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Aziende vending: l’80% utilizza energia rinnovabile e adotta sistemi per ridurre l’impatto climatico

È quanto rilevato dal primo “Report di Sostenibilità” del settore della distribuzione automatica promosso da CONFIDA Associazione Italia Distribuzione Automatica, da cui emerge anche che il 59% delle imprese investe in sistemi di welfare aziendale, e il 37% si impegna contro lo spreco alimentare.

 

Negli ultimi anni, la sostenibilità ambientale e sociale all’interno del settore della distribuzione automatica ha assunto un ruolo di crescente importanza: l’80% delle imprese, infatti, utilizza energia rinnovabile e il 78% adotta dei sistemi di gestione ambientale volti alla riduzione dell’impatto climatico delle loro attività. È quanto emerge dal “Report di Sostenibilità di settore 2023” promosso da CONFIDA, Associazione Italiana Distribuzione Automatica, il primo dedicato a questo comparto che in Italia è composto da oltre 4.000 imprese di gestione per un indotto occupazionale di circa 30.000 persone, a cui si aggiungono le altre aziende della filiera.

 

La sostenibilità è un tema che tocca vari aspetti dell’attività di un’azienda del vending – commenta Massimo Trapletti, Presidente di CONFIDAdalla gestione dell’energia e dei magazzini, alla sostenibilità nei trasporti, dalla scelta dei prodotti alimentari alla gestione dei rifiuti. CONFIDA ha dato vita a una serie di progetti per rendere sostenibili le aree break di aziende, enti pubblici, scuole e università come ad esempio RiVending, che mira a riciclare i bicchierini del caffè e bottigliette in PET e la collaborazione con Fondazione Banco Alimentare per combattere gli sprechi alimentari”.

 

Grazie all’ accordo con Fondazione Banco Alimentare Onlus, il settore ha già raccolto e donato ben 74 tonnellate di beni alimentari su tutto il territorio nazionale. Al contempo, anche le aziende si impegnano a livello individuale: il 37% di esse, infatti, adotta iniziative specifiche per la lotta contro lo spreco alimentare.

 

Dallo studio realizzato per il Report di CONFIDA emerge, inoltre, che il 50% delle aziende del vending realizza un report di sostenibilità e il 60% si è dotato di un responsabile dedicato al tema. Il settore, in particolare, è molto attento alla sicurezza alimentare poiché i distributori automatici sono dei veri e propri punti di ristoro che rispettano tutte le norme in materia di igiene e sicurezza, il cosiddetto sistema dell’HACCP, per la tutela della salute del consumatore finale. Inoltre, grazie alla collaborazione con l’ente CSQA, è stata creata la certificazione TQS Vending che richiede agli operatori del settore standard qualitativi superiori a quelli di legge. Anche per il caffè, il prodotto più venduto nei distributori automatici, è nata un’ulteriore certificazione di qualità, DTP-114, che definisce specifici parametri funzionali qualitativi.

 

La quasi totalità delle aziende del settore (98%), inoltre, è dotata di policy che pongono l’attenzione al benessere e alla sicurezza sul posto di lavoro, e in oltre la metà dei casi (55%) queste attività sono svolte con un sistema di gestione certificato. A questo si aggiungono le politiche del welfare su cui investono ben il 59% delle imprese con particolare attenzione verso l’assistenza sanitaria integrativa e l’analisi dei rischi di stress-lavoro correlato. L’impegno è esteso anche alle comunità di riferimento e infatti il 41% delle aziende sostiene la ricerca medico-scientifica.

 

Infine, alta anche l’attenzione alle politiche e iniziative per contrastare il cambiamento climatico e la salvaguardia dell’ambiente: circa il 60% delle aziende ha adottato un piano di sviluppo a medio-lungo termine dedicato a queste tematiche e il 50% valuta i nuovi fornitori anche su criteri di sostenibilità ambientale con l’obiettivo di coinvolgere l’intera catena nel raggiungimento degli obiettivi. Il 41% delle imprese, inoltre, partecipa a programmi di economia circolare – come RiVending – e il 31% utilizza veicoli elettrici.

 

È possibile consultare il Report di Sostenibilità di Confida QUI.

CONFIDA (Confcommercio) sul distributore di pizza in via Ceccarini: è un commerciante come gli altri, non va discriminato

L’Associazione Italiana Distribuzione Automatica risponde alle critiche arrivate dalle associazioni dei commercianti del territorio ritenendole strumentali, considerato anche il grande successo di pubblico riscosso dalla macchina

 

CONFIDA Associazione Italiana Distribuzione Automatica, che fa capo a Confcommercio Imprese per l’Italia, interviene a difesa del Consorzio di via Ceccarini, a Riccione, nell’ambito della polemica nata per sull’installazione di un distributore di pizza nel villaggio di Natale.

 

Si tratta di un commerciante come tutti gli altri che ha deciso di partecipare al villaggio natalizio di via Ceccarini – spiega Massimo Trapletti, Presidente di CONFIDAinvestendo a favore del proprio territorio e offrendo una modalità innovativa di preparazione della pizza creata con una tecnologia 100% Made in Italy. La macchina, che tra l’altro non è permanente ma posizionata solo per il periodo natalizio, è infatti progettata e fabbricata in Italia.”

 

Questa tecnologia tutta italiana è un ‘robot’ che prepara la pizza partendo dall’impasto fresco, lo stende, lo farcisce con ingredienti freschi e lo cuoce in soli tre minuti grazie a lampade a infrarossi che raggiungono i 400 gradi.

 

“Pertanto, non comprendiamo – continua il Presidente di CONFIDA – le critiche delle associazioni che dovrebbero difendere, e non attaccare, i propri commercianti. Tra l’altro, il pubblico in questi giorni ha dimostrato di apprezzare molto l’iniziativa, come testimoniano le lunghe file davanti al distributore e la sua viralità sui social media. Riteniamo che la macchina non arrechi danno agli esercizi commerciali di alimenti della via e che i cittadini e i turisti, se lo desiderano, siano liberi di optare per una pizza tradizionale cotta nel classico forno a legna.”

 

Sissa Trecasali (PR) vince il premio “Vending Sostenibile”: 22mila bicchieri raccolti dal Comune e 150kg di CO2 risparmiate in un anno

Il piccolo comune emiliano si è aggiudicato la 6° edizione del premio assegnato da CONFIDA, Associazione Italiana Distribuzione Automatica, per aver implementato “RiVending”, progetto di recupero e riciclo di bicchieri e palette in plastica (PS) e bottiglie in PET da distributori automatici

 

 

Sissa Trecasali (PR), piccolo comune emiliano nato nel 2014 dall’unione dei Comuni di Sissa e Trecasali, ha ricevuto il premio “Vending Sostenibile” di CONFIDA, Associazione Italiana Distribuzione Automatica, per aver adottato “RiVending”, il progetto di recupero e riciclo di bicchieri e palette in plastica (PS) e bottiglie in PET da distributori automatici voluto da CONFIDA, COREPLA e UNIONPLAST. Il premio viene assegnato nell’ambito dei “Cresco Award – Città sostenibili” organizzati da Fondazione Sodalitas e ANCI Associazione Nazionale Comuni Italiani.

 

All’interno dell’edificio municipale di Sissa Trescali sono stati installati 4 cestini per la raccolta e il riciclo della plastica degli imballaggi delle vending machine. In un anno (ottobre ’23 – ottobre ’24), grazie all’impegno delle persone che lavorano all’interno del Municipio, sono stati raccolti ben 22.022 bicchieri per un totale di 150 chili di anidride carbonica risparmiata.

La sostenibilità è certamente tra i temi più importanti e rilevanti che le istituzioni si trovano ad affrontare negli ultimi anni – commenta Michele Adt, Direttore Generale di CONFIDA Abbiamo deciso di premiare il comune di Sissa Trecasali perché è il perfetto esempio che non bisogna essere grandi realtà istituzionali o produttive per fare la differenza: qualsiasi ente pubblico o azienda può rendere sostenibile la propria area break in modo semplice col progetto RiVending e dare il proprio contributo all’ambiente.”

Secondo le stime emerse dal monitoraggio di ottobre del progetto RiVending, in provincia di Parma le aziende che aderiscono al progetto sono 124 che hanno adottato, in tutto, 413 cestini con cui sono stati raccolti e riciclati in un anno (ottobre 2023 – ottobre 2024) 4.365.136 bicchieri garantendo il risparmio di 29,86 tonnellate di C02. A livello nazionale, inoltre, l’Emilia-Romagna, si posiziona al terzo posto tra le regioni più virtuose d’Italia con 1.534.742 bicchieri raccolti nel mese di ottobre 2024 (+11,5% rispetto ad ottobre 2023).

In un anno in Italia oltre 76 mln di bicchieri riciclati alle vending machine. Risparmiate 523 tonnellate di CO2

Sono le stime emerse dal monitoraggio mensile di ottobre del progetto RiVending. Lombardia al primo posto con circa 1,8mln di bicchierini riciclati seguita da Emilia-Romagna (1,5mln) e Veneto (1,1mln). La plastica raccolta e riciclata può essere riutilizzata in diversi ambiti: dall’edilizia ai mobili, dagli oggetti per la scuola o per gli amici a quattro zampe fino addirittura all’abbigliamento.

 

Non solo relax ma anche sostenibilità davanti ai distributori automatici d’Italia: continua a crescere l’attenzione verso l’ambiente dei lavoratori italiani. In un anno (ottobre ’23 – ottobre ’24) hanno, infatti, riciclato oltre 76,5 milioni di bicchierini per un totale di più di 523 tonnellate di anidride carbonica risparmiate, grazie a “RiVending” il progetto di recupero e riciclo di bicchieri e palette in plastica (PS) e bottiglie in PET da distributori automatici voluto da CONFIDA, Associazione Italiana Distribuzione Automatica, COREPLA e UNIONPLAST.

 

Numeri in costante crescita grazie a 14.861 cestini presenti a fianco dei distributori automatici di aziende, scuole e università per la raccolta e il riciclo della plastica degli imballaggi delle vending machine. Alle aziende ed enti virtuosi che effettuano la raccolta viene attestato il risparmio in termini di CO2 derivante dal progetto: un importante strumento di riconoscimento che dà ulteriore valore ai progetti presentati all’interno dei bilanci di sostenibilità aziendali.

 

I dati del monitoraggio del progetto RiVending – commenta Massimo Trapletti, Presidente di CONFIDAci restituiscono una fotografia che mostra come può essere semplice rendere sostenibile l’area break della propria azienda, scuola o ufficio, installando i cestini dedicati ed educando i propri dipendenti o utenti al riciclo. Peraltro, il progetto RiVending è stato precursore anche delle legislazioni italiana ed europea in quanto risponde concretamente e adeguatamente alle linee guida per il settore dettate dai Criteri Ambientali Minimi (CAM) del Servizi di Ristoro, entrati in vigore il 1° aprile di quest’anno e nel contempo risponde anche ai dettami della Direttiva Europea sulla Plastica Monouso che impone dal 2025 che le bottigliette in PET immesse sul mercato debbano contenere un minimo del 25% di PET riciclato.”

 

“Attraverso il progetto RiVending  favoriamo una nuova cultura della sostenibilità in tutti gli ambienti in cui si consumano bevande, come uffici e aree break, e contribuiamo a dare nuovo valore anche ai piccoli gesti” dichiara il Presidente di Corepla Giovanni Cassuti “Gesti che rappresentano un atto di vera e propria responsabilità verso il nostro ambiente e che ci consentono di dare nuova vita a un materiale prezioso che, se opportunamente raccolto e riciclato, può rinascere costantemente da se stesso”.

 

Tra le regioni italiane, la Lombardia si laurea ancora una volta la più virtuosa con ben 1.787.249 bicchieri raccolti nel mese di ottobre (+23% vs ottobre 2023). Invariati anche il secondo e il terzo posto, occupati rispettivamente dall’Emilia-Romagna (1.534.742 bicchieri, +11,5%) e dal Veneto (1.167.399, +51%). Sale al quarto posto il Trentino-Alto Adige con 720.372 bicchierini raccolti a ottobre (+30,4% vs ottobre 2023), scalzando il Friuli-Venezia Giulia che chiude la top 5 (683.298, +10%). Al sesto, settimo e ottavo posto delle dieci regioni più virtuose d’Italia rimangono rispettivamente le Marche (239.005, -22%), l’Abruzzo (207.128, +11%) e la Sardegna (176.616, sostanzialmente invariato rispetto all’anno scorso). La Campania con 141.208 bicchierini raccolti (+61,8%) si prende il nono posto costringendo il Lazio al decimo (98.498, +7,8%).

 

La plastica raccolta e riciclata può essere riutilizzata in diversi ambiti: dall’edilizia ai mobili, dagli oggetti per la scuola o per gli amici a quattro zampe fino addirittura all’abbigliamento. In particolare, il polistirolo compatto dei bicchierini del caffè, ad esempio, è un ottimo isolante che può essere trasformato in cappotto termico per gli edifici o in nuovi prodotti per la casa come telai per cornici e tavoli da giardino. RiVending, inoltre, ha trasformato la plastica dei bicchierini raccolti in una linea di ciotole per animali e le ha donate ai canili dell’ENPA; e l’ha anche usata per produrre dei righelli, poi distribuiti a diverse scuole italiane. L’innovazione nel packaging inoltre ha permesso di utilizzare il polistirolo riciclato (R-Ps) per la creazione di nuovi bicchierini per il caffè e vasetti per lo yogurt. Anche il PET è estremamente versatile come materiale di produzione al punto che è stato utilizzato anche per la creazione di diversi capi d’abbigliamento oltre a dar vita a nuove bottigliette realizzate con PET riciclato (R-PET).

Distribuzione automatica: inflazione e smart working frenano la crescita, fatturato -1,7%

Secondo CONFIDA, Associazione Italiana Distribuzione Automatica, è la prima battuta di arresto dopo i due anni di ripresa post-Covid (2021-2023): soffrono anche le consumazioni (-3,4%).

Il settore spinge per la Transizione 5.0 ma si scontra con i problemi applicativi del Piano e chiede un intervento al Ministero delle Imprese e del Made in Italy

 

Dopo due anni consecutivi positivi il settore della distribuzione automatica – per cui il nostro Paese è leader a livello internazionale – da gennaio a settembre del 2024 registra la prima frenata sia di fatturato (-1,77%,) sia di consumazioni (-3,41%): in termini assoluti, il ricavato si attesta a 1,19 mld di euro mentre le vendite a 2,9 mld. È quanto emerge dalle anticipazioni sullo Studio sul settore della distribuzione automatica realizzato da Ipsos per CONFIDA, Associazione Italiana Distribuzione Automatica, l’unica associazione di categoria che rappresenta a livello nazionale il comparto.

Il calo dei consumi: inflazione e smart working

Secondo recenti studi emerge che, contrariamente al percepito, il lavoro da remoto in Italia nel 2024 non ha subito una battuta d’arresto ma è anzi stabile con oltre 3,55 milioni di lavoratori che lo praticano, e con stime di crescita per il 2025[1]. Questo influisce negativamente sul comparto dato che le vending machine si trovano principalmente nelle pubbliche amministrazioni, negli uffici, oltre che nelle scuole e negli ospedali. Inoltre, nonostante la distribuzione automatica sia tra i settori che ha aumentato di meno i prezzi al consumo, i gestori si sono ritrovati ad affrontare da un lato la crescita dei prezzi delle materie prime (specialmente del caffè che rappresenta il 57% delle consumazioni del settore), e dall’altro il ridursi delle consumazioni a causa della contrazione del potere d’acquisto degli italiani per via dell’inflazione.

Specchio di questa situazione l’andamento dei consumi nei primi nove mesi del 2024: il caffè, da sempre re delle consumazioni alle vending machine, perde il -2,92% rispetto al medesimo periodo del 2023. Male anche le bevande fredde (acqua minerale naturale e altre bevande fredde) che registrano un calo del 3,65%, gli snack (-2,81%) e i gelati (-34,35%). I prodotti a registrare un andamento positivo sono gli energy drink (+0,89%), le bevande a base di frutta con bassa (+8,95%) o alta (+3,12%) concentrazione di frutta, gli snack dolci (+4,77%) e salati (+0,52%), e il confectionery (+5,21%).

Transizione 5.0: CONFIDA chiede una semplificazione al Ministero

La riduzione dei consumi, insieme all’aumento dei costi delle materie prime e dei prodotti e alla diminuzione degli incentivi dell’Industria 4.0, ha ridotto anche la vendita delle vending machine (-20,9% nei primi 6 mesi del 2024) che sono fabbricate in Italia ed esportate in tutto il mondo. Pertanto, l’accesso ai nuovi incentivi del piano Transizione 5.0 rappresenterebbe un’importante occasione per il settore del vending. Purtroppo, però, quest’ultimo contiene delle difficoltà burocratiche e interpretative che ad oggi rende impossibile per le aziende del settore accedere agli incentivi. Tutto questo nonostante il fatto che da anni, la distribuzione automatica sta vivendo una vera e propria rivoluzione digitale: il  30% delle oltre 830mila vending machine d’Italia è dotato di app di pagamento; molte delle macchine di nuova generazione sono dotate di schermi touch (+ 20% solo nell’ultimo anno), sono interconnesse con l’azienda di gestione e in grado di ridurre i consumi energetici sia attraverso l’utilizzo di gas più sostenibili sia con una migliore coibentazione della macchina.

 

Le imprese di gestione del vending sono state inserite a pieno titolo tra i beneficiari del Piano di Transizione 4.0 – commenta Massimo Trapletti, Presidente di CONFIDAOggi però, pur avendo tutte le caratteristiche per rientrare anche nella Transizione 5.0, comprese quelle di risparmio energetico, non vi possono accedere a causa di alcune disposizioni fortemente restrittive e di difficoltà interpretative. Chiediamo pertanto al Ministero delle Imprese una semplificazione per salvaguardare una produzione importante del nostro Paese che è un simbolo di eccellenza anche all’estero, qual è quella delle vending machine e per rilanciare l’innovazione in un canale distributivo alimentare che conta più di 3.000 imprese e oltre 33mila occupati in tutta Italia”.

“La distribuzione automatica non è più soltanto una questione di “pausa caffè”. Il vending oggi è competenza, innovazione e sostenibilità e sta sempre più andando verso “un vending 5.0”, competitivo, moderno e responsabile. – dichiara Carlo Sangalli, Presidente di Confcommercio – Certo l’accesso all’innovazione non è sempre privo di ostacoli. Penso al Piano Transizione 5.0, che è uno strumento di grande potenzialità. Talvolta, però, le imprese della distribuzione automatica, a causa delle loro specificità e delle complessità burocratiche del piano, incontrano delle difficoltà nell’accedere ai benefici. È fondamentale, quindi, lavorare insieme per superare queste barriere e creare un sistema di supporto che faciliti l’accesso ai finanziamenti e alle agevolazioni.”

Mancanza di competenze: CONFIDA lancia con Randstad un progetto di recruiting e formazione

In un contesto di mercato già complesso, si aggiunge anche la cronica mancanza di personale specializzato nel settore e in particolare di due figure professionali che rappresentano circa il 70% delle risorse umane impiegate in un’impresa di gestione del vending: gli addetti al rifornimento e i tecnici manutentori dei distributori automatici. Da un recente studio condotto da CONFIDA in collaborazione con l’agenzia per il lavoro Randstad è emerso che la maggior parte di queste figure (56%) si ricercano al Nord e che le prime cinque regioni con maggior necessità di collaboratori sono a Lombardia, l’Emilia-Romagna, il Veneto, il Piemonte e il Lazio. Per cercare di risolvere questa problematica, CONFIDA insieme a Randstad ha dato vita ad una campagna di recruiting in tutta Italia, seguita poi dall’organizzazione di corsi di formazione gratuiti finanziati dal Fondo Formatemp. In uno scenario caratterizzato da un tasso di disoccupazione basso (6,8%) e un numero di occupati in crescita, il progetto contempla anche alcuni aspetti sociali molto rilevanti, quali iniziative di mobilità territoriale (favorire il trasferimento dei lavoratori dalle zone in cui c’è più offerta di lavoro a quelle in cui c’è più domanda), di recruiting e formazione di personale proveniente da Paesi extra europei oltre a opportunità per ex detenuti.

CONFIDA e Italian Exhibition Group entrano in società per sviluppare la fiera Venditalia

Giunto alla XIII edizione, è il principale evento fieristico del settore della distribuzione automatica in Italia e a livello internazionale. Fiera a cadenza biennale, nel 2024, sono stati 22.300 i visitatori professionali, il 10% in più rispetto al 2022

 

Rimini, 2 settembre 2024 – CONFIDA – Associazione Italiana Distribuzione Automatica, ha scelto Italian Exhibition Group (IEG), come partner strategico per lo sviluppo della fiera “Venditalia”, la principale manifestazione del settore della distribuzione automatica in Europa: nascerà così una nuova società che organizzerà a Rimini le prossime edizioni di Venditalia e ne curerà lo sviluppo sia merceologico sia internazionale.

 

Dalla primavera del 2026 pertanto Venditalia si terrà nei padiglioni della Fiera di Rimini.

Con l’accordo sottoscritto da Italian Exibition Group e Venditalia, nella persona del Presidente della manifestazione Ernesto Piloni e con l’approvazione all’unanimità del consiglio direttivo della fiera e dell’Assemblea di CONFIDA,  si è  dato avvio all’iter per la costituzione entro l’autunno di una NewCo partecipata al 51% da IEG e al 49% da Confida, che a partire dal 2026 organizzerà, sempre a cadenza biennale, nei padiglioni della Fiera di Rimini “Venditalia – The Vending Expo”, la principale rassegna internazionale del vending, il settore che si occupa della distribuzione automatica di alimenti, bevande e di un numero crescente di prodotti.

Nata nel 1998 a Genova, “Venditalia” ha continuato a crescere e ad attirare sempre più professionisti del settore. Nel 2004 ha ricevuto la qualifica di manifestazione “internazionale” e quest’anno, arrivata alla tredicesima edizione, ha ottenuto numeri significativi: 32mila metri quadrati di superficie espositiva, 300 espositori (il 40% dei quali internazionali, principalmente da Francia, Spagna, Germania, Polonia, Portogallo e Regno Unito) e 22.300 visitatori professionali. Venditalia, oltre a presentare la più ampia offerta di macchine per la distribuzione automatica, prodotti e servizi per il vending, è arricchita anche da un programma di incontri e convegni che approfondiscono le principali sfide e opportunità del comparto.

Risultati e risalto sostenuti anche dal fatto che l’Italia è leader europeo nel settore della distribuzione automatica: il comparto, che nel 2023 ha fatto registrate un giro d’affari complessivo di 2 miliardi di euro (distribuzione automatica e OCS) e 5 miliardi di consumazioni, genera un indotto occupazionale di oltre 33mila persone, include più di 3mila imprese e vede, sul territorio, oltre 830mila vending machine installate (il più grande parco macchine in Europa). A questi numeri si devono aggiungere altre imprese che intervengono nella filiera come i produttori alimentari e i fabbricanti di accessori e di tecnologie. Proprio per queste ultime, l’Italia è un’eccellenza: il 70% delle macchine prodotte viene esportato così come anche molti accessori utilizzati nelle vending machine.

Dopo svariati anni di successi e sviluppo – commenta Ernesto Piloni, Presidente di Venditaliaci siamo fermati a pensare e con la ferma volontà di voler continuare a far crescere Venditalia, abbiamo cercato un nuovo partner con cui lavorare, e IEG è risultata la migliore scelta possibile, per le prospettive strategiche offerte. La sinergia che si è creata tra noi sarà fondamentale per continuare a consolidare l’importanza di Venditalia nei mercati che già presidiamo, come l’Italia e l’Europa; ma, in particolare, sarà fondamentale per debuttare in futuro anche in nuovi mercati internazionali dando così ancora più visibilità alle incredibili innovazioni tecnologiche e di prodotto che offre il settore della distribuzione automatica italiana ed europea.”

 

Siamo molto soddisfatti di questo accordo – commenta il Presidente di IEG, Maurizio Ermetiche ci permetterà di portare a Rimini un nuovo evento internazionale, il più importante in Europa nel suo settore. E siamo orgogliosi che CONFIDA, associazione legata al mondo Confcommercio e che è leader nel settore, abbia apprezzato la nostra competenza di organizzatori fieristici per scegliere il partner strategico con cui dare continuità ed un’ulteriore occasione di sviluppo ad una manifestazione che è già leader nel settore. La scelta di IEG mira, infatti, ad un ulteriore sviluppo di “Venditalia – The Vending Expo” sia a livello nazionale che internazionale. A questo scopo un gruppo di lavoro di persone provenienti da IEG sarà impegnato a supporto dello storico team della manifestazione al fine di mettere in campo già dall’edizione 2026 una serie di elementi di evoluzione e di novità attraverso uno sviluppo sia in ambito merceologico che di internazionalizzazione”.

 

Negozi automatici h24: Puglia e Liguria prime regioni d’Italia per numero di attività certificate

Secondo CONFIDA, Associazione Italiana Distribuzione Automatica, sono 102 i primi negozi automatici in tutta Italia certificati col marchio “Top Quality Negozi Automatici h24”. Genova la città con il maggior numero di attività certificate (31) seguita dalle province di Lecce (20), Trieste (10), Foggia (9) e Rimini (7). CONFIDA sigla anche un accordo con A.N.I.V.P. per la sicurezza negli h24

 

Il settore della distribuzione automatica, per cui il nostro Paese è leader a livello internazionale, include anche i negozi automatici h24: dei veri e propri esercizi commerciali di vicinato, completamente automatici, aperti tutto il giorno. CONFIDA, Associazione Italiana Distribuzione Automatica che aderisce a Confcommercio – Imprese per l’Italia, stima che vi siano oltre 3 mila punti vendita in tutto il Paese, e comunica che sono 102 i primi negozi automatici in tutta Italia ad ottenere la certificazione di qualità “Top Quality Negozi Automatici H24” promossa da CONFIDA, che attesta l’adozione di principi di qualità e sostenibilità.

 

Puglia e Liguria sono le due regioni con il più alto numero di negozi automatici ad ottenere il marchio “Top Quality”. La Puglia è la regione più virtuosa con ben 33 punti vendita certificati distribuiti tra le province di Lecce (20), Foggia (9), Bari (3), e Brindisi (1). Segue la Liguria con 31 attività certificate, tutte localizzate nella città di Genova. Terza classificata tra le regioni è il Friuli-Venezia Giulia con 10 negozi automatici h24 certificati a Trieste. Al quarto posto l’Emilia-Romagna con un totale di 9 punti vendita che hanno ricevuto il marchio “Top Quality Negozi Automatici H24”: la provincia di Rimini con 7 attività è sul podio regionale, seguita dalla provincia di Ravenna (1 a Faenza) e Forlì (1 in città). Chiudono la top5 delle regioni, a parimerito, la Sicilia (con 4 punti vendita nella città di Catania) e il Piemonte (2 ad Alessandria, 1 in provincia di Vercelli e 1 in provincia di Biella). L’elenco di tutti i punti vendita d’Italia certificati di può consultare su www.negoziautomaticih24.it

 

Attraverso questa certificazione, CONFIDA punta a migliorare gli standard qualitativi del servizio fornito e a elevare l’affidabilità e la reputazione dei negozi automatici h24, fornendo così uno strumento qualificante e di tutela soprattutto nei confronti dei consumatori. Le aziende che seguono l’iter, che prevede un corso di formazione con test finale e delle verifiche ispettive, e rispettano agli standard della certificazione, ottengono così il marchio Top Quality Negozi Automatici H24.

 

Parallelamente, CONFIDA si è anche impegnata nel migliorare la sicurezza dei negozi automatici h24, spesso oggetto di episodi di furto e danneggiamento, stringendo un accordo con l’Associazione Nazionale Istituti di Vigilanza (A.N.I.V.P.) – marchio storico della rappresentanza delle imprese di vigilanza private e sicurezza – per l’implementazione di servizi di sicurezza, videosorveglianza h24 e collegamento di allarme per le attività dei negozi su tutto il territorio nazionale. Quest’ultimo servizio, in particolare, garantisce un monitoraggio costante attraverso la centrale operativa di uno degli Istituti di Vigilanza, tutto l’anno e a tutte le ore del giorno, con l’intervento di una pattuglia in caso di necessità.

Nasce PEHI, la nuova rete di prossimità per pagamenti alla pubblica amministrazione attraverso le vending machine

I distributori automatici (oggi oltre 830.000 con circa 40 milioni di utilizzatori) diventeranno progressivamente veri e propri canali per un accesso più ampio e semplice ai servizi di pagamento digitali.

 

Milano, 17 maggio 2024 – In occasione di Venditalia, Confida – Associazione Italiana Distribuzione Automatica – e illimity – Gruppo bancario e PSP (Payment Service Provider) – hanno annunciato la nascita di Pehi, una nuova e capillare rete di prossimità. Una soluzione che, unendo la distribuzione automatica di alimenti e bevande alle più moderne tecnologie di pagamento e servizi digitali, amplia le potenzialità delle vending machine (oltre 830.000 su tutto il territorio nazionale) facendole diventare anche veri e propri centri di servizio a disposizione della collettività, dove in questa prima fase si potranno pagare avvisi pagoPA.

 

Già oggi, Pehi può contare su 70.000 distributori automatici collegati in rete e in corso di abilitazione al pagamento degli avvisi pagoPA, permettendo agli utenti di effettuare pagamenti verso la Pubblica Amministrazione comodamente dal proprio luogo di lavoro o durante le ordinarie attività quotidiane. La prima società a cogliere le opportunità offerte dalla nuova rete, infatti, è la tech company pubblica, PagoPA, responsabile dell’omonima piattaforma dei pagamenti e nata con l’obiettivo di promuovere la capillare diffusione dei servizi pubblici digitali in Italia. L’ambizione per Pehi si sviluppa su tre direttrici principali: introdurre un nuovo canale di pagamento accessibile a tutti, incrementare rapidamente il numero di distributori abilitati ed estendere la gamma dei servizi offerti.

 

Gli utenti possono accedere a Pehi tramite l’app che già utilizzano per le consumazioni (caffè, bibite o altro), scansionare il QR Code dell’avviso e pagare con estrema facilità. È possibile ricaricare il proprio borsellino elettronico direttamente ai distributori, dalle app dei singoli gestori, con denaro contante, oppure optare per metodi di ricarica come carte di credito, Apple Pay o Google Pay. Completata la transazione, il consumatore riceve immediatamente conferma e ricevuta del pagamento effettuato, in maniera pratica e sicura.

 

I partner tecnologici ad oggi coinvolti nel progetto sono N-and Italia (Gruppo IVS) e Matipay (Gruppo Angel), le cui attuali applicazioni di gestione delle vending machine sono già abilitate al collegamento con Pehi.

 

La scelta di ampliare i servizi offerti dai distributori automatici, partendo dal caso d’uso dei pagamenti verso la Pubblica Amministrazione, è in linea con i dati registrati da pagoPA, il sistema nazionale di pagamenti elettronici che è utilizzato da una media di 12 milioni di utenti al mese e nel triennio 2021-2023 ha visto un incremento delle transazioni gestite del 53%. Solo nel 2023, il totale delle transazioni effettuate tramite pagoPA ha superato i 386 milioni per un controvalore di 83 miliardi di euro, di cui il 3,4% per importi inferiori o uguali a 10 euro e circa il 27% per importi entro i 25 euro, a testimonianza di come l’utilizzo degli strumenti digitali nei rapporti con gli enti pubblici sia sempre più diffuso anche per i pagamenti di minore entità.

 

Al tempo stesso, la prossimità è diventata oggi un’esigenza fondamentale. Osservando il mercato delle vending machine a livello globale, si nota che ci sono 15 milioni di distributori automatici con mezzo miliardo di utilizzatori attivi. Numeri in crescita nei prossimi anni che sottolineano l’importanza crescente e la diffusione capillare di questi dispositivi, dimostrando come siano diventati un nuovo punto di accesso essenziale per molti servizi quotidiani.

 

Pehi non solo facilita le transazioni rapide, sicure e inclusive attraverso i distributori automatici, ma mira anche a superare le barriere del digital divide, promuovendo una democratizzazione delle modalità e dei canali di pagamento e migliorando l’accessibilità ai servizi per tutti i cittadini, indipendentemente dalla loro ubicazione geografica.

 

Massimo Trapletti, Presidente di Confida: “I distributori automatici sono una tecnologia Made in Italy che negli ultimi anni sta vivendo una vera e propria rivoluzione digitale: le vending machine diventano smart, gli schermi touch prendono il posto delle pulsantiere, la telemetria consente all’azienda di gestione di connettersi da remoto con i suoi distributori automatici e le app di pagamento si stanno diffondendo molto rapidamente. Con Pehi, la rete dei distributori automatici, che in Italia conta 831 mila punti vendita, fa un ulteriore passo in avanti offrendo ai cittadini un importante servizio di prossimità ossia la possibilità di pagare in maniera semplice ed immediata bollettini, acquistare ricariche telefoniche e molto altro”.

 

Corrado Passera Founder e CEO illimity: “Siamo lieti di aver contribuito a creare una nuova rete di prossimità innovativa e inclusiva a servizio di tutti i cittadini. Abbiamo avuto occasione negli ultimi mesi di conoscere da vicino il dinamico mondo della distribuzione automatica attraverso alcuni dei suoi protagonisti e attraverso Confida che ringrazio sentitamente. Il potenziale di questo mondo è ancora largamente inespresso pur collocandosi l’Italia tra i Paesi più avanzati.

Si avvia oggi una strada con grande potenziale di crescita: da oggi si potranno effettuare i pagamenti verso la Pubblica Amministrazione grazie all’integrazione con PagoPA, ma la gamma di servizi informativi e dispositivi che si aggiungeranno già nei prossimi mesi sarà fortemente arricchita”.

 

Maurizio Fatarella, Direttore Generale PagoPA: “L’integrazione della nuova rete Pehi con pagoPA è un ulteriore esempio di soluzione innovativa nata dalla collaborazione virtuosa tra pubblico e privato, grazie alla quale possiamo contribuire ad accelerare la modernizzazione del Paese. L’iniziativa promossa da Confida e illimity è pienamente in linea con il nostro obiettivo di rendere i pagamenti verso la Pubblica Amministrazione sempre più semplici e accessibili, poiché permette di evolvere il modello multicanale alla base di pagoPA aggiungendo un nuovo touchpoint. Dare ai cittadini la possibilità di fruire dei servizi pubblici anche attraverso punti di prossimità tecnologicamente avanzati come le vending machine, significa portare i benefici del digitale nei luoghi e nelle situazioni più frequenti della quotidianità, in chiave inclusiva”.

Distribuzione automatica: giro d’affari da 2mld. Il settore guarda a innovazione e sostenibilità

Il comparto ha chiuso il 2023 con 5 miliardi di consumazioni e più di 2 miliardi di caffè bevuti alle vending machine, la maggior parte dei quali negli uffici delle pubbliche amministrazioni, aziende, scuole e ospedali. È quanto emerge dai dati sul settore presentati da CONFIDA, Associazione Italiana Distribuzione Automatica

 

Il settore della distribuzione automatica, per cui il nostro Paese è leader a livello internazionale, nel 2023 ha registrato un fatturato di oltre 1,6 miliardi di euro (+2,6% vs 2022) a cui si aggiungono gli oltre 397 milioni di euro del comparto OCS (Office Coffee Service) per un totale di più di 2 miliardi di euro. L’Italia ha la più ampia rete distributiva alimentare automatica d’Europa con oltre 830 mila vending machine installate che, nel 2023, hanno erogato quasi 4 miliardi di consumazioni (3.974.040.247) a cui si sommano 1,1 miliardi in capsule e cialde per un totale di oltre 5 miliardi di consumazioni nell’anno appena concluso. È quanto emerso dai dati dello studio Ipsos per CONFIDA, Associazione Italiana Distribuzione Automatica, presentati a Venditalia 2024, la più importante fiera internazionale del settore.

Il caffè è il protagonista delle consumazioni italiane ai distributori automatici: nel 2023, infatti, sono stati quasi 2,3 miliardi (+0,27%) quelli bevuti davanti a una vending machine, ben il 57% delle consumazioni totali, in aumento anche tè (+5,7%) e ginseng (+5,2%). Seguono gli snack, che rappresentano il 16% delle consumazioni totali (626.251.484): i preferiti rimangono quelli dolci (+4%) tra cui spiccano le barrette (+12%), i biscotti (+9%) e le merendine (+3%); ma nel 2023 si è riscontrato un aumento significativo anche di quelli salati (+7%) e del confectionery (+26%), complice anche la parziale riapertura delle scuole nei primi mesi del 2023. Tra gli snack salati crescono maggiormente i crackers (+9%) e le patatine (+7%).

 

A causa di un’estate fresca con frequenti precipitazioni, nel 2023 le bevande fredde registrano un calo del -2,56% in particolare le bevande gasate (-4,09%); mentre la decrescita dell’acqua risulta più contenuta (-1,98%). Per quanto riguarda quest’ultima, come riscontrato negli anni precedenti, la liscia ha un peso più consistente rispetto alla frizzante (70% vs 30%). La sempre più forte attenzione dei consumatori a stili di vita più salutari si rispecchia molto anche nelle scelte al distributore automatico: nonostante un leggero decremento delle bevande alla frutta (-5%) si riscontra la chiara richiesta da parte degli italiani di prodotti con un maggior quantitativo di frutta. Infatti, nella categoria i prodotti che segnano un significativo aumento sono state le bevande con più del 20% di frutta (+19%) e i succhi 100% frutta (+6%).

 

Il caffè domina anche nel comparto dell’OCS (Office Coffee Service) che sembra dare lievi segnali di ripresa rispetto all’anno precedente (+0,40% consumazioni). Tra le altre bevande in capsule e cialde, il ginseng ha conquistato i consumatori registrando un positivo +6,63%.

 

Il settore della distribuzione automatica è una filiera importante del tessuto economico del nostro Paese – commenta Massimo Trapletti, Presidente di CONFIDA l’Italia, infatti, con i suoi 830 mila distributori ha la più ampia catena distributiva alimentare automatica in Europa. Inoltre, le vending machine sono una tecnologia Made in Italy: il 70% delle macchine fabbricate in Italia viene esportato in tutto il mondo. Il vending infine ricopre un’importante funzione sociale: garantire idratazione e ristoro a 25 milioni di italiani nei luoghi che frequentano ogni giorno, uffici e fabbriche, luoghi di transito, scuole, università e ospedali. Ed è proprio i luoghi pubblici (come stazioni, aeroporti e metropolitane ma anche luoghi di svago), che il settore sta guardando per recuperare le consumazioni perse durante il Covid e non ancora del tutto recuperate.”

“L’innovazione tecnologica e la transizione sostenibile rappresentano le principali linee di sviluppo del nostro settore – spiega Ernesto Piloni, Presidente di Venditaliache si riscontrano nella nostra fiera Venditalia che si tiene in questi giorni presso Fieramilano Rho e che accoglie espositori e visitatori da tutto il mondo. Le tecnologie tutte italiane del vending stanno vivendo una vera e propria “Rivoluzione digitale”. Oggi con la connettività è possibile gestire una vending machine da remoto; nelle ultime generazioni di distributori automatici, inoltre, gli schermi touch sono installati al posto delle tradizionali pulsantiere consentendo una maggiore interazione col consumatore e i sistemi di pagamento digitali cashless, in particolare le APP di pagamento, stanno aumentando rapidamente. L’attenzione alla sostenibilità si sta diffondendo sempre più nel settore che ha attivato il progetto RiVending, un circuito chiuso di riciclo per bottigliette e bicchierini in plastica dei distributori automatici”.

 In Italia sono quasi 4mila (3.742) le attività del settore, (+1,5% rispetto al 2022), e si concentrano principalmente in Lombardia (478), Puglia (447), Sicilia (396), Campania (380), Lazio (355), Piemonte (266), Veneto e Toscana (219 ciascuno) e l’Emilia-Romagna (202). Il comparto conta un indotto occupazionale di oltre 30 mila persone a cui si devono aggiungere le imprese coinvolte in tutta la filiera, come quella dei produttori alimentari e dei fabbricanti di accessori e di tecnologie per le vending machine.

RiVending: nel 2023 risparmiate 300 tonnellate di CO2 grazie ai 53 milioni di bicchierini per il caffè raccolti alle vending machine

In Italia sono 14.000 i cestini “RiVending” per il recupero e il riciclo di bicchierini e bottiglie in PET ai distributori automatici, e 2.500 le aziende che hanno aderito al progetto di economia circolare. Le regioni più virtuose sono Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto

Il nuovo sito RiVending sarà un valido strumento all’ulteriore implementazione del progetto

 

 

RiVending, il progetto di recupero e riciclo di bicchieri e palette in plastica (PS) e bottiglie in PET da distributori automatici voluto da CONFIDA, Associazione Italiana Distribuzione Automatica, COREPLA (Consorzio Nazionale per la Raccolta, il Riciclo e il Recupero degli Imballaggi in Plastica) e UNIONPLAST (Unione Nazionale Industrie Trasformatrici Materie Plastiche -Federazione Gomma Plastica) ha portato l’economia circolare nel settore vending. Il programma ha dato il via a un ciclo virtuoso il cui obiettivo è il raggiungimento di un sistema “zerorifiuti” dove la plastica recuperata viene completamente riciclata e reintrodotta nel ciclo produttivo di nuovi prodotti come bicchieri rPS, pannelli isolanti, imballaggi ecc.

 

Oggi sono 2.500 le aziende che aderiscono a RiVending in Italia, 750 i comuni coinvolti, 14.000 i cestini distribuiti su tutto il territorio, e 300 le tonnellate di C02 risparmiate e non immesse nell’ambiente in un anno grazie ai 53 milioni di bicchierini del caffè riciclati nel 2023. Ogni cestino destinato alla raccolta di bicchierini e palette è in grado di contenere ben 650 bicchieri e permette di risparmiare, da solo, ben 100kg di CO2 ogni anno. Con un piccolo gesto come riporre il bicchiere di plastica nel cestino Rivending, dopo la consumazione al distributore automatico, si risparmiano 6,84 grammi di CO2. Anche le bottiglie in PET presenti nei distributori automatici sono riciclabili al 100%: il PET, tra l’altro, non perde le sue proprietà fondamentali durante il processo di recupero e può essere trasformato ripetutamente.

 

La Lombardia è al primo posto tra le regioni più virtuose in Italia con 1.451.650 bicchieri raccolti ogni mese alle vending machine nel 2023, seguita dall’Emilia-Romagna con 1.376.150 e dal Veneto con 773.203. Al quarto posto si trova il Friuli-Venezia Giulia (620.782) che precede Trentino-Alto Adige (552.141), Marche (308.619), Abruzzo (186.442), Sardegna (176.116), Lazio (91.318) e Campania (87.220).

 

Con questi numeri il 2024 si appresta a diventare l’anno della definitiva affermazione di RiVending e il suo sito diventa un valido strumento all’implementazione del progetto, soprattutto ora che si presenta completamente rinnovato, nella grafica, nei contenuti e nella programmazione; offre informazioni su come aderire al progetto, il suo impatto ambientale, i report di sostenibilità, e le ultime novità riguardanti l’iniziativa, ma soprattutto è una risorsa chiave per aziende e gestori interessati a contribuire alla riduzione dell’impronta di carbonio e alla promozione di pratiche sostenibili nel settore.