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CONFIDA: l’associazione del vending riconferma il Presidente Trapletti e il Comitato di Presidenza per il quadriennio 2022-26

L’imprenditore bergamasco resterà alla guida dell’Associazione Italiana Distribuzione Automatica per i prossimi quattro anni e sarà affiancato da un Comitato di Presidenza composto da Pio Lunel, Roberto Pellegrini, Stefano Piccinini, Ernesto Piloni e Roberto Pace.

Innovazione, digitalizzazione e sostenibilità i temi su cui il settore si concentrerà nel futuro

Durante l’Assemblea elettiva di CONFIDA, Associazione Italiana Distribuzione Automatica, Massimo Trapletti (Bianchi Industry) che ha guidato il settore durante i difficili anni della pandemia, è stato rieletto alla Presidenza per i prossimi quattro anni (2022- 2026) e durante il suo discorso, ha delineato i temi su cui la distribuzione automatica si concentrerà nel futuro: innovazione, transizione digitale e sostenibile. 

L’Assemblea di CONFIDA ha inoltre confermato tutto il Comitato di Presidenza per il prossimo quadriennio: il Presidente del Gruppo Imprese di Gestione Pio Lunel (Aesse Service), il Presidente del Gruppo Fabbricanti di Distributori Automatici e Accessori Roberto Pellegrini (Digisoft), il Presidente del Gruppo Prodotti Alimentari Stefano Piccinini (S.E.M.), il Presidente del Gruppo Servizi e Commercializzazione Ernesto Piloni (Vendomat) e il Presidente del Gruppo Giovani Roberto Pace (Gedac).

Questa riconferma – commenta Massimo Trapletti, Presidente di CONFIDA – arriva in un momento storico molto importante per il nostro settore. Gli ultimi quattro anni sono stati particolarmente difficili, il Covid, la crisi economica, la guerra e le difficoltà dovute alle nuove legislazioni su temi come la plastica monouso, hanno colpito e stanno avendo ancora forti ripercussioni sul nostro settore. Essere stato rieletto, insieme ai miei colleghi, è tuttavia la riprova che questa squadra ha lavorato e sta lavorando al meglio per il bene della distribuzione automatica ed è pronta ad affrontare le sfide del futuro per consolidare il ruolo dell’Italia come leader internazionale di questo comparto.

Alcune novità invece nel Consiglio Direttivo dell’Associazione di cui entrano a far parte: Luca Amoruso (Ada Vending), Massimo Ferrarini (Miami Ristoro), Simone Gibaldo (Ferrero, Vicepresidente Gruppo Prodotti Alimentari), Alessandro Mondini (N-And Italia) e Pierpaolo Turotti (Ovdamatic). Mentre vengono confermati anche per il quadriennio 2022-26:  Paolo Bernasconi (D.A.Em.), Mario Mattiazzo (Automatic Service), Bruno Mazzoleni (Sogedai, vicepresidente Gruppo Gestori), Danilo Paolini (Gedap), Renato Pavero (Sellmat), Fabio Quadrio (Ge.S.A.), Cesare Spinelli (Spinel Caffè), Mario Toniutti (Gruppo Illiria), Pantaleoni Tripaldi Bibi Service), Luca Alemanni (Evoca, Vicepresidente Gruppo Fabbricanti di Distributori Automatici), Marco Carazzato (Mds Electronics), Lorenzo Bassi (Flo), Davide Celin (Lavazza), Alessandro Fontana (Art&Works, vicepresidente Gruppo Servizi e Commercializzazione ).

“Nel corso dei prossimi quattro anni – ha spiegato il Presidente di CONFIDA Trapletti – oltre a portare avanti tutte le iniziative e progetti che hanno caratterizzato il passato quadriennio dovremo affrontare due cambiamenti epocali ossia la transizione digitale e la transizione sostenibile. Non sono solo le nostre sfide ma sono le sfide di tutto il mondo imprenditoriale”.

 Il settore del vending si sta muovendo già da tempo verso questi obiettivi. In particolare, per quanto riguarda la sostenibilità, CONFIDA ha creato “Vending Sostenibile” una piattaforma di progetti green a cui collaborano tutte le aziende associate; mentre sullo specifico tema del fine vita della plastica ha dato vita, insieme a Corepla e Unionplast, a RiVending, un progetto di economia circolare per la raccolta e il riciclo di bicchierini, palette e bottigliette in plastica dei distributori automatici. RiVending che conta ormai oltre 10.000 cestini installati in tutta Italia con cui vengono raccolte 450 tonnellate di plastica all’anno, sarà al centro di questo processo di transazione ecologica come anche l’attenzione al risparmio energetico delle vending machine, l’ampliamento dell’offerta alimentare, il riciclo dei “fondi del caffè” e delle capsule, e molto altro.

 

Per quanto riguarda la transizione digitale, la pandemia ha inoltre velocizzato il processo di transazione digitale nel settore incentivando il maggior utilizzo di pagamenti digitali, così come si stanno diffondendo schermi touch e  sistemi di telemetria che consentono la connessione da remoto della vending machine. Le sfide future del settore, infine, incrociano i grandi trend dell’innovazione tecnologica: dal 5G al cloud, dall’intelligenza artificiale alla robotica.

RiVending: il progetto di economia circolare, con obiettivo zero rifiuti arriva in università

L’iniziativa, nata a Parma nel 2019 e che conta oltre 10.000 cestini nei pressi dei distributori automatici di tutta Italia, verrà presentata in 10 atenei nazionali grazie alla partnership con #noncifermanessuno, il progetto di educazione alla sostenibilità di Luca Abete

 

RiVending, il progetto di economia circolare promosso da CONFIDA (Associazione Italiana Distribuzione Automatica), Corepla e Unionplast, dopo il successo e l’esperienza presso l’Università di Parma – città in cui l’iniziativa è nata nel 2019 – verrà presentato in 10 atenei italiani grazie alla partnership stretta con #NonCiFermaNessuno Italia TALK 2022, la campagna sociale nelle Università ideata da Luca Abete, lo storico inviato di Striscia la Notizia.

Durante le 10 tappe del tour, i valori dell’eco sostenibilità ambientale di #NonCiFermaNessuno verranno espressi attraverso l’innovativo progetto Rivending (ECO PARTNER dell’iniziativa), con l’obiettivo di sensibilizzare gli studenti al corretto smaltimento di bicchieri, palette e bottiglie in plastica prelavati dai distributori automatici di bevande. Lo scorso anno il progetto ha coinvolto oltre 16.000 studenti con riscontri positivi da parte dell’opinione pubblica, degli addetti ai lavori e dei media locali e nazionali. La collaborazione ha avuto il battesimo di due ministri: Fabiana Dadone, Ministro per le Politiche e Maria Cristina Messa, Ministro dell’Università e Ricerca.

Aderire all’ottava edizione del Digital Tour #NonCiFermaNessuno – ha commentato durante la conferenza stampa di lancio Ernesto Piloni, Presidente di Venditalia che gestisce il progetto RiVendingè stato del tutto naturale. Proseguire la collaborazione che COREPLA intratteneva con il Tour già da tre edizioni ci è sembrato infatti il modo migliore per dimostrare la nostra sintonia con una campagna sociale che mette al centro gli studenti italiani. RiVending pone grandissima attenzione all’educazione dei consumatori nella corretta gestione dei rifiuti e siamo orgogliosi di verificare quanto interesse le nuove generazioni stiano dimostrando nei confronti della tutela dell’ambiente, impegnandosi in prima persona”.

Grazie al Tour, RiVending farà tappa presso gli atenei di Torino (24 marzo), Reggio Calabria (31 marzo), Roma (5 aprile), Camerino (MC, 13 aprile), Milano (21 aprile), Firenze (27 aprile), Parma (3 maggio), Chieti-Pescara (5 maggio), Bari (10 maggio), Napoli (18 maggio).

Lo show in streaming, condotto dallo storico conduttore di “Striscia la Notizia”, con la partecipazione dei rettori, vedrà la presentazione di diverse opportunità riservate alla community, la proiezione di video e soprattutto, l’intervento diretto degli studenti che, durante ogni tappa, saranno chiamati a raccontare e a raccontarsi in un dibattito schietto, intenso e coinvolgente. La campagna sociale, inoltre, vanta il patrocinio della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (Crui).

Il claim di questa edizione è “Alla scoperta della Serendipità!”: un viaggio alla scoperta di un vocabolo poco usato ma dal grande valore simbolico, capace di ispirare e tracciare nuove consapevolezze e percorsi da seguire. 

 

18 marzo, Giornata Mondiale del Riciclo: sono già 10 mila i cestini RiVending per riciclare la plastica dei distributori automatici. Ogni anno gestite oltre 450 tonnellate di plastica

I cestini, installati in imprese, scuole, università e uffici pubblici, permettono la raccolta e il riciclo di bicchierini e palette di plastica, e bottigliette in PET erogate dai distributori automatici con l’obiettivo di dar loro nuova vita trasformandoli da rifiuti a risorse

 

In Italia sono già 10.000 i cestini RiVending installati vicino ai distributori automatici di imprese, scuole, università e uffici pubblici, con cui è possibile raccogliere e riciclare bicchierini e palette di plastica, e bottigliette in PET con l’obiettivo di trasformarli da rifiuti a risorse. Secondo quanto rilevato da Confida (Associazione Italiana Distribuzione Automatica), Corepla e UnionPlast in occasione della Giornata Mondiale del Riciclo, ogni cestino permette in media di raccogliere circa 1.250 bicchieri ogni mese. Questo significa che l’intero progetto è già in grado di gestire circa 150 milioni di bicchieri all’anno, pari ad oltre 450 tonnellate di polistirolo.

 

RiVending è un’iniziativa di economia circolare nata nel 2019: un ciclo virtuoso di recupero e riciclo in cui gli oggetti in plastica, prelevati dai distributori automatici, vengono trasformati per essere nuovamente utilizzati. A fianco del distributore automatico viene posizionato uno speciale contenitore nel quale gettare bicchieri e palette in plastica dopo l’uso. Tubi rigidi presenti al suo interno e collegati al coperchio accompagnano la caduta dei bicchieri favorendone l’impilamento uno dentro l’altro.

 

A partire dal 2020, il progetto si è allargato anche al recupero delle bottiglie in plastica. Per questa particolare tipologia di consumo risulta particolarmente importante mettere in campo sempre più progetti di recupero e riciclo, soprattutto educativi, al fine di raggiungere gli ambiziosi obiettivi che l’UE ha posto per i prossimi anni.

 

La Direttiva UE sulla Plastica Monouso infatti – commenta Ernesto Piloni, Presidente di Venditalia Servizi che gestisce il progetto RiVending – impone agli Stati membri di riciclare entro il 2025 almeno il 77% di bottiglie in PET che dovranno essere prodotte almeno per il 25% da PET riciclato. RiVending PET è, quindi, un progetto che darà il suo contributo al raggiungimento di questi ambiziosi traguardi di sostenibilità, coinvolgendo l’intero settore del vending italiano con l’obiettivo di creare un’efficiente economia circolare all’interno del comparto”.

 

Ad oggi ben 70 gestori vending hanno sottoscritto il disciplinare Rivending e anche diverse primarie aziende, molto attente ai temi della sostenibilità, hanno aderito al progetto, tra cui multinazionali della logistica, dei trasporti e dell’automotive. Entro la fine del 2022, inoltre, è previsto un ulteriore e deciso incremento del numero dei cestini su tutto il territorio nazionale.

 

La sostenibilità è diventata un argomento fondamentale per il vending, tanto che Venditalia, la principale fiera internazionale della distribuzione automatica in calendario dal 11 al 14 maggio 2022 presso Fieramilanocity, ha dedicato un’intera giornata a questa importante tematica. Sarà un’occasione unica per fare il punto su un valore che il settore ha fatto suo e che sta sviluppando attraverso comportamenti virtuosi di tutta la filiera.

ALLEGATI
Covid-19 – CONFIDA: “Ora stop allo smart working, sta uccidendo la distribuzione automatica (-31,5% a gennaio)”

Il Presidente di CONFIDA Massimo Trapletti chiede al Governo di revocare la circolare ministeriale del 5 gennaio consentendo ai lavoratori di tornare in azienda salvaguardando così il settore del commercio messo in ginocchio dal protrarsi dello smart working

 

C’è un “lato oscuro” dello smart working che ai più non è noto. Si tratta degli effetti che il cosiddetto “lavoro agile” sta avendo su molti settori del commercio. L’aumento repentino dei contagi da Covid a dicembre e la conseguente circolare del 5 gennaio dei Ministri Brunetta e Orlando che raccomandava “il massimo utilizzo della modalità di lavoro agile” ha infatti fatto crollare i consumi di molte imprese e tra queste quelle della distribuzione automatica di alimenti e bevande, settore in cui l’Italia è leader a livello internazionale con 800 mila vending machine installate, e gestite da oltre 3 mila aziende che danno lavoro a più di 30 mila persone.

A lanciare un grido d’allarme è l’associazione di categoria della distribuzione automatica, CONFIDA. “A gennaio gli operatori del vending registrano perdite del -31,55% – spiega Massimo Trapletti, Presidente di CONFIDA dovute principalmente alla ripresa dello smart working che ha svuotato aziende e pubbliche amministrazioni contribuendo al crollo verticale delle consumazioni. Le nostre aziende sono in grave difficoltà e difficilmente potranno resistere fino al 31 marzo, ossia alla fine dello stato di emergenza”.

Nella seconda parte del 2021, con i contagi prevalentemente sotto controllo, si era invece assistito ad una progressiva diminuzione del lavoro agile, come mostrano i dati dell’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano: a marzo 2021 gli smart worker in Italia erano 5,37 milioni (di cui 1,95 milioni nelle grandi imprese, 830mila nelle PMI, 1,15 milioni nelle microimprese e 1,44 milioni nella PA), a settembre 2021 erano scesi a 4,07 milioni.

Neanche gli aiuti di Stato, in particolare il Decreto Sostegni Ter, hanno aiutato le aziende della distribuzione automatica: i paletti troppo restrittivi del decreto che limita i ristori alle aziende sotto i 2 milioni di euro di fatturato taglia fuori la maggioranza degli operatori del settore.

“Nell’ottica dell’allentamento delle misure anti-Covid che sta pianificando il Governo, chiediamo di revocare la circolare del 5 gennaio promuovendo il rientro dei lavoratori in presenza sia nel settore pubblico sia in quello privato – conclude il presidente di CONFIDA – e in tal senso accogliamo positivamente le recenti dichiarazioni del Ministro Brunetta. Inoltre, occorre modificare il DL Sostegni Ter alzando la soglia di fatturato almeno a 10 milioni e le perdite minime al 20% in modo da far accedere agli aiuti tutte le aziende che in questo momento sono in difficoltà”.

Distribuzione automatica: nel 2020 perdita di fatturato di oltre il 31%. Il settore torna a crescere nei primi otto mesi del 2021, ma non basta

Durante gli Stati Generali del vending 2021, il Presidente di CONFIDA Massimo Trapletti porta sul tavolo delle istituzioni 4 proposte per superare la crisi e tornare a far crescere il settore: transizione ecologica, transizione digitale, modifica dei Criteri Ambientali Minimi e riforma delle concessioni

 

Nel 2020 la chiusura preventiva di scuole, uffici e pubbliche amministrazioni dovuta alla pandemia ha causato la perdita di oltre il 31% di fatturato del settore della distribuzione automatica (studio Ipsos per CONFIDA, Associazione Italiana Distribuzione Automatica) che ha chiuso l’anno con un fatturato di 1,6 miliardi di euro (tra mercato del vending e quello dell’ocs- caffè a capsule e cialde) per un totale di 4,4 miliardi di consumazioni in Italia. Tra gennaio e agosto 2021 si è assistito a una ripresa (+9,21%) rispetto allo stesso periodo del 2020. A trainare questa ripresa il caffè (+12,13%) e acqua (+10,88%) che si confermano i prodotti più consumati ai distributori automatici. Tuttavia, il settore è ancora lontano dalla situazione pre-pandemia e, rispetto allo stesso periodo del 2019, registra un -15,17%.

Nel contesto degli Stati Generali del Vending, tenutisi oggi a Roma presso la sede di Confcommercio, il Presidente di CONFIDA Massimo Trapletti ha posto sul tavolo delle istituzioni quattro proposte per far tornare a crescere il settore.  

Prima di tutto, sostenere le imprese del settore nella transizione ecologica “Ad oggi – spiega Massimo Trapletti, presidente di CONFIDA – la strategia è basata solo sui divieti, come quello della plastica monouso, ma per accompagnare le aziende nel cammino verso la sostenibilità occorrono incentivi e i 150 milioni di euro previsti nella Finanziaria 2022 sono del tutto insufficienti”. Così come serve sostenere le imprese nella transizione digitale favorendo un sistema di rottamazione dei distributori automatici che rilanci le tecnologie made in Italy del settore. L’associazione del Vending chiede anche di rivedere la proposta sui Criteri Ambientali Minimi (CAM), ossia le linee guida per il Green Procurement, in via di definizione presso Ministero per la Transizione Ecologia che, continua il Presidente di CONFIDA “se così applicati, stravolgerebbero tutti gli aspetti principali della distribuzione automatica nella Pubblica Amministrazione che rappresenta il 18% del fatturato del settore”. e Infine, nel contesto della riforma del Codice Appalti, si richiede di riformare le concessioni pubbliche, i cui canoni che sono arrivati al 60-70% del costo dell’intera concessione rendendo spesso i bandi antieconomici.

Il settore della distribuzione automatica – ha dichiarato Massimo Trapletti, Presidente di CONFIDAha risentito in maniera significativa delle restrizioni. I principali indicatori mostrano che il peggio è passato ma il settore non è ancora tornato ai livelli pre-covid. Attraverso queste quattro proposte, invitiamo il Governo a continuare a dialogare con la filiera per aiutarla a uscire definitivamente dalla crisi economica legata all’epidemia da Covid-19 e a far tornare a crescere un settore che è leader a livello internazionale.

L’Italia infatti ha la più ampia rete distributiva alimentare automatica d’Europa con oltre 802 mila vending machine installate, seguito da Francia (626 mila), Germania (611 mila) e Inghilterra (408 mila). Sono più di 3000 le imprese della distribuzione automatica in Italia, con un indotto occupazionale di oltre 30 mila persone. A questi numeri si devono aggiungere le imprese coinvolte in tutta la filiera, come quella dei produttori alimentari e dei fabbricanti di accessori e di tecnologie per le vending machine.

Il 93% dei consumatori è soddisfatto dei negozi automatici h24: premiate velocità, comodità, rapporto qualità / prezzo e apertura 24 ore

Inoltre, il 66% dei consumatori, si è sentito sicuro nel frequentarli anche durante il periodo del covid. È’ quanto emerge dallo studio condotto da IPSOS per CONFIDA

 

Il 93% dei consumatori, secondo un’indagine condotta da IPSOS per CONFIDA, Associazione Italiana Distribuzione Automatica, valuta positivamente l’esperienza presso i negozi automatici soprattutto perché più veloci dei tradizionali punti vendita (44%), per la comodità (29%), per il rapporto qualità /prezzo (27%) e per la possibilità di accedervi anche in orari in cui gli altri negozi sono chiusi (24%). I negozi automatici h24 sono una via di mezzo tra bar automatici e piccoli market aperti 24 ore al giorno che erogano prodotti alimentari tramite distributori automatici. Negli ultimi anni questi esercizi commerciali hanno registrato una veloce espansione, accentuata nel periodo del lockdown quando gli italiani hanno riscoperto i negozi di vicinato integrati con servizi tecnologici come l’e-commerce e il delivery. Oggi i negozi h24 contano circa 2.500 punti vendita nel nostro Paese.

Sempre secondo l’indagine, i consumatori apprezzano i negozi automatici anche per la varietà dei prodotti (33%) e per il rifornimento: emerge, infatti, che quasi tutti i distributori sono sempre pieni almeno al 75%. I prodotti più venduti sono il caffè e le altre bevande calde (88%), insieme all’acqua minerale e alle bibite (94%) e gli snack e piatti pronti (90%) ma, l’offerta comprende anche gelati, capsule del caffè, prodotti di prima necessità, prodotti per l’igiene personale, parafarmaci e tanto altro.

“Il comparto dei negozi automatici h24 sta crescendo molto rapidamente – commenta Massimo Trapletti, Presidente di CONFIDA – perché la loro offerta si sposa con le nuove esigenze, le necessità e gli stili di vita degli italiani: si ha meno tempo per i pasti e si mangia più spesso fuori casa o fuori orario, quando i tradizionali esercizi commerciali sono ormai chiusi. Ai gestori dei negozi automatici h24 va riconosciuta la capacità di aver saputo intercettare le esigenze dei consumatori e di aver fatto crescere il comparto. CONFIDA – conclude il Presidente Trapletti – continuerà ad impegnarsi per garantire loro il massimo supporto offrendo i servizi di cui necessitano”.

Infine, il 66% dei consumatori, durante il periodo del covid si è sentito sicuro nel frequentare i negozi automatici riconoscendo il buon livello di attenzione al rispetto delle regole: come gli avvisi sulla normativa anti-covid e i dispositivi di controllo e di sanificazione. Anche lo stato di pulizia dei locali (33%) risulta soddisfacente.

I negozi automatici oggi sono grosso modo equi distribuiti in tutto il paese tra Nord (50%), Centro (20%) e Sud (33%). Nelle città si trovano principalmente nelle zone commerciali accanto a negozi e ristoranti (40%), nei pressi delle fermate dei mezzi pubblici (10%), delle scuole/università (10%) e nei centri cittadini (10%). Sul sito www.negoziautomaticih24.it, CONFIDA ha geolocalizzato i punti vendita associati in modo da rendere più facile al consumatore trovare i negozi automatici h24 vicini alla propria abitazione o luogo di lavoro.

Direttiva UE sulla plastica monouso: a rischio il 90% dei posti di lavoro delle imprese che producono palette del caffè per i distributori automatici.

Allarme delle PMI italiane produttrici di palette associate a CONFIDA sui tempi previsti dalla Direttiva: da leader in Europa queste aziende rischiano di diventare semplici rivenditori di prodotti importati dall’estero causando ripercussioni sull’intero settore della distribuzione automatica. 

 

 

Il recepimento della direttiva SUP (904/2019) sulla riduzione di prodotti in plastica monouso all’interno della Legge di delegazione europea (22 aprile n*53) pubblicata venerdì sera sulla Gazzetta Ufficiale, rischia di compromettere in maniera irreversibile l’esistenza di un intero settore produttivo, quello delle palette in plastica del caffè per i distributori automatici composto da piccole e medie imprese italiane, il tessuto produttivo dell’industria del nostro Paese. In questo comparto, come più in generale nella distribuzione automatica, l’Italia è leader indiscusso a livello internazionale. In tale ambito operano aziende situate in diverse aree del nostro Paese da Nord a Sud, associate a CONFIDA, l’Associazione Italiana Distribuzione Automatica, Il divieto, dal 3 luglio 2021, di immissione nel mercato europeo di alcuni prodotti in plastica tra cui le palette, non tiene conto della mancanza di un’alternativa valida che rispetti le indicazioni della direttiva stessa. Il divieto di produzione di simili prodotti potrebbe significare, per il settore delle palette, un taglio fino al 90% dei posti di lavoro.

 

In base alla direttiva europea – commenta Massimo Trapletti, presidente di CONFIDA – laddove non esistano alternative, come in questo caso, i singoli Paesi dovrebbero perseguire solo gli obiettivi di riduzione del consumo e non di divieto di immissione sul mercato. Quanto previsto dalla legge di recepimento italiana, quindi, prevede delle restrizioni sproporzionate e discriminatorie nei confronti dei produttori di palette che subirebbero un danno economico ingente. L’intero settore del vending – conclude il presidente – dopo il 3 luglio sarà in difficoltà per la mancanza di un accessorio fondamentale per l’erogazione del servizio.”

 

La Direttiva SUP, infatti, prevede che la plastica monouso attuale sia sostituita da un “polimero naturale non modificato chimicamente”. Tuttavia, la bioplastica compostabile non regge le alte temperature – tra gli 80° e i 90°- delle bevande calde come tè, caffè e cioccolate. Il legno invece (a fine 2019 erano solo l’1% le palette in commercio, contro il 97% costituito da quelle in plastica), oltre a non avere certificazioni di riciclabilità e ad essere meno resistente della plastica all’umidità e al calore interni alla macchina, è un prodotto di importazione e quindi gli attuali produttori italiani ad oggi leader europei nella produzione di palette in plastica rischiano di trasformarsi in semplici rivenditori di prodotti esteri. 

 

Il comparto delle palette in plastica è composto da aziende italiane la cui attività si basa esclusivamente solo su questo prodotto. I macchinari all’avanguardia che vengono utilizzati nel processo di produzione non possono essere riconvertiti nella produzione di accessori diversi dalla plastica e la loro conseguente dismissione causerà alle aziende una perdita di valore pari a milioni di euro che si andrebbe a sommare alla crisi già in atto causata dal Coronavirus. L’impatto della mancanza delle palette in plastica avrà inoltre ripercussioni sull’intero settore della distribuzione automatica, comparto in cui l’Italia è leader in Europa con oltre 820 mila distributori automatici, 3 mila aziende di gestione e oltre 33 mila lavoratori.

 

Le palette in plastica, inoltre –conclude il Presidente Trapletti – sono prodotti riciclabili composti dallo stesso materiale dei bicchierini utilizzati nei distributori automatici. Per questo motivo, sono state incluse nel progetto RiVending voluto e promosso da CONFIDA, Corepla, e Unionplast che si sposa con i principi europei dell’economia circolare fornendo un “fine vita” virtuoso alla plastica dei distributori automatici”.

 

Il Covid-19 spinge la distribuzione automatica verso l’innovazione

Tante le innovazioni: app contactless, chiavette intelligenti, sistemi di igienizzazione dei distributori automatici con l’irradiazione di raggi ultravioletti e distributori che si trasformano in enoteche e mense automatiche o che, in attesa del caffè, regalano 32 secondi di arte, musica e teatro.

 

APP di pagamento contactless che consentono l’acquisto senza contatti col distributore automatico, lampade a raggi UV integrate che sanificano il vano di prelievo dei bicchieri, “chiavette per il caffè” evolute che si collegano al web e avvisano il gestore in caso di guasti, distributori che si trasformano in vere e proprie enoteche o mense automatiche, vending machine dotate di schermi che possono trasmettere qualsiasi contenuto video, piccole macchine per il caffè da ufficio controllabili dallo smartphone e grandi vending machine indistruttibili per gli spazi pubblici. Nell’anno peggiore per l’economia, le tecnologie tutte italiane del vending hanno puntato sull’innovazione come “vaccino” per la crisi economica che ha colpito il settore della distribuzione automatica.

 

“Nel comparto della distribuzione automatica – spiega Massimo Trapletti, Presidente di CONFIDA, Associazione Italiana Distribuzione Automatica – l’Italia è leader a livello europeo con oltre 820 mila vending machine installate in aziende, uffici pubblici, scuole, università, aeroporti e stazioni, seguita dalla Francia e dalla Germania rispettivamente con 611 mila e con 593 mila distributori automatici. Questa leadership italiana nasce dal fatto che le tecnologie delle vending machine sono in prevalenza italiane ed esportate in tutto il mondo. L’epidemia da Covd-19 ha colpito duramente anche il settore della distribuzione automatica: le vendite di prodotti alimentari tramite distributori automatici hanno toccato punte del -60%. Tuttavia, la stessa crisi, evidenziando nuove esigenze, ha stimolato anche lo sviluppo di nuove tecnologie”.

 

APP CONTACTLESS E CHIAVETTE INTELLIGENTI. Le aziende del vending hanno sviluppato delle App per scegliere e pagare i prodotti dal distributore automatico in maniera completamente “contactless”, tramite il proprio smartphone. Alcune di queste App sono state ideate direttamente dai costruttori delle macchine, come ad esempio Bianchi Industry, Evoca Group, Fas. Ma anche la tradizionale “chiavetta del caffè” si è evoluta: Coges, infatti, ha lanciato sul mercato una chiavetta che si connette al web e consente di gestire il credito, inviare feedback su prodotti, sulla macchina o sul servizio; mentre QSave Elkey propone un sistema che genera un QR Code leggibile dagli smartphone tramite cui autorizzare il pagamento. Per chi invece è affezionato al tradizionale pagamento con la moneta, CPI ha sviluppato un sistema che promette velocità e sicurezza e, per i pagamenti cashless, una soluzione con un grande touchscreen e un’interfaccia utente personalizzabile. L’App di Venpay si collega al distributore rendendolo “online” e permettendo di pagare con carta di credito o con un e-wallet oppure, se il distributore ha uno schermo touch interattivo, è possibile installare il “gatewaymanager” BiTX e abilitare così la macchina alla telemetria e pagamenti cashless. Sempre Coges infine propone un lettore di carte di credito per vending machine che consente di ottenere il cashback di Stato anche sui distributori automatici.

 

SICUREZZA ANTI COVID-19 E RISPETTO DELL’AMBIENTE. È innegabile che, in epoca di epidemia da Covid-19, l’attenzione alla sanificazione delle superfici sia diventata prioritaria. Per questo i fabbricanti di tecnologie per il vending, come ad esempio Bianchi Industry e Magex, stanno integrando ai distributori automatici sistemi di igienizzazione che proteggono da virus e batteri come le lampade a raggi UV-C che consentono di sanificare nelle macchine del caffè il vano di prelievo dei bicchieri ad ogni erogazione. La stessa tecnologia, con l’irraggiamento di raggi ultravioletti che è proposta anche da BWT, ed è utilizzata per disinfettare e debatterizzare l’acqua dei nuovi “distributori automatici d’acqua”: connessi alla rete idrica, prodotti da Bianchi Industry, GPE Vendors e Manea Vending. Infine riguardo alle macchine refrigerate Epta ha progettato una nuova gamma di distributori automatici a gas propano R290, più efficiente ed ecologico rispetto ai refrigeranti tradizionali, per una riduzione della carbon footprint e il migliore risparmio energetico.

 

 

ENOTECHE E MENSE AUTOMATICHE, UFFICI, AREE PUBBLICHE, AMBIENTE. La tecnologia dei distributori automatici è versatile e può essere applicata alla vendita di diversi prodotti e servizi. Alcuni fabbricanti hanno recentemente sviluppato e lanciato sul mercato vending machine innovative come, ad esempio, l’ “enoteca automatica” di Magex: un vero e proprio distributore automatico che può erogare bottiglie di vetro di diverse dimensioni e formati, compreso le magnum. Per il 60° anniversario di Rhea, invece, l’azienda ha collaborato con il regista Davide Livermore e ha creato un distributore automatico multimediale, con schermo da 49 pollici che, tramite App, coinvolge nei 32 secondi di attesa per l’erogazione del caffè, in un evento che coniuga arte, teatro e musica. Fas ha creato un sistema integrato per la gestione della ristorazione dal punto di vista tecnologico e logistico che permette di automatizzare il servizio mensa: un software consente di scegliere online il proprio menù che viene poi processato da un distributore automatico tecnologicamente avanzato. Per le aree pubbliche ad alte frequentazioni Bianchi ha progettato una nuova vending machine extra large per snack e bevande fredde dotata di sistema anti-vandalico con vetro temprato; mentre per i piccoli uffici, Evoca propone una macchina tabletop, a marchio Saeco, con predisposizione per la connettività Bluetooth.

 

Molte di queste tecnologie saranno visibili a Venditalia, la più importante manifestazione internazionale del vending che si terrà dal 25 al 28 maggio 2022 presso Fiera Milano Rho. Ma vediamone una anteprima.

RiVending: installati i primi 6.000 cestini in università, uffici pubblici e grandi imprese. Carla Falato nuova responsabile operativa del progetto

Amadori, Barilla, ENI, Max Mara, Orogel e tanti altri grandi marchi hanno aderito all’iniziativa di CONFIDA, COREPLA e UNIONPLAST il cui obiettivo è il “cup2cup”, l’utilizzo di plastica riciclata per la produzione di nuovi bicchieri

 

RiVending, il ciclo virtuoso di recupero e riciclo bicchieri e palette di polistirolo e adesso anche di bottiglie in PET per i distributori automatici voluto da CONFIDA, Associazione Italiana Distribuzione Automatica, COREPLA e UNIONPLAST, e lanciato nel 2019, è già presente sul territorio nazionale con 6.000 cestini installati in scuole, università, uffici pubblici e aziende. Grandi marchi come Amadori, Barilla, ENI, Max Mara, Orogel e tanti altri, hanno aderito al progetto installando i cestini per il riciclo anche nelle loro aziende.

L’obiettivo finale del progetto è il cosiddetto “cup2cup” ossia l’utilizzo della plastica riciclata per produrre nuovamente bicchieri e il primo bicchiere in plastica riciclata per i distributori automatici è già stato fabbricato. Il prossimo passo sarà dare il via ai test di laboratorio che consentiranno al bicchiere riciclato di ottenere l’autorizzazione al contatto alimentare al fine di mettere in commercio il prodotto.

Con questo progetto – ha commentato Carla Falato che dal 1° gennaio 2021 sarà la nuova Responsabile Operativa di RiVendingil settore della distribuzione automatica per primo da una risposta concreta agli obiettivi europei di riduzione della plastica monouso. Con il riutilizzo dello stesso materiale per la produzione di nuovi bicchieri infatti – conclude Falato – aumenta il tasso di riciclo e si riduce il quantitativo di plastica vergine immessa sul mercato.”

Attraverso RiVending, i consumatori dei distributori automatici, dopo aver gustato il proprio caffè, sono invitati a buttare bicchiere e paletta in un apposito contenitore che permette di isolare il materiale di cui sono fatti dagli altri imballaggi in plastica e di semplificare così il processo di selezione del materiale, recuperando una plastica omogenea di altissima qualità con cui si possono creare tanti nuovi prodotti. Ad oggi, col riciclo di decine di migliaia di bicchieri in plastica raccolti in appositi contenitori posti a fianco delle macchinette del caffè presenti in uffici, scuole e università e avviati al recupero, è stato possibile produrre 5.000 ciotole per animali regalate all’ENPA (Ente Nazionale Protezione Animali) per i suoi canili di tutta Italia.

Ragusa vince il premio “Vending Sostenibile” di CONFIDA

La città siciliana, comune virtuoso per la raccolta differenziata, si aggiudica la 4° edizione del premio per il progetto RiVending

 

Il Comune di Ragusa, che con oltre il 72% di rifiuti differenziati raccolti (dati 06/2020 certificati dall’Ato Srr di Ragusa) è uno dei comuni più virtuosi della Sicilia, ha vinto la 4° edizione del premio “Vending Sostenibile” di CONFIDA, Associazione Italiana Distribuzione Automatica. La città è stata premiata per il progetto RiVending, il circolo virtuoso di recupero e riciclo di bicchieri e palette in plastica dei distributori automatici voluto da CONFIDA, COREPLA e UNIONPLAST. Il premio è stato consegnato nell’ambito del “Cresco Award – Città sostenibili”, organizzato da Fondazione Sodalitas e ANCI Associazione Nazionale Comuni Italiani.

Siamo felici di premiare il Comune di Ragusa – commenta Massimo Trapletti, presidente di CONFIDA – esempio di impegno costante sul fronte ambientale e che quest’anno ha aderito e concesso il patrocinio a un progetto di economia circolare importante come RiVending. Questo progetto, partito da Parma, grazie all’attenzione e sensibilità di comuni virtuosi come quello emiliano e siciliano e di Regione Lombardia – conclude Trapletti – sta avendo successo in tutto il Paese contribuendo alla risoluzione efficace del tema del fine vita dei prodotti monouso di plastica nel settore della distribuzione automatica.

Attraverso RiVending, i consumatori dei distributori automatici, dopo aver gustato il proprio caffè, sono invitati a buttare bicchiere e paletta in un apposito contenitore che permette di isolare il materiale di cui sono fatti dagli altri imballaggi in plastica e di semplificare così il processo di selezione del materiale, recuperando una plastica omogenea di altissima qualità con cui si possono creare tanti nuovi prodotti. Dal riciclo di decine di migliaia di bicchieri in plastica raccolti in appositi contenitori posti a fianco delle macchinette del caffè presenti in uffici, scuole e università e avviati al recupero, inoltre, è stato possibile produrre 5.000 ciotole per animali regalate all’ENPA (Ente Nazionale Protezione Animali) per i suoi canili di tutta Italia. L’obiettivo finale del progetto è però il cosiddetto “cup2cup” ossia l’utilizzo della plastica riciclata per produrre nuovamente bicchieri e il primo bicchiere in plastica riciclata per i distributori automatici è già stato fabbricato. Il prossimo passo sarà dare il via ai test di laboratorio che consentiranno al bicchiere riciclato di ottenere l’autorizzazione al contatto alimentare al fine di mettere in commercio il prodotto.

Il Comune di Ragusa partecipa con soddisfazione – commenta Giuseppe Cassì, sindaco di Ragusa – al progetto RiVending ed è lieto di ricevere il premio “Vending Sostenibile” di CONFIDA perché segno di una sensibilità particolare della comunità ragusana rispetto al tema del riciclo dei rifiuti in ottica di iniziative che devono essere sempre più tese alla salvaguardia dell’ambiente e del territorio.

Le edizioni precedenti del premio sono state vinte dal Comune di Conegliano Veneto (TV) con il progetto “Bar solidale per un territorio sostenibile” nel 2017, dal Comune di Latronico (PZ) con il progetto “La banca del riciclo” nel 2018, e dal Comune di Parma – dove RiVending ha avuto inizio – nel 2019.