Calano i consumi (-4,6%) anche se per il 79% degli italiani il vending è comodo e veloce.
Le imprese del settore lamentano l’impossibilità di accesso ai finanziamenti della Transizione 5.0 e l’imminente entrata in vigore del PPWR rischia di vanificare gli investimenti fatti dal comparto sull’economia circolare.
Nei primi sette mesi dell’anno, il settore della distribuzione automatica ha registrato un sensibile calo delle consumazioni (-4,6%). Questo trend negativo arriva dopo la lieve ripresa iniziata nel 2021 (+10,48%), proseguita nel 2022 (+5,07%) e stabilizzatasi nel 2023 (+0,74%). È la fotografia scattata da CONFIDA, Associazione Italiana Distribuzione Automatica, durante gli Stati Generali del Vending tenutisi a Roma nella sede di Confcommercio-Imprese per l’Italia alla presenza di 200 imprenditori del settore e numerosi rappresentanti delle istituzioni.
Il comparto paga il calo della produzione industriale con il conseguente aumento della cassa integrazione (la distribuzione automatica, infatti, sviluppa il 37% delle consumazioni nel manifatturiero), l’effetto dell’inflazione che ha causato una contrazione dei consumi alimentari fuori casa (oltre un terzo degli italiani nell’ultimo anno ha peggiorato la propria situazione economica), e l’utilizzo dello smart working, oggi utilizzato regolarmente dal 31% degli italiani. Parallelamente, sono cambiate le abitudini di consumo che ora virano verso scelte sempre più personalizzate, causando una frammentazione crescente delle identità alimentari. Per il 79% degli italiani, tuttavia, le vending machine rappresentano un’alternativa comoda e veloce per il consumo di bevande e alimenti, offrono un’esperienza di uso semplice e immediata (79%); rappresentano un momento di evasione dalla routine (74%) e il 64% dei consumatori lo considera anche un settore innovativo; è quanto emerge da una ricerca IPSOS per CONFIDA.
“Il calo delle consumazioni della distribuzione automatica ha portato, come conseguenza, anche ad una riduzione del 28% nei primi sei mesi del 2025 della vendita di vending machine nuove: una produzione di eccellenza del Made in Italy, che vive anche una crescente concorrenza di produttori asiatici le cui vending machine, talvolta, non rispettano le normative europee oppure provengono da Paesi in cui la manodopera è sottopagata e poco tutelata. Per questo. – commenta Massimo Trapletti, Presidente di CONFIDA il Piano Transizione 5.0 era un provvedimento molto atteso dalle aziende del settore, che tuttavia non si è potuto utilizzare per le difficoltà applicative. Auspichiamo pertanto che la revisione contenuta nella Legge di Bilancio renda più agevole l’accesso al beneficio per le nostre imprese.”
In aggiunta, il settore richiede un protocollo integrativo al contratto collettivo del commercio a cui fanno riferimento i lavoratori del comparto, al fine di inquadrare al meglio le peculiarità delle professionalità della distribuzione automatica.
“Il settore della distribuzione automatica include circa 30.000 addetti, per un totale di 3.000 imprese – commenta Carlo Sangalli, Presidente di Confcommercio – Un numero decisamente sufficiente per prendere in considerazione di elaborare un protocollo dedicato al mondo del vending che integri il nostro principale contratto collettivo nazionale al prossimo rinnovo, dando al settore le specifiche necessarie a valorizzare le proprie qualità.”
Infine, la distribuzione automatica dovrà affrontare anche le criticità che emergono dal Regolamento Europeo sugli imballaggi e i rifiuti da imballaggio (PPWR), che entrerà in vigore il prossimo anno. In particolare, gli obbiettivi di riutilizzo e l’introduzione dei sistemi di deposito e cauzione vanificherebbero gli investimenti fatti negli anni sul riciclo degli imballaggi con il progetto economia circolare “RiVending” ormai diffuso in tutta Italia con oltre 16 mila cestini per il riciclo della plastica posizionati in 2.500 aziende. Il comparto, quindi, chiede alle istituzioni italiane nell’applicazione della PPWR di esentarlo da quelle previsioni inapplicabili per le caratteristiche intrinseche della distribuzione automatica.
Il Presidente dell’Associazione Italiana Distribuzione Automatica, Massimo Trapletti: “i gestori dei negozi automatici h24 di Rimini sono commercianti come gli altri, l’ordinanza mette a rischio le loro attività imprenditoriali. La somministrazione di alcolici negli h24 segue le normative nazionali, erogazione solo con sistemi di riconoscimento dell’età, oltre alle normative regionali e comunali”
CONFIDA, Associazione Italiana Distribuzione Automatica, contesta fortemente la decisione del Comune di Rimini di firmare un’ordinanza che imporrà l’obbligo di presenza di personale incaricato per il presidio e la sorveglianza dei negozi automatici h24 in piazzale Cesare Battisti, corso Giovanni XXIII, via Dante, via Tempio Malatestiano e piazza Ferrari, pena multe e stop.
“I gestori dei negozi automatici h24 sono dei commercianti come gli altri – spiega il Presidente di Confida, Massimo Trapletti – Come loro, sono vittime dei balordi della notte e dei vandali che con i loro comportamenti danneggiano proprietà e causano schiamazzi. L’ordinanza è un tentativo errato di risolvere una situazione di degrado generalizzata, che mira a colpevolizzare i gestori dei negozi automatici h24 che nulla c’entrano. Pertanto, tale ordinanza a nostro avviso causerà unicamente danni economici agli operatori del settore mettendo a rischio la loro attività imprenditoriale”.
Il settore della distribuzione automatica si impegna da anni nel fornire un servizio sicuro per tutti, soprattutto su strada: la maggior parte dei gestori, infatti, ha dotato i propri esercizi commerciali di sistemi di videosorveglianza avanzati con, ad esempio, videocamere bidirezionali al servizio anche delle forze dell’ordine qualora necessario. A questo proposito, CONFIDA ha sottoscritto un accordo con A.N.I.V.P, Associazione Nazionale Istituti di Vigilanza Privati, per fornire ai gestori strumenti e professionalità dedicati alla sicurezza e compliance urbana dei negozi automatici h24. Infine, il settore si è dotato di un protocollo volontario di qualità, il “Top Quality Negozi Automatici H24”, che ha l’obiettivo di rappresentare uno standard qualitativo del servizio dei negozi h24 per la tutela e il rispetto dei consumatori di questo particolare comparto.
“L’accusa di vendere, in alcuni distributori, alcol senza alcun tipo di limite orario e controllo fisico – conclude il Presidente Trapletti – denota una scarsa conoscenza delle normative che regolano il settore e la distribuzione di alcolici al pubblico. I distributori automatici che somministrano alcolici, infatti, seguono rigidamente la legislazione nazionale che prevede sistemi di erogazione attraverso il riconoscimento dell’età anagrafica, e solamente nelle fasce orarie previste dalla legislazione territoriale dove operano e le normative locali laddove sono presenti”.
Il settore della distribuzione automatica è una filiera importante del tessuto economico nazionale che comprende 3.000 imprese (di cui 196 in Emilia-Romagna e 15 a Rimini) che danno lavoro a 33mila persone. L’Italia, infatti, con le sue 808 mila vending machine, ha la più ampia catena distributiva alimentare automatica in Europa, e contribuisce ad un’importante funzione sociale: garantire idratazione e ristoro a 25 milioni di italiani nei luoghi che frequentano ogni giorno, come uffici e fabbriche, luoghi di transito, scuole, università e ospedali.
A pesare sul comparto, secondo CONFIDA, Associazione Italiana Distribuzione Automatica, un generale rallentamento dell’economia: dalla crisi del settore manifatturiero, che contribuisce maggiormente ai consumi del vending, alla crescita della cassa integrazione e dell’inflazione, sino alla ripresa dello smart working.
Il 2024 si è confermato un anno di sfide per la distribuzione automatica: il fatturato del comparto si attesta a circa 1,6 miliardi di euro (-1,62%), le consumazioni scendono a 3,8 miliardi (-3,74%) e cala anche il parco macchine (808.631 distributori sul territorio, -2,71%). Stabile il mercato dell’OCS (Office Coffee Service: il caffè e le altre bevande calde in capsule e cialde) che nel 2024 supera i 401 milioni di fatturato (+0,96%) e registra oltre 1,11 miliardi di consumazioni (+0,86%). Il giro d’affari totale del comparto è quindi pari a 1,9 miliardi di euro e oltre 4,9 miliardi di consumazioni. È quanto emerge dallo studio di settore realizzato da Jakala per CONFIDA, Associazione Italiana Distribuzione Automatica. A pesare principalmente sui risultati del comparto una generale frenata del tessuto economico italiano, in particolar modo del settore manifatturiero che, da solo, vale per il 30% delle consumazioni del vending.
Il calo riguarda tutte le tipologie di prodotti: dalle bevande calde (-3,4%) a quelle fredde (-4,51%), dagli snack (-4,68%) ai gelati (-34,84%). Tra le bevande calde, anche il caffè, re delle consumazioni alle vending machine, nel 2024 ha subito una frenata (-2,93%) figlia della ripresa dello smart working e dell’aumento della cassa integrazione, che hanno ridotto il numero di lavoratori nelle imprese e quindi le consumazioni.
Precipitazioni frequenti e temperature in genere più miti di altri anni durante l’estate hanno causato una contrazione delle consumazioni delle bevande fredde, anche di prodotti come l’acqua minerale (-3,5%), le bevande gasate (-8,14%) e il tè freddo (-13,54%). Tra le bevande gasate, quelle al gusto cola registrano un calo di quasi il 5%, più contenuto rispetto alle altre categorie grazie alla clientela più fidelizzata e alla presenza di un minor numero di alternative possibili che invece penalizzano, ad esempio, le bevande al gusto di arancia (-20,22%).
Tra gli snack, altra categoria di punta alle vending machine, pesa in maniera significativa la performance negativa di quelli al cioccolato (-36,65%) e quella più contenuta dei prodotti freschi (-3,25%). In positivo, invece, gli snack dolci (+6,71%) trainati dagli ottimi risultati delle merendine (+24%), delle barrette (+7,2%) e dei croissant (+6,6%), che beneficiano di un buon rapporto tra convenienza, gusto e durata. Stabile il comparto degli snack salati (+0,43%) dove la flessione di prodotti più tradizionali, come patatine (-0,53%), crackers (-3,93%), schiacciatine (-2,74%) e taralli (-1,7%), è compensata da una crescita della categoria frutta secca ed essiccata (+15,9%), apprezzata perché nutrizionalmente bilanciata, e altri snack salati (+6,75%).
“Da quanto è emerso dai dati provvisori dei primi tre mesi dell’anno, la tendenza negativa registrata nel 2024 sembra si stia confermando anche per il 2025 – commenta Massimo Trapletti, Presidente di CONFIDA – e stimiamo una contrazione nei consumi di un ulteriore -5% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Le ragioni di questa flessione sono molteplici e intrecciate tra loro: calo della produzione industriale, crescita della cassa integrazione, ripresa dello smart working e l’inflazione che ha portato a una riduzione del potere d’acquisto dei consumatori. Per far fronte a questa situazione il settore deve rimanere coeso, focalizzarsi sull’innovazione e sulla centralità del consumatore.”
Per supportare le imprese della distribuzione automatica, CONFIDA ha investito in una serie di progetti concreti e strategici, volti a migliorare la competitività delle aziende, innovare l’esperienza del consumatore e rafforzare l’intera filiera. Tra questi “l’investimento sulla formazione delle risorse umane del nostro settore – conclude il Presidente Trapletti – la collaborazione con università e centri di ricerca per approfondire i cambiamenti di abitudini di consumo avvenuti nel consumatore e lo sviluppo dei metodi di pagamento elettronici tramite le applicazioni che si stanno rapidamente diffondendo nel settore”
Il notevole risultato è frutto dell’accordo antisprechi stretto nel 2022 da CONFIDA, Associazione Italiana Distribuzione Automatica, e da Fondazione Banco Alimentare ETS e diventato poi operativo nel 2023. Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna e Toscana le regioni più solidali
Un incremento significativo segna il secondo anno di operatività dell’accordo tra CONFIDA, Associazione Italiana Distribuzione Automatica, e Fondazione Banco Alimentare ETS. Nel corso del 2024 infatti sono state raccolte e donate più di 148 tonnellate di beni alimentari: un quantitativo doppio rispetto al 2023, anno in cui l’accordo era entrato in piena operatività a livello nazionale e le tonnellate erano 74. Questo risultato straordinario evidenzia l’importanza dell’impegno congiunto per combattere lo spreco alimentare e offrire supporto alle famiglie e persone in difficoltà.
Nel 2024 le regioni più generose, quelle cioè che hanno devoluto i maggiori quantitativi di prodotti alimentari e bevande, sono state Piemonte, con oltre 36 tonnellate, seguito dalla Lombardia con quasi 35 tonnellate, dall’Emilia-Romagna (oltre 28 tonnellate) e dalla Toscana (23 tonnellate). La maggior parte dei prodotti raccolti sono: acqua e bevande, alimenti sia freschi sia secchi, panini&affini, prodotti da forno, merendine e snack. Inoltre, grazie al monitoraggio costante dei gestori che ritirano i prodotti dai distributori automatici con anticipo rispetto alla data di scadenza e alla velocità del Banco Alimentare nella distribuzione degli stessi prodotti alle organizzazioni partner territoriali, si è arrivati a un’ottima percentuale di recupero di prodotti freschi – come frutta e verdura, piatti pronti, prodotti a base di formaggio, merende da frigo, tramezzini ecc.
Tutto ciò è possibile grazie alla gestione operativa e al coordinamento di questo progetto da parte delle 11 Delegazioni Territoriali di Confida, a cui partecipano le società di gestione della distribuzione automatica iscritte all’associazione, che sinergicamente collaborano con i 21 Banchi Alimentari regionali che a loro volta curano la redistribuzione di quanto raccolto a persone e famiglie in difficoltà sui vari territori locali.
“La nostra associazione continuerà il percorso intrapreso perché, in quanto attori del comparto food&beverage, siamo molto attenti al tema della lotta agli sprechi alimentari e i risultati raggiunti quest’anno ci rendono veramente orgogliosi – ha dichiarato Massimo Trapletti, Presidente di CONFIDA – Grazie a questo progetto virtuoso, il settore della distribuzione automatica conferma il proprio ruolo attivo nella promozione della solidarietà e nella riduzione degli sprechi. Vogliamo continuare ad impegnarci con la promessa di percorrere questa strada anche nei prossimi anni e la speranza di aiutare sempre più persone”.
Banco Alimentare dal 1989 recupera le eccedenze della filiera agroalimentare per ridistribuirle a oltre 7.600 organizzazioni che offrono aiuti a quasi 1.800.000 persone in difficoltà. L’attività è svolta da 21 Banchi territoriali coordinati da Fondazione Banco Alimentare ETS.
“Siamo grati alle persone di Confida per l’impegno e la dedizione con cui hanno sostenuto e fatto crescere questo progetto in collaborazione con Banco Alimentare. Insieme abbiamo reso la filiera dei distributori automatici più sostenibile e di accresciuta utilità sociale. Riuscire a raddoppiare le donazioni di alimenti, e quindi dimezzare gli sprechi in soli due anni, è la rappresentazione concreta del potenziale di questa iniziativa e della possibilità di trasformare cibo buono, da scarto in risorsa preziosa per tante persone in difficoltà in Italia”. – ha commentato Giovanni Bruno, Presidente di Fondazione Banco Alimentare ETS.
Le due associazioni nazionali del settore della distribuzione automatica si impegnano a istituire un osservatorio permanente del comparto, a realizzare iniziative congiunte e a condividere le best-practices
CONFIDA, Associazione Italiana Distribuzione Automatica, e ANEDA, Associazione Nazionale Spagnola dei Distributori Automatici, hanno firmato un accordo di collaborazione strategica per affrontare le sfide nazionali e internazionali, e creare sinergie per il futuro del vending. In Italia sono ben 830.000 le vending machine installate e l’indotto occupazionale è di circa 30.000 persone, a cui si aggiungono le altre aziende della filiera; mentre in Spagna, i distributori automatici installati sono 370.000 e la filiera occupa 20.000 dipendenti. La firma dell’accordo è avvenuta a Madrid, presso la sede del Senato spagnolo, a lato dell’incontro tra le due associazioni e del confronto con le istituzioni iberiche sul settore del vending in Italia e in Spagna. Erano presenti le senatrici spagnole Teresa Mallada, Carmen Riolobos Redera, e Arenales Serrano Arguello.
“Il comparto del vending in Italia e in Spagna è molto simile e vive le medesime problematiche. – commenta Massimo Trapletti, Presidente di CONFIDA – Le nostre due associazioni, inoltre, condividono l’impegno per la formazione e la professionalizzazione dei propri associati e quello per la promozione dell’innovazione e della competitività. Per questo abbiamo stipulato un accordo di collaborazione pensato per promuovere progetti di sostenibilità e di innovazione e condividere analisi sullo sviluppo della normativa di settore a livello italiano ed europeo”.
Primo punto nell’agenda operativa dell’accordo sarà la creazione di un gruppo di lavoro congiunto di ANEDA e CONFIDA che si dedicherà a consultazione, analisi, formulazione e proposta di iniziative che possano portare benefici agli operatori di entrambe le associazioni. Il gruppo affronterà diverse tematiche sensibili per il settore come quelle relative alle normative e alla legislazione, l’economia settoriale e i mercati nazionali, progetti e iniziative speciali (come RiVending, Vida Saludable, Vending Sostenibile e altri), e la definizione di azioni congiunte ed eventi di collaborazione per lo sviluppo del settore e delle aziende.
“L’accordo di oggi va oltre le iniziative isolate ed ha una prospettiva di lungo termine, cercando di creare una rete di cooperazione strutturata. – dichiara Juan Luis Hernandez, presidente di Aneda – Si tratta un traguardo molto significativo e vorrei ringraziare tutti i membri di entrambe le associazioni per l’impegno profuso nel raggiungimento di tale accordo. Da parte di Aneda, confido che questa collaborazione sia l’inizio di una lunga e proficua relazione, e sono fiducioso che insieme saremo in grado di affrontare ogni sfida e cogliere tutte le opportunità del mercato.”
CONFIDA, Associazione Italiana Distribuzione Automatica, presenta i distributori automatici non food più singolari
Il distributore automatico, simbolo nazionale della pausa in ufficio e a scuola e che fa parte della quotidianità di milioni di italiani, negli anni ha saputo diversificare: non solo merendine e bibite ma anche prodotti fashion, beauty, tech, giochi, carte di credito e molto altro. A rivelarlo è CONFIDA, Associazione Italiana Distribuzione Automatica, che da un censimento ne ha scovato alcuni tra i più particolari.
In Italia nel 2024 sono state circa 2,2 milioni le consumazioni non-food effettuate alle oltre 830.000 vending machine presenti sul territorio nazionale, ma sono numeri destinati a crescere. Per gli amanti dei brand iconici, come ad esempio il cavallino rampante, in centro a Milano si trova una vending machine unica che distribuisce modellini della celebre fuoriserie italiana; mentre presso gli aeroporti di Firenze e Pisa, genitori disperati e appassionati di tutte le età possono acquistare i famosi mattoncini prima della partenza. Sempre negli aeroporti si possono anche trovare vending machine molto particolari, come quelle che distribuiscono underwear di marca, carte di credito e addirittura veri e propri trolley da viaggio.
I settori del beauty e dei prodotti per la cura personale si sono lasciati affascinare dalle mille potenzialità dei distributori automatici: presso l’aeroporto di Malpensa, ad esempio, un noto brand di make-up ne ha utilizzato uno in alternativa allo store fisico durante i lavori di ristrutturazione. Mentre in altre location si possono trovare vending machine che offrono maschere per il viso, sieri, prodotti per la cura personale e molto altro!
Un famoso marchio fashion del lusso, in un evento a tema “vintage” anni ’80-’90, ha utilizzato le vending machine per distribuire ai propri ospiti delle macchine fotografiche usa e getta, mentre un brand inglese dallo stile rock ha commercializzato intimo maschile e t-shirt in aeroporti, stazioni ferroviarie e grandi centri commerciali tramite dei distributori automatici. La moda e il lusso sembrano i settori che più degli altri abbiano saputo cogliere questa “nuova anima” dei distributori automatici: i noti gioielli legati al colore azzurro delle loro ambite confezioni, nella boutique londinese di Covent Garden, hanno infatti usato le vending machine per distribuire i propri profumi; mentre un famoso brand francese ha creato un punto vendita completamente automatico a Parigi per distribuire la sua collezione di lussuose borsette.
Anche il mondo della tecnologia è stato tra i primi a sfruttare il potenziale delle vending machine, soprattutto per i prodotti di piccole e medie dimensioni: presso “Il Centro” di Arese, ad esempio, è stato installato un “temporary shop automatico” di cuffie e auricolari, mentre all’Università Cattolica del Sacro Cuore, a Milano, è possibile rifornirsi di accessori per smartphone proprio da un distributore automatico. Sempre presso il mall di Arese, inoltre, per la gioia di grandi e bambini è da poco in funzione un distributore automatico di carte da gioco collezionabili di Pokémon, Onepiece, Dragonball, Magic e tanti altri.
«La tecnologia Made in Italy delle vending machine è molto duttile e può essere impiegata per distribuire tante tipologie di prodotti dalle più svariate forme e pesi, anche diversi dal classico food & beverage, grazie alle innovazioni tecniche. – spiega Massimo Trapletti, presidente di CONFIDA, Associazione Italiana Distribuzione Automatica –Inoltre, le vending machine sono facilmente personalizzabili con grafiche ad hoc; mentre quelle di ultima generazione possono interagire con i consumatori per promuovere attività sui social network. Queste caratteristiche le rendono molto adatte alla distribuzione di prodotti da parte di brand che fanno della customer experience uno strumento chiave’.
È quanto rilevato dal primo “Report di Sostenibilità” del settore della distribuzione automatica promosso da CONFIDA Associazione Italia Distribuzione Automatica, da cui emerge anche che il 59% delle imprese investe in sistemi di welfare aziendale, e il 37% si impegna contro lo spreco alimentare.
Negli ultimi anni, la sostenibilità ambientale e sociale all’interno del settore della distribuzione automatica ha assunto un ruolo di crescente importanza: l’80% delle imprese, infatti, utilizza energia rinnovabile e il 78% adotta dei sistemi di gestione ambientale volti alla riduzione dell’impatto climatico delle loro attività. È quanto emerge dal “Report di Sostenibilità di settore 2023” promosso da CONFIDA, Associazione Italiana Distribuzione Automatica, il primo dedicato a questo comparto che in Italia è composto da oltre 4.000 imprese di gestione per un indotto occupazionale di circa 30.000 persone, a cui si aggiungono le altre aziende della filiera.
“La sostenibilità è un tema che tocca vari aspetti dell’attività di un’azienda del vending – commenta Massimo Trapletti, Presidente di CONFIDA – dalla gestione dell’energia e dei magazzini, alla sostenibilità nei trasporti, dalla scelta dei prodotti alimentari alla gestione dei rifiuti. CONFIDA ha dato vita a una serie di progetti per rendere sostenibili le aree break di aziende, enti pubblici, scuole e università come ad esempio RiVending, che mira a riciclare i bicchierini del caffè e bottigliette in PET e la collaborazione con Fondazione Banco Alimentare per combattere gli sprechi alimentari”.
Grazie all’ accordo con Fondazione Banco Alimentare Onlus, il settore ha già raccolto e donato ben 74 tonnellate di beni alimentari su tutto il territorio nazionale. Al contempo, anche le aziende si impegnano a livello individuale: il 37% di esse, infatti, adotta iniziative specifiche per la lotta contro lo spreco alimentare.
Dallo studio realizzato per il Report di CONFIDA emerge, inoltre, che il 50% delle aziende del vending realizza un report di sostenibilità e il 60% si è dotato di un responsabile dedicato al tema. Il settore, in particolare, è molto attento alla sicurezza alimentare poiché i distributori automatici sono dei veri e propri punti di ristoro che rispettano tutte le norme in materia di igiene e sicurezza, il cosiddetto sistema dell’HACCP, per la tutela della salute del consumatore finale. Inoltre, grazie alla collaborazione con l’ente CSQA, è stata creata la certificazione TQS Vending che richiede agli operatori del settore standard qualitativi superiori a quelli di legge. Anche per il caffè, il prodotto più venduto nei distributori automatici, è nata un’ulteriore certificazione di qualità, DTP-114, che definisce specifici parametri funzionali qualitativi.
La quasi totalità delle aziende del settore (98%), inoltre, è dotata di policy che pongono l’attenzione al benessere e alla sicurezza sul posto di lavoro, e in oltre la metà dei casi (55%) queste attività sono svolte con un sistema di gestione certificato. A questo si aggiungono le politiche del welfare su cui investono ben il 59% delle imprese con particolare attenzione verso l’assistenza sanitaria integrativa e l’analisi dei rischi di stress-lavoro correlato. L’impegno è esteso anche alle comunità di riferimento e infatti il 41% delle aziende sostiene la ricerca medico-scientifica.
Infine, alta anche l’attenzione alle politiche e iniziative per contrastare il cambiamento climatico e la salvaguardia dell’ambiente: circa il 60% delle aziende ha adottato un piano di sviluppo a medio-lungo termine dedicato a queste tematiche e il 50% valuta i nuovi fornitori anche su criteri di sostenibilità ambientale con l’obiettivo di coinvolgere l’intera catena nel raggiungimento degli obiettivi. Il 41% delle imprese, inoltre, partecipa a programmi di economia circolare – come RiVending – e il 31% utilizza veicoli elettrici.
È possibile consultare il Report di Sostenibilità di Confida QUI.
L’Associazione Italiana Distribuzione Automatica risponde alle critiche arrivate dalle associazioni dei commercianti del territorio ritenendole strumentali, considerato anche il grande successo di pubblico riscosso dalla macchina
CONFIDA Associazione Italiana Distribuzione Automatica, che fa capo a Confcommercio Imprese per l’Italia, interviene a difesa del Consorzio di via Ceccarini, a Riccione, nell’ambito della polemica nata per sull’installazione di un distributore di pizza nel villaggio di Natale.
“Si tratta di un commerciante come tutti gli altri che ha deciso di partecipare al villaggio natalizio di via Ceccarini – spiega Massimo Trapletti, Presidente di CONFIDA – investendo a favore del proprio territorio e offrendo una modalità innovativa di preparazione della pizza creata con una tecnologia 100% Made in Italy. La macchina, che tra l’altro non è permanente ma posizionata solo per il periodo natalizio, è infatti progettata e fabbricata in Italia.”
Questa tecnologia tutta italiana è un ‘robot’ che prepara la pizza partendo dall’impasto fresco, lo stende, lo farcisce con ingredienti freschi e lo cuoce in soli tre minuti grazie a lampade a infrarossi che raggiungono i 400 gradi.
“Pertanto, non comprendiamo – continua il Presidente di CONFIDA – le critiche delle associazioni che dovrebbero difendere, e non attaccare, i propri commercianti. Tra l’altro, il pubblico in questi giorni ha dimostrato di apprezzare molto l’iniziativa, come testimoniano le lunghe file davanti al distributore e la sua viralità sui social media. Riteniamo che la macchina non arrechi danno agli esercizi commerciali di alimenti della via e che i cittadini e i turisti, se lo desiderano, siano liberi di optare per una pizza tradizionale cotta nel classico forno a legna.”
Il piccolo comune emiliano si è aggiudicato la 6° edizione del premio assegnato da CONFIDA, Associazione Italiana Distribuzione Automatica, per aver implementato “RiVending”, progetto di recupero e riciclo di bicchieri e palette in plastica (PS) e bottiglie in PET da distributori automatici
Sissa Trecasali (PR), piccolo comune emiliano nato nel 2014 dall’unione dei Comuni di Sissa e Trecasali, ha ricevuto il premio “Vending Sostenibile” di CONFIDA, Associazione Italiana Distribuzione Automatica, per aver adottato “RiVending”, il progetto di recupero e riciclo di bicchieri e palette in plastica (PS) e bottiglie in PET da distributori automatici voluto da CONFIDA, COREPLA e UNIONPLAST. Il premio viene assegnato nell’ambito dei “Cresco Award – Città sostenibili” organizzati da Fondazione Sodalitas e ANCI Associazione Nazionale Comuni Italiani.
All’interno dell’edificio municipale di Sissa Trescali sono stati installati 4 cestini per la raccolta e il riciclo della plastica degli imballaggi delle vending machine. In un anno (ottobre ’23 – ottobre ’24), grazie all’impegno delle persone che lavorano all’interno del Municipio, sono stati raccolti ben 22.022 bicchieri per un totale di 150 chili di anidride carbonica risparmiata.
“La sostenibilità è certamente tra i temi più importanti e rilevanti che le istituzioni si trovano ad affrontare negli ultimi anni – commenta Michele Adt, Direttore Generale di CONFIDA – Abbiamo deciso di premiare il comune di Sissa Trecasali perché è il perfetto esempio che non bisogna essere grandi realtà istituzionali o produttive per fare la differenza: qualsiasi ente pubblico o azienda può rendere sostenibile la propria area break in modo semplice col progetto RiVending e dare il proprio contributo all’ambiente.”
Secondo le stime emerse dal monitoraggio di ottobre del progetto RiVending, in provincia di Parma le aziende che aderiscono al progetto sono 124 che hanno adottato, in tutto, 413 cestini con cui sono stati raccolti e riciclati in un anno (ottobre 2023 – ottobre 2024) 4.365.136 bicchieri garantendo il risparmio di 29,86 tonnellate di C02. A livello nazionale, inoltre, l’Emilia-Romagna, si posiziona al terzo posto tra le regioni più virtuose d’Italia con 1.534.742 bicchieri raccolti nel mese di ottobre 2024 (+11,5% rispetto ad ottobre 2023).
Sono le stime emerse dal monitoraggio mensile di ottobre del progetto RiVending. Lombardia al primo posto con circa 1,8mln di bicchierini riciclati seguita da Emilia-Romagna (1,5mln) e Veneto (1,1mln). La plastica raccolta e riciclata può essere riutilizzata in diversi ambiti: dall’edilizia ai mobili, dagli oggetti per la scuola o per gli amici a quattro zampe fino addirittura all’abbigliamento.
Non solo relax ma anche sostenibilità davanti ai distributori automatici d’Italia: continua a crescere l’attenzione verso l’ambiente dei lavoratori italiani. In un anno (ottobre ’23 – ottobre ’24) hanno, infatti, riciclato oltre 76,5 milioni di bicchierini per un totale di più di 523 tonnellate di anidride carbonica risparmiate, grazie a “RiVending” il progetto di recupero e riciclo di bicchieri e palette in plastica (PS) e bottiglie in PET da distributori automatici voluto da CONFIDA, Associazione Italiana Distribuzione Automatica, COREPLA e UNIONPLAST.
Numeri in costante crescita grazie a 14.861 cestini presenti a fianco dei distributori automatici di aziende, scuole e università per la raccolta e il riciclo della plastica degli imballaggi delle vending machine. Alle aziende ed enti virtuosi che effettuano la raccolta viene attestato il risparmio in termini di CO2 derivante dal progetto: un importante strumento di riconoscimento che dà ulteriore valore ai progetti presentati all’interno dei bilanci di sostenibilità aziendali.
“I dati del monitoraggio del progetto RiVending – commenta Massimo Trapletti, Presidente di CONFIDA – ci restituiscono una fotografia che mostra come può essere semplice rendere sostenibile l’area break della propria azienda, scuola o ufficio, installando i cestini dedicati ed educando i propri dipendenti o utenti al riciclo. Peraltro, il progetto RiVending è stato precursore anche delle legislazioni italiana ed europea in quanto risponde concretamente e adeguatamente alle linee guida per il settore dettate dai Criteri Ambientali Minimi (CAM) del Servizi di Ristoro, entrati in vigore il 1° aprile di quest’anno e nel contempo risponde anche ai dettami della Direttiva Europea sulla Plastica Monouso che impone dal 2025 che le bottigliette in PET immesse sul mercato debbano contenere un minimo del 25% di PET riciclato.”
“Attraverso il progetto RiVending favoriamo una nuova cultura della sostenibilità in tutti gli ambienti in cui si consumano bevande, come uffici e aree break, e contribuiamo a dare nuovo valore anche ai piccoli gesti” dichiara il Presidente di Corepla Giovanni Cassuti “Gesti che rappresentano un atto di vera e propria responsabilità verso il nostro ambiente e che ci consentono di dare nuova vita a un materiale prezioso che, se opportunamente raccolto e riciclato, può rinascere costantemente da se stesso”.
Tra le regioni italiane, la Lombardia si laurea ancora una volta la più virtuosa con ben 1.787.249 bicchieri raccolti nel mese di ottobre (+23% vs ottobre 2023). Invariati anche il secondo e il terzo posto, occupati rispettivamente dall’Emilia-Romagna (1.534.742 bicchieri, +11,5%) e dal Veneto (1.167.399, +51%). Sale al quarto posto il Trentino-Alto Adige con 720.372 bicchierini raccolti a ottobre (+30,4% vs ottobre 2023), scalzando il Friuli-Venezia Giulia che chiude la top 5 (683.298, +10%). Al sesto, settimo e ottavo posto delle dieci regioni più virtuose d’Italia rimangono rispettivamente le Marche (239.005, -22%), l’Abruzzo (207.128, +11%) e la Sardegna (176.616, sostanzialmente invariato rispetto all’anno scorso). La Campania con 141.208 bicchierini raccolti (+61,8%) si prende il nono posto costringendo il Lazio al decimo (98.498, +7,8%).
La plastica raccolta e riciclata può essere riutilizzata in diversi ambiti: dall’edilizia ai mobili, dagli oggetti per la scuola o per gli amici a quattro zampe fino addirittura all’abbigliamento. In particolare, il polistirolo compatto dei bicchierini del caffè, ad esempio, è un ottimo isolante che può essere trasformato in cappotto termico per gli edifici o in nuovi prodotti per la casa come telai per cornici e tavoli da giardino. RiVending, inoltre, ha trasformato la plastica dei bicchierini raccolti in una linea di ciotole per animali e le ha donate ai canili dell’ENPA; e l’ha anche usata per produrre dei righelli, poi distribuiti a diverse scuole italiane. L’innovazione nel packaging inoltre ha permesso di utilizzare il polistirolo riciclato (R-Ps) per la creazione di nuovi bicchierini per il caffè e vasetti per lo yogurt. Anche il PET è estremamente versatile come materiale di produzione al punto che è stato utilizzato anche per la creazione di diversi capi d’abbigliamento oltre a dar vita a nuove bottigliette realizzate con PET riciclato (R-PET).