Il 16 novembre a Roma durante l’incontro “La sostenibilità sociale del vending nell'economia circolare” nel contesto degli Stati Generali del Vending, CONFIDA presenta gli esiti di un indagine sui suoi associati e sottoscrive l' "Impegno per il Vending Sostenibile" alla presenza di Confcommercio, ANCI, Sodalitas e del Ministero dell'Ambiente
Il 70,9% delle aziende ritiene la sostenibilità fondamentale all’interno della propria azienda, nei trasporti, nell’adozione delle nuove tecnologie, nella scelta e gestione dei prodotti alimentari e attraverso una corretta gestione dei rifiuti
Roma, 16 novembre 2016 – Da un'indagine, svolta da CONFIDA – Associazione Italiana Distribuzione Automatica – sui suoi associati che rappresentano il 70% dell’intero mercato, è emersa una diffusa sensibilità delle imprese del vending italiano per una gestione aziendale sostenibile. Una larga maggioranza degli intervistati (70,9%) ritiene infatti la sostenibilità un tema "fondamentale" per il futuro del settore e un ulteriore 27,9% la ritiene comunque un tema “importante”.
“I risultati dell’indagine che abbiamo svolto sui nostri associati mostrano come le aziende del settore siano sempre più consapevoli del fatto che l’attenzione a una gestione sostenibile dell’attività della distribuzione automatica porta notevoli benefici in termini di minor impatto ambientale non solo per l’azienda stessa ma per la comunità in cui essa opera” spiega Piero Angelo Lazzari, presidente di CONFIDA, l'associazione della Distribuzione Automatica di cibi e bevande, un settore composto da circa 3.000 imprese in tutta Italia che danno lavoro a 33.000 lavoratori. Il mercato del vending vale 3,4 miliardi di euro con circa 10,5 miliardi di consumazioni erogate all’anno e oltre 800 mila macchine da vending installate in uffici privati, enti pubblici, scuole, ospedali, stazioni e aeroporti.
“Nel nostro settore– continua il presidente Lazzari – la sostenibilità è un tema molto ampio che tocca varie fasi dell’attività: a partire dalla gestione efficiente dell’energia e dei magazzini all’interno dell’azienda, alla sostenibilità nei trasporti, all’adozione di nuove tecnologie disponibili fino alla scelta dei prodotti alimentari e alla gestione dei rifiuti nell’ottica di un’economia sempre più circolare”.
A questo proposito, dai dati dell’indagine di CONFIDA emerge che Il 55,8% delle imprese del settore ha adottato interventi per la riqualificazione energetica e il 64% utilizza soluzioni LED che comportano un risparmio energetico oltre a un minore impatto ambientale e il 29,1% produce addirittura energia “pulita” tramite pannelli solari, impianti di minieolico o altri strumenti.
Ma l’attività del vending è svolta anche e soprattutto al di fuori dell’azienda con un impatto sulle comunità in cui opera e sui suoi clienti (imprese e luoghi pubblici come scuole, ospedali, uffici pubblici, stazioni, aeroporti ecc). L’aumento dell’utilizzo di automezzi con minori emissioni (a gas, elettrici e ibridi) che vengono già adottati da 29,1% del campione intervistato rappresentano un beneficio in termini di minor impatto sulla qualità dell’aria così come l’ottimizzazione dei percorsi che gli ARD (Addetti al Rifornimento Distributori) e i tecnici svolgono ogni giorno per rifornire e fare manutenzione alle macchine da vending, adottata dall'80,2%, porta a un minore impatto sulla viabilità e sul traffico nei centri urbani.
Nella gestione sostenibile dell’attività del vending vengono in aiuto le nuove tecnologie (prodotte da aziende italiane leader a livello internazionale). I nuovi distributori automatici collegati ad internet con sistemi di telemetria (le cosiddette "smart vending machine"), adottati ad oggi dal 19,8% degli operatori, consentono di segnalare in tempo reale la necessità di rifornimento e gli eventuali guasti consentendo anche intervenire in remoto sulle macchine.
I gestori della distribuzione automatica già da qualche anno si stanno inoltre impegnando nell'ampliamento dell'offerta alimentare per tenere conto delle differenti esigenze nutrizionali, alimentari, di gusto dei consumatori infatti: l'82,6% dei gestori sta introducendo prodotti per intolleranti (senza glutine, senza lattosio ecc), il 74,4% prodotti provenienti da agricoltura biologica, il 70,9% prodotti freschi come yogurt e frutta, il 47,7% prodotti del territorio o a “chilometro zero” e il 62,8% prodotti equo solidali.
L'attenzione infine alla gestione dei rifiuti e al riciclo crea un’economia circolare nel settore e si realizza tramite l'utilizzo di confezioni e bicchieri in materiale compostabile / biodegradabile e/o in materiale a basso impatto di C02 adottati dal 47,7% dei gestori e la promozione della raccolta differenziata presso i clienti (adottata dal 69,8% delle società di vending).
Il settore della distribuzione automatica, tramite la sua associazione di categoria CONFIDA, ha così dato vita ad un progetto chiamato “Vending Sostenibile” (www.vendingsostenibile.com) per diffondere le buone prassi in materia di sostenibilità ambientale che verrà presentato in un convegno all’interno degli Stati Generali che si terranno il 16 novembre presso la Confcommercio a Roma in cui il settore sottoscriverà l’”Impegno al Vending Sostenibile”.
Nel corso dell’incontro, verranno presentate anche alcune case history sostenibili di aziende del settore, ossia tra N&W Global Vending SpA, Gruppo Nestlè, Flo SpA, Serim Srl
CONFIDA PROPONE L’ESTENSIONE DELL’IPER AMMORTAMENTO ALLE APPARECHIATURE E SOFTWARE DEL SETTORE
IL SETTORE TEME L’ACCANIMENTO FISCALE E SI OPPONE ALL’IPOTESI DI UNA BLACK BOX PER LA SECONDA FASE
Roma, 16 novembre 2016 – 45 milioni di euro è quanto il settore della Distribuzione Automatica di cibi e bevande, il cosiddetto vending, sta spendendo per adeguarsi all’obbligo della memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei corrispettivi introdotto col Decreto Legislativo 127/2015. L’obbligo della comunicazione (inizialmente previsto per il 1° gennaio 2016) è stato prorogato per mezzo del Decreto Fiscale (22 ottobre 2016 n° 193) al 1° aprile 2016.
I 45 milioni sono dovuti al cambio di gettoniere, dispositivi cashless (le cosiddette “chiavette”), acquisto e aggiornamento di software, acquisto di palmari e smartphone di cui le aziende del settore si devono dotare per poter essere pronte a inviare i dati dei corrispettivi delle vending machine a partire dal 1° aprile all’Agenzia delle Entrate.
“Il settore si è comportato in maniera molto responsabile – spiega Piero Angelo Lazzari, presidente di CONFIDA Associazione Italiana Distribuzione Automatica – e si sta adeguando all’obbligo di legge. Ciò non toglie che si tratta un provvedimento la cui attuazione ricade pesantemente sulle spalle delle nostre aziende. L’adeguamento a questa normativa comporta costi economici e “ore uomo” che avrebbero potuto essere utilizzate più proficuamente per lo sviluppo e l’innovazione con la conseguenza di far crescere l’occupazione”.
I 45 milioni ricadono peraltro prevalentemente sulle PMI del settore che rappresentano l’80% delle aziende della distribuzione automatica.
La riforma peraltro avviene in un momento di rallentamento del mercato e in generale dei consumi alimentari “Il mercato del vending – continua il presidente di CONFIDA – che lo scorso anno cresceva del +3,4% quest’anno subisce una frenata e registra una leggera perdita del -0,1%. D’altronde questo riflette la situazione generale in cui versano in consumi alimentari nel nostro Paese che secondo i dati Istat hanno segnato un calo di circa l’1%”.
Per il settore inoltre non è stata prevista alcuna agevolazione fiscale che in genere viene accompagnata a una misura di tale portata come capitò negli anni Novanta con l’introduzione dei registratori di cassa per i negozi quando fu erogato un credito d’imposta prorogato anche negli anni successivi. “Mi rendo interprete della profonda preoccupazione delle imprese del Settore – afferma il presidente di CONFIDA Lazzari – per invocare un criterio di equità e riaffermare quanto sia necessario stabilire un rapporto di fiducia tra imprese e Amministrazione fiscale sulla base del riconoscimento di un reale sostegno. Per questo abbiamo presentato proposte emendative al disegno di Legge di Bilancio 2017 per una estensione dell’pre-ammortamento al 250% per l’acquisto delle apparecchiature e software necessari. Sarebbe un’autentica una boccata d’ossigeno per il settore”.
Ma non è finita qui. Perché L’Agenzia delle Entrate, come anticipato nel Provvedimento del 30 giugno 2016 considera questo adeguamento costato già alle casse delle aziende del settore 45milioni di euro solo una “fase transitoria” che dovrebbe terminare il 31 dicembre 2022 per poi passare ad una fase a regime mediante nuove ed aggiuntive applicazioni e procedure. Soluzioni, che secondo le indiscrezioni trapelate, costerebbe al settore dieci volte tanto. “Abbiamo calcolato un costo di circa 400 milioni di euro per il settore – precisa il presidente di CONFIDA – un drenaggio finanziario incomprensibile ed insopportabile che porterebbe immediatamente il nostro Settore a collassare con immediate e drammatiche ripercussioni occupazionali per i 30 mila addetti”.
“Sul presupposto del buon lavoro portato avanti al tavolo del confronto tecnico con l’Agenzia delle Entrate che si fa apprezzare sotto il profilo professionale” in occasione degli Stati Generali del Vending che si tengono oggi, 16 novembre, Roma presso Confcommercio alla presenza dell’Agenzia delle Entrate e del Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze Luigi Cassero, CONFIDA ha chiesto con forza che “si verifichino i risultati dei primi anni di sperimentazione. Se i dati riscontrati saranno in linea con le attese dell’Amministrazione Finanziaria, allora vorrà dire che le soluzioni in vigore dal 1° aprile prossimo saranno da ritenersi sufficientemente adeguate e rispondenti ai criteri di trasparenza e certezza su cui si fonda la riforma fiscale”.
Presentate oggi a Torino, in un convegno organizzato da CONFIDA e il Dipartimento di Management dell’Università di Torino, le best practice sostenibili del settore del vending. Tra queste Massimo Cento (in collaborazione con GDA), Lavazza, Sandenvendo Europe e Fas International
Torino, 7 ottobre 2016 – Si è svolto oggi presso la Scuola di Management ed Economia dell’Università di Torino l’incontro “Responsabilità sociale e consumo consapevole: il caso del vending sostenibile”, organizzato da Confida – Associazione Italiana Distribuzione Automatica. Nel convegno sono state presentate le best practice relative alla sostenibilità nel settore della distribuzione automatica in Italia.
Il settore della distribuzione automatica, tramite la sua associazione di categoria CONFIDA, già da qualche anno si è posta il tema della sostenibilità del suo servizio e dei prodotti alimentari che eroga tramite i distributori automatici. Ha così dato vita ad un progetto chiamato “Vending Sostenibile” (www.vendingsostenibile.com) per diffondere le buone prassi in materia di sostenibilità ambientale.
“Nel nostro settore – ha spiegato Piero Angelo Lazzari, presidente di CONFIDA – la sostenibilità è un tema ampio che tocca varie fasi dell’attività: dall’efficienza energetica delle nuove vending machine, che sono sempre meno ‘energivore’, al trasporto dei prodotti fino al contenimento e riciclo dei rifiuti come i fondi del caffè e le confezioni. Il Vending Sostenibile è anche un impegno sulla qualità e sicurezza della nutrizione per presentare ai nostri clienti e per una ampliamento dell’offerta alimentare per tener conto delle differenti esigenze nutrizionali, alimentari e di gusto”.
Nel corso del convegno sono state presentate alcune case history interessanti:
Il rapporto tra gli italiani e la distribuzione automatica è stretto. Da un’indagine promossa da CONFIDA – Associazione Italiana Distribuzione Automaticaemerge che il 52% degli italiani dichiara di aver utilizzato un distributore automatico di cibi e bevande nell’ultimo anno e il 77% si dichiara soddisfatto del servizio.
“La distribuzione automatica – ha concluso Piero Angelo Lazzari, presidente di CONFIDA– è un settore di filiera innovativo e dinamico composto da circa 3.000 imprese in tutta Italia che danno lavoro a 33.000 lavoratori. Il mercato vale 3,4 miliardi di euro con circa 10,5 miliardi di consumazioni erogate all’anno e oltre 800 mila macchine da vending installate in uffici privati, enti pubblici, scuole, ospedali, stazioni e aeroporti. Le vending machine inoltre sono un prodotto del Made in Italy perché i principali fabbricanti sono italiani esportano in tutto il mondo”.
CONFIDA supporta un progetto del Comune di Milano installando una vending machine equosolidale
CONFIDA – Associazione Italiana Distribuzione Automatica, grazie alla collaborazione di Serim e N&W Global Vending, ha realizzato un’installazione di una vending machine che offre prodotti equosolidali in occasione di un convegno del Comune di Milano e Equo Garantito
Milano, 28 settembre 2016– Il commercio equo e solidale passa anche dalla distribuzione automatica. Le vending machine (oltre 800 mila in tutta Italia), raggiungendo in modo capillare i consumatori in tutto il territorio nazionale, possono infatti rappresentare un efficace canale di distribuzione e di comunicazione dei prodotti equosolidali.
Per questo motivo CONFIDA, Associazione Italiana Distribuzione Automatica ha aderito all’iniziativa del Comune di Milano e di Equo Garantito che si è tenuta oggi a Milano presso l’Urban Center in Galleria Vittorio Emanuele: un momento di riflessione focalizzato sull’importanza della sostenibilità anche in ambito alimentare e sulle proposte per rafforzare la conoscenza dei processi che permettono la commercializzazione del prodotto finale, dal coltivatore al consumatore.
La manifestazione si è sviluppata con la tavola rotonda “Food Policy, buone pratiche locali e Commercio Equo e Solidale” alla presenza tra gli altri, di Mauro Parolini Assessore allo Sviluppo Economico della Regione Lombardia e Cristina Tajani, Assessore alle Attività Produttive del Comune di Milano. Ad organizzare il dibattito il Comune di Milano ed Equo Garantito, l’associazione di categoria delle organizzazioni di Commercio Equo e Solidale italiane.
Per l’occasione l’Associazione di categoria CONFIDA insieme all’impresa di gestione Serim e al costruttore di distributori automatici N&W Global Vending hanno installato una “Vending Machine Equosolidale” che ha offerto gratuitamente caffè, cappuccino e cioccolata provenienti da coltivazioni equosolidali. Ad ogni consumazione, sul monitor della macchina, vengono visualizzati video-messaggi a sostegno dei valori centrali comunicati dalla tavola rotonda. Un’occasione per dimostrare il potenziale della distribuzione automatica per la diffusione di messaggi e prodotti “sostenibili”.
Valori in linea con il progetto Vending Sostenibile realizzato da CONFIDA volto alla promozione delle attività sostenibili delle proprie associate e alla valorizzazione delle best practice del settore. Grazie ad un sito internet dedicato (www.vendingsostenibile.com), l’Associazione ha infatti scelto di porre il rispetto dell’ambiente tra i valori-chiave del settore della distribuzione, rimarcandone il ruolo quotidiano nel garantire accesso al cibo, sicurezza alimentare, informazione al consumatore, educazione alimentare, tecnologie e prodotti eco-sostenibili.
Il Presidente di CONFIDA, Piero Angelo Lazzari, ha commentato: “L’evento di oggi è un’importante testimonianza dell’impegno dell’intera filiera sui temi della sostenibilità economica e ambientaleche vede la realizzazione di molti progetti messi in campo dalle singole aziende del settore”.
Si è tenuta oggi a Firenze “Vending Florence”, il convegno sulle novità del mercato della Distribuzione Automatica organizzato dall’associazione italiana distribuzione automatica CONFIDA e la sua omologa spagnola ANEDA
Firenze, 23 settembre 2016 – Si è tenuta oggi nella splendida cornice di Palazzo Medici Riccardi a Firenze “Vending Florence”, la conventionsulle novità del mercato della Distribuzione Automatica organizzata da Confida, l’associazione italiana distribuzione automaticae Aneda, l’omologa associazione spagnola. Nella conferenza è stata presentata un’indagine sul rapporto tra gli italiani e la distribuzione automatica da cui emerge che il 52% dei consumatori dichiara di aver utilizzato un distributore automatico di cibi e bevande nell’ultimo anno e il 77% si dichiara soddisfatto del servizio.
“La distribuzione automatica è un settore di filiera innovativo e dinamico– spiega Piero Angelo Lazzari, presidente di Confida – conun mercato che vale 3,4 miliardi di euro con circa 5 miliardi di consumazioni erogate all’anno da 800 mila macchine da vending di cui le nostre aziende italiane sono i fabbricanti leader in tutto il mondo”.
“Tuttavia non ci accontentiamo di questi numeri – prosegue Piero Angelo Lazzari– perché il consumatore sta rapidamente cambiando: è più attento alla qualità dei prodotti, desidera prodotti e servizi diversificati in base ai suoi gusti e vuole interfacciarsi con macchine tecnologicamente avanzate. I prossimi anni rappresenteranno quindi una sfida importante per il vending che dovrà allinearsi a queste nuove esigenze del consumatore e già lo sta facendo”.
La qualità e l’ampliamento dell’offerta alimentarerappresentano un punto centrale della strategia del settore. Confida ha dato vita ad una certificazione specifica per il settore del Vending chiamata TQS Vending, realizzata in collaborazione con CSQA, che permette a enti pubblici, aziende private e soprattutto al consumatore di valutare la qualità del servizio offerto tramite il distributore automatico. Mentre una seconda certificazione, chiamata DTP-114, è stata fatta per elevare la qualità del caffè in grani che rappresenta circa il 55% delle consumazioni erogate attraverso i distributori automatici.
“Oltre all’impegnosulla qualità del servizio e dei prodotti– continua il presidente di Confida – il settore si sta sempre più orientando anche per una ampliamento dell’offerta alimentare per tener conto delle differenti esigenze nutrizionali, alimentari e di gusto”.
Il secondo trend del vending del futuro è la tecnologia. La pausa caffè o lo spuntino in ufficio come a scuola o in università diventerà nei prossimi anni sempre più tecnologica. I distributori automatici di cibi e bevande stanno integrando funzioni “intelligenti”.
Si parla oggi di smart vending in relazione a distributori automatici che integrano schermi touch, sistemi di telemetria, pagamento tramite mobile, controllo da remoto della macchina e dell’assortimento dei prodotti, incrocio tra i dati (“Big Data”) della macchina con dati esterni (es. temperatura, numero di dipendenti dell’azienda ecc) fino a modelli di comunicazione interattiva col cliente e analisi delle sue preferenze.
“Siamo solo all’inizio della rivoluzione digitale del vending – conclude Piero Lazzari, presidente di CONFIDA – ma sappiamo già che le nuove macchine sono in grado di cambiare radicalmente il rapporto col consumatore che potrà attraverso uno schermo touch o tramite lo smartphone personalizzare la propria bevanda, ordinarla e pagarla con una App di pagamento”
Le smart vending machinesecondo i dati dell’Osservatorio Internet of Things del Politecnico di Milano sono già 80.000, circa il 10% dei distributori automatici.
Il presidente di CONFIDA, l'associazione nazionale della Distribuzione Automatica, conferma i dati diffusi dalla Camera di Commercio di Milano sulla Distribuzione Automatica
Milano, 31 agosto 2016 – Il settore della Distribuzione Automatica sta crescendo. CONFIDA, l’unica associazione di categoria che rappresenta i diversi comparti merceologici dell'intera filiera della Distribuzione Automatica, conferma i dati diffusi oggi dalla Camera di Commercio di Milano relativi alla crescita del numero delle imprese del settore.
“Il mercato della Distribuzione Automatica in Italia – spiega Piero Angelo Lazzari, presidente di CONFIDA – vale di 3,4 miliardi di euro e anche il fatturato è in crescita del + 3,1% con 10,5 miliardi di consumazioni erogate all’anno da oltre 800 mila vending machine installate in tutta la Penisola”.
“I dati della Camera di Commercio di Milano – continua Lazzari – mostrano come il vending sia un mercato dinamico, in grado di attrarre nuove iniziative imprenditoriali e start up. Il mercato è costituito da alcune medio e grandi aziende ma soprattutto da moltissime PMI che operano prevalentemente in territori circoscritti per le modalità del servizio che comprende l’installazione della macchina, la sua manutenzione e pulizia periodica e il rifornimento dei prodotti”.
“La Lombardia si conferma come il primo mercato per la Distribuzione Automatica. Le motivazioni sono storiche. Il mercato della distribuzione automatica, infatti, nasce nel Dopoguerra – spiega il presidente Lazzari – e si diffonde a partire dagli anni 60 all’interno delle grandi imprese del Nord Italia dove si sviluppano sia le imprese di fabbricazione delle vending machine, che oggi sono un vanto del Made in Italy perché vendono in tutto il mondo, sia le società di gestione che si occupano del servizio”.
Da allora la distribuzione automatica è cresciuta anche nell’offerta dei prodotti. “Il settore è nato col caffè e con alcune bevande fredde – continua il presidente di CONFIDA – ma oggi i distributori automatici sono in grado di offrire una vastissima gamma di prodotti: dalle bevande calde, a quelle fredde, agli snack, fino ai pasti pronti. Si sta sviluppando anche un’offerta specifica di prodotti con attenzione alle diverse esigenze nutrizionali e alimentari”.
Due ulteriori aree sviluppo sono: l’offerta del non-food, ossia la vendita tramite distributori automatici di altri prodotti (dai prodotti farmaceutici da banco, abbigliamento e altre merceologie) e l’integrazione del vending col canale fisico dei negozi che attraverso la vending machine possono offrire i propri prodotti 24 ore al giorno e 7 giorni su 7.
Da una ricerca commissionata da CONFIDA il 52% degli italiani dichiara di aver utilizzato un distributore automatico di cibi e bevande nell’ultimo anno. Di questi il 27% li utilizza quotidianamente; il 30% da una a tre volte alle settimana; un ulteriore 19% da una a tre volte al mese. La fascia di età più rappresentata tra gli utilizzatori del vending è quella tra i 25 e i 54 anni, senza particolare distinzione tra uomini e donne. Il 77% si dichiara soddisfatto del servizio.
CONFIDA
Costituita il 13 luglio del 1979, CONFIDA è, a livello nazionale, l’unica associazione di categoria che rappresenta i diversi comparti merceologici dell'intera filiera della Distribuzione Automatica di alimenti e bevande. Aderisce a Confcommercio – Imprese per l'Italia e, nell'ambito UE, è partner di EVA (European Vending Association). Nel 2015 il settore ha fatturato, tra mercato automatico e porzionato, complessivamente 3,4 miliardi di euro e ha erogato 10,5 miliardi di consumazioni a 30 milioni di italiani. La quota di distributori automatici conta oltre 800 mila vending machine installate lungo la Penisola che erogano caffè, bevande (calde e fredde), snack o panini e pasti pronti.
Si è svolto il 6 luglio a Prato il convegno sull’Eco-vending, organizzato da Confida e Confcommercio Toscana e con la partecipazione di Anci Toscana e Adiconsum
I cantucci di Prato? Presto, forse, si potranno acquistare anche dal distributore automatico, assieme al classico bicchierino di caffè e agli altri prodotti tradizionalmente distribuiti dal vending. Inserire le produzioni artigianali ed enogastronomiche tipiche dei territori nei canali distributivi del vending è infatti una delle proposte nate durante il convegno “Eco-vending: il contributo delle imprese della distribuzione automatica per un territorio sostenibile”, che si è tenuto mercoledì 6 luglio 2016 a Prato, su iniziativa di Confcommercio Toscana e Confida in collaborazione con Anci Toscana e Adiconsum.
Ed è stato proprio il presidente di Anci Toscana Matteo Biffoni a lanciare la proposta: “sono molto favorevole a valutare protocolli di intesa che vadano in questa direzione. Ci sarebbero benefici per tutti: i prodotti “a chilometro zero” potrebbero trovare nella distribuzione automatica un alleato potente, nell’ottica di rafforzare la loro presenza sul mercato. Gli operatori del vending avrebbero l’opportunitàdi entrare in contatto con nuovi segmenti di mercato. Infine, noi amministratori avremmo una ulteriore possibilità politica di intervenire positivamente nelle dinamiche economiche del territorio”.
Di base, la crescente consapevolezza che il settore della distribuzione automatica sia diventato sempre più importante. “Ha avuto il merito di intercettare le esigenze dei consumatori, che passano sempre più tempo fuori casa – ha sottolineato l’assessore alle attività economiche della Regione Toscana Stefano Ciuoffo, “siamo ormai un popolo di “migranti” giornalieri per lavoro o per divertimento e le “macchinette” ci garantiscono in molti luoghi un momento di pausa, relax e ristoro. Il volto del commercio a cui eravamo abituati è molto cambiato e la Regione Toscana vuole tenerne conto, nel lavoro di riscrittura del Codice del Commercio al quale chiamiamo a collaborare le associazioni di categoria”. Ciuoffo ha quindi anticipato che anche il vending troverà un posto nella nuova legge: “è una delle nuove espressioni del commercio e ha bisogno di spazi normativi più avanzati”.
“Ogni giorno almeno un italiano su due acquista qualcosa ad una “macchinetta” – ha ricordato il direttore di Confcommercio Toscana Franco Marinoni – se questo segmento di mercato è cresciuto è anche per la professionalità dimostrata dai suoi operatori, che sono capaci di cogliere il cambiamento con strumenti innovativi, puntando alla qualità e assecondando, o anche anticipando, le esigenze dei consumatori”.
La distribuzione automatica, arrivata in Europa dagli Stati Uniti negli anni sessanta, ha trovato in Italia una delle massime realizzazioni: non a caso la fiera biennale di settore Venditalia organizzata da Confida è diventata l’evento principale a livello internazionale per gli addetti ai lavori. “Il progetto CONFIDA per un sistema vending sostenibile vuole essere, anzitutto, una proposta per una nuova cultura d’impresa che pone al centro il servizio alla persona e alle collettività e, al tempo stesso, una proposta di lavoro per un modo innovativo di fare impresa insieme ad Amministratori e ai portatori di interessi e di rappresentanza per la valorizzazione del territorio" ha dichiarato il presidente nazionale di Confida Piero Angelo Lazzari.
Ai lavori, moderati dal vicedirettore di Confcommercio Toscana Gianni Picchi, hanno partecipato anche la presidente di Adiconsum Toscana Grazia Simone, che ha riassunto nel motto “qualità, scelta, informazione e trasparenza” i desiderata dei consumatori nei confronti del vending, poi la presidente Gruppo imprese di gestione di Confida Alessandra Zamperini e Ottavio della Portella, responsabile della commissione Vending Sostenibile Confida. In sala molti imprenditori toscani del settore. Alcuni hanno dato testimonianza delle loro best pratice aziendali: Roberto Pace – Gedac Vending, Roberto Bianchini – Caffè d’Italia, Flavia De Rossi – Tritech by Fas e Lorando Alunni Ferracci – SIDEA Italia.
CONFIDA: Noi sempre per libera concorrenza, faremo ricorso
Milano, 14 giugno 2016 – CONFIDA, l’associazione nazionale di categoria del settore della distribuzione automatica, intende fare ricorso al Tribunale Amministrativo del Lazio per chiedere l’annullamento della decisione annunciata oggi dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. L’associazione non condivide infatti le conclusioni a cui è giunta l’Authority, che sembrano piuttosto il frutto di un totale travisamento delle regole di funzionamento dei mercati della distribuzione automatica e delle logiche che li sottendono. CONFIDA è certa di aver sempre operato nel pieno rispetto delle regole poste a tutela della concorrenza e dei consumatori e continuerà a farlo.
Con una decisione adottata oggi, all’esito di un’istruttoria avviata lo scorso 17 luglio 2014, l’Autorità Antitrust ha ritenuto che le principali imprese operanti nel settore delle Vending machine (Gruppo Argenta S.p.A., D.A.E.M. S.p.A e le sue controllate Molinari S.p.A., Dist.Illy S.r.l., Aromi S.r.l., Dolomatic S.r.l. e Govi S.r.l. (Gruppo Buon Ristoro), Ge.S.A. S.p.A., Gruppo Illiria S.p.A., IVS Italia S.p.A. Liomatic S.p.A., Ovdamatic S.r.l. Sogeda S.r.l., Sellmat, SE. RI. M., Supermatic) e l’associazione di categoria CONFIDA, tra il 2010 e il 2014, abbiano posto in essere un’intesa restrittiva della concorrenza volta alla ripartizione della clientela e all’innalzamento coordinato dei prezzi, in violazione dell’articolo 101 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione europea. L’Autorità Antitrust ha comminato sanzioni pecuniarie per un totale di Euro 100.750.028; la sanzione inflitta a CONFIDA è di Euro 190.116.
I comportamenti ascritti a CONFIDA non avevano né finalità né effetti anticoncorrenziali. L’associazione, infatti, ha sempre operato nell’interesse esclusivo dei clienti e dei consumatori finali, nel rispetto delle proprie competenze statutarie.
Quanto alle singole accuse mosse dall’Antitrust, come già argomentato nel corso dell’istruttoria:
Nessuna di queste condotte avrebbe potuto alterare il normale gioco competitivo tra le imprese del settore. Al contrario, la tutela della concorrenza e dei consumatori hanno sempre ispirato le iniziative dell’associazione, che continuerà a lavorare per migliorare la qualità dei prodotti e dei servizi, con l’obiettivo di soddisfare sempre più i propri clienti e garantire che la pausa sia vissuta da tutti come un piacevole momento di relax.
Mercoledì 6 luglio 2016 alle ore 10 presso la Sala Consiliare di Palazzo Banci Buonamici, in via Ricasoli 25, si parla di “ECO-Vending: il contributo delle imprese della distribuzione automatica per un territorio sostenibile”.
Tra i relatori insieme al presidente nazionale di Confida Piero Angelo Lazzari e al direttore di Confcommercio Toscana Franco Marinoni anche il presidente di ANCI Toscana Matteo Biffoni, sindaco di Prato, e la presidente regionale di Adiconsum Grazia Simone.
Presente per i saluti istituzionali anche l’assessore regionale alle attività produttive Stefano Ciuoffo.
Milano, 4 luglio 2016*** Sono almeno 30 milioni gli italiani che ogni giorno utilizzano i distributori automatici per acquistare non solo snack o bevande, ma anche prodotti per l’igiene personale, giochi, cancelleria e molto altro. Un settore commerciale in forte espansione, a cui sarà dedicato il convegno “ECO-Vending: il contributo delle imprese della distribuzione automatica per un territorio sostenibile”, in programma mercoledì 6 luglio 2016 a Prato.
L’appuntamento è per le ore 10 presso la Sala Consiliare di Palazzo Banci Buonamici, in via Ricasoli 25. A organizzarlo sono Confcommercio Toscana e CONFIDA, l’Associazione nazionale che rappresenta le imprese operanti nel settore della distribuzione automatica. A parlare del tema assieme al presidente di Confida Piero Angelo Lazzari e al direttore di Confocmmercio Toscana Franco Marinoni sono stati invitati tra gli altri anche il presidente di ANCI Toscana Matteo Biffoni, sindaco di Prato, e la presidente regionale di Adiconsum Grazia Simone. Sarà presente per i saluti istituzionali anche l’assessore regionale alle attività produttive Stefano Ciuoffo.
“In questi ultimi anni la distribuzione automatica ha conosciuto un vero boom”, sottolinea il direttore di Confcommercio Toscana Franco Marinoni, che aprirà i lavori, “sono sempre di più le persone che hanno a che fare quotidianamente con le cosiddette “macchinette”, a partire da quella per il caffè a capsule o cialde, sempre più diffuse nelle case e negli uffici. Se da un lato si tratta di un business interessante da esplorare per chi fa impresa, dall’altro pone alcune questioni legate all’impatto ambientale e sociale, che cercheremo di affrontare nel convegno insieme ai rappresentanti dell’Anci. È infatti ai Comuni, insieme alla Regione, che spetta definire precise regole per la tutela del territorio e la sostenibilità ambientale e sociale di tutte le attività economiche, comprese quelle della ristorazione e del commercio”.
I distributori automatici installati lungo tutta la Penisola sono più di 800 mila ed erogano 5 miliardi di consumazioni all’anno (160 al secondo). A spingere il settore c’è la grande fiducia da parte dei consumatori, disponibili a pagare anche con carta di credito e bancomat. Nel 2015 il settore ha registrato un fatturato di circa 3,4 miliardi di euro (+3,1%) e 10,5 miliardi di consumazioni (+2,6%) rispetto al 2014.
La distribuzione automatica, arrivata in Europa dagli Stati Uniti negli anni sessanta, ha trovato in Italia una delle massime realizzazioni: non a caso la fiera biennale di settore Venditalia organizzata da Confida è diventata l’evento principale a livello internazionale per gli addetti ai lavori. “Il progetto CONFIDA per un sistema vending sostenibile vuole essere, anzitutto, una proposta per una nuova cultura d’impresa che pone al centro il servizio alla persona e alle collettività e, al tempo stesso, una proposta di lavoro per un modo innovativo di fare impresa insieme ad Amministratori e ai portatori di interessi e di rappresentanza per la valorizzazione del territorio" ha dichiarato il presidente nazionale di Confida Piero Angelo Lazzari.
In crescita sia il mercato tradizionale (+3,4%) che quello del caffè porzionato in case e uffici (+1,9%)
Il fatturato delle Top 10 Gestioni è pari al 21% del valore complessivo del mercato 2015
I consumi ai distributori automatici sono in linea con la moderata ripresa dell’economia del nostro Paese e con un ritorno della fiducia da parte del consumatore.
30 milioni di italiani utilizzano i distributori automatici e, considerando i consumi sia dai distributori automatici tradizionali che dalle macchine a capsule e cialde sempre più diffuse nelle case e negli uffici, nel 2015 si registra un fatturato di circa 3,4 miliardi di euro (+3,1%) e 10,5 miliardi di consumazioni (+2,6%), rispetto al 2014.
Il mondo del vending è prevalentemente legato alle attività delle società di gestione che si occupano di installazione, manutenzione e rifornimento delle macchine presso il cliente; tuttavia negli ultimi anni si sta registrando una variazione nelle scelte di acquisto del consumatore con particolare riferimento al caffè porzionato. Accenture ha realizzato per CONFIDA – Associazione Italiana della Distribuzione Automatica uno studio di mercato sulle tendenze di consumo.
Quest’anno per la prima volta si è preso in considerazione nel panel di riferimento dello studio il mercato globale della distribuzione automatica e semi automatica, includendo tutto il segmento del caffè porzionato, a prescindere dal canale di approvvigionamento scelto dal consumatore ed alternativo a quello delle sole gestioni (GDO, Internet, import, torrefattori, ecc.).
Il mercato del caffè porzionato
Il dato globale del consumo del caffè porzionato in Italia nel 2015 segna una crescita delle consumazioni del +1,9%, calcolato tenendo conto non solo del dato proveniente dalle imprese di gestione, che tradizionalmente forniscono la macchina in uso gratuito e il servizio di somministrazione del caffè in capsule o cialde monodose, ma anche di alcune evoluzioni del mercato che ne hanno modificato le caratteristiche e l’andamento:
– Diversi clienti (es. uffici) abbandonano la formula del servizio in uso gratuito delle macchine semiautomatiche per avvalersi direttamente delle offerte dei canali retail, GDO e acquisti online,
– In molti uffici la proprietà non mette più a disposizione il caffè ai dipendenti, che si stanno organizzando tra loro contattando direttamente il gestore per avere una macchina installata,
– Le torrefazioni stanno aumentando la produzione e commercializzazione di capsule compatibili, dato confermato anche dall’aumento della produzione delle capsule vuote (senza caffè) da parte delle aziende specializzate,
– Piccoli negozi alimentari (non bar) attrezzati per la pausa pranzo (es. salumerie, formaggi freschi) stanno richiedendo sempre di più soluzioni automatiche per offrire caffè ai clienti, non volendo acquistare una macchina da caffè professionale per il locale.
L’attività delle imprese di gestione, che rappresenta il 25% delle consumazioni totali di caffè porzionato, ha fatto registrare nel 2015 un calo significativo in termini quantitativi rispetto al 2014 (consumazioni -7,1%, parco macchine, -8,6%).
Il mercato della distribuzione automatica
Le rilevazioni sul mercato della distribuzione automatica tradizionale evidenziano un lieve incremento dei volumi da imputare al maggior numero di giorni lavorativi del 2015 e alla particolare stagionalità dell’anno che ha notevolmente influenzato il mix dei consumi.
Si registra infatti una forte crescita nei consumi delle bevande fredde (+10,5%), condizionata dalle alte temperature estive che, in particolare nel mese di luglio 2015, sono state nettamente superiori rispetto all’anno precedente, mentre sono stabili i consumi di bevande calde e snack.
I prodotti alimentari consumati dai distributori automatici sono ancora principalmente gli snack tradizionali (utili al fuori pasto, non in risposta al bisogno di alimentarsi), tuttavia si registra una crescita di prodotti freschi e sostituitivi del pasto, in particolare panini (+7,2%) e pasti pronti (+18,8%), anche se continuano a rappresentare una nicchia di mercato.
I prodotti prelevati con maggior frequenza sono le bevande sia calde che fredde, indice del fatto che i distributori automatici sono prima di tutto avvicinati per soddisfare la voglia di un caffè e per togliersi la sete.
La distribuzione automatica si conferma un canale grazie al quale il prodotto e lo scaffale vannolà dove il consumatore lavora, studia, parte, arriva, è in attesa … le ‘macchinette’ propongono (e di fatto affermano) un modello diverso di relazione commerciale.
“Grazie a queste sue caratteristiche, il vending mantiene complessivamente la sua dinamicità pur avendo avuto importanti ripercussioni dai recenti anni di crisi economica sulla produzione di distributori automatici per il mercato italiano. Attendiamo che al dato ISTAT, che fa riferimento ad una moderata ripresa, segua al più presto un dato più rassicurante per quanto riguarda gli investimenti senza i quali non c’è vera ripresa strutturale.” Dichiara Piero Angelo Lazzari, Presidente CONFIDA.
Il futuro della distribuzione automatica
In questi ultimi anni la distribuzione automatica ha progressivamente diversificato la sua sfera di attività sia come business a sé (in diverse location), ampliando gamma e tipologia di prodotti offerti, non solo food; sia come tecnologia complementare al negozio tradizionale, offrendo numerosi vantaggi completando l’offerta del canale fisico, assortimento di prodotti, fidelizzazione al marchio, efficienza organizzativa e migliore esperienza di acquisto per il cliente.
Inoltre, oggi, grazie anche all’integrazione con internet e con i moderni dispositivi digitali, la vending machine sta esplorando nuove modalità di servizio al consumatore
trasformandosi da semplice strumento di erogazione di un prodotto a touch point informativo e di servizio in grado di personalizzare l’offerta in base ai nuovi trend di consumo per un cliente sempre più attento allo stile di vita consapevole, alle tematiche ambientali e di sostenibilità.
Per questi motivi è sempre più frequente trovare il distributore automatico integrato nei negozi tradizionali di abbigliamento, elettronica di consumo, fiori, beauty e profumeria, fino ai casi molto particolari di opere d’arte, e lampadine.
Pertanto, si chiamino pure simpaticamente “macchinette”, ma in realtà questo termine racchiude in sé una complessa organizzazione imprenditoriale che mette insieme professionalità, modelli di business, soluzioni tecnologiche e innovazioni.