Servizi di ristoro automatici: le Top100 del 2005 nella classifica di Vending Magazine.
FOTOGRAFIA DEL VENDING ITALIANO
1.900 imprese di gestione, per oltre 5 miliardi di erogazioni all’anno.
1,6 miliardi di € di fatturato: il 46% realizzato dalle Top 100, il 27% da 10 Gruppi.
Attenzione alla salute e impegno del settore sul fronte di una sana e corretta alimentazione, in linea con il progetto ministeriale “Guadagnare in Salute”.
Milano, 12 marzo 2007 – Con un fatturato di 1,6 miliardi il settore del vending italiano continua a rappresentare una fetta importante del mercato nazionale. La ricerca, eseguita da Vending Magazine, rivista italiana della distribuzione automatica, testimonia che nel 2005 il peso delle aziende di gestione è stato pari al 46,3% dell’intero settore. Obiettivo dello studio, che da quest’anno avrà cadenza annuale, è quello di dare una fotografia del settore e stilare una classifica delle 100 imprese di gestione che hanno raggiunto i migliori risultati in termini di fatturato (si veda in calce tabella TOP10).
La ricerca ha preso in esame i dati di bilancio, pubblici e depositati dalle singole società presso le camere di commercio, di circa 500 imprese di gestione (S.R.L o S.p.A). Non rientrano invece nello studio sulle imprese di gestione le ditte individuali, né società di persone. Alcune aziende, oltre alla gestione, esercitano anche la funzione di rivendita, ma l’analisi si è concentrata solo sul dato di gestione. Si ipotizzano 5,2 miliardi di erogazioni effettuate dal settore del Vending, con un fatturato di 1,6 miliardi di € per il 2005. I dati emersi dallo studio annunciano un fatturato complessivo delle top 100 pari a 750 milioni di € (747.592.855 €), con importi singoli che variano tra i 2,5 milioni di €, soglia minima per accedere alla classifica, e i 77,5 milioni di €. Dalla mailing list realizzata per la ricerca, aggiornata con tutti i gestori italiani, risulta che il settore è composto da oltre 1.900 unità. Non considerando le 100 imprese classificate ed escludendo il totale del loro fatturato, se si suddivide il fatturato rimanente, pari ad oltre 800 milioni di €, per il numero delle piccole e medie aziende escluse dalla classifica (1.800 unità), si ottiene una media pro-capite di 470.000 € di fatturato annuale.
“Oltre 25 milioni gli italiani che utilizzano i distributori automatici secondo una ricerca di CRA – AC Nielsen, 5 miliardi di erogazioni secondo Vending Magazine. – fa notare Vincenzo Scrigna, Presidente Imprese di gestione CONFIDA – Si tratta di dati che fanno capire l’importanza dell’impegno che noi gestori abbiamo assunto nei confronti della collettività. Da sempre attenti al consumatore e al suo benessere, le imprese di gestione della distribuzione automatica sono arrivate nel 2005 a sottoscrivere la “Carta dei Servizi per la salute del cittadino” e ad attivare una campagna sui temi della corretta alimentazione. Diverse sono le sperimentazioni avviate lo scorso anno sull’introduzione di cibi freschi, frutta, verdura e yogurt a fianco dei prodotti tradizionali nelle scuole secondarie e nelle strutture pubbliche e altri progetti hanno da poco preso avvio, in linea con il progetto ministeriale recentemente presentato “Guadagnare in Salute. Obiettivo principale è quello di educare il consumatore alla scelta, per un’alimentazione sempre più variegata e completa anche per un pasto o uno spuntino fuori casa.”
“La ricerca mette in luce che il vending italiano rimane ancora abbastanza frazionato.- ha commentato Gian Franco Fassio, Direttore Responsabile di Vendine Magazine – Oltre la metà del fatturato globale viene realizzato da centinaia di piccoli e medi operatori, il cui fatturato individuale si attesta mediamente dai 400 ai 500 mila €. Rispetto al 2002, oggi il mercato è caratterizzato da un minor frazionamento delle risorse e dei capitali che permette di raggiungere un più alto fatturato. La tendenza al frazionamento si sta infatti riducendo: nel 2002 solo il 36% del fatturato globale era stato conseguito dalle Top 100 mentre nel 2005 questa quota è salita al 46%.”
Tra il 2002 e il 2005 si sono verificati mutamenti di rilievo, soprattutto a seguito delle vistose operazioni di M&A – Merger & Acquisition che hanno interessato molte importanti aziende. Il gruppo che nel 2005 ha conseguito il maggior fatturato è stato I.V.S. Italia, con un importo pari a quasi 113 milioni di €, seguito da Gruppo Argenta con oltre 95 milioni di € e da Buonristoro Vending Group con quasi 67 milioni di € (si veda in calce tabella Gruppi e Fatturato 2005).
Questo ha determinato la scomparsa anagrafica delle imprese acquisite, molte delle quali facendo parte delle Top 100 nel 2002, hanno lasciato spazio ad altre azienda che si trovavano “in lista d’attesa”.
Grande incidenza sul mercato mostrano infatti i grandi Gruppi, il cui fatturato è passato da 270 milioni di € del 2002 ad oltre 430 milioni di € del 2005, con un aumento pari a 160 milioni di €, quasi il 60% in più. Il valore della presenza dei Gruppi sul mercato nazionale che, nel 2005 era di circa il 27%, è salito ancora successivamente (si veda in calce elenco delle principali acquisizioni 2006 e 2007).
“Il settore del vending – conclude Augusto Garulli, Presidente di CONFIDA – Associazione Italiana Distribuzione Automatica – si qualifica ancora come uno dei settori più vitali dell’economia italiana grazie alla forte innovazione, alla qualità del servizio e dei prodotti, a soluzioni tecnologiche all’avanguardia rispetto alle macchine e ai sistemi di pagamento, requisiti igienico sanitari approvati dal Ministero della Salute, grande attenzione alle normative europee di tutela ambientale e totale dedizione al cliente”.
Separatamente è stato per la prima volta preso in analisi l’utile di bilancio post imposte. Ne è emerso che le prime 100 aziende hanno registrato nel 2005 un utile netto pari a 2,44% del fatturato e le prime 10 in classifica raggiungono picchi del 3,21 %. L’utile più alto è addirittura pari al 14%, mentre quello più basso dello 0,04%.16 aziende su 100 hanno invece chiuso in perdita per cifre tra lo 0,27% e l’11,76%
Collaborazione con il Ministero della Salute e attenzione ad una sana alimentazione
PROGETTI E PROSPETTIVE DEL VENDING
Dichiarazioni del neo eletto Presidente di Confida, Associazione Italiana Distribuzione Automatica
Milano, marzo 2007 – “Gli obiettivi associativi per i prossimi tre anni – ha affermato Vincenzo Scrigna, neo eletto Presidente di CONFIDA, Associazione Italiana Distribuzione Automatica – sono quelli di rafforzare e avvalorare la visibilità e il riconoscimento che il settore ha raggiunto negli ultimi tre anni.
È ormai diffusa la consapevolezza dei vantaggi che offre la distribuzione automatica: un pasto fuori casa sempre disponibile e a basso costo, un veloce ristoro dato da una bibita fresca, un energetico snack per rompere la fame e un buon caffè per la pausa in ufficio. La stima che l’opinione pubblica riconosce al settore aumenta costantemente. Adesso è il momento di effettuare un ulteriore passo in avanti portando all’attenzione delle Istituzioni l’importanza del settore del vending, non solo per la rilevanza economica che un settore in crescita costante può apportare, ma soprattutto perché offre un servizio a tutti i cittadini 24 ore su 24, 7 giorni su 7, con qualità e ampia gamma di scelta.
Il pasto fuori casa è un fenomeno cresciuto in maniera esponenziale e il settore della distribuzione automatica ne è coinvolto come protagonista. L’associazione, da sempre attenta al tema della corretta alimentazione, continuerà il percorso avviato con la stesura della Carta dei Sevizi e delle Linee Guida per i Capitolati d’appalto nella distribuzione automatica. Abbiamo già intavolato un dialogo con il Ministero della Salute, che ha già pubblicamente dimostrato di condividere il nostro pensiero e la nostra linea d’azione. Contrariamente ai provvedimenti messi in atto in altri paesi europei, in Italia abbiamo lavorato affinché si riconoscesse il valore del distributore automatico per una corretta alimentazione: educare alle giuste quantità tramite cibi monoporzione, inserire tipologie di alimenti salutari, quali cibi freschi, nutrizionalmente equilibrati e made in Italy, disporre un’ampia gamma di alimenti per una dieta sempre più variata ed bilanciata. Il Ministero della Salute vorrebbe portare il caso dell’Italia in Europa come esempio positivo da seguire di risposta ad un problema sociale così gravoso.
L’impegno nella lotta all’obesità si è concretizzato nelle sperimentazioni avviate con le diverse Ausl e con le scuole e la prospettiva è quella di sensibilizzare ulteriormente i dirigenti scolastici e quelli delle aziende sanitarie locali per intavolare e avviare altri progetti. Vorremmo arrivare ad avere un dialogo diretto con i dietologi e in generale con tutti gli specialisti e studiosi di alimentazione per approfondire il tema del rapporto alimentazione sana e pasto fuori casa, per poi delineare le strategie ottimali per al salute del consumatore.
Per quanto riguarda le attività più strettamente associative e il rapporto con gli associati, l’impegno principale sarà quello di valutare con attenzione le nuove esigenze emerse nel panorama del vending. Se da un lato le vistose operazioni di M&A – Merger & Acquisition, che hanno interessato molte importanti aziende, ha determinato la scomparsa anagrafica delle imprese acquisite, dando origine a grandi gruppi con esigenze specifiche e proprie, dall’altro nuove aziende, che fin ad ora sono rimaste ad osservare silenti, si stanno interessando alle attività associative. Credo che questo interesse mostrato anche dalle piccole aziende sia in parte il frutto del buon lavoro svolto fino ad oggi, in termini di sviluppo, di comunicazione e di innovazione.
L’Associazione dovrà poter offrire servizi tarati secondo le esigenze di entrambe le tipologie: metteremo a punto formule che possano fornire vantaggi associativi alle aziende, grandi e piccole, affinché tutte si riconoscano negli scopi dall’Associazione di settore.”
Vincenzo Scrigna, fondatore e amministratore unico della Eos srl, è stato eletto dai 500 Associati, tra gestori, fabbricanti, produttori e fornitori di servizi, Presidente CONFIDA, Associazione Italiana Distribuzione Automatica, in occasione dell’Assemblea Generale Ordinaria dell’Associazione, svoltasi sabato 3 marzo.
Vincenzo Scrigna ricoprirà questa carica per i prossimi tre anni. Già nel triennio precedente (ottobre 2003 – febbraio 2007) ha ricoperto l’incarico di Vice Presidente di Confida e di Presidente del Gruppo imprese di gestione, lavorando assiduamente sui temi più caldi del settore.
All’attività imprenditoriale Vincenzo Scrigna ha da sempre unito anche l’impegno attivo nell’ambito di Confida, assumendo già nel 1999 la carica di Delegato regionale della Lombardia; dal 2001 è eletto Presidente nazionale del Gruppo imprese di gestione di Confida, contribuendo in prima persona al raggiungimento di nuovi e più lusinghieri risultati per una maggiore autorevolezza dell’Associazione e una migliore visibilità del Settore della Distribuzione Automatica. Oggi eletto presidente, Vicenzo Scrigna continua il mandato di Augusto Garulli (N&W Global Vending SpA) che rimane membro nel Consiglio Direttivo dell’Associazione.
Le aziende del vending riunite per rinnovare i vertici dell’associazione di settore
Milano, 26 marzo 2007 – In occasione dell’Assemblea Generale Ordinaria di CONFIDA, Associazione Italiana Distribuzione Automatica, i 500 associati, tra gestori, fabbricanti, produttori e fornitori di servizi, hanno eletto Vincenzo Scrigna, fondatore e amministratore unico della Eos srl, Presidente dell’Associazione per il prossimo triennio.
Confida rappresenta tutti gli attori del settore e ciascun gruppo merceologico (imprese di fabbricazione dei prodotti, imprese di fabbricazione di distributori automatici, imprese di gestione, imprese di servizi e commercializzazione) ha provveduto all’elezione dei rispettivi Presidenti:
– Cesare Spinelli (Spinel Caffe Srl) Presidente Imprese di gestione;
– Leonzio Palombo (Bianchi Vending Group SpA) Presidente imprese di fabbricazione di distributori automatici ed accessori per gli stessi
– Giorgio Carletti (Tuttoespresso SpA) imprese di fabbricazione di prodotti utilizzati dalla Distribuzione Automatica
– Federico Salvagnin (D.A.C. Srl) imprese di servizi e commercializzazione
Anche il Gruppo Giovani ha rinnovato il proprio vertice riconfermando Luca Zecchetti (Gruppo Argenta SpA) come Presidente per il prossimo triennio.
Lo Statuto di Confida inoltre attribuisce l’incarico di Vicepresidenti dell’Associazione al Presidente dei Gruppi merceologici/attività e del Gruppo Giovani.
Il neo eletto presidente già nel triennio precedente (ottobre 2003 – febbraio 2007) ha ricoperto l’incarico di Vice Presidente di Confida e di Presidente del Gruppo imprese di gestione, lavorando assiduamente sui temi più caldi del settore.
All’attività imprenditoriale Vincenzo Scrigna ha da sempre unito anche l’impegno attivo nell’ambito di Confida, assumendo già nel 1999 la carica di Delegato regionale della Lombardia; dal 2001 è eletto Presidente nazionale del Gruppo imprese di gestione di Confida, di cui fanno parte circa 500 imprese, contribuendo in prima persona al raggiungimento di nuovi e più lusinghieri risultati per una maggiore autorevolezza dell’Associazione e una migliore visibilità del Settore della Distribuzione Automatica. Oggi eletto presidente, Vicenzo Scrigna continua il mandato di Augusto Garulli (N&W Global Vending SpA) che rimane membro nel Consiglio Direttivo dell’Associazione.
Apertura ai ministri e collaborazioni istituzionali
APERTURA AI MINISTRI FIORONI E TURCO
Gli onorevoli Giuseppe Fioroni, ministro dell’educazione, e Livia Turco, ministro della salute, hanno recentemente espresso la necessità di intervenire con un piano di prevenzione, da mettere a punto con il ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Paolo De Castro. “Il distributore automatico di snack con prodotti agricoli di qualità – ha affermato il ministro Fioroni – rientra in un'azione integrata collegiale che, sviluppando la rete di mense-bio assicurate dai Comuni, coinvolgerà in lezioni di almeno un'ora a settimana tutti i docenti della scuola di infanzia e elementari. Obiettivi dell'iniziativa sono la promozione di comportamenti corretti a tavola e lo sviluppo della capacità critica dei giovani, anche rispetto agli spot pubblicitari delle Tv-baby sitter dove spesso passano messaggi che associano il cibo al consumismo e alla caccia al gadget. Noi puntiamo non ad una didattica di proibizionismo ma di responsabilità che coinvolgerà anche i più grandi in azioni ancora più complesse.” (26 ottobre 2006, fonte ANSA).
A seguito del piano d’azione nazionale per la promozione di corrette prassi alimentari e sani stili di vita di cui sopra, CONFIDA ha formalizzato la propria disponibilità a partecipare al “tavolo di concertazione”.
“Da tempo Confida – ha dichiarato Vincenzo Scrigna, Presidente di CONFIDA – ha preso in carico il problema chiedendo la collaborazione su questi temi dell’Università La Sapienza di Roma. L’educazione alimentare e a un sano stile di vita fa parte dei nostri obiettivi primari. E non potrebbe essere altrimenti, se si considera che le nostre macchine sono ovunque, utilizzate con regolarità da 20 milioni di persone ogni giorno – prosegue Scrigna – Per questo ci siamo resi conto che i distributori automatici possono diventare un veicolo importante di comunicazione per contribuire a cambiare gli stili di vita: è già avvenuto in passato, quando siamo riusciti a imporre l’acqua minerale accanto alle bevande dolci e gassate, e adesso ci piacerebbe molto che potesse succedere anche con frutta e verdura nella scuola, e non solo”. Del resto, secondo Vincenzo Scrigna, senza uno sforzo importante da parte di tutti gli anelli della catena, si corre il rischio che questa opportunità promettente rimanga una promessa mancata.
Grazie alla capillarità di diffusione dei distributori automatici (quasi un milione), ormai entrati nella vita di ogni giorno per oltre 20 milioni di persone, è possibile proporre un’offerta più variegata in linea con le indicazioni dei nutrizionisti, affiancando ai prodotti più tradizionali, anche quelli a valenza salutista. Sono quasi un milione ormai e potrebbero anche fungere da veicolo di comunicazione, fornendo informazioni e consigli sulle caratteristiche nutrizionali e sull’educazione verso sani stili di vita. Un italiano su tre li utilizza regolarmente, negli ultimi 12 mesi un italiano su due (45,3%) ha fatto uso dei distributori automatici, più di un italiano su cinque (il 20,6%) dice, inoltre, di utilizzare i distributori automatici più volte la settimana. Si tratta di veri e propri negozi aperti 24 ore su 24 e il 71,3% degli intervistati li apprezza per la comodità di utilizzo, il 39,7% dice di apprezzarne la velocità, il 26,5%, infine, apprezza la capillarità del servizio (Ricerca CRA AcNielsen 2006).
COLLABORAZIONI ISTITUZIONALI
Confida ha sottoscritto con Eva – European Vending Association il piano per lo sviluppo della "Strategia globale su dieta, attività fisica e salute" dell'Oms (l'Organizzazione Mondiale della Sanità), recepito proprio dall'Unione Europea.
Sul fronte della salute e della qualità dei cibi presenti nei distributori sono numerose le collaborazioni in corso con diversi soggetti interistituzionali come la Regione Lombardia, l’Ausl di Modena, Regione e Asl del Veneto oltre ad altri progetti sul territorio con le amministrazioni provinciali di Parma, Forlì-Cesena e Ravenna.
“NON SI RISOLVE IL PROBLEMA DELL’OBESITÀ INFANTILE TOGLIENDO LE MERENDINE A INSEGNANTI E BIDELLI. I DISTRIBUTORI AUTOMATICI NELLE SCUOLE ELEMENTARI E MEDIE INFERIORI SONO SOLO IN LUOGHI PRESIDIATI. CHE SI VOGLIA DISTOGLIERE L’ATTENZIONE DAI VERI PROBLEMI? CHE SI VOGLIA SCEGLIERE LA VIA PIÙ SEMPLICE E MEDIATICAMENTE PIÙ PLATEALE?”
Dopo anni di impegno sul fronte dell’educazione verso corretti stili di vita, ora è sufficiente un annuncio che sa tanto di spot mediatico per far pensare di aver risolto il problema dell’obesità infantile. La strada – ci dispiace dirlo – è ancora molto lunga.
Milano, 11 aprile 2007 – “Con sommo stupore apprendiamo il messaggio lanciato dall’AIDI – afferma Vincenzo Scrigna, Presidente di CONFIDA l’Associazione italiana della distribuzione automatica – Ci sembra che si sia perso il reale punto di vista della situazione e che l’annuncio dell’AIDI sia solo un modo per distogliere i problemi da dove veramente sono. Forse che qualcuno si è chiesto quanti sono i distributori dai quali l’AIDI ha deciso di eliminare i dolci? Sono pochissimi e tutti in luoghi presidiati dal corpo docente o da personale ausiliario. Se l’intenzione quindi è quella di non rendere disponibili alimenti fuori controllo a bambini in età scolare, allora, non si capisce perché agire su un falso problema.”
Considerando che ai nostri bambini nelle scuole elementari e medie inferiori non è dato libero accesso ai distributori automatici che sono presenti solo in luoghi riservati al corpo docente e al personale di servizio e di sostegno, zone quindi sempre presidiate dagli adulti, una tale azione avrebbe il solo effetto di sottrarre il diritto ad una normale pausa di ristoro agli adulti che lavorano in questi luoghi.
Da una ricerca CNR Avellino in collaborazione con l’ISA – Istituto di Scienze dell’Alimentazione, che ha preso in esame gli alunni di alcune scuole elementari di Avellino per verificare le cause dell’obesità, emerge che è inesistente l’influenza che i distributori automatici hanno rispetto all’insorgere di questa malattia nei bambini di età scolare. Il luogo che risulta essere più a rischio è proprio la famiglia, che acquistando pacchi di merendine che dispongono di 6-12-24 pezzi a confezione e lasciandoli al libero arbitrio dei figli, non attua un effettivo controllo sulle quantità assunte, magari, come conferma la ricerca di Swg realizzata per il Moige, il Movimento Italiano Genitori, davanti alla tv. Il vero problema, allora è l’educazione alimentare, che deve essere in primis una responsabilità della famiglia.
L’obesità infantile poi non è da attribuire ad un cibo specifico. Non esistono alimenti da demonizzare, ma impegni seri da assumere insieme. Nessun alimento di per sé è dannoso e l’AIDI dovrebbe essere la prima a testimoniarlo. Quello che è importante è l’educazione alla giusta quantità e la sensibilizzazione all’importanza del moto. “Nessun alimento deve essere quindi escluso dalla nostra alimentazione, neppure la merendina – continua ad affermare Carlo Cannella, Professore Ordinario di Scienza dell’Alimentazione all’Università La Sapienza di Roma, che collabora da diversi anni con Confida sul tema “Dieta e Nutrizione” – la regola di base è assumere poco, ma di tutto”.
“NON SI RISOLVE IL PROBLEMA DELL’OBESITÀ INFANTILE TOGLIENDO LE MERENDINE A INSEGNANTI E BIDELLI. I DISTRIBUTORI AUTOMATICI NELLE SCUOLE ELEMENTARI E MEDIE INFERIORI SONO SOLO IN LUOGHI PRESIDIATI. CHE SI VOGLIA DISTOGLIERE L’ATTENZIONE DAI VERI PROBLEMI? CHE SI VOGLIA SCEGLIERE LA VIA PIÙ SEMPLICE E MEDIATICAMENTE PIÙ PLATEALE?”
Dopo anni di impegno sul fronte dell’educazione verso corretti stili di vita, ora è sufficiente un annuncio che sa tanto di spot mediatico per far pensare di aver risolto il problema dell’obesità infantile. La strada – ci dispiace dirlo – è ancora molto lunga.
Milano, 13 aprile 2007 – “Con sommo stupore apprendiamo il messaggio lanciato da Gian Domenico Auricchio, presidente di Federalimentare – afferma Vincenzo Scrigna, Presidente di CONFIDA l’Associazione italiana della distribuzione automatica – Ci sembra che si sia perso il reale punto di vista della situazione e che l’annuncio di oggi come quello dell’AIDI della settimana scorsa siano solo un modo per distogliere i problemi da dove veramente sono. Forse che qualcuno si è chiesto quanti sono i distributori dai quali Federalimentare e AIDI hanno deciso di eliminare i dolci? Sono pochissimi e tutti in luoghi presidiati dal corpo docente o da personale ausiliario. Se l’intenzione quindi è quella di non rendere disponibili alimenti fuori controllo a bambini in età scolare, allora, non si capisce perché agire su un falso problema.”
Considerando che ai nostri bambini nelle scuole elementari e medie inferiori non è dato libero accesso ai distributori automatici che sono presenti solo in luoghi riservati al corpo docente e al personale di servizio e di sostegno, zone quindi sempre presidiate dagli adulti, una tale azione avrebbe il solo effetto di sottrarre il diritto ad una normale pausa di ristoro agli adulti che lavorano in questi luoghi.
Da una ricerca CNR Avellino in collaborazione con l’ISA – Istituto di Scienze dell’Alimentazione, che ha preso in esame gli alunni di alcune scuole elementari di Avellino per verificare le cause dell’obesità, emerge che è inesistente l’influenza che i distributori automatici hanno rispetto all’insorgere di questa malattia nei bambini di età scolare. Il luogo che risulta essere più a rischio è proprio la famiglia, che acquistando pacchi di merendine che dispongono di 6-12-24 pezzi a confezione e lasciandoli al libero arbitrio dei figli, non attua un effettivo controllo sulle quantità assunte, magari, come conferma la ricerca di Swg realizzata per il Moige, il Movimento Italiano Genitori, davanti alla tv. Il vero problema, allora è l’educazione alimentare, che deve essere in primis una responsabilità della famiglia.
L’obesità infantile poi non è da attribuire ad un cibo specifico. Non esistono alimenti da demonizzare, ma impegni seri da assumere insieme. Nessun alimento di per sé è dannoso e l’AIDI dovrebbe essere la prima a testimoniarlo. Quello che è importante è l’educazione alla giusta quantità e la sensibilizzazione all’importanza del moto. “Nessun alimento deve essere quindi escluso dalla nostra alimentazione, neppure la merendina – continua ad affermare Carlo Cannella, Professore Ordinario di Scienza dell’Alimentazione all’Università La Sapienza di Roma, che collabora da diversi anni con Confida sul tema “Dieta e Nutrizione” – la regola di base è assumere poco, ma di tutto”.
Hanno superato abbondantemente i 6 miliardi le consumazioni ai distributori automatici nel 2007 (+10,37% rispetto al 2005). Con oltre 2 milioni di macchine installate in Italia, una ogni 29 abitanti, il settore fattura oltre 2,7 miliardi di Euro (+13,78% rispetto al 2005), impiega 34.000 addetti che viaggiano su oltre 17.000 automezzi.
DA VENDITALIA, LA PRINCIPALE FIERA MONDIALE DELLA DISTRIBUZIONE AUTOMATICA LA FOTOGRAFIA DI UN SETTORE IN FORTE CRESCITA CHE CONFERMA LA LEADERHIP MONDIALE
PREMIATO L’IMPEGNO SULLA QUALITÀ E LA VALENZA SOCIALE DEL SERVIZIO
I distributori hanno una diffusione sempre più capillare ed è in crescita il numero di macchine installate in luoghi aperti al pubblico (da 0,5% a 0,8%), anche se la maggior parte sono ancora collocate nei luoghi di lavoro come uffici, fabbriche e aziende (90,1%).
Milano, 21 maggio 2008 – Confida – Associazione Italiana Distribuzione Automatica, nell’ambito della conferenza di apertura di Venditalia, la più importante fiera mondiale della distribuzione automatica, che apre oggi i battenti a Milano e rimarrà aperta fino al 21 maggio (Fieramilanocity – ingresso Porta Scarampo), ha presentato un’anticipazione dello studio congiunturale sul settore. Ne emerge il profilo di un comparto in forte crescita rispetto al numero di consumazioni, al fatturato, alla capillarità della diffusione e, anche, rispetto al numero di persone occupate. In Italia il Vending si è diffuso principalmente in luoghi definiti “protetti” destinati all’attività lavorativa (90%) come uffici, fabbriche, aziende il 5,2% è presente nelle scuole, università e altre comunità, il 3,9% in ospedali e ministeri, solo lo 0,8%, anche se la situazione si sta velocemente modificando, in luoghi aperti al pubblico come stazioni e metropolitane, aeroporti e così via.
“La trasversalità degli ambienti – ha commentato Vincenzo Scrigna, Presidente di Confida – conferma ancora una volta come l’acquisto ai distributori non sia legato solo all’impulso e al bisogno immediato, ma stia anche divenendo un vero e proprio stile di vita. Negli ultimi anni sono aumentati i luoghi di utilizzo dei distributori. Queste macchine sono presenti ormai in un ventaglio sempre più ampio di posti dove la gente si incontra per divertirsi, passeggiare, fare shopping o studiare. L’intera filiera ha lavorato e investito in ricerca e le principali novità saranno esposte in queste 4 giornate. Accanto ai prodotti tradizionali: mono porzioni di snack dolci e salati che appagano le esigenze dello spuntino a metà giornata, si affiancano due innovativi filoni: i piatti pronti e i prodotti freschi. La presenza di proposte di piatti pronti risponde alla necessità ormai diffusa di consumare i pasti fuori casa e in poco tempo senza però rinunciare ad un piatto caldo e di qualità. Parallelamente i prodotti freschi :frutta, insalate, yogurt, panini sono alimenti che fanno sentire il cliente come davanti al frigorifero di casa, in qualunque posto del mondo si trovi. Per poter gestire, conservare e far assaporare al meglio questi prodotti, ci vogliono però macchine studiate appositamente. I fabbricanti di distributori, anche questa volta, hanno risposto prontamente e i risultati si possono già vedere nella nostra vita quotidiana. In fiera saranno presentate le ultime novità tecnologiche che non riguardano solo i prodotti distribuiti, ma anche i sistemi di pagamento, la telemetria e in generale le nuove tecnologie per il settore.”
Dallo studio congiunturale – gli fa eco Giorgio Carletti, Presidente Imprese di fabbricazione prodotti di Confida e Responsabile della Commissione interna che ha elaborato i dati dello studio congiunturale – emerge il quadro di un settore capofila anche in termini di innovazione tecnologica, come testimonia il successo in Italia e nel mondo delle macchine made in Italy. Le nuove sfide ora riguardano i sistemi cash less che non richiedono monete e le nuove frontiere della geolocalizzazione e della telemetria. In 10 – 15 anni il settore ha raggiunto un livello tale che gli consente di soddisfare ogni esigenza per qualsiasi utenza, dalle grandi aziende, fino ai più piccoli uffici. Se prima, infatti, il cliente piccolo era difficilmente raggiungibile per questioni di redditività, oggi la sempre maggiore flessibilità della distribuzione automatica rappresenta il punto chiave di sviluppo. La stessa flessibilità che ci consente di anticipare e di rispondere sempre più velocemente ai nuovi stili di vita e di consumo. Insomma, la tecnologia al servizio dell’uomo in ogni momento della sua giornata lavorativa e non solo.”
Un settore in controtendenza
In uno scenario di generale incertezza economica e di tendenza verso la concentrazione dei consumi, l’offerta della distribuzione automatica mostra in tutta evidenza la sua forte valenza sociale, ponendosi al servizio di quanti lavorano, studiano e passano sempre più tempo fuori casa. Si registra, infatti, un forte aumento delle consumazioni che dal 2005 ad oggi sono aumentate del 10,37%, raggiungendo la quota di 6,3 miliardi di unità. La domanda è composta da oltre 20.000.000 milioni di persone che, anche grazie all’aumento della gamma dei prodotti offerti e alla loro sempre maggiore qualità, scelgono più frequentemente di consumare “automaticamente” dalle cosiddette macchinette. Positiva anche la crescita occupazionale che nel 2007 ha registrato 34.000 addetti, con una crescita di circa 4.000 unità negli ultimi due anni.
Evoluzione comparto per crescita fatturato
Il settore della Distribuzione Automatica (DA) è costituito da quattro tipologie di aziende: imprese di fabbricazione distributori automatici, sistemi di pagamento e accessori, imprese di fabbricazione di prodotti utilizzati dalla DA, imprese di gestione, imprese di servizi e commercializzazione. Esiste un rapporto di forte collaborazione. Non è un caso infatti che, a differenza di quanto avvenga in altri ambiti, l’associazione di categoria rappresenti l’intera filiera. Sotto il cappello di Confida rientrano i fabbricanti di macchine e di accessori tipo sistemi di pagamento che normalmente farebbero parte del settore industriale. Vi rientrano le aziende che producono alimenti e bevande che fanno parte del Largo Consumo alimentare e che spesso sono imprese multinazionali. Vi fanno parte i gestori che rappresentano l’anello di congiunzione e, per certi versi, la peculiarità del comparto. Qui la frammentazione è molto ampia, si va dal piccolo gestore a gruppi enormi che fatturano centinaia di milioni di Euro. È naturale che esista una profonda diversità tra le esigenze economiche, finanziarie e gestionali di queste realtà che hanno come denominatore comune l’interesse a sviluppare questo canale di vendita dalle caratteristiche uniche e particolari. In questo risiede il senso della loro collaborazione.
“Sono sempre di più i grandi nomi del Largo Consumo che decidono di utilizzare questo canale. – ha di chiarato Giorgio Carletti, Vice Presidente e Presidente Imprese di fabbricazione prodotti di Confida e Responsabile della Commissione interna che ha elaborato i dati dello studio congiunturale – e per entrarvi l’unica strada che possono percorrere è quella di offrire un prodotto con caratteristiche di packaging e di conservabilità adeguate. Fondamentale anche la formulazione di un prezzo conveniente e di un buon servizio di trasporto e logistica nei confronti del gestore. Solo così, ossia solo con la collaborazione dell’intera filiera, è possibile garantire al consumatore una offerta di qualità.”
L’aumento del consumo fuori casa
Nonostante i consumi degli italiani risultino essere in calo, quelli relativi alla ristorazione fuori casa vanno in controtendenza, facendo registrare un aumento del 13%. Questo il dato recentemente presentato dalla Fipe – Federazione Italiana Pubblici Esercizi al Cibus di Parma. Il motivo è da ricercare nel cambiamento delle abitudini alimentari che vedono sempre più gli italiani consumare i pasti fuori dall’ambiente domestico. È in linea con questa tendenza anche il Vending. Il fatturato complessivo del settore è, infatti, cresciuto dal 2005 al 2007 del 13,78% raggiungendo i 2.716,6 milioni di Euro.
L’incremento del consumo di snack freschi
Il secondo focus è sul tipo di consumi. Dal grandangolo della distribuzione automatica si fotografa un’Italia sempre più attenta alla propria alimentazione, sempre più sensibile verso i contenuti nutrizionali dei prodotti, sempre più aperta verso proposte alimentari in linea con la salute. Anche se in questa anticipazione sono disponibili solo i dati aggregati, è certo che la fortissima crescita del consumo di snack sia in termini di volumi che, ancora di più, in termini di fatturato, si debba imputare proprio all’introduzione e alla sempre maggiore diffusione di alimenti freschi come frutta fresca e secca, yogurt e in generale prodotti legati al concetto di salute e benessere.
Capillarità sul territorio italiano
Il primo dato che emerge è la capillarità della diffusione, una macchina ogni 29 abitanti, considerando che il dato ISTAT dei 59 milioni di italiani è comprensivo di neonati e bambini che non acquistano certamente in autonomia. Nel precedente studio che si riferiva all’anno 2005 il parco macchine era composto da 1.731.000 distributori, che nel giro di due anni sono cresciuti del +20,34%, raggiungendo la quota di 2.083.000 unità. Questa crescita esponenziale si deve soprattutto alla diffusione delle macchine per bevande calde da ufficio che hanno registrato negli ultimi anni un vero e proprio boom. Nel calcolo sono considerate soltanto le installazioni in luoghi lavorativi e pubblici, non anche quelle per uso familiare. Tendenza questa che comunque si sta sviluppando parecchio, a fronte della sempre maggiore affidabilità e qualità di questi dispositivi che richiedono sempre meno interventi da parte di esperti.
La leadership mondiale confermata nonostante l’aumento della competizione sui mercati globali
Come risulta dalla presentazione di Catherine Piana, Direttore Generale EVA – European Vending Association e WVA – Worldwide Vending Association, intervenuta alla conferenza di apertura di Venditalia, l’Italia è il maggior produttore europeo di distributori automatici e uno dei principali nel mondo con esportazioni pari a circa il 70% della produzione. L’Italia da tempo è leader mondiale nella fabbricazione di distributori automatici e i dati mostrano la conferma di questo posizionamento anche in presenza di un forte aumento della competitività globale.
“Il grande successo che la DA ha avuto all’estero è dovuto alla professionalità che tutta la filiera ha dimostrato a tutti i livelli. –ha COMMENTATO Vincenzo Scrigna, Presidente di Confida – Siamo di fronte ad un settore che in silenzio è riuscito a costruire una leadership mondiale, siamo di fronte ad un settore che, lontano dalla ribalta, si è concentrato sulla qualità. Con grande umiltà il Vending italiano ha investito, infatti, sulla qualità del servizio e sull’attenzione alle esigenze del consumatore. Posso affermare con orgoglio che il nostro settore è considerato un esempio per i colleghi stranieri. Qui in Venditalia, ad esempio, ospiteremo diverse delegazioni straniere che vengono a studiare il modello italiano. Insomma il concetto del Made in Italy, tanto di cronaca in questo periodo, è veicolabile anche attraverso il nostro settore, attraverso la diffusione delle nostre macchine in tutto il mondo, attraverso i nostri alimenti, caffè in primis, che esportiamo “autoimatiucamente” in tutto il mondo. Lo dimostra il fatto che la più grande fiera internazionale del settore si svolga proprio in Italia. Abituati a sentir parlare di primati negativi del nostro Paese, dovremmo valorizzare al massimo questa interessante eccezione ed è proprio quello che dal 2005 stiamo cercando di fare. Siamo quindi lieti che il pubblico dimostri di apprezzare sempre di più il nostro impegno per la qualità.”
Competizione e ricerca
Per chi vende nell’area in cui la moneta in uso è il dollaro i danni sono stati notevoli. La forte crescita dell’Euro sul Dollaro ha generato un innalzamento dei costi delle macchine nell’ordine del 20%. Di conseguenza si sono notevolmente abbassate le barriere all’ingresso e si è aperta la via ad una forte e più agguerrita concorrenza americana. Le imprese di fabbricazione di macchine targate USA hanno conquistato una maggiore competitività, non tanto in Italia, quanto in Europa, soprattutto dove filiali americane di grandi multinazionali importano macchinari dai costi decisamente concorrenziali sul mercato europeo. La nostra maggiore difesa deriva dalla ricerca. Sono molto ingenti gli investimenti in ricerca in questo settore. A pensarci bene, anche in questo il nostro settore vanta un primato fuori dall’ordinario. Non dimentichiamo poi la capacità unica nella produzione di macchine per il caffè. Ricordiamo ovviamente il forte attaccamento degli Italiani per il caffè, una bevanda che per questo settore ha significato molto, se si pensa che la leadership italiana nella produzione di macchine si deve proprio all’introduzione negli anni Sessanta dei distributori automatici di caffè espresso. Un primato tecnologico che ha consentito di introdurre e di diffondere nel mondo intero i distributori di bevande calde.
La qualità è l’asset primario
Il nostro è un servizio nazionale che fa della capillarità della presenza locale il suo fiore all’occhiello e il suo punto di forza maggiore. – ha commentatoVincenzo Scrigna, Presidente di Confida – Associazione Italiana della Distribuzione Automatica –Per essere efficace, tempestivo e di qualità, il servizio dei gestori deve essere per definizione capillarmente diffuso sul territorio. Per questo in Confida lavoriamo sull’importanza della collaborazione e dello scambio. L’immagine che viene in mente è quella di una pubblicità di tanti anni fa dove l’insieme di tanti pesci piccoli riusciva a generare l’immagine e la forza di un pesce in grado di mangiare i pesci più grandi e pericolosi. Un caso per tutti è proprio il nostro impegno sul fronte della corretta alimentazione.
L’impegno sulla salute assunto con la carta dei servizi nel 2005
Confida a livello istituzionale sta lavorando da anni sul tema “Dieta e Nutrizione” e sulla prevenzione dell’obesità. A fine 2007, in linea con le azioni degli scorsi anni (“Decalogo della Distribuzione Alimentare per promuovere sani stili di vita nella lotta all’obesità”, Carta dei Servizi per la Salute dei cittadini”, sottoscrizione della “Strategia globale su dieta, attività fisica e salute” dell’ OMS) ha annunciato l’adesione al Protocollo d’intesa sottoscritto dal Ministero della Salute, con Confcommercio e altre associazioni della filiera alimentare, per l’attuazione del programma interministeriale “GUADAGNARE SALUTE – RENDERE FACILI LE SCELTE SALUTARI”. A livello locale diverse istituzioni, quali la Regione Lombardia, la Regione Emilia Romagna unitamente alla Provincia di Cesena e Forlì, la Provincia di Roma, le Aziende ASL di Modena e del Veneto hanno richiestola collaborazione di CONFIDA nell’ambito di progetti sperimentali finalizzati a rendere disponibile al consumo un gamma di alimenti più ampia, senza prendere le distanze dai prodotti più tradizionali del vending. L’obiettivo è quello di distribuire automaticamente un’ampia e bilanciata gamma di tutte le tipologie di alimenti, in linea con le richieste provenienti dal mercato. Per citare alcuni casi: “Ogni giorno scegli la salute” Ausl di Modena, “Nutrivending – Distribuzione Automatica di Alimenti e Promozione della Salute” Regione Veneto, "Ortocircuito – più frutta e più verdura"Regione Lombardia, “Argentovivo: la distribuzione automatica mette al centro la salute” Provincia di Parma, "Frutta Snack MelaMangio con gusto" Provincia Forlì-Cesena.
“Tutti gli alimenti sono “salutari” se vengono utilizzati nelle giuste quantità o meglio se si sa scegliere la “porzione” adatta e/o compatibile con il benessere. – ha dichiarato il Professor Carlo Cannella, Presidente INRAN – Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione –Altrimenti, se mangiamo troppo, anche l’alimento più salubre diventa causa di soprappeso e obesità. Ecco perché nella piramide dello stile di vita italiano (www.piramidealimentare.it) vengono indicate le “quantità benessere” di cibo e di attività fisica. Nella selezione degli alimenti da offrire nel distributore automatico (DA) bisogna tener conto di queste considerazioni per consentire al consumatore di soddisfare la sua necessità di un consumo di cibo dettato dalle esigenze più varie: dal crampo di fame, alla gratificazione del consumo d’impulso. Il DA in effetti consente la fornitura di bevande calde e fredde e di porzioni di cibo senza limiti di orario e può essere posizionato in prossimità dei luoghi ove se ne registra la necessità di consumo. Il DA è perciò un’apparecchiatura ormai necessaria che non soddisfa solo la fornitura di cibo e/o bevande ma che svolge anche una funzione sociale, oltre a garantire una elevata sicurezza d’uso e di servizio per la completa automazione del processo di conservazione e di distribuzione.”
Un appello alle pubbliche amministrazioni
Ad oggi il parametro che condiziona maggiormente il rapporto tra gli enti pubblici e la distribuzione automatica è la gara d’appalto. La Pubblica Amministrazione per installare un servizio di DA deve ricorrere alla gara d’appalto. Questo spesso però genera gare al ribasso focalizzate sui prezzi che non sempre rispettano i requisiti minimi in termini di standard qualitativi. Il valore aggiunto della DA risiede proprio nell’offerta di un servizio di qualità. Si tratta di una modalità pericolosa che può andare a discapito della salute dei cittadini e, purtroppo, anche dell’immagine dell’intero settore.
I capitolati d’appalto, uno dei risultati evidenti della carta dei servizi
I distributori automatici fanno ormai parte del costume sociale del nostro Paese sia per la capillarità della loro diffusione, sia per la molteplicità delle situazioni d’uso. L’elaborazione delle linee di indirizzo per i capitolati d’appalto nel settore del Vending si è inserita all’interno di un percorso di promozione della salute ben più ampio e risponde perfettamente alle linee guida delineate nel Piano Sanitario Nazionale 2006-2008, nel Piano Nazionale della Prevenzione 2005-2007 e nei relativi Piani Regionali. La stesura delle Linee di indirizzo per i capitolati d’appalto nel settore della Distribuzione Automatica ha voluto essere uno strumento che permette di valutare in modo trasparente l’acquisizione del servizio di vending in qualsiasi esercizio pubblico e privato, in termini di bilancio complessivo, includendo cioè nel “contratto” anche aspetti sociali, nutrizionali e l’utilizzo di energie riconvertibili. Nel documento redatto, l’anno scorso, si sottolinea come sia possibile contribuire alla promozione di valori ormai primari della nostra società, quali l’attenzione al rapporto alimentazione-salute, alla valorizzazione delle produzioni alimentari locali e alla tutela dell’ambiente. Attraverso questo documento si attesta il distributore come mezzo di promozione della salute, consentendo l’accessibilità a prodotti freschi, provenienti da agricoltura biologica, anche di origine locale. In tal modo è anche possibile tutelare l’ambiente, assicurando distanze più brevi tra il luogo di produzione e quello di consumo, riducendo l’inquinamento e aumentando la sostenibilità del servizio.
Scopo principale del documento sui capitolati è quello di favorire la diffusione di una cultura della prevenzione e della promozione della salute e di corretti stili di vita. Si tratta di una proposta che si rivolge alle Pubbliche Amministrazioni, per superare le logiche di un beneficio economico immediato e per dotarsi di uno strumento che definisca i termini dei bandi di gara, che dovranno essere adattati alle esigenze delle singole realtà. Rispondere ad un bisogno sociale, garantendo la salute del cittadino, la tutela dell’ambiente e lo sviluppo verso l’eccellenza nella qualità del settore.
Curiosità storica
I primi 10 distributori automatici sono stati installati a Milano nel 1946 per la vendita della Coca Cola, la bibita “sbarcata” in Italia insieme ai marines l’anno precedente. Alcuni imprenditori italiani si appassionarono immediatamente alla novità e iniziarono la produzione di gettoniere e di veri e propri distributori automatici “made in Italy”. Nel 1961 viene prodotto il primo distributore completamente italiano e l’anno successivo la Faema, già sinonimo nei bar di caffè espresso, decide di entrare nel mercato. La rivoluzione in Italia avviene proprio grazie a questa azienda che immette sul mercato una macchina per la somministrazione di caffé espresso. In un Paese che stava vivendo un periodo di crescita e di euforia queste aziende pioniere e le imprese di gestione sempre più numerose inventano e diffondono in Italia un nuovo stile di consumo, il concetto di “pausa che ristora”.
I NUMERI DI VENDITALIA 2008
269 espositori, di cui il 14% stranieri provenienti da 14 paesi diversi, di cui 5 extra europei, 20.000 metri quadrati di esposizione, attesi oltre 10.000 visitatori sono i numeri che confermano VENDITALIA 2008 essere la fiera internazionale di maggior prestigio per il Settore. Quest’anno l’internazionalità di VENDITALIA è sottolineata anche dalla presenza, all’ingresso della fiera, di un punto di accoglienza per i visitatori internazionali, gestito dalle Associazioni Europea (EVA) e Mondiale (WVA).
In Sicilia sono 90.000 i distributori automatici, 250 le aziende di gestione e 1.000 le persone impiegate nel settore. Per continuare a garantire la qualità del servizio è fondamentale fare fronte comune a livello imprenditoriale e istituzionale per il rispetto delle regole e della qualità.
IL NEW YORK TIMES HA PUBBLICATO UN ARTICOLO SUL SETTORE LO SCORSO 14 MARZO
Un convegno a Palermo mette a confronto rappresentanti del Vending con le Istituzioni locali.
A livello nazionale hanno superato abbondantemente i 6 miliardi le consumazioni ai distributori automatici. Con oltre 2 milioni di macchine installate in Italia, una ogni 29 abitanti, il settore fattura oltre 2,7 miliardi di Euro e impiega 34.000 addetti.
Palermo, 19 marzo 2009 – Sono 20 milioni le persone che ogni anno in Italia si avvalgono di un distributore automatico, circa un milione solo in Sicilia. Confida – Associazione Italiana della Distribuzione Automatica scende in campo per chiedere il sostegno di Enti e Istituzioni per difendere la qualità e la sicurezza alimentare. Il rischio è che il mancato rispetto delle regole da parte di pochi operatori con scarsa professionalità leda l’immagine di un settore che mette in campo un grande impegno per la qualità del servizio. Non è un caso, infatti, il successo crescente e la leadership italiana nel mondo testimoniata addirittura da un articolo pubblicato lo scorso 14 marzo dal New York Times.
Non vogliamo assolutamente fare dichiarazioni di principio, ma assumere concrete responsabilità. – ha dichiarato Gandolfo Mogavero, Delegato regionale di CONFIDA – Associazione Italiana Distribuzione Automatica – Crediamo fermamente nella strada della qualità e con l’evento di oggi ci sentiamo di prendere un impegno nei confronti della collettività, chiamando a consesso tutte le principali istituzioni impegnate a difesa della salute e della sicurezza del cittadino. Crediamo che la competizione sana, soprattutto in campo alimentare, non possa giocarsi al ribasso sui prezzi, ma piuttosto al rilancio sulla qualità. È da evitare accuratamente il rischio di un’insana competizione che agisca solo sull’abbattimento dei prezzi a scapito della sicurezza. I danni che ne deriverebbero sarebbero gravissimi e riguarderebbero non solo il settore, ma anche e soprattutto la salute pubblica. Tanto più gravi perché minerebbero alla base l’esistenza di un settore che cresce nonostante la crisi. A livello nazionale il Vending vale 2,7 miliardi di Euro e dà lavoro a 34.000 persone, mille solo nella nostra Regione. La nostra associazione, che rappresenta circa l’80% del mercato, ha sottoscritto la Carta dei Servizi e questo documento dovrebbe essere richiesto e reso obbligatorio nei capitolati d’appalto, pena l’esclusione dalle gare. Solo in questo modo sarà possibile garantire la salute e la sicurezza del cittadino. Siamo certi che a vincere sarà la sana competizione imprenditoriale e il rispetto delle regole. Non si rischi di far di tutta l’erba un fascio, ma si lavori insieme. Ne va della salute di noi tutti e dei nostri concittadini.”
L’IMPEGNO SULLA QUALITÀ
Siamo lontani anni luce dall’immagine, di fantozziana memoria, della macchinetta mangiasoldi che si rifiuta di versare il caffè, da prendere a calci e da utilizzare solo se non se ne può proprio fare a meno. E il merito è sicuramente dell’impegno sulla qualità che il settore sta portando avanti da anni e dei considerevoli investimenti in ricerca e sviluppo di tutte le aziende che compongono la filiera del settore: dai produttori di macchine, alle aziende che producono alimenti e bevande agli stessi gestori che assicurano il rifornimento e il servizio.
I PREZZI
Il settore, sin dai suoi albori, ha svolto anche l’importante ruolo di calmiere dei prezzi, evitando che consumazioni, come ad esempio il caffè, raggiungessero livelli di costo addirittura superiori agli attuali. In uno scenario di generale incertezza economica e di tendenza verso la concentrazione dei consumi, l’offerta della distribuzione automatica mostra in tutta evidenza la sua forte valenza sociale, ponendosi al servizio di quanti lavorano, studiano e passano sempre più tempo fuori casa. Si registra, infatti, un forte aumento delle consumazioni che dal 2005 ad oggi sono aumentate del 10,37%, raggiungendo la quota di 6,3 miliardi di unità. Le imprese di gestione del servizio di ristoro mediante distributori automatici denunciano però il costante aumento di tutti i costi relativi al servizio sia in termini di costi del lavoro, materie prime, apparecchiature e compenti. Per mantenere e garantire al consumatore un livello di servizio d’eccellenza, ci si è visti costretti ad adeguare il listino prezzi ai continui aumenti dei costi. Una necessità che ci obbliga ad agire con urgenza per continuare la valorizzazione di un servizio che reputiamo di fondamentale interesse sociale. Non aumentavamo i prezzi da tempo e non l’avevamo fatto neppure, caso più unico che raro, in occasione del passaggio della lira all’Euro quando il nostro settore sostenne tutti i costi del rinnovamento del parco macchine in occasione di questa trasformazione monetaria. Non solo, abbiamo anche collaborato con le Istituzioni finanziarie e con la Zecca dello Stato nell’immane lavoro di sostituzione delle monete in circolazione senza far gravare questo immane sforzo sui consumatori.
LA LEADERSHIP ITALIANA
Ricordiamo anche la leadership italiana del settore nel mondo, il 70% delle macchine prodotto in Italia è destinato a mercati stranieri. Un successo dovuto alla professionalità che la filiera ha dimostrato a tutti i livelli. Siamo di fronte a un settore che in silenzio è riuscito a costruire una leadership mondiale, siamo di fronte ad un settore che, lontano dalla ribalta, si è concentrato sulla qualità. Con grande umiltà il Vending italiano ha investito, infatti, sulla qualità del servizio e sull’attenzione alle esigenze del consumatore.
“Possiamo affermare con orgoglio – ha concluso Mogavero – che il nostro settore è considerato un esempio per i colleghi stranieri. Insomma il concetto del Made in Italy, tanto di cronaca in questo periodo, è veicolabile anche attraverso il nostro settore, attraverso la diffusione delle nostre macchine in ogni angolo del globo, attraverso i nostri alimenti, caffè in primis, che esportiamo “automaticamente” in tutto il mondo. Lo dimostra il fatto che la più grande fiera internazionale del settore, VENDITALIA, si svolga proprio in Italia. Abituati a sentir parlare di primati negativi del nostro Paese, dovremmo sottolineare al massimo questa interessante eccezione e valorizzare il settore piuttosto che minarlo.”
IL TREND DEI CONSUMI FUORI CASA
Nonostante i consumi degli italiani risultino essere in calo, quelli relativi alla ristorazione fuori casa vanno in controtendenza, facendo registrare, secondo Fipe – Federazione Italiana Pubblici Esercizi, un aumento +22,6% nel periodo 1997/2007. Il motivo è da ricercare nel cambiamento delle abitudini alimentari che vedono sempre più gli italiani consumare i pasti fuori dall’ambiente domestico. È in linea con questa tendenza anche il Vending che si integra perfettamente con l’offerta dei canali di ristorazione tradizionali. I cambiamenti in corso riguardano per esempio i nuovi alimenti freschi che sempre di più, anche grazie all’impegno dell’Associazione, si stanno diffondendo in questo canale. Sono in studio anche alimenti da distribuire automaticamente rivolti alla popolazione straniera ed extracomunitaria che sempre di più vive e lavora nel nostro Paese. Dal grandangolo della distribuzione automatica si fotografa un’Italia sempre più attenta alla propria alimentazione, sempre più sensibile verso i contenuti nutrizionali dei prodotti, sempre più aperta verso proposte alimentari in linea con la salute.
LA CARTA DEI SERVIZI
CONFIDA, già nel maggio del 2005, con la presentazione della Carta dei Servizi, aveva mosso il primo passo per creare una regolamentazione a tutela del consumatore. Tale documento contiene infatti i principi fondamentali del servizio della distribuzione automatica e le garanzie offerte a chi ne fruisce. Concretamente sono stati sviluppati una guida operativa e un manuale della modulistica, in cui vengono indicate in modo analitico le regole che l’impresa che opera nel settore della distribuzione automatica deve rispettare per migliorare gli standard qualitativi del servizio fornito.
FERMO IL FATTURATO, MA SONO 1.000 I POSTI DI LAVORO CREATI NELL'ULTIMO ANNO, 5.000 DAL 2005 AD OGGI
Cresce il numero di distributori automatici installati (+8,42%), ma il numero delle consumazioni (+0,50%) e il fatturato (-0,33%) rimangono stabili.
La diffusione dei distributori si conferma strategica in uffici e aziende (90,4%).
Il Presidente di Confida Vincenzo Scrigna si dichiara soddisfatto, ma sprona le aziende associate a continuare a investire nella qualificazione del settore e delle sue persone, approfittando proprio di questo momento di difficoltà.
Confermata leadership mondiale nella produzione di macchine.
Roma, 03 aprile 2009 – Il Vending è un’ottima cartina di tornasole della salute delle nostre aziende, essendo presente per oltre il 90% negli uffici, la crisi del settore industriale si ripercuote immediatamente sui consumi alla macchinetta e i 510.000 posti a rischio denunciati da Confindustria significheranno 510.000 erogazioni in meno al giorno. Qui sta la sfida. Lo scorso anno la compensazione c’è stata, a fronte di una riduzione del numero di consumatori a causa della diminuzione delle persone occupate, si è verificato un aumento del consumo pro-capite, anche grazie al miglioramento della qualità e della varietà dei prodotti distribuiti automaticamente. Due sono gli obiettivi prioritari che Confida si pone in questo momento: da un lato, come nell’immediato difendere il valore del Settore dagli effetti della crisi e, dall’altro, come trasformare la “criticità” in una “opportunità” per riposizionare il Vending in una prospettiva più strategica.
“Oggi si portano a casa i risultati del lungo e umile percorso di valorizzazione iniziato nel 2005 con la presentazione proprio qui a Roma della carta dei servizi. – ha commentato Vincenzo Scrigna, Presidente Confida – Associazione Italiana Distribuzione Automatica –Se a fronte della crisi, il settore ha tenuto, il merito è proprio dell’investimento costante sulla qualità. Quando ci sono meno soldi il consumatore è costretto a fare rinunce e opera delle scelte di sostituzione. Ad oggi il nostro settore esce vittorioso da questi confronti tra canali. La strada della qualificazione del settore sta portando i suoi frutti e il dato della tenuta del fatturato in un momento di profonda crisi, va letto come un monito ulteriore verso l’importanza dell’innovazione. Se il settore non avesse creduto nell’innovazione sin dalla nascita, oggi non avrebbe una leadership mondiale (confermata, anche in questo periodo di congiuntura mondiale negativa). Ricordiamo la lezione del Professor Vincenzo Perrone, Prorettore alla Ricerca dell’Università Bocconi: “Innovazione fa rima con insoddisfazione.” È sempre importante tenere viva la tensione creativa e lo è ancora di più quando è più difficile farlo, quando ad esempio ci troviamo all’apice del successo. Noi l’abbiamo fatto. All’apice del successo non ci siamo seduti sugli allori, ma abbiamo deciso di continuare a investire sulla qualità. Qui sta il cuore dei dati presentati oggi. La nostra storia è costantemente corredata da visioni sul futuro. La sfida deve essere quella di mantenere la tensione creativa che abbiamo dimostrato fin dagli albori anche nel nuovo scenario internazionale che è fatto di profonda crisi, turbolenze nei prezzi, di forte spinta verso la globalizzazione e di concorrenza molto serrata e non sempre leale. Dovremmo continuare a essere pionieri come lo sono stati i nostri predecessori che sono stati in grado di vedere di fronte ad una prima rudimentale macchinetta di bibite fredde, sbarcata in Italia con i marines, una possibile torrefazione automatica di caffè in grado di esportare il genio italiano nel mondo. Questa è la tensione che dobbiamo mantenere anche dopo aver sperimentato il successo, tanto più in una situazione difficile come quella di oggi.”
I dati principali che emergono dallo studio 2008 sul Vending in Italia Confida evidenziano la crescita della diffusione dei distributori automatici (+8,42%) che passano da 2.103.000 unità del 2007 a 2.280.000 del 2008. Cresce, anche se di mezzo punto percentuale (0,5%), il numero totale di consumazioni che sale da 6.309.000.000 a 6.340.000.000. In lieve flessione ma di fatto stabile il fatturato: da 2.723,6 a 2.714,7 milioni di euro (-0,33%).
Diffusione e tipologia di luoghi
I distributori automatici si confermano maggiormente diffusi nei luoghi chiusi e in particolare in uffici e aziende (90,4%, contro il 90,1% del 2007). Stabili i luoghi aperti al pubblico come metrò e stazioni (0,5%). Enti pubblici (ospedali e ministeri) e scuole-università toccano rispettivamente una quota del 3,9% e 5,2%.
Ripartizione parco macchine
L’aumento della diffusione si registra in tutti i settori (Ocs, Vending-Free Standing e Vending-Table Top) con una crescita più consistente nell’Ocs (da 1.500.000 a 1.635.000 unità, pari al +9,00%), seguita dal Table Top (+6,43%, da 158.000 a 168.000) e dal Free Standing (+2,89%, da 173.000 a 177.000).
Ripartizione delle consumazioni
Le bevande calde hanno raggiunto un numero di consumazioni pari a 4.420.303.000, pari a un fatturato di 1.386.276.232 euro. Il caffè in grani supera la metà del consumo (55,20%) seguito da caffè porzionato (26,50%), altre bevande (15,30%) e caffè solubile (3,00%).
Nelle bevande fredde (1.050.000.000 prodotti e 378.000.000 di euro di fatturato) l’acqua è ovviamente il prodotto più venduto con una quota del 58,70% a cui seguono lattine (29,90%), succhi di frutta (6,30%) e bevande PET (5,10%).
Negli snack monoporzione la battaglia tra dolce e salato va al primo: 41,40% contro 40,05%. Al dolce si aggiunge il solo cioccolato con un 10,80% e poi prodotti freschi (7,30%), gelati (0,30%), surgelati (0,10%) e prodotti non alimentari (0,05%). La quantità di snack venduti nel 2008 tocca gli 870.000.000 con un fatturato di 330.600.000 di euro.
Addetti e parco macchine
I dati relativi agli addetti nel settore e del parco macchine operanti hanno fatto registrare ancora una volta un trend positivo: gli addetti sono passati da 34.000 a 35.000, mentre il parco macchine è cresciuto da 17.000 a 18.000 unità.
LA LEADERSHIP ITALIANA
Ricordiamo anche la leadership italiana del settore nel mondo, il 70% delle macchine prodotto in Italia è destinato a mercati stranieri. Un successo dovuto alla professionalità che la filiera ha dimostrato a tutti i livelli. Siamo di fronte a un settore che in silenzio è riuscito a costruire una leadership mondiale, siamo di fronte ad un settore che, lontano dalla ribalta, si è concentrato sulla qualità. Con grande umiltà il Vending italiano ha investito, infatti, sulla qualità del servizio e sull’attenzione alle esigenze del consumatore.
IL TREND DEI CONSUMI FUORI CASA
Nonostante i consumi degli italiani risultino essere in calo, quelli relativi alla ristorazione fuori casa vanno in controtendenza, facendo registrare, secondo Fipe – Federazione Italiana Pubblici Esercizi, un aumento +22,6% nel periodo 1997/2007. Il motivo è da ricercare nel cambiamento delle abitudini alimentari che vedono sempre più gli italiani consumare i pasti fuori dall’ambiente domestico. È in linea con questa tendenza anche il Vending che si integra perfettamente con l’offerta dei canali di ristorazione tradizionali. I cambiamenti in corso riguardano per esempio i nuovi alimenti freschi che sempre di più, anche grazie all’impegno dell’Associazione, si stanno diffondendo in questo canale. Sono in studio anche alimenti da distribuire automaticamente rivolti alla popolazione straniera ed extracomunitaria che sempre di più vive e lavora nel nostro Paese. Dal grandangolo della distribuzione automatica si fotografa un’Italia sempre più attenta alla propria alimentazione, sempre più sensibile verso i contenuti nutrizionali dei prodotti, sempre più aperta verso proposte alimentari in linea con la salute.
LA CARTA DEI SERVIZI
CONFIDA, già nel maggio del 2005, con la presentazione della Carta dei Servizi, aveva mosso il primo passo per creare una regolamentazione a tutela del consumatore. Tale documento contiene infatti i principi fondamentali del servizio della distribuzione automatica e le garanzie offerte a chi ne fruisce. Concretamente sono stati sviluppati una guida operativa e un manuale della modulistica, in cui vengono indicate in modo analitico le regole che l’impresa che opera nel settore della distribuzione automatica deve rispettare per migliorare gli standard qualitativi del servizio fornito.
I NUMERI DI VENDITALIA 2008 E APPUNTAMENTO AL 2010
270 espositori provenienti da 14 paesi nel mondo, 20.000 metri quadrati di esposizione, 14.000 visitatori, una crescita del 25,3% rispetto all’edizione precedente, circa 60 testate giornalistiche accreditate, di cui 10 straniere. Questi i numeri dell’edizione del 2008, il prossimo appuntamento sarà dal 28 aprile al 1 maggio 2010
Oltre il 40% degli italiani negli ultimi sei mesi hanno utilizzato distributori automatici di alimenti e bevande. Sono un quarto gli utilizzatori che ne fanno un uso quotidiano.
PAUSA CAFFÈ, RITO QUOTIDIANO
DISTRIBUZIONE AUTOMATICA: UN FENOMENO SEMPRE PIÙ DIFFUSO E SOCIALE
L’indagine del CENSIS per Confida e Venditalia rivela che un quarto della popolazione ha ridotto i consumi alimentari o variato le abitudini a seguito della crisi, ma solo il 6,8% ha ridotto i propri acquisti dal distributore automatico.
Milano, 6 novembre 2009 – È stata presentata oggi una ricerca condotta da CENSIS per CONFIDA – Associazione Italiana della Distribuzione Automatica e Venditalia, la principale fiera mondiale del settore che si svolgerà a Milano dal 28 aprile al 1 maggio 2010. Un evento che chiuderà i battenti proprio nel giorno della Festa dei lavoratori, a significare il legame indissolubile fra macchine e luoghi di lavoro, anche in virtù della diffusione, prevalente soprattutto negli uffici, dove si localizza il 41% degli utilizzatori.
Distributori che sono stati oggetto di richiesta sindacale nello Statuto dei Lavoratori e che fanno ormai parte integrante della nostra vita e del nostro panorama quotidiano, fino ad essere diventati quasi trasparenti ai nostri occhi. Fenomeno questo riservato solo agli oggetti talmente comuni da perdere in un certo senso di identità. Al punto che l’indagine del CENSIS rivela che è molto poco noto il volto di chi si cela dietro ai distributori automatici: l’82% degli utilizzatori ignora, infatti, il nome dell’azienda che eroga il servizio e l’87,6% non ha idea dei passaggi organizzativi e della filiera di cui si compone il comparto.
"E' quello della distribuzione automatica di alimenti e bevande un settore che più di altri è stato capace di rispondere ai cambiamenti dettati dai nuovi stili di vita, dall'organizzazione del lavoro, dal trascorrere fuori casa molto più tempo rispetto al passato. – Ha dichiarato Carlo Sangalli, Presidente di Confcommercio – Un comparto di particolare importanza e rilievo per l'economia nazionale, il vostro, che ha nell'innovazione e nella qualità dei prodotti i propri punti di forza. E anche in un periodo particolarmente difficile per l'economia la distribuzione automatica di alimenti e bevande ha saputo tenere e ha assorbito meglio di altri comparti l'onda d'urto della crisi."
Sono almeno 15 milioni le persone che si avvicinano occasionalmente o con una cadenza regolare alla distribuzione automatica. In particolare, negli ultimi 6 mesi, secondo l’indagine CENSIS, ben il 42% della popolazione italiana tra i 18 e i 64 anni ha acquistato alimenti e bevande automaticamente e addirittura un quarto degli utilizzatori ne fa un uso quotidiano. Ma l’indagine si è posta anche l’obiettivo di dare voce e sostanza alle cosiddette “macchinette” della distribuzione automatica, termine che va certamente inteso come vezzeggiativo e non certo come diminutivo o peggio dispregiativo. Sembra ormai alle spalle lo stereotipo della “macchinetta mangiasoldi” da prendere a calci, poiché, al contrario, si rileva che gli italiani valutano positivamente questo canale, apprezzandolo in primis per l’apertura 24 ore su 24, per 365 giorni all’anno (un punto di forza per l’87,3% degli utilizzatori), in secondo luogo per la pulizia e l’igiene (81,9%), poi per la qualità dei prodotti (76,8%), i tempi di erogazione (75,9%), la reperibilità nei luoghi frequentati abitualmente (75,4%), la varietà della scelta (73,9%), i sistemi di pagamento (72,2%), il non doversi relazionare con un commesso (64%) e, infine, la dimensione delle porzioni (59,7%).
Peraltro, la porzione di quanti non vi ricorrono (il 58%) motiva la scelta con il fatto che semplicemente non è capitato di fruirne (per il 42,8% dei casi), con la preferenza per altri canali distributivi nel 31,6% dei casi, o perché non trova le macchinette nei luoghi frequentati (31,5%). La preclusione verso il canale si ha per il 28,2% dei non utilizzatori, che dichiara di non essere attratto dal distributore, dal 16,6% che ritiene di non trovare prodotti di interesse o di non fidarsi della qualità nel 10,9% dei casi. I timori da stereotipo riguardano una minima parte degli utilizzatori, che non li ritiene igienici nel 2,7% dei casi o che teme trattengano i soldi senza erogare il prodotto nell’1,5% dei casi.
Proprio sul tasto della qualità battono i clienti fedeli utilizzatori delle macchinette: per il 77% è di interesse che vi sia un bollino che certifichi la qualità del prodotto offerto.
Per quanto riguarda la frequenza d’uso, ne fa un utilizzo quotidiano il 25,3% degli utilizzatori, vi ricorre occasionalmente il 59,3% e nell’ordine delle 2 o 3 vote alla settimana il 15,4%. Il 41% degli utilizzatori vi ricorre sui luoghi di lavoro, il 31% nei luoghi di attesa, il 18,9% in quelli di studio, il 12,2% in quelli di transito, il 9,2% nei centri commerciali e il 5,6% nei luoghi dedicati allo svago. E il giudizio di soddisfazione delle macchinette per la pausa caffé nei luoghi di lavoro è positivo per il 54,9% degli utilizzatori, più cauto il 21%, giudizio negativo per l’1% (solo il 22,9% non ha la disponibilità di distributori nel posto di lavoro).
L’analisi condotta dal CENSIS ha rilevato anche le positività connesse ai distributori nei luoghi di lavoro. Per il 32% contribuisce a creare un clima di lavoro più sereno e cordiale fra i colleghi, per 28,5% permette di acquistare prodotti a prezzi contenuti, per il 25,3% è sintomo di attenzione alle esigenze dei dipendenti da parte della direzione dell’ufficio, per il 14,2% è la varietà di scelta dei nuovi distributori l’asset da sottolineare.
“Una delle grandi doti tipiche di questo mercato – ha dichiarato Giuseppe De Rita, presidente della Fondazione Censis – è la sua incredibile capacità sociale. Spesso l’area della macchinetta diventa il fulcro di conversazioni e attimi di pausa da passare in compagnia; e questo dovrà essere anche uno degli obiettivi da sviluppare per uscire vincitori da questo periodo. L’altro pregio da riconoscere al vending è insito nella sua struttura organizzativa: essenzialmente orizzontale. Non è un “capo” al vertice, un sistema piramidale. Nel vasto mosaico del vending vediamo un continuo incastro di responsabilità e di forze che, nell’insieme, creano il potere di tutto un settore. La struttura orizzontale è la grande forza di questo mondo”
Per quanto attiene l’impulso all’acquisto di prodotti dalle macchinette è “la voglia di un caffè” che regola la scelta per il 43,1% dei consumatori, seguita dal “saziare velocemente fame o sete” per il 31,4%. L’assenza di alternative vale per il 17,7% del campione, il risparmio insieme alla qualità della referenza è segnalato dall’11,4%, mentre “l’occasione per socializzare con amici e colleghi” dal 7,7%.
Se si osservano poi quanti consumano fuori casa pasti e bevande – e si tratta del 67% del campione – si trova che la spesa media sostenuta quotidianamente è di 5,27 euro, mentre per l’acquisto presso distributori automatici si spendono mediamente 0,72 centesimi. Al punto che un lieve innalzamento dei prezzi per il 41% è ininfluente nella scelta, mentre per il 21,5% un aumento è accettabile solo a fronte di prodotti di migliore qualità o per il 9,6% di una maggiore varietà nell’offerta. I prezzi sono, invece, valutati fin troppo elevati dal rimanente 27,9% del campione. Da segnalare, inoltre, che la quota di utenti che a causa della crisi ha ridotto i propri acquisti presso i distributori automatici è del 6,8% sul totale degli utilizzatori.
“Noi crediamo fermamente nell’importanza del lavoro e nel rispetto dei nostri clienti – ha affermato Vincenzo Scrigna, Presidente di Confida. Entrando nelle loro case, nei loro uffici, ma anche nelle scuole, negli ospedali, nelle palestre, nelle sale d’aspetto, dobbiamo presentarci preparati, attenti, veloci, ma essere in un certo senso trasparenti rispetto a quanto accade. Non ascoltiamo i discorsi, ma siamo al contrario assolutamente attenti alle esigenze dei consumatori. Leggiamo i loro gusti dalle loro consumazioni e cerchiamo immediatamente di adeguare l’offerta con l’obiettivo di fondo di dedicare più tempo alle persone e sempre meno alla macchina, sempre meno all’automezzo. I nostri valori sono riassunti nella carta dei servizi, un’importante assunzione di responsabilità nei confronti della collettività, che abbiamo sottoscritto e presentato nel 2005. Oggi i nostri sforzi vanno verso l’obiettivo di far privilegiare il gestore che aderisce a questo progetto. Stiamo facendo una capillare opera di sensibilizzazione in tal senso sia per aumentare il numero di operatori che la fanno propria sia per portare i clienti ad esigerla. Ne va della loro salute, ma talvolta le logiche del prezzo vincono e addirittura compromettono quelle della qualità. Per questa ragione – ha concluso Vincenzo Scrigna – un successo del settore è dato dall’Ingresso di Confida nel Tavolo di Lavoro Tecnico per la definizione di un “codice etico per la commercializzazione di alimenti per l’infanzia” istituito dal Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali.”
Come si è visto, è il caffè il prodotto che stimola maggiormente all’acquisto. Ma l’indagine del CENSIS rivela anche quali altri prodotti “meno convenzionali” sarebbero graditi e consumati regolarmente dagli italiani se fossero resi disponibili: caffè al ginseng e d’orzo (per il 18,7% degli utilizzatori abituali della distribuzione automatica), yogurt (12,1%), frutta o verdura (10,9%), prodotti a basso contenuto calorico (10,2%), prodotti del commercio equo e solidale (7,8%), prodotti biologici (7,6%), prodotti tipici regionali (6,2%) e infine piatti pronti (4,7%).
Molto buona la valutazione in termini generali e complessivi sui distributori utilizzati. In una valutazione da 1 a 5, hanno voto ottimale la praticità (4,51), l’accessibilità e il posizionamento (4,25), la pulizia e l’igiene (4,08). Nessun fattore critico di successo ha valutazioni inferiori al 3. Il voto più basso è assegnato al design e all’aspetto estetico con un 3,81. Da segnalare il voto di 3,94 per il prezzo di vendita competitivo, 3,95 per la varietà e l’assortimento, 3,93 per la qualità dei prodotti e 3,91 per la funzionalità.
In termini di possibili sviluppi strategici, i consumatori utilizzatori segnalano alcuni indirizzi: per il 41,7% una variabile critica di successo è rappresentata dal proporre una maggiore qualità e varietà dei prodotti, il 20,3% apprezzerebbe un ambiente più confortevole dove consumare, il 17,5% auspica una maggiore diffusione dei distributori, il 10,6% sollecita migliori performance di efficienza, l’8,1% soluzioni di pagamento innovative, infine il 5,2% macchine più belle e semplici da usare.
“In anni passati, il grande vantaggio era costituito dal fatto che il terreno era del tutto fertile – ha dichiarato Marco Monaco, Presidente di Venditalia – Mi vengono in mente gli scenari delle sconfinate praterie americane di un paio di secoli fa: quando arrivavano le carovane dei pionieri si trovavano davanti a un vero e proprio paradiso. Nella distribuzione automatica è avvenuto qualcosa di analogo. Nel mercato di allora (anni ’70) ogni tipo di capacità veniva premiata con relativa facilità. Una situazione di straordinarie potenzialità, che ha consentito al settore di crescere per lungo tempo con numeri a due cifre. Ricordo una battuta che mi faceva spesso un gestore che conoscevo. Diceva: ‘ Quando arrivavamo nelle aziende con il nostro furgone ci facevano un applauso’. Di fatto veniva risolto un oggettivo problema. Pensiamo solo alle imprese che hanno la propria sede nelle periferie industriali di Torino o Milano: dove vanno a prendere una bibita o un caffè? Oggi il mercato è molto diverso e va verso la saturazione sui luoghi di lavoro, enormi sono le potenzialità sui luoghi aperti al pubblico.”