La distribuzione automatica, il vending, è un settore, con i suoi oltre 30 mila addetti e un fatturato di filiera pari a circa 3 miliardi, che fa registrare applicazioni sempre più innovative con l’utilizzo di tecnologie di ultima generazione, ma che è ancora fortemente legato alla tradizione del caffè espresso e alla pausa ristoro nei luoghi di lavoro.
Il calo dei consumi nel 2014 è stato molto significativo, con dei picchi negativi nel caso delle bevande fredde (-7,33%) e degli snack (-8,01%).
Dall'aggiornamento dello studio di settore curato da Accenture per conto di CONFIDA da ormai diversi anni, il parco macchine installato nel 2014 è di circa 2.350.000 distributori automatici di cui circa 1.600.000 riguarda le macchine OCS (piccole macchine per ufficio funzionanti a capsule e cialde),mentre la restante parte è riferita ai grandi distributori automatici di bevande calde, fredde e prodotti solidi preconfezionati.
Numero distributori automatici installati in Italia
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2010 |
2.405.883 |
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2011 |
2.487.450 |
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2012 |
2.431.394 |
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2013 |
2.427.202 |
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2014 |
2.352.298 |
Il parco macchinemostra una diminuzione del 3% trainata dal forte calo delle macchine OCS.
Si registra una sostanziale tenuta dei distributori di bevande calde (-0,1%) in linea
con la tenuta della ‘pausa caffè’.
Consumi per tipologia di prodotto
Il Caldo rappresenta il 48% del totale delle consumazioni vending, seguito dall’OCS con una quota pari al 24%, in diminuzione negli ultimi anni. Rimangono invece equilibrati i consumi degli Snack (13%) e delle Bevande Fredde (15%) rispetto al totale dei consumi.
Facendo un confronto con il 2013, a livello generale i consumi totali registrano una diminuzione del 4,25%.
In particolare
· Bevande calde – 3,56%
· OCS – 8,02%
· Bevande fredde – 7,33%
· Snack – 8,01%
Si nota come il calo sia stato comune, con dei picchi negativi nel caso delle bevande fredde e degli snack.
Le consumazioni delle bevande fredde, condizionate dalle temperature molto basse della stagione estiva, sono diminuite (-7,33%) rispetto al 2013.
La strada della qualità intrapresa dalla distribuzione automatica, anche grazie a due certificazione di Settore: la certificazione di servizio TQS Vending e la certificazione DTP-114 per le miscele di caffè in grani specifiche per il vending, assicura maggiori garanzie al consumatore.
Da non dimenticare l’aumento dell’aliquota IVA dal 4 al 10%, entrato in vigore il 1° gennaio 2014 ha sicuramente penalizzato il settore ed ha generato un adeguamento dei prezzi delle consumazioni .
Continua il difficile il momento per il comparto manufatturiero della filiera, in particolare per i produttori di distributori automatici, sistemi di pagamento e accessori, che sono stati la prima componente a risentire di anni di recessione economica e minore propensione ai consumi.
Più recentemente il settore è stato interessato da uno specifico provvedimento contenuto nel Decreto legislativo n. 127/2015, in attuazione della Legge delega al Governo in materia fiscale, vale a dire la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei dati delle cessioni di beni effettuate attraverso distributori automatici.
“A poca distanza dal forte impatto che sul Settore e sulle singole imprese sono derivanti dall’incremento dell’aliquota Iva dal 4 al 10 per cento – dichiara Piero A. Lazzari presidente di CONFIDA – mi rendo interprete della più profonda preoccupazione per la nuova ed autentica emergenza, sia sotto il profilo organizzativo che dei costi in capo alle singole aziende, per far fronte agli obblighi derivanti dal D. lgs n. 127/2015. Con l’occasione è mia premura rinnovare l’appello che i costi non ricadano sulle imprese attraverso la previsione di un credito di imposta che renda meno gravoso l’onere finanziario”
Giovedì 25 febbraio, in occasione del Convegno sul contributo alla sostenibilità delle aziende della distribuzione automatica, c’è stata la firma tra Confida, Adiconsum e Comune di Conegliano
Il Comune di Conegliano (TV), guidato dal sindaco Floriano Zambon, è il primo in Italia a firmare il protocollo d’intesa con Confida (Associazione Nazionale che riunisce le imprese che operano nella Distribuzione Automatica), rappresentata dal delegato territoriale del Veneto, Roberto Sala, e Adiconsum Veneto, nella persona del responsabile Valter Rigobon, per contribuire alla realizzazione di progetti in tema di sostenibilità. La firma del Protocollo d’Intesa, che rappresenta uno dei primi esempi di realizzazione del “Milan Urban Food Policy Pact”, redatto in occasione dell’Expo a Milano, è avvenuta nel corso dei lavori del Convegno di giovedì 25 febbraio, tenutosi nell’Aula Magna del Convento di San Francesco, dedicato all’Eco-Vending.
Il Convegno ha affrontato un tema che sta diventando sempre più caro alla popolazione italiana: la sostenibilità. Come rilevato dalla ricerca Nielsen presentata ad Expo, oltre il 52% dei consumatori si dichiara disposto a pagare di più un prodotto o brand che tengano conto dell’aspetto ecologico (la percentuale sale ad oltre il 70% nella fascia di età più giovane, tra i 21 e i 34 anni). Tutte le aziende impegnate in tal senso registrano un aumento di fatturato di almeno il 4% annuo, a fronte di un più 1% delle altre.
Il Convegno ha messo in luce gli ambiti di applicazione in tema di sostenibilità in cui si stanno impegnando alcune imprese della distribuzione automatica: informazione al consumatore, educazione alimentare, tecnologie per la sostenibilità alimentare e ambientale.
Dopo l’indirizzo di saluto di Roberto Sala, ha preso la parola il sindaco di Conegliano, Floriano Zambon, il quale ha sottolineato quanto sia importante sottoscrivere impegni di questo genere con associazioni di categoria e associazioni dei consumatori, al fine di giungere ad una maggiore sostenibilità ambientale, strada che del resto il Comune di Conegliano “ha perseguito fin dall’inizio, essendo uno dei primi Comuni ad attuare la raccolta differenziata, oggi giunta all’80% del totale dei rifiuti.”
Ha fatto seguito l’illustrazione del progetto Vending Sostenibile di Confida a cura del Presidente Piero Angelo Lazzari, il quale ha testimoniato l’impegno dell’intera filiera sui temi della sostenibilità economica e ambientale, e ha sottolineato l’esigenza di prevedere forme incentivanti, ad esempio riduzione del contributo locale, a fronte dell’impegno delle imprese.
Renato Calì, della Segreteria nazionale di Adiconsum, ha posto l’accento sulle sinergie tra gli attori istituzionali, economici e sociali come elemento necessario per dare efficacia alle azioni intraprese in una comune consapevolezza che comportamenti più “ecologici” ed etici portino vantaggi generali.
Sono stati quindi presentati alcuni casi azinedali con le testimonianze del Presidente di ECOR NaturaSì, Fabio Brescacin il quale ha dichiarato “Oggi tutti capiscono la parola “sostenibilità” ed è una conquista se pensiamo a quanto è cresciuto l’interesse delle persone e aumentata la loro consapevolezza verso temi di questo tipo”; Flavia De Rossi della Tritech, azienda che produce compattatori e trituratori da affiancare ai distributori automatici; Roberta Bonomi ed Alice Minetto di Serim, che hanno presentato un progetto rivolto ai ragazzi alle loro famiglie per un conusmo consapevole; Angelo Zinzi per Acqua Minerale San Benedetto, che ha prodotto una bottiglietta “eco” in PET con un minor impatto ambientale, in termini di produzione di CO2; Fabrizio Cattelan di CDA di Cattelan e altri protagonisti del mondo della Distribuzione Automatica che ha testimoniato il valore di un’azienda che fa della sostenibilità le linee guida della propria strategia.
“Grazie a questo accordo con il Comune di Conegliano – ha affermato Roberto Sala, delegato di Confida per il Veneto e a suo volta gestore nella Distribuzione Automatica – abbiamo condiviso le linee guida per una collaborazione che, accanto agli obiettivi di fare sistema a livello locale sulla sostenibilità nel settore della distribuzione automatica, potrebbe comprendere anche azioni volte a limitare lo spreco alimentare oltre a creare sempre più isole di “break consapevole”, in aree di grande frequenza come ospedali, scuole, etc.”
Lo standard, DTP 114-Qualità caffè per Vending, unico nel suo genere,
è promosso da CONFIDA e prevede la certificazione rilasciata in esclusiva da CSQA.
Tre le aziende che hanno già ottenuto la certificazione: Kimbo, COVIM e Julius Meinl.
Milano, 27 ottobre 2014 – Sarà capitato a tutti, almeno una volta, di inserire una monetina in un distributore automatico, in ufficio, in un negozio, all’università, e aver preso un caffè. Ebbene, grazie a CSQA e Confida – Associazione Italiana Distribuzione Automatica la distribuzione automatica (vending) da oggi si avvale di una certificazione di qualità specifica, la prima mai realizzata in Italia, per le miscele di caffè in grani utilizzate nel settore.
Il caffè, oltre a rappresentare un’eccellenza italiana, è la bevanda che traina il settore della distribuzione automatica. Basti pensare che sono più di 2.400.000 distributori automatici installati in Italia e oltre 6.000.000.000 le consumazioni erogate in un anno, pari a 200 al secondo, di cui 2.500.000.000 caffè da caffè in grani.
È quindi importante che si possa riconoscere la qualità funzionale del caffè offerta dal distributore automatico. La certificazione, infatti, è applicabile a tutte le aziende che producono caffè tostato in grani destinato al vending e definisce, per le singole miscele, parametri qualitativi funzionali superiori a quelli già definiti per legge.
La norma stabilisce i limiti massimi ammessi per quel che riguarda:
· il contenuto di ossigeno e di umidità (dopo il trattamento di tostatura, raffreddamento e confezionamento);
· la presenza di rotture;
· la dimensione del chicco;
· l’assenza di corpi estranei.
“È per noi un grande onore – ha dettoPietro Bonato, Direttore Generale CSQA – lavorare in sinergia con Confida su questo standard fondamentale per il settore del vending e unico in Italia. L’importanza della norma è riconosciuta dalle stesse aziende che hanno richiesto sin da subito di ottenere la certificazione. Siamo certi che questo possa rappresentare un’ulteriore garanzia ai clienti della qualità del prodotto che consumano”.
“La certificazione delle miscele di caffè torrefatto per il vending rappresenta un’importante passo avanti verso una generale qualificazione del settore – ha dichiarato Lucio Pinetti, Presidente di CONFIDA – CSQA, a cui CONFIDA ha già affidato la gestione del marchio di qualità di servizio TQS Vending, è il partner naturale con il quale sviluppare temi come qualità e responsabilità. Siamo certi che anche la certificazione DTP 114 sarà presto un requisito condiviso per il settore.”
CSQAè società italiana che rilascia in esclusiva la certificazione di qualità. Da più di vent’anni offre servizi di certificazione con una grande e riconosciuta esperienza in campo agroalimentare.
CONFIDA – Associazione Italiana Distribuzione Automaticaè l’organizzazione che rappresenta le imprese di settore. Ha promosso lo standard, dopo oltre tre anni di lavoro da parte della Commissione Caffè dell’Associazione composta da rappresentanti dell’intera filiera del vending (produttori di distributori automatici, torrefattori, imprese di gestione).
Lo standard, DTS 114-Qualità caffè per Vending, unico nel suo genere, è promosso da CONFIDA e prevede la certificazione rilasciata in esclusiva da CSQA.
Tre le aziende che hanno già ottenuto la certificazione: Kimbo, COVIM e Julius Meinl.
Sarà capitato a tutti, almeno una volta, di inserire una monetina in un distributore automatico, in ufficio, in un negozio, all’università, e aver preso un caffè. Ebbene, grazie a CSQA e Confida – Associazione Italiana Distribuzione Automatica la distribuzione automatica (vending) da oggi si avvale di una certificazione di qualità specifica, la prima mai realizzata in Italia, per le miscele di caffè in grani utilizzate nel settore.
Il caffè, oltre a rappresentare un’eccellenza italiana, è la bevanda che traina il settore della distribuzione automatica. Basti pensare che sono più di 2.400.000 distributori automatici installati in Italia e oltre 6.000.000.000 le consumazioni erogate in un anno, pari a 200 al secondo, di cui 2.500.000.000 caffè da caffè in grani.
È quindi importante che si possa riconoscere la qualità funzionale del caffè offerta dal distributore automatico. La certificazione, infatti, è applicabile a tutte le aziende che producono caffè tostato in grani destinato al vending e definisce, per le singole miscele, parametri qualitativi funzionali superiori a quelli già definiti per legge.
La norma stabilisce i limiti massimi ammessi per quel che riguarda:
· il contenuto di ossigeno e di umidità (dopo il trattamento di tostatura, raffreddamento e confezionamento);
· la presenza di rotture;
· la dimensione del chicco;
· l’assenza di corpi estranei.
“È per noi un grande onore – ha dettoPietro Bonato, Direttore Generale CSQA – lavorare in sinergia con Confida su questo standard fondamentale per il settore del vending e unico in Italia. L’importanza della norma è riconosciuta dalle stesse aziende che hanno richiesto sin da subito di ottenere la certificazione. Siamo certi che questo possa rappresentare un’ulteriore garanzia ai clienti della qualità del prodotto che consumano”.
“La certificazione delle miscele di caffè torrefatto per il vending rappresenta un’importante passo avanti verso una generale qualificazione del settore – ha dichiarato Lucio Pinetti, Presidente di CONFIDA – CSQA, a cui CONFIDA ha già affidato la gestione del marchio di qualità di servizio TQS Vending, è il partner naturale con il quale sviluppare temi come qualità e responsabilità. Siamo certi che anche la certificazione DTS 114 sarà presto un requisito condiviso per il settore.”
CSQAè società italiana che rilascia in esclusiva la certificazione di qualità. Da più di vent’anni offre servizi di certificazione con una grande e riconosciuta esperienza in campo agroalimentare.
CONFIDA – Associazione Italiana Distribuzione Automaticaè l’organizzazione che rappresenta le imprese di settore. Ha promosso lo standard, dopo oltre tre anni di lavoro da parte della Commissione Caffè dell’Associazione composta da rappresentanti dell’intera filiera del vending (produttori di distributori automatici, torrefattori, imprese di gestione).
Dalle rilevazioni di CONFIDA, l’Associazione di settore, la Distribuzione Automatica italiana si conferma nel 2013 un settore solido e affidabile con un tasso di occupazione in crescita e l’80% delle imprese che genera margini positivi.
Milano, 7 maggio 2014 – Cala il PIL, aumenta la disoccupazione, diminuisce l’accesso al credito, ma la distribuzione automatica italiana segna anche nel 2013 un andamento positivo.
Sembra un paradosso, ma è invece la dimostrazione di come il canale sia in grado di offrire delle risposte concrete al mercato e ai consumatori anche in questi anni di recessione profonda.
Oltre 2.600.000.000 di euro di fatturato e una crescita intorno all’1% rispetto all’anno precedente per un settore che occupa più di 30 mila addetti suddivisi nella filiera tra chi produce le macchine, i sistemi di pagamento, prodotti e accessori e le imprese che installano e gestiscono le apparecchiature presso l’utenza. Sono proprio queste ultime che nel 2013 hanno fatto da traino per l’intero comparto e che, nonostante l’inevitabile calo delle consumazioni (-1,14%) sono state in grado di recuperare in fatturato (+1,09).

Il caffè, come si può ben immaginare, rimane il prodotto più venduto attraverso i distributori automatici, e, insieme alle altre bevande calde, ha visto crescere i propri consumi anche nel 2013 (+2,19%).
Nel comparto degli snack, sostanzialmente stabili nel complesso, si registra invece uno spostamento dei consumi a favore degli snack salati rispetto agli snack dolci.
Solo la scommessa sulla qualità di prodotti e servizi ed il suo riconoscimento da parte del consumatore hanno permesso di compensare il calo delle erogazioni effettuate attraverso i distributori automatici con un miglior posizionamento di prezzo, mediamente attestato in un +2,26%. Tutto ciò non solo in una congiuntura particolarmente difficile, ma a fronte di una stretta creditizia che, almeno per l’80% delle imprese, appare incomprensibile.
Diversa è tuttavia la situazione nella componente industriale della filiera del vending (produttori di macchine) che, anche nel 2013, hanno manifestato segnali di sofferenza (-6% del fatturato e occupazione in calo).
“Il vending è un settore che tiene solo grazie alle risorse interne del sistema. È però sempre più difficile investire in un contesto economico che si complica giorno per giorno. Per un vero rilancio di tutta la filiera è necessario un sostegno alle imprese che faccia leva su una agevolazione agli investimenti e un più favorevole accesso al credito che le nostre imprese nei numeri dimostrano di meritare”. Afferma Lucio Pinetti, Presidente di CONFIDA
A Roma “Gli Stati Generali del Vending 2013” di Confida
Roma, 22 ottobre 2013 – “Il Vending è un settore che ha sempre resistito grazie al favorevole rapporto qualità prezzo: 23 milioni di italiani nel distributore automatico, hanno finora trovato una valida soluzione di acquisto pratica, di qualità e personalizzata. Ma adesso l’intero comparto – che conta oltre 1000 imprese e 30mila addetti – che crea un giro di affari complessivo di 2,5 miliardi l’anno è fortemente penalizzato”. Lo ha detto Lucio Pinetti, il presidente di Confida, l’Associazione Nazionale Distribuzione Automatica aderente a Confcommercio, in occasione degli Stati Generali del Vending 2013, in programma a Roma oggi nella sede di Confcommercio. Presenti il direttore generale di Confcommercio – Rete Imprese Italia Francesco Rivolta, il Direttore Ufficio Studi Confcommercio Mariano Bella e Daniele Capezzone, Presidente della VI Commissione (Finanze) della Camera dei Deputati.
“L’incremento dell’Iva dal 4 al 10%, imposto dallo Stato – ha aggiunto Pinetti – con l’approvazione della legge n. 90/2013 (eco-bonus per l’edilizia) a carico delle aziende di distribuzione automatica di cibi e bevande, il conseguente aumento dei prodotti distribuiti e l’onere complessivo da sostenere per l’adeguamento delle macchine erogatrici ai nuovi codici, pari a 40 milioni di euro per le nostre aziende, ci costringe ad alzare i prezzi”. “Cambiare i prezzi dei prodotti ai distributori automatici – ancora il numero uno di Confida – non è come aggiornare i listini e i registratori di cassa di un negozio. Bisogna modificare un milione di macchine, ciascuna delle quali contiene fino a 100 selezioni. Un lavoro enorme, con dei costi enormi. Ci aspettiamo un calo dei consumi e un calo degli investimenti con conseguenze sull’occupazione”. “Gli Stati Generali del Vending – ancora Pinetti – rappresentano la sintesi della grande mobilitazione sul territorio che ci ha visti protagonisti in questi ultimi mesi. Nonostante la crisi, l'Italia mantiene la leadership mondiale per produzione e vendita di vending machine: 2.431.394 le macchinette installate, 6.338.401.473 invece il numero totale delle consumazioni. E’ in gioco il futuro delle nostre aziende. Sorprende come lo Stato abbia voluto colpire 23 milioni di consumatori”.
L'aumento dell'imposta sui prodotti somministrati attraverso i distributori comporterà un aumento di 5 centesimi su caffè e bevande calde, e di 10 centesimi su bevande fredde e snack.
Il presidente della VI Commissione (Finanze) della Camera dei Deputati Capezzone non ha dubbi: “Con l’aumento dell’Iva dal 4 al 10% per i prodotti dei distributori automatici si è voluto colpire il vostro settore senza conoscerne la sua complessità. Per me è una ferita ancora aperta. Spero che la maggioranza di governo e il parlamento rivedano questa norma e lavorino anche per l’abbassamento dell’Iva ormai al 22%”.
Per il direttore generale di Confcommercio Rivolta “il Fisco è il vero nodo da sciogliere. La posizione di Confcommercio su questo è chiara e netta da anni. Chiediamo un cambio di passo per un Fisco giusto e corretto, perché questa pressione fiscale è incompatibile con qualsiasi processo di rilancio”. Infine Mariano Bella, direttore Ufficio Studi di Confcommercio: “L’aumento di un punto percentuale dell’Iva – dal 21 al 22% – ha abbassato il clima di fiducia degli italiani. Per quanto riguarda le imprese del Vending, l’incremento dell’Iva dal 4 al 10% sui prodotti della distribuzione automatica sottrarrà – nel 2014 – ben 104 milioni di euro al circuito virtuoso degli investimenti. Insomma, si avvia verso la crisi anche un settore-leader con riflessi inevitabili sull’occupazione. Inoltre, è bene ricordare che tra il 2007 e il 2012, l’Italia ha perso il 22,4% di ricchezza netta (pari a 12.900 euro), con -7% di consumi procapite (pari a 1.200 euro) e il meno 11,3% di reddito disponibile (2.200 euro a testa)”.
A Roma “Gli Stati generali del Vending 2013” di Confida
22 OTTOBRE 2013 – ORE 10.30
CONFCOMMERCIO, SALA ORLANDO
PIAZZA G.G. BELLI, 2 – ROMA
L’incremento dell’Iva dal 4 al 10%, decisa con l’approvazione della legge n. 90/2013 (eco-bonus per l’edilizia) a carico delle aziende di distribuzione automatica di cibi e bevande, il conseguente aumento dei prodotti distribuiti e l’onere complessivo da sostenere per l’adeguamento delle macchine erogatrici ai nuovi codici, saranno al centro degli Stati Generali del Vending 2013, in programma a Roma il 22 ottobre (Sala Orlando della Confcommercio, piazza G.G. Belli, alle ore 10.30). Oltre al presidente di Confida Lucio Pinetti, interverranno Francesco Rivolta, Direttore Generale Confcommercio – Imprese per l’Italia, Mariano Bella, Direttore Ufficio Studi Confcommercio e Daniele Capezzone, Presidente della VI Commissione (Finanze) della Camera dei Deputati.
Secondo il presidente Pinetti, “le nostre aziende sono state messe in uno stato di emergenza. L’impatto di quella norma rischia di compromettere l’economia dell’intero settore. Centinaia di migliaia di distributori automatici dislocati in punti diversi del territorio, dovranno essere adeguati con interventi tecnici mirati su ogni singola macchina e sistema di pagamento. Tutto questo comporta un costo diretto a carico di oltre mille imprese quantificabile in circa 40 milioni”. “Gli Stati Generali del Vending – ancora Pinetti – rappresentano la sintesi della grande mobilitazione sul territorio che ci ha visti protagonisti in questi ultimi mesi. Ora le nostre ragioni e le nostre proposte devono arrivare, con voce forte e unitaria, alle istituzioni politiche, economiche e sociali. E’ in gioco il futuro delle nostre aziende. Sorprende come lo Stato abbia voluto colpire 23 milioni di consumatori che, in particolare in questi anni di crisi, grazie al favorevole rapporto qualità prezzo, nel distributore automatico, hanno finora trovato una valida soluzione di acquisto pratica, di qualità e personalizzata. Se però dovessero calare i consumi dovremo rinunciare a centinaia, forse migliaia di posti di lavoro in tutta Italia”. “Dobbiamo rendere praticabile il nuovo regime fiscale ma urge una disciplina sugli appalti per l’affidamento dei servizi tramite distributori automatici – conclude Pinetti – . Occorre abbattere i canoni di concessione nelle gare d’appalto e premiare chi opera secondo standard di qualità”.
L'incremento dell'imposta sui prodotti somministrati attraverso i distributori comporterà un aumento di 5 centesimi su caffè e bevande calde, e di 10 centesimi su bevande fredde e snack. Nonostante la crisi, l'Italia mantiene la leadership mondiale per produzione e vendita di vending machine: 2.431.394 le macchinette installate, 6.338.401.473 invece il numero totale delle consumazioni.
Pinetti: “L’adeguamento al nuovo regime fiscale però non può essere oggetto di trattativa con il singolo cliente.
Milano, 1 ottobre 2013 – “Sarà difficile spiegare ai 23 milioni di clienti che ogni giorno in uffici, ospedali, posti di lavoro, fabbriche, scuole e università consumano a prezzi contenuti caffè, cappuccini, bevande e snack vari nei circa 100 milioni di distributori automatici, che saranno loro a pagare la “colpa” di un momento di consumo voluttuario, a causa dell’Iva che il Governo ha portato dal 4% al 10% per finanziare l’Ecobonus attraverso il D.L n.63 del 4/6/2013. Pesanti difficoltà anche per le nostre aziende. Per adeguare i distributori automatici, il settore del vending (30 mila addetti e più di mille imprese) dovrà spendere tra i 30 e i 50 milioni di euro”. Lo afferma Lucio Pinetti, presidente di Confida, l’Associazione dei Distributori Automatici aderente alla Confcommercio, che aggiunge: “Ancora più difficile sarà comunicare a migliaia dei nostri 30 mila dipendenti la necessità di dover rinunciare alla loro prestazione per motivi di equilibrio dei bilanci aziendali. In poche parole, se dovessero calare i consumi dovremo rinunciare a centinaia, forse migliaia di posti di lavoro in tutta Italia”.
“L’adeguamento al nuovo regime fiscale, poi, non può essere oggetto di trattativa con il singolo cliente – conclude Pinetti -. L’Iva è un’imposta che per legge grava sul consumatore finale e le nostre aziende hanno l'obbligo di trasferirla a valle. Nessun cliente può chiedere alle nostre aziende di farsene carico, non può per legge e sarebbe del tutto improponibile per la sopravvivenza delle nostre imprese."
L'incremento dell'imposta sui prodotti somministrati attraverso i distributori automatici comporterà un aumento di 5 centesimi sul caffè e le bevande calde, e di dieci centesimi sulle bevande fredde e gli snack.