo. Il vending

 

guarda sempre di più a settori come retail, turismo, infrastrutture e servizi di prossimità, ampliando le proprie location e sviluppando nuovi modelli di business. Una direzione che tiene conto anche dei cambiamenti nelle abitudini dei consumatori, in particolare delle nuove generazioni, con l’obiettivo di rilanciare i consumi e rafforzare il ruolo economico del settore. Innovazione, sostenibilità e sviluppo saranno i pilastri di questo percorso: dall’impiego di intelligenza artificiale e connettività, alla creazione di hub per l’innovazione, fino agli obiettivi di neutralità carbonica e all’espansione dei servizi h24. Il Piano prevede anche azioni concrete a supporto delle imprese, la valorizzazione del Made in Italy, investimenti nelle competenze e nelle nuove generazioni, il rafforzamento di Venditalia come piattaforma globale e una nuova strategia di comunicazione per accrescere la reputazione del settore.

“L’Italia dispone della filiera del vending più completa e avanzata d’Europa – conclude il Presidente di CONFIDA Trapletti – Abbiamo imprese che esportano tecnologia, competenze e qualità in tutto il mondo. Il nostro compito sarà accompagnare questa evoluzione, creando le condizioni affinché le aziende possano continuare a investire, innovare e competere sui mercati internazionali per consolidare il posizionamento del vending come uno dei protagonisti dei servizi automatici del futuro”.

Altre novità anche nel Consiglio Direttivo dell’Associazione di cui entrano a far parte: Gianmarco Broggini (Payment Technologies, Vicepresidente Gruppo Fabbricanti di Distributori Automatici), Salvatore Canale (Luigi Lavazza) Alessandro Lama (Dedem), Andrea Lovo Albiero (Dal Fiume Caffè) e Simone Rebollini (Covim).

Mentre vengono confermati anche per il quadriennio 2026-30: Luca Amoruso (Ada Vending, Vicepresidente Gruppo Imprese di Gestione), Paolo Bernasconi (Buonristoro), Roberto Pace (Sogedai), Danilo Paolini (Gedap), Renato Pavero (Sellmat), Fabio Quadrio (IVS Italia), Cesare Spinelli (Spinel Caffè), Mario Toniutti (Gruppo Illiria), Pantaleone Tripaldi (Bibi Service), Pierpaolo Turotti (Ovdamatic), Luca Alemanni (Evoca), Alessandro Mondini (Crane Payment Innovations), Lorenzo Bassi (Flo) e Ernesto Piloni (Trivending, Vicepresidente Gruppo Servizi e Commercializzazione), infine Fabrizio Nicosia (Perfetti Van Melle, Vice Presidente Gruppo Prodotti per la distribuzione automatica).

 

Vending e AI: crescono connettività, pagamenti digitali e interfacce evolute

Distribuzione automatica sempre più intelligente e connessa: oltre il 60% delle imprese utilizza sistemi digitali per la gestione e la manutenzione delle macchine e ben il 74% ha già installato vending machine con schermi touch; crescono del 34% le vendite tramite app.

La distribuzione automatica entra nell’era dell’intelligenza artificiale. Pagamenti cashless, interfacce touchscreen, macchine perennemente connesse e, sempre più, soluzioni di intelligenza artificiale stanno trasformando profondamente il vending: da semplici erogatori di prodotti a veri e propri punti vendita intelligenti, digitali e data-driven. È quanto emerge da una ricerca realizzata da JAKALA per Confida presentata in occasione di Venditalia 2026, la principale fiera internazionale del settore del vending in corso alla Fiera di Rimini, e che illustra con chiarezza un comparto che sta vivendo una vera e propria “rivoluzione digitale”.

Quasi il 90% degli operatori dichiara infatti di voler introdurre o integrare soluzioni di intelligenza artificiale entro i prossimi cinque anni. Le applicazioni più strategiche riguardano la riduzione degli out-of-stock (82%), la personalizzazione dell’offerta (82%), la previsione della domanda (73%) e la manutenzione predittiva (58%). Un’evoluzione che porterà l’AI a diventare uno dei principali motori di trasformazione del vending, migliorando efficienza operativa, qualità del servizio ed esperienza del consumatore finale.

«La fotografia è di un settore che ha ormai imboccato una direzione chiara», commenta il Presidente di Confida Massimo Trapletti. «La digitalizzazione e l’intelligenza artificiale rappresentano un’opportunità concreta per rafforzare la competitività del vending e consolidarne il ruolo come canale moderno di retail di prossimità. Tra l’altro, i fabbricanti italiani di vending machine sono leader a livello internazionale ed esportano la loro tecnologia Made in Italy in tutto il mondo”.

La diffusione dell’AI si inserisce in un contesto di digitalizzazione già avanzata. Oggi il 60% dei gestori utilizza sistemi digitali per la gestione e il monitoraggio delle vending machine, mentre un ulteriore 13% ne sta valutando l’implementazione. Anche l’evoluzione dell’interfaccia e dei pagamenti è ormai matura: oltre il 70% degli operatori ha già installato macchine dotate di touchscreen e i pagamenti digitali – tramite app, mobile e contactless – sono ampiamente diffusi, ben il 38% delle macchine ne è dotato. In particolare, il valore delle transazioni via app è cresciuto del 33,8% rispetto al 2024. È proprio questa infrastruttura tecnologica – fatta di connettività, dati e interazione digitale – a rendere possibile l’adozione efficace dell’intelligenza artificiale, trasformando i dati raccolti in insight operativi per ottimizzare rifornimenti, manutenzione ed esperienza utente.

In questo scenario si colloca anche SmartLink, il nuovo protocollo di comunicazione per le vending machine presentato ufficialmente a Venditalia. SmartLink rappresenta un tassello chiave della transizione digitale del settore, abilitando un’infrastruttura più efficiente, connessa e pronta per il futuro, in linea con un vending sempre più connesso e orientato ai dati.

Il contesto è favorevole anche a livello macro. Secondo l’Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano, il mercato dell’AI in Italia ha raggiunto nel 2025 un valore di 1,8 miliardi di euro, con una crescita annua di circa +50%. A trainare l’accelerazione è in particolare la “generative AI”, che oggi rappresenta quasi la metà del valore complessivo del mercato (46%). Una dinamica che segna il passaggio dalla sperimentazione all’implementazione concreta nei processi aziendali e che apre nuove opportunità anche per settori tradizionali come il vending, sempre più chiamati a integrare l’intelligenza artificiale per efficienza operativa, personalizzazione e nuovi modelli di servizio.

Il vending evolve: meno volumi tradizionali, più qualità e nuovi consumi. a “Venditalia 2026” i dati di settore 2025

Al via la principale fiera europea dedicata alla distribuzione automatica, con oltre 300 espositori da tutto il mondo. Per l’apertura, CONFIDA – Associazione Italiana Distribuzione Automatica ha presentato lo stato dell’arte del settore nel 2025: si registra un lieve calo delle consumazioni (-4%) ma emergono nuovi trend e abitudini di qualità. Crescono la frutta secca (+3%), alcuni snack salati (prodotti al formaggio, +15%), energy drink (+5,9%) e i piatti pronti (+29,8%), Il rilancio del settore passa anche da un’offerta capace di intercettare i gusti della Gen Z.

 

Il 2025 si è confermato un anno di cambiamento per la distribuzione automatica, che registra una lieve flessione delle consumazioni a 3,66 miliardi (-4,18% rispetto al 2024), accompagnata da una riduzione più contenuta del fatturato, che si attesta a circa 1,55 miliardi di euro (-2,92%). In lieve calo anche il parco macchine, con 785 mila distributori installati (-2,9%), che rimane comunque il più esteso d’Europa. È quanto emerge dallo studio di settore realizzato da Jakala per CONFIDAAssociazione Italiana Distribuzione Automatica, da cui tuttavia traspare anche un interesse verso nuovi trend e abitudini di consumo di qualità, con l’affermarsi di prodotti innovativi che si affiancano a quelli tradizionali. La ricerca è stata presentata in occasione della prima giornata di Venditalia 2026, la principale fiera internazionale dedicata alla distribuzione automatica che quest’anno, per la prima volta, si tiene a Fiera di Rimini.

 

L’offerta del vending italiano si sta ampliando con prodotti a maggiore valore qualitativo e nutrizionale. I dati 2025 evidenziano infatti una crescita delle referenze funzionali e bilanciate, come frutta secca (+3%) e nuove proposte di snack salati (ad esempio le combo formaggio grana e grissini che crescono del +15%) e piatti pronti (+29,8%); mentre nel comparto delle bevande calde si osserva un rafforzamento del caffè in grani (che rappresenta l’88% del totale del caffè offerto dalle vending machine), accompagnato da un’attenzione sempre più diffusa alla qualità delle miscele e alla valorizzazione dell’esperienza di acquisto. Un’evoluzione che si affianca a un’offerta consolidata, composta da prodotti iconici e intramontabili, da sempre centrali nell’esperienza del vending.

 

Mai come negli ultimi anni l’industria alimentare italiana – commenta Massimo Trapletti, Presidente di CONFIDAha sviluppato nuovi prodotti che coniugano gusto ed equilibrio e, accanto ai prodotti tradizionali, ha promosso anche snack a ridotte dimensioni (e calorie), con meno grassi e zuccheri. La sfida per la distribuzione automatica è continuare ad evolversi, investendo in innovazione sia delle tecnologie Made in Italy del vending che sono sempre più digitali e interconnesse, sia dell’offerta alimentare che deve riuscire ad intercettare anche i gusti della nuova generazione, la cosiddetta Gen Z, che grazie alle frequenti esperienze di viaggio e di studio all’estero, ha sviluppato abitudini di consumo più internazionali.

 

“In un momento di riduzione dei consumi – commenta Ernesto Piloni, Amministratore Delegato di Venditalia il successo di questa edizione della nostra fiera mostra la volontà degli operatori del settore di investire in innovazione per dare una risposta ai nuovi modelli di consumo, sempre più flessibili e distribuiti nel corso della giornata, meno legati alla pausa tradizionale e sempre più connessi a stili di vita in evoluzione. In questa direzione si inserisce il concept di Venditalia 2026, “Think Automatic”, che richiama la capacità del settore di adattarsi ai cambiamenti dei consumatori e di sviluppare nuove occasioni di consumo.”

 

Analizzando gli acquisti nel 2025 ai distributori automatici, il calo riguarda tutte le principali macrocategorie, a partire dalle bevande calde (-3,33%), che continuano tuttavia a rappresentare il cuore del vending con il caffè che da solo pesa per oltre la metà dei consumi complessivi. Al rafforzamento del caffè in grani, si affianca una riduzione delle soluzioni porzionate e solubili, più esposte alla concorrenza di modalità alternative di consumo. La crescita di ginseng (+7,2%) e orzo (+14,3%) riflette invece un cambiamento delle preferenze dei consumatori a cui la distribuzione automatica ha saputo rispondere prontamente grazie alle nuove macchine che consentono di ampliare l’offerta.

 

In flessione le bevande fredde (-5,85%), penalizzate in particolare dal calo dell’acqua minerale (-5,12%), su cui incide la crescente diffusione dei distributori allacciati alla rete idrica: nel 2025, infatti, il 58% dei gestori ha installato almeno un erogatore, contribuendo a modificare in modo strutturale le abitudini di consumo. In controtendenza, si segnala la crescita degli energy drink (+5,9%), che intercettano nuove occasioni di consumo come possibile alternativa al caffè, e che rispondono alla crescente attenzione verso lo sport e l’attività fisica. Anche il comparto snack (-5,85%) risente del mutato contesto, con una contrazione su alcuni prodotti dolci come le barrette (-17%), le merendine (-7%) e i biscotti (-5%).

 

Sul fronte dell’Office Coffee Service (OCS), il segmento dedicato alle macchine per caffè espresso, capsule e cialde per uffici, il 2025 evidenzia una flessione leggermente più accentuata, con consumazioni in calo del 5,42% (circa 1,05 milioni) e fatturato a -4,09% (oltre 384 milioni), a conferma delle difficoltà legate alla riduzione delle presenze nei luoghi di lavoro. Le prospettive risultano invece più favorevoli per il canale horeca che, secondo i professionisti del settore, è il segmento con le migliori attese di crescita.

Il vending è innovativo per 64% degli italiani, ma le aziende del settore non riescono ad accedere agli incentivi

Calano i consumi (-4,6%) anche se per il 79% degli italiani il vending è comodo e veloce.
Le imprese del settore lamentano l’impossibilità di accesso ai finanziamenti della Transizione 5.0 e l’imminente entrata in vigore del PPWR rischia di vanificare gli investimenti fatti dal comparto sull’economia circolare.

Nei primi sette mesi dell’anno, il settore della distribuzione automatica ha registrato un sensibile calo delle consumazioni (-4,6%). Questo trend negativo arriva dopo la lieve ripresa iniziata nel 2021 (+10,48%), proseguita nel 2022 (+5,07%) e stabilizzatasi nel 2023 (+0,74%). È la fotografia scattata da CONFIDA, Associazione Italiana Distribuzione Automatica, durante gli Stati Generali del Vending tenutisi a Roma nella sede di Confcommercio-Imprese per l’Italia alla presenza di 200 imprenditori del settore e numerosi rappresentanti delle istituzioni.

 

Il comparto paga il calo della produzione industriale con il conseguente aumento della cassa integrazione (la distribuzione automatica, infatti, sviluppa il 37% delle consumazioni nel manifatturiero), l’effetto dell’inflazione che ha causato una contrazione dei consumi alimentari fuori casa (oltre un terzo degli italiani nell’ultimo anno ha peggiorato la propria situazione economica), e l’utilizzo dello smart working, oggi utilizzato regolarmente dal 31% degli italiani. Parallelamente, sono cambiate le abitudini di consumo che ora virano verso scelte sempre più personalizzate, causando una frammentazione crescente delle identità alimentari. Per il 79% degli italiani, tuttavia, le vending machine rappresentano un’alternativa comoda e veloce per il consumo di bevande e alimenti, offrono un’esperienza di uso semplice e immediata (79%); rappresentano un momento di evasione dalla routine (74%) e il 64% dei consumatori lo considera anche un settore innovativo; è quanto emerge da una ricerca IPSOS per CONFIDA.

 

Il calo delle consumazioni della distribuzione automatica ha portato, come conseguenza, anche ad una riduzione del 28% nei primi sei mesi del 2025 della vendita di vending machine nuove: una produzione di eccellenza del Made in Italy, che vive anche una crescente concorrenza di produttori asiatici le cui vending machine, talvolta, non rispettano le normative europee oppure provengono da Paesi in cui la manodopera è sottopagata e poco tutelata. Per questo. – commenta Massimo Trapletti, Presidente di CONFIDA il Piano Transizione 5.0 era un provvedimento molto atteso dalle aziende del settore, che tuttavia non si è potuto utilizzare per le difficoltà applicative. Auspichiamo pertanto che la revisione contenuta nella Legge di Bilancio renda più agevole l’accesso al beneficio per le nostre imprese.”

In aggiunta, il settore richiede un protocollo integrativo al contratto collettivo del commercio a cui fanno riferimento i lavoratori del comparto, al fine di inquadrare al meglio le peculiarità delle professionalità della distribuzione automatica.

Il settore della distribuzione automatica include circa 30.000 addetti, per un totale di 3.000 imprese – commenta Carlo Sangalli, Presidente di Confcommercio Un numero decisamente sufficiente per prendere in considerazione di elaborare un protocollo dedicato al mondo del vending che integri il nostro principale contratto collettivo nazionale al prossimo rinnovo, dando al settore le specifiche necessarie a valorizzare le proprie qualità.”

 

Infine, la distribuzione automatica dovrà affrontare anche le criticità che emergono dal Regolamento Europeo sugli imballaggi e i rifiuti da imballaggio (PPWR), che entrerà in vigore il prossimo anno. In particolare, gli obbiettivi di riutilizzo e l’introduzione dei sistemi di deposito e cauzione vanificherebbero gli investimenti fatti negli anni sul riciclo degli imballaggi con il progetto economia circolare “RiVending” ormai diffuso in tutta Italia con oltre 16 mila cestini per il riciclo della plastica posizionati in 2.500 aziende. Il comparto, quindi, chiede alle istituzioni italiane nell’applicazione della PPWR di esentarlo da quelle previsioni inapplicabili per le caratteristiche intrinseche della distribuzione automatica.

CONFIDA: negozi automatici h24 prime vittime dei “balordi” della notte

Il Presidente dell’Associazione Italiana Distribuzione Automatica, Massimo Trapletti: “i gestori dei negozi automatici h24 di Rimini sono commercianti come gli altri, l’ordinanza mette a rischio le loro attività imprenditoriali. La somministrazione di alcolici negli h24 segue le normative nazionali, erogazione solo con sistemi di riconoscimento dell’età, oltre alle normative regionali e comunali”

CONFIDA, Associazione Italiana Distribuzione Automatica, contesta fortemente la decisione del Comune di Rimini di firmare un’ordinanza che imporrà l’obbligo di presenza di personale incaricato per il presidio e la sorveglianza dei negozi automatici h24 in piazzale Cesare Battisti, corso Giovanni XXIII, via Dante, via Tempio Malatestiano e piazza Ferrari, pena multe e stop.

“I gestori dei negozi automatici h24 sono dei commercianti come gli altri – spiega il Presidente di Confida, Massimo Trapletti – Come loro, sono vittime dei balordi della notte e dei vandali che con i loro comportamenti danneggiano proprietà e causano schiamazzi. L’ordinanza è un tentativo errato di risolvere una situazione di degrado generalizzata, che mira a colpevolizzare i gestori dei negozi automatici h24 che nulla c’entrano. Pertanto, tale ordinanza a nostro avviso causerà unicamente danni economici agli operatori del settore mettendo a rischio la loro attività imprenditoriale”.

Il settore della distribuzione automatica si impegna da anni nel fornire un servizio sicuro per tutti, soprattutto su strada: la maggior parte dei gestori, infatti, ha dotato i propri esercizi commerciali di sistemi di videosorveglianza avanzati con, ad esempio, videocamere bidirezionali al servizio anche delle forze dell’ordine qualora necessario. A questo proposito, CONFIDA ha sottoscritto un accordo con A.N.I.V.P, Associazione Nazionale Istituti di Vigilanza Privati, per fornire ai gestori strumenti e professionalità dedicati alla sicurezza e compliance urbana dei negozi automatici h24. Infine, il settore si è dotato di un protocollo volontario di qualità, il “Top Quality Negozi Automatici H24”, che ha l’obiettivo di rappresentare uno standard qualitativo del servizio dei negozi h24 per la tutela e il rispetto dei consumatori di questo particolare comparto.

L’accusa di vendere, in alcuni distributori, alcol senza alcun tipo di limite orario e controllo fisico – conclude il Presidente Trapletti – denota una scarsa conoscenza delle normative che regolano il settore e la distribuzione di alcolici al pubblico. I distributori automatici che somministrano alcolici, infatti, seguono rigidamente la legislazione nazionale che prevede sistemi di erogazione attraverso il riconoscimento dell’età anagrafica, e solamente nelle fasce orarie previste dalla legislazione territoriale dove operano e le normative locali laddove sono presenti”.

Il settore della distribuzione automatica è una filiera importante del tessuto economico nazionale che comprende 3.000 imprese (di cui 196 in Emilia-Romagna e 15 a Rimini) che danno lavoro a 33mila persone. L’Italia, infatti, con le sue 808 mila vending machine, ha la più ampia catena distributiva alimentare automatica in Europa, e contribuisce ad un’importante funzione sociale: garantire idratazione e ristoro a 25 milioni di italiani nei luoghi che frequentano ogni giorno, come uffici e fabbriche, luoghi di transito, scuole, università e ospedali.

La distribuzione automatica torna a soffrire calano fatturato (-1,62%) e consumazioni (-3,74%)

A pesare sul comparto, secondo CONFIDA, Associazione Italiana Distribuzione Automatica, un generale rallentamento dell’economia: dalla crisi del settore manifatturiero, che contribuisce maggiormente ai consumi del vending, alla crescita della cassa integrazione e dell’inflazione, sino alla ripresa dello smart working. 

 

Il 2024 si è confermato un anno di sfide per la distribuzione automatica: il fatturato del comparto si attesta a circa 1,6 miliardi di euro (-1,62%), le consumazioni scendono a 3,8 miliardi (-3,74%) e cala anche il parco macchine (808.631 distributori sul territorio, -2,71%).  Stabile il mercato dell’OCS (Office Coffee Service: il caffè e le altre bevande calde in capsule e cialde) che nel 2024 supera i 401 milioni di fatturato (+0,96%) e registra oltre 1,11 miliardi di consumazioni (+0,86%). Il giro d’affari totale del comparto è quindi pari a 1,9 miliardi di euro e oltre 4,9 miliardi di consumazioni. È quanto emerge dallo studio di settore realizzato da Jakala per CONFIDA, Associazione Italiana Distribuzione Automatica. A pesare principalmente sui risultati del comparto una generale frenata del tessuto economico italiano, in particolar modo del settore manifatturiero che, da solo, vale per il 30% delle consumazioni del vending. 

Il calo riguarda tutte le tipologie di prodotti: dalle bevande calde (-3,4%) a quelle fredde (-4,51%), dagli snack (-4,68%) ai gelati (-34,84%). Tra le bevande calde, anche il caffè, re delle consumazioni alle vending machine, nel 2024 ha subito una frenata (-2,93%) figlia della ripresa dello smart working e dell’aumento della cassa integrazione, che hanno ridotto il numero di lavoratori nelle imprese e quindi le consumazioni. 

Precipitazioni frequenti e temperature in genere più miti di altri anni durante l’estate hanno causato una contrazione delle consumazioni delle bevande fredde, anche di prodotti come l’acqua minerale (-3,5%), le bevande gasate (-8,14%) e il tè freddo (-13,54%). Tra le bevande gasate, quelle al gusto cola registrano un calo di quasi il 5%, più contenuto rispetto alle altre categorie grazie alla clientela più fidelizzata e alla presenza di un minor numero di alternative possibili che invece penalizzano, ad esempio, le bevande al gusto di arancia (-20,22%). 

Tra gli snack, altra categoria di punta alle vending machine, pesa in maniera significativa la performance negativa di quelli al cioccolato (-36,65%) e quella più contenuta dei prodotti freschi (-3,25%). In positivo, invece, gli snack dolci (+6,71%) trainati dagli ottimi risultati delle merendine (+24%), delle barrette (+7,2%) e dei croissant (+6,6%), che beneficiano di un buon rapporto tra convenienza, gusto e durata. Stabile il comparto degli snack salati (+0,43%) dove la flessione di prodotti più tradizionali, come patatine (-0,53%), crackers (-3,93%), schiacciatine (-2,74%) e taralli (-1,7%), è compensata da una crescita della categoria frutta secca ed essiccata (+15,9%), apprezzata perché nutrizionalmente bilanciata, e altri snack salati (+6,75%). 

Da quanto è emerso dai dati provvisori dei primi tre mesi dell’anno, la tendenza negativa registrata nel 2024 sembra si stia confermando anche per il 2025 – commenta Massimo Trapletti, Presidente di CONFIDA – e stimiamo una contrazione nei consumi di un ulteriore -5% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Le ragioni di questa flessione sono molteplici e intrecciate tra loro: calo della produzione industriale, crescita della cassa integrazione, ripresa dello smart working e l’inflazione che ha portato a una riduzione del potere d’acquisto dei consumatori. Per far fronte a questa situazione il settore deve rimanere coeso, focalizzarsi sull’innovazione e sulla centralità del consumatore.”

Per supportare le imprese della distribuzione automatica, CONFIDA ha investito in una serie di progetti concreti e strategici, volti a migliorare la competitività delle aziende, innovare l’esperienza del consumatore e rafforzare l’intera filiera. Tra questi “l’investimento sulla formazione delle risorse umane del nostro settore – conclude il Presidente Trapletti – la collaborazione con università e centri di ricerca per approfondire i cambiamenti di abitudini di consumo avvenuti nel consumatore e lo sviluppo dei metodi di pagamento elettronici tramite le applicazioni che si stanno rapidamente diffondendo nel settore”

Il settore del vending raddoppia le sue donazioni al Banco Alimentare, nel 2024 oltre 148 le tonnellate di alimenti e bevande donati

Il notevole risultato è frutto dell’accordo antisprechi stretto nel 2022 da CONFIDA, Associazione Italiana Distribuzione Automatica, e da Fondazione Banco Alimentare ETS e diventato poi operativo nel 2023. Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna e Toscana le regioni più solidali

Un incremento significativo segna il secondo anno di operatività dell’accordo tra CONFIDA, Associazione Italiana Distribuzione Automatica, e Fondazione Banco Alimentare ETS. Nel corso del 2024 infatti sono state raccolte e donate più di 148 tonnellate di beni alimentari: un quantitativo doppio rispetto al 2023, anno in cui l’accordo era entrato in piena operatività a livello nazionale e le tonnellate erano 74. Questo risultato straordinario evidenzia l’importanza dell’impegno congiunto per combattere lo spreco alimentare e offrire supporto alle  famiglie e persone in difficoltà.

Nel 2024 le regioni più generose, quelle cioè che hanno devoluto i maggiori quantitativi di prodotti alimentari e bevande, sono state Piemonte, con oltre 36 tonnellate, seguito dalla Lombardia con quasi 35 tonnellate, dall’Emilia-Romagna (oltre 28 tonnellate) e dalla Toscana (23 tonnellate). La maggior parte dei prodotti raccolti sono: acqua e bevande, alimenti sia freschi sia secchi, panini&affini, prodotti da forno, merendine e snack. Inoltre, grazie al monitoraggio costante dei gestori che ritirano i prodotti dai distributori automatici con anticipo rispetto alla data di scadenza e alla velocità del Banco Alimentare nella distribuzione degli stessi prodotti alle organizzazioni partner territoriali, si è arrivati a un’ottima percentuale di recupero di prodotti freschi – come frutta e verdura, piatti pronti, prodotti a base di formaggio, merende da frigo, tramezzini ecc. 

Tutto ciò è possibile grazie alla gestione operativa e al coordinamento di questo progetto da parte delle 11 Delegazioni Territoriali di Confida, a cui partecipano le società di gestione della distribuzione automatica iscritte all’associazione, che sinergicamente collaborano con i 21 Banchi Alimentari regionali che a loro volta curano la redistribuzione di quanto raccolto a persone e famiglie in difficoltà sui vari territori locali.

La nostra associazione continuerà il percorso intrapreso perché, in quanto attori del comparto food&beverage, siamo molto attenti al tema della lotta agli sprechi alimentari e i risultati raggiunti quest’anno ci rendono veramente orgogliosi – ha dichiarato Massimo Trapletti, Presidente di CONFIDA – Grazie a questo progetto virtuoso, il settore della distribuzione automatica conferma il proprio ruolo attivo nella promozione della solidarietà e nella riduzione degli sprechi. Vogliamo continuare ad impegnarci con la promessa di percorrere questa strada anche nei prossimi anni e la speranza di aiutare sempre più persone”.

Banco Alimentare dal 1989 recupera le eccedenze della filiera agroalimentare per ridistribuirle a oltre 7.600 organizzazioni che offrono aiuti a quasi 1.800.000 persone in difficoltà. L’attività è svolta da 21 Banchi territoriali coordinati da Fondazione Banco Alimentare ETS. 

 

Siamo grati alle persone di Confida per l’impegno e la dedizione con cui hanno sostenuto e fatto crescere questo progetto in collaborazione con Banco Alimentare. Insieme abbiamo reso la filiera dei distributori automatici più sostenibile e di accresciuta utilità sociale. Riuscire a raddoppiare le donazioni di alimenti, e quindi dimezzare gli sprechi in soli due anni, è la rappresentazione concreta del potenziale di questa iniziativa e della possibilità di trasformare cibo buono, da scarto in risorsa preziosa per tante persone in difficoltà in Italia”. – ha commentato Giovanni Bruno, Presidente di Fondazione Banco Alimentare ETS.

Vending: CONFIDA e ANEDA firmano un accordo di collaborazione strategica

Le due associazioni nazionali del settore della distribuzione automatica si impegnano a istituire un osservatorio permanente del comparto, a realizzare iniziative congiunte e a condividere le best-practices

 

CONFIDA, Associazione Italiana Distribuzione Automatica, e ANEDA, Associazione Nazionale Spagnola dei Distributori Automatici, hanno firmato un accordo di collaborazione strategica per affrontare le sfide nazionali e internazionali, e creare sinergie per il futuro del vending. In Italia sono ben 830.000 le vending machine installate e l’indotto occupazionale è di circa 30.000 persone, a cui si aggiungono le altre aziende della filiera; mentre in Spagna, i distributori automatici installati sono 370.000 e la filiera occupa 20.000 dipendenti.  La firma dell’accordo è avvenuta a Madrid, presso la sede del Senato spagnolo, a lato dell’incontro tra le due associazioni e del confronto con le istituzioni iberiche sul settore del vending in Italia e in Spagna. Erano presenti le senatrici spagnole Teresa Mallada, Carmen Riolobos Redera, e Arenales Serrano Arguello.

“Il comparto del vending in Italia e in Spagna è molto simile e vive le medesime problematiche. – commenta Massimo Trapletti, Presidente di CONFIDALe nostre due associazioni, inoltre, condividono l’impegno per la formazione e la professionalizzazione dei propri associati e quello per la promozione dell’innovazione e della competitività. Per questo abbiamo stipulato un accordo di collaborazione pensato per promuovere progetti di sostenibilità e di innovazione e condividere analisi sullo sviluppo della normativa di settore a livello italiano ed europeo”.

Primo punto nell’agenda operativa dell’accordo sarà la creazione di un gruppo di lavoro congiunto di ANEDA e CONFIDA che si dedicherà a consultazione, analisi, formulazione e proposta di iniziative che possano portare benefici agli operatori di entrambe le associazioni.  Il gruppo affronterà diverse tematiche sensibili per il settore come quelle relative alle normative e alla legislazione, l’economia settoriale e i mercati nazionali, progetti e iniziative speciali (come RiVending, Vida Saludable, Vending Sostenibile e altri), e la definizione di azioni congiunte ed eventi di collaborazione per lo sviluppo del settore e delle aziende.

“L’accordo di oggi va oltre le iniziative isolate ed ha una prospettiva di lungo termine, cercando di creare una rete di cooperazione strutturata. – dichiara Juan Luis Hernandez, presidente di Aneda Si tratta un traguardo molto significativo e vorrei ringraziare tutti i membri di entrambe le associazioni per l’impegno profuso nel raggiungimento di tale accordo. Da parte di Aneda, confido che questa collaborazione sia l’inizio di una lunga e proficua relazione, e sono fiducioso che insieme saremo in grado di affrontare ogni sfida e cogliere tutte le opportunità del mercato.”

Nuovi trend, alle vending machine si può comprare di tutto: dai cosmetici alle carte di credito, dalle valigie ai giochi

CONFIDA, Associazione Italiana Distribuzione Automatica, presenta i distributori automatici non food più singolari 

 

Il distributore automatico, simbolo nazionale della pausa in ufficio e a scuola e che fa parte della quotidianità di milioni di italiani, negli anni ha saputo diversificare: non solo merendine e bibite ma anche prodotti fashion, beauty, tech, giochi, carte di credito e molto altro. A rivelarlo è CONFIDA, Associazione Italiana Distribuzione Automatica, che da un censimento ne ha scovato alcuni tra i più particolari.  

In Italia nel 2024 sono state circa 2,2 milioni le consumazioni non-food effettuate alle oltre 830.000 vending machine presenti sul territorio nazionale, ma sono numeri destinati a crescere. Per gli amanti dei brand iconicicome ad esempio il cavallino rampante, in centro a Milano si trova una vending machine unica che distribuisce modellini della celebre fuoriserie italiana; mentre presso gli aeroporti di Firenze e Pisa, genitori disperati e appassionati di tutte le età possono acquistare i famosi mattoncini prima della partenza. Sempre negli aeroporti si possono anche trovare vending machine molto particolari, come quelle che distribuiscono underwear di marca, carte di credito e addirittura veri e propri trolley da viaggio.  

I settori del beauty e dei prodotti per la cura personale si sono lasciati affascinare dalle mille potenzialità dei distributori automatici: presso l’aeroporto di Malpensa, ad esempio, un noto brand di make-up ne ha utilizzato uno in alternativa allo store fisico durante i lavori di ristrutturazione. Mentre in altre location si possono trovare vending machine che offrono maschere per il viso, sieri, prodotti per la cura personale e molto altro!  

Un famoso marchio fashion del lusso, in un evento a tema “vintage” anni ’80-’90, ha utilizzato le vending machine per distribuire ai propri ospiti delle macchine fotografiche usa e getta, mentre un brand inglese dallo stile rock ha commercializzato intimo maschile e t-shirt in aeroporti, stazioni ferroviarie e grandi centri commerciali tramite dei distributori automatici. La moda e il lusso sembrano i settori che più degli altri abbiano saputo cogliere questa “nuova anima” dei distributori automatici: i noti gioielli legati al colore azzurro delle loro ambite confezioni, nella boutique londinese di Covent Garden, hanno infatti usato le vending machine per distribuire i propri profumi; mentre un famoso brand francese ha creato un punto vendita completamente automatico a Parigi per distribuire la sua collezione di lussuose borsette

Anche il mondo della tecnologia è stato tra i primi a sfruttare il potenziale delle vending machine, soprattutto per i prodotti di piccole e medie dimensioni: presso “Il Centro” di Arese, ad esempio, è stato installato un “temporary shop automatico” di cuffie e auricolari, mentre all’Università Cattolica del Sacro Cuore, a Milano, è possibile rifornirsi di accessori per smartphone proprio da un distributore automatico. Sempre presso il mall di Arese, inoltre, per la gioia di grandi e bambini è da poco in funzione un distributore automatico di carte da gioco collezionabili di Pokémon, Onepiece, Dragonball, Magic e tanti altri. 

«La tecnologia Made in Italy delle vending machine è molto duttile e può essere impiegata per distribuire tante tipologie di prodotti dalle più svariate forme e pesi, anche diversi dal classico food & beverage, grazie alle innovazioni tecniche. – spiega Massimo Trapletti, presidente di CONFIDA, Associazione Italiana Distribuzione Automatica –Inoltre, le vending machine sono facilmente personalizzabili con grafiche ad hoc; mentre quelle di ultima generazione possono interagire con i consumatori per promuovere attività sui social network. Queste caratteristiche le rendono molto adatte alla distribuzione di prodotti da parte di brand che fanno della customer experience uno strumento chiave’.