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La Distribuzione Automatica in Italia

 

Oltre 30.000 addetti e più di 1.000 imprese. Un’eccellenza del Made in Italy al servizio di oltre 20 milioni di italiani.

Un settore sano e trasparente, con un’incidenza delle imposte sui ricavi superiore al 2%, più del doppio della media delle imprese del commercio e oltre il 50% della media nazionale.

Un settore che resiste alla crisi, anche se il 2012 per la prima volta chiude con il segno meno.

 

Milano, 2 maggio 2013 – La distribuzione automatica, il vending, è un settore moderno e innovativo, che sempre più suscita l'interesse dei consumatori, ma che è ancora fortemente legato alla tradizione del caffè espresso e alla pausa ristoro nei luoghi di lavoro: questo è ciò che emerge dai più recenti studi che hanno analizzato il comparto.

 

Siamo all'alba di una nuova era: la distribuzione automatica dai luoghi chiusi delle fabbriche e degli ospedali, sempre di più si offre al consumatore nei più svariati contesti, diventando di fatto uno strumento di vendita a disposizione di mercati fino ad oggi lontani (elettronica di consumo, abbigliamento, cosmetica, ecc).

 

Pur con uno sguardo al futuro, il vending, eccellenza del Made in Italy, inarrivabile nella qualità e nel design dalla concorrenza estera, è solidamente legato al suo ruolo caratteristico, quello di protagonista indiscusso della pausa caffè.

 

La crisi occupazionale degli ultimi anni e una minore propensione agli acquisti nei consumi fuori casa solo in parte hanno toccato il vending. Anzi, tra il 2009 e il 2012, secondo uno studio condotto da Demoskopea per conto di CONFIDA, gli italiani che scelgono i distributori automatici sono aumentati di circa 1 milione, raggiungendo la soglia di 23 milioni di utilizzatori, di cui oltre 10 milioni abituali.

 

Dall'aggiornamento dello studio di settore curato da Accenture per conto di CONFIDA da ormai diversi anni, il parco macchine installato nel 2012 è di circa 2.400.000 distributori automatici di cui oltre 1.600.000 riguarda le piccole macchine per ufficio funzionanti a capsule e cialde, mentre la restante parte è riferita ai grandi distributori automatici di bevande calde, fredde e prodotti solidi preconfezionati.

 

Numero distributori automatici installati in Italia

 

2010

2.405.883

2011

2.487.450

2012

2.431.394

 

 

Oltre 6 miliardi i prodotti erogati in un anno, ma due da soli coprono oltre l'80% delle erogazioni: il caffè espresso (circa 4,5 miliardi) e l'acqua (circa 700 milioni di bottiglie da 0,5 litri).

Centinaia le referenze di bevande, succhi e snack offerti dal settore, nella quasi totalità prodotti di marca o di tradizione del territorio, che però coprono meno del 20% del fatturato. Un servizio quindi che nonostante la grande leva dei due prodotti trainanti, investe in assortimento e logistica per offrire la più completa pausa agli utenti.

 

N. consumazioni TOTALI

6.338.401.473

OCS*

1.598.870.467

Caldo

2.905.758.518

Bevande Fredde**

982.415.122

Snack

837.907.300

Gelati

11.689.646

Pasti pronti

1.760.420

 

(*) Office Coffee Service (piccoli distributori automatici a capsule o cialde)

(**) qualsiasi formato (PET/Lattine/Brik). Acqua inclusa.

 

Nonostante la predominanza dei consumi nei luoghi di lavoro, in netta crescita l'offerta nei luoghi commerciali (centri commerciali e negozi), nei luoghi di attesa e in quelli di svago. Sempre più per ragioni di scelta e non più per necessità. Tra tutte, dominante la "voglia di un caffè" (nel 48% dei casi la motivazione che spinge al consumo al distributore automatico) seguita, a grande distanza, dalla "voglia di saziare velocemente fame e sete" (23%).

 

Un'offerta sempre più di qualità ha determinato uno spostamento dei prezzi al consumo, nell'ultimo anno, che ha consentito al comparto delle imprese di gestione di distributori automatici di chiudere con un calo di fatturato pari allo 0,78% a fronte di una diminuzione delle consumazioni che è risultata del -2,74%.

 

"Il 2012 si chiude in sostanziale tenuta, anche se il quadro è complesso da definire. Da un lato l'aumento di consumatori che sempre di più scelgono la distribuzione automatica per le proprie esigenze di consumo, dall'altro la crisi occupazionale, che sottrae utenza dai luoghi tradizionali dove opera il vending.

Da un lato la trasmigrazione dei consumi verso il nostro canale per effetto di un favorevole equilibrio qualità / prezzo, dall'altro la crisi degli acquisti che diminuisce la capacità di spesa. Certo è – dice Lucio Pinetti, Presidente di CONFIDA – che i numeri del vending chiaramente esprimono il positivo ruolo del nostro comparto, specialmente in questi anni difficili. Vale la pena ricordare che nonostante i pesanti aumenti dei costi che negli ultimi anni hanno subito le nostre imprese, i prezzi al consumo di poco si sono spostati dai tempi in cui il caffè alla macchinetta si pagava in lire."

 

Difficile il momento per il comparto manufatturiero della filiera, in particolare per i produttori di distributori automatici, sistemi di pagamento e accessori, che invece non riescono a uscire dalla stagnazione.

 

"E' necessaria una decisa ripresa degli investimenti, anche nel nostro settore. I distributori automatici di oggi sono uno straordinario esempio di tecnologia e innovazione, in grado di operare con i più moderni sistemi di pagamento ed offrire una moltitudine di servizi complementari, prima tra tutte la connessione alla rete. Ma la qualità ha un prezzo e non possiamo pretendere che al regime di prezzi attuale si possano coprire i maggiori costi dell'integrazione e dell'innovazione." Continua Pinetti.

 

Fatturato annuo del Settore (€)

 

ANNO

IMPRESE DI GESTIONE

IMPRESE DI FABBRICAZIONE D.A. E ACCESSORI

2010

2.102.808.596

397.908.869

2011

2.154.793.711

395.520.000

2012

2.137.551.495

393.587.245

 

 

La distribuzione automatica, un settore trasparente.

 

Da un'indagine condotta da CONFIDA realizzata utilizzando "Leanus", un innovativo software di elaborazione e analisi di bilanci sviluppato da un team di esperti e MBA dell'università Bocconi di Milano e confrontando i dati con quelli ottenuti dallo studio di Accenture,  si evidenzia una piena coerenza tra le rilevazioni delle ricerche di mercato e le dichiarazioni di fatturati e prezzi che emergono dai bilanci. Significativo il dato relativo all'incidenza delle imposte sui ricavi a carico delle imprese della distribuzione automatica: nel 2011 in media il 2,2%, rispetto alla media delle imprese del commercio (1%) e alla media nazionale (1,6%).

Questi dati attestano l'efficacia per il comparto degli studi di settore fiscali, un prezioso orientamento per il corretto comportamento e un controllo mirato in materia tributaria.

Sul piano della trasparenza fiscale è un dato oggettivo il debito strutturale dello Stato nei confronti del Settore della Distribuzione Automatica causato dall’attuale limite dei crediti Iva compensabili, ampiamente superati. Si stima che ad oggi giacciano   nelle casse dello Stato, in attesa di essere rimborsati alle imprese del Vending, circa 100 milioni di Euro, la cui indisponibilità per le imprese non incide solo nell’equilibrio tributario ma ha ripercussioni dirette anche sulle dinamiche economiche delle aziende (solo per fare due esempi: crisi di liquidità e rallentamento degli investimenti).

“Un Settore trasparente e con i conti in regola – afferma Lucio Pinetti – che, non solo, contribuisce più di molti altri comparti economici al pagamento delle imposte ma che vede proprio lo Stato tra i suoi più grandi debitori.”.   

 

Il futuro della distribuzione automatica

 

Molte le aspettative rispetto all’evoluzione dei distributori automatici. I consumatori sono più attenti rispetto a ciò che acquistano e vogliono essere sempre più informati. In questa direzione si prevede un ampio spazio per i distributori di nuova generazione con display interattivi e touch screen, nei quali poter indicare molte più informazioni rispetto a quelle oggi disponibili relativamente ai prodotti offerti, quali le caratteristiche nutrizionali (importanti per il 74,6% dei consumatori intervistati da Demoskopea), la marca della miscela di caffè (81,1%) e modalità e tempistiche della manutenzione delle attrezzature, come la data di inserimento del prodotto (84,2%).

Sicuro l'impiego dei distributori automatici come attività complementare nel mondo della distribuzione, organizzata e tradizionale, di prodotti alimentari e non, dai distributori di creme solari e infradito in spiaggia a quelli di pesto alla genovese artigianale nei porticcioli liguri, solo per fare degli esempi concreti e già presenti sul mercato.

 

"Il mondo delle idee appartiene al Vending. Se esiste un prodotto, esiste sicuramente un distributore automatico per poterlo vendere". Conclude Lucio Pinetti

 

 

 

CONFIDA – Associazione Italiana Distribuzione Automatica

Via Giovanni Marradi, 1  20123  Milano

Tel. 02 33106427  Fax 02 33105705

E-mail confida@confida.com

 

Ufficio Stampa:

Federica Bertoglio

Tel 327 8540685

E-mail: federica.bertoglio@venditalia.com

Il Governo aumenta l’IVA ai distributori automatici: più amara la pausa caffè per oltre 20 milioni di Italiani.

Il governo aumenta l'IVA ai distributori automatici: più amara la pausa caffè per oltre 20 milioni di Italiani.

 

Milano, 1 giugno 2013 – La previsione di aumento dell'iva sulle bevande e alimenti venduti nei distributori automatici, annunciato dal Governo per finanziare l'Ecobonus, colpisce oltre 20 milioni di Italiani, che dal 1 Gennaio 2014 avranno l'amara sorpresa di un rincaro dei prezzi di tutti i prodotti presenti nelle macchinette.

Un settore che per oltre un decennio è stato capace di mantenere inalterati i prezzi al consumo nonostante il passaggio dalla Lira all'Euro e il costante aumento dei costi di gestione di questi anni oggi, per legge, sarà costretto ad aumentare i prezzi.

"Fabbriche, scuole, ospedali, luoghi destinati alle collettività, sorprende come lo Stato abbia voluto colpire proprio queste fasce di consumo che, in particolare in questi anni di crisi, grazie al favorevole rapporto qualità prezzo, nel distributore automatico, hanno finora trovato una valida soluzione di acquisto" dice Lucio Pinetti, presidente di CONFIDA – Associazione Italiana Distribuzione Automatica.

L'incremento dell'IVA sui prodotti somministrati attraverso i distributori automatici comporterà un aumento di almeno cinque centesimi sul caffè e le bevande calde e di circa dieci centesimi sulle bevande fredde e gli snack.

Le nuove banconote da 5 Euro: nessuna criticità ma le aziende già all’opera per minimizzare i disagi

Milano, 24 maggio 2013 – La Distribuzione Automatica in Italia è un settore che conta un parco macchine installato nel 2012 di circa 2.400.000 distributori di cui oltre 1.600.000 riguarda le piccole macchine per ufficio funzionanti a capsule e cialde, mentre la restante parte è riferita ai grandi distributori automatici di bevande calde, fredde e prodotti solidi preconfezionati. La modalità più comune per il pagamento è la moneta o la chiave elettronica. Si stima che in Italia siano circa 100.000 i da di alimenti e bevande corredati di lettore di banconote.
“Anche se per le ragioni sopra descritte le banconota da 5 Euro non rappresenta un criticità per il comparto né per il consumatore (stante i prezzi dei prodotti ben al di sotto di questo valore), le imprese stanno lavorando al fine di minimizzare eventuali disservizi legati alla mancata accettazione del nuovo taglio.” Dice Lucio Pinetti, Presidente di CONFIDA – Associazione Italiana Distribuzione Automatica.
“Rendere diffusa l’accettazione di una nuova banconota è un’azione che richiede particolari attenzioni, infatti, così come accade anche per le monete, per la discriminazione mediante dispositivi elettronici, sono necessari processi strutturati volti ad ottenere il migliore compromesso possibile tra sicurezza e percentuale di accettazione.” Mario Majo, Presidente del Gruppo Imprese di fabbricazione di distributori automatici ed accessori per gli stessi  di CONFIDA nonché rappresentante in Italia di un’azienda multinazionale produttrice di sistemi di pagamento.
Il dispositivo elettronico deve infatti tutelare l’impresa nell’individuazione dei falsi e allo stesso tempo deve offrire la migliore funzionalità al consumatore (accettazione della banconota in possesso del cliente possibilmente al primo tentativo). Questo equilibrio si ottiene mediante l’utilizzo di un’appropriata tecnologia applicata al lettore e la capacità di raccogliere un campione rappresentativo. Gli occhi elettronici dei sistemi di pagamento rivelano particolari generalmente non visibili all'occhio umano che sono direttamente collegati al processo di stampa (oltre 8 diversi siti in Europa) e ai fornitori di materie prime.
Per tutti i consumatori del caffè al distributore automatico i tempi di attesa per veder accettata la nuova banconota da €5 non sono comunque lunghi.
Migliaia di tecnici attivi nel settore hanno già iniziato a recarsi su tutti i punti vendita. Il lavoro di aggiornamento sarà terminato al massimo in un paio di mesi. Resta sempre inteso che criticità specifiche possono essere segnalate al gestore di distributori automatici sempre individuabile su ogni apparecchiatura che di certo provvederà tempestivamente alla risoluzione dell’inconveniente.

VendingtoGo – VendHoreca – Venditalia Self Expo: in mostra la tradizione e l’innovazione della distribuzione automatica

VendingtoGo – VendHoreca – Venditalia Self Expo: in mostra la tradizione e l’innovazione della distribuzione automatica

 

Il Vending, un servizio utilizzato ed apprezzato quotidianamente da milioni di persone sarà in mostra nei prossimi mesi in 5 città italiane. 

 

 

Milano, 17 aprile 2013 – La Distribuzione Automatica, eccellenza economica italiana, presenta i suoi operatori e le sue tecnologie e si apre ad altri canali distributivi per lanciare un vending innovativo e rendere più efficienti i contatti tra gli operatori tradizionali. VendingtoGo – VendHoreca – Venditalia Self Expo, tre format in una manifestazione fieristica di filiera caratterizzata da una forte vicinanza con il territorio (mercato e istituzioni) che si terrà tra maggio e novembre in cinque città italiane:

 

Cinque appuntamenti:

·         Torino, 31 maggio – 1 giugno 2013

·         Bari, 14 – 15 giugno 2013

·         Firenze, 4 – 5 ottobre 2013 

·         Messina, 8 – 9 novembre 2013

·         Padova, 22 – 23 novembre 2013

 

Due giornate espositive e tre aree tematiche: “VendingtoGo” dedicata al Vending tradizionale; “Venditalia Self Expo” dedicata ai negozi automatici e all’apertura di nuovi business e “VendHoreca” indirizzata alle applicazioni del Vending per il mondo dei bar, della ristorazione e dell’ospitalità.

 

L’evento, organizzato da Venditalia Servizi, la società che organizza Venditalia, la più importante fiera internazionale della distribuzione automatica, la cui prossima edizione si terrà a Milano dal 7 al 10 maggio 2014, è promosso da Confida – Associazione Italiana della Distribuzione Automatica.

 

“VendingtoGo e le iniziative ad esso correlate, sono iniziative importanti per lo sviluppoe la conoscenza del vending sul territorio. I principali operatori del settore insieme non solo per ragioni commerciali, ma anche per testimoniare i valori del vending e le opportunità che questo può offrire a settori ad esso contigui quali la ristorazione, l’hotelleria e il commercio al dettaglio”. Lucio Pinetti – Presidente CONFIDA

 

Oltre alla manifestazione fieristica tradizionale sono previsti anche dei momenti di incontro con le istituzioni e le realtà economiche locali con le quali si potranno approfondire temi quali la qualità, i rapporti con le Pubbliche Amministrazioni e la sana alimentazione.

 

Il primo appuntamento si terrà a Torino dal 31 maggio al 1 giugno 2013 presso il Lingotto, padiglione 5, ingresso da via Nizza 280. Ingresso gratuito, registrazione obbligatoria.

Packaging for Vending 2013

“Packaging for Vending 2013”

Acqua Minerale San Benedetto vince con il Progetto EcoGreen

 

Milano, 9 maggio 2013 – CONFIDA – Associazione Italiana Distribuzione Automatica rinnova l’ appuntamento con il concorso Packaging for Vending, indirizzato alle proposte di imballaggio utilizzate nel canale della distribuzione automatica e valutate secondo parametri tecnici e tecnologici, logistici e di gestione, di promozione e comunicazione.

La premiazione è avvenuta in occasione di Vending Cruise – EurOps 2013, il più importante evento congressuale europeo del vending.

Premi speciali

Categoria:         Bevande e succhi
Azienda:             Conserve Italia
Prodotto:            Yoga bevande alla frutta bottiglia PET 250
Motivazione:       Adeguato per forma e funzione. Emoziona il grande impatto del design e della comunicazione visiva. Il packaging valorizza la proposta complessiva presente nel distributore automatico.

 

Categoria:           Snack
Azienda:             Perfetti Van Melle Italia
Prodotto:            Air Action Vigorsol – astuccio
Motivazione:       Per forma, spazi occupati e modalità di gestione, spicca per equilibrio e facilità di rifornimento. Il packaging, in particolare, ha reso molto più agevole la vendita di questo prodotto attraverso distributori automatici.

Vincitore assoluto

Azienda:             Acqua Minerale San Benedetto
Prodotto:            Progetto EcoGreen
Motivazione:       Risponde perfettamente alle esigenze logistiche e di gestione del prodotto nelle diverse tipologie di distributore automatico. I colori utilizzati nel packaging identificano in modo chiaro l'impegno ambientale e il suo forte valore comunicativo, in relazione alla sensibilità di un consumatore sempre più attento e consapevole.

Tutti i prodotti premiati saranno esposti in occasione delle tappe di VendingtoGo, la prima esposizione di prodotti e servizi per la distribuzione automatica professionale, horeca e self store:

  • Torino, 31 maggio – 1 giugno 2013
  • Bari, 14 – 15 giugno 2013
  • Firenze, 4 – 5 ottobre 2013
  • Messina, 8 –  9 novembre 2013
  • Padova, 22 – 23 novembre 2013
Distribuzione Automatica: un settore trasparente

Distribuzione Automatica: un settore trasparente

Ecco i dati che smentiscono le tesi pubblicate su L’Espresso

 

Milano, 30 aprile 2013 – CONFIDA, Associazione Italiana Distribuzione Automatica, esprime grande indignazione per la superficialità con la quale il settimanale l'Espresso, n. 17 2013 nell'articolo "Il Fisco non prende caffè" a firma Stefano Livadiotti e Giulia Paravicini,  ha trattato il tema della distribuzione automatica e per l'approccio più da processo sommario che da inchiesta che ne è derivato.

L'articolo riporta, oltre ad inaccettabili insinuazioni diffamatorie,  grossolani errori di interpretazione dei dati di settore.

Con gli stessi dati in possesso dell'Espresso ("Studio sul settore della Distribuzione Automatica Italiana 2012" a cura di Accenture – Aprile 2013 e  "Vending, Comportamenti d'uso e soddisfazione – Indagine quantitativa" a cura di Demoskopea – Febbraio 2013) dimostriamo di seguito che basta una corretta lettura dei numeri per giungere a considerazioni totalmente opposte a quelle insinuate nell'articolo.

Il Vending è un settore sano, ma specialmente trasparente. Ecco la dimostrazione.

Iniziamo dal numero di consumatori:

L'articolo contesta la veridicità dell'aumento stimato in un milione di unità tra gli utilizzatori di distributori automatici nel triennio 2009-2012.

 Calcolatrice alla mano, iniziamo dall'universo di utilizzatori di distributori automatici (studio Demoksopea 2012)

Il campione analizzato da Demoskopea e' quello relativo agli Italiani di età compresa tra i 18 e i 64 anni, ovvero, relativamente al periodo di analisi (12-16 novembre 2012) pari a circa 38.100.000 individui.

L'incremento di utilizzatori di distributori automatici nel triennio 2009 – 2012 è stato  pari al 2.3%. (dal 41,9 nel 2009 al 44,2 nel 2012)

Estendendo il campione a tutti gli Italiani potenzialmente utilizzatori di distributori automatici (dai 14 anni in su) si ottiene  un universo  di 51.600.000 individui, di cui il 44,2% è pari a circa 22.800.000.

Nel 2009 lo stesso universo era composto da 52.400.000 individui e il 41,9% era pari a 21.950.000.

Con le dovute approssimazioni , indicare in circa un milione l'aumento dei consumatori è assolutamente corretto.

L'errore quindi è stato dei giornalisti autori dell'articolo che per calcolare l'incremento dei consumatori hanno applicato l'aumento agli italiani già  utilizzatori di distributori automatici e non al totale della popolazione.

Questa è solo la prima, e non la più grave,  delle ingiustizie rese al settore.

Andiamo avanti.

Rispetto alla presunta allergia a forme di pubblicità, menzionata nelle prime righe dell'articolo, rimandiamo alla campagna di pubblicità "Macchinetta Amore Mio" realizzata nel 2011 e andata in onda su Sky, Mediaset Premium e numerosi portali  internet, nonché  alla campagna appena conclusasi – novembre 2012/gennaio 2013 – per promuovere il marchio di qualità TQS Vending (specifico per la distribuzione automatica)  su una ventina circa di testate giornalistiche di settori diversi (Case da abitare, Corriere delle comunicazioni, Macplas, Qualenergia, La nuova ecologia, La termotecnica, Imprese edili, ItaliaImballaggio, Technofashion, Farmacia news, Reti idriche e gas, Il giornale della ceramica, Rassegna dell'imballaggio, Acqua e aria, Il sole24ore edilizia e territorio, Il giornale dell'ingegnere, Innovazione P.A., L'ufficio tecnico, Panorama della sanità).

E' quindi falsa  l'affermazione che la Distribuzione Automatica è un settore allergico alla pubblicità, anzi alla sua visibilità questa dedica grandi investimenti e molta attenzione.

Rispetto poi a presunte sparizioni di atti di convegni in cui si celebravano i dati del settore, svaniti poi da internet, basta andare sul sito di Confida (area stampa e dati di settore) per trovare tutti i comunicati stampa (correlati di dati) relativi ai convegni da noi organizzati e la rassegna stampa relativa al settore.

Falso quindi anche affermare che siano spariti da internet numeri del comparto

Veniamo ai conti del Settore che sono la parte più importante dell'articolo e rappresentano gli errori più grossolani commessi dai giornalisti. La verità va cercata nei numeri, naturalmente ci vuole un minimo di impegno per fare due facili calcoli.

Per tutte le valutazioni che seguiranno utilizzeremo lo Studio di Settore sulla Distribuzione Automatica 2012 di Accenture.

Il totale del parco macchine installato in Italia è pari a 2.431.394 distributori automatici, di cui

1.687.394 riguarda le Macchine OCS –  Office Coffee Service, quelle cioè piccole da ufficio funzionanti a capsule e cialde.

Queste ultime, da sole, valgono 1.598.870.467 di erogazioni e generano  un fatturato pari a Euro 528.743.769

Considerato che questi dati si riferiscono ad un anno solare, il 2012, dividendo le erogazioni per il fatturato si ottiene il prezzo medio di questa categoria di prodotti, che è pari a Euro 0.33.

Se ora dividiamo le erogazioni per il numero di macchine otteniamo il numero di erogazioni effettuate per singola  macchina in un anno (ricordiamo che sono quelle piccole per ufficio)

1.598.870.467/1.687.394 = 947,5 erogazioni a macchina per anno. Dividendo questo dato per 220 giorni (essendo la Distribuzione Automatica concentrata per oltre il 90% nei luoghi di lavoro, i conti vanno svolti basandosi sui giorni lavorativi) otteniamo 4,3 consumazioni al giorno per un fatturato giornaliero per singola macchina di Euro 1,4.

Vi sono poi402.902 distributori automatici di bevande calde, che andrebbero divisi peraltro tra "free standing", le più grandi, e" table top", più piccole da ufficio, ma funzionanti a pulsante e non a inserimento diretto della cialda.

Le erogazioni prodotte  dalle macchine per bevande calde sono pari a 2.905.758.718 che generano un fatturato pari a Euro 845.979.531 con un conseguente prezzo medio di  Euro 0,29 (tra caffè, cappuccino, cioccolata, ecc).

 Anche questo è un prezzo assolutamente in linea con quello che trova nei pulsanti delle aziende!

Se ora dividiamo le erogazioni per il numero di macchine otteniamo

2.905.758.718/402.902 = 7.212 erogazioni/anno per macchina, che divise per 220 portano a 32,8 erogazioni al giorno. Moltiplicando questo dato per il prezzo medio (Euro 0.29) si ottiene il valore di 9,5 euro di incasso medio giornaliero  (e non di Euro 2,59 come maldestramente calcolato nell'articolo).

 A saperli leggere,  i numeri parlano chiaro!

Nel frattempo abbiamo già ottenuto 4.504.629.185 erogazioni ad un prezzo medio di 0,305 euro, questo dato, insieme ai prossimi,  ci serve per smentire seccamente un'altra falsa affermazione: la non coincidenza dei prezzi dichiarati con quelli stimati.

Ma ci arriviamo tra un pò: andiamo avanti.

Analizziamo ora i distributori automatici di acqua (bottiglie da mezzo litro) e lattine (a cosiddetti distributori a colonna) e quelli a vetrina (a dischi e spirali). Qui  la situazione si complica leggermente a causa della numerosità delle categorie di prodotti che distribuiscono, ma i numeri sono più contenuti e si possono fare stime molto accurate..

Per comodità di calcolo (e perchè, in particolare per acqua e bevande fredde, i prodotti possono essere caricati sulle diverse tipologie di macchina) accorpiamo i distributori a caduta (acqua e lattina) con quelli a vetrina (ancora acqua. lattine e prodotti solidi)

Il totale di distributori automatici è in questo caso 330.401 e il relativo fatturato è pari a Euro 740.846.676.

Il numero di erogazioni realizzate in un anno è pari a 1.820.322.422

In questo caso il prezzo medio (ottenuto con le stesse modalità di calcolo svolte per le precedenti categorie di distributori automatici) è pari a Euro 0,406

Bisogna considerare che tra queste consumazioni ben 696.464.042 sono di acqua, che ha un prezzo medio (dichiarato nello studio di Accenture) pari a euro 0,27

Se aggiungiamo le erogazioni di acqua a quelle di caffè (calcolate in precedenza per le  macchine OCS, quelle free standing e le table top) otteniamo un valore di 5.201.093.227 (vale a dire 696.464.042 erogazioni di acqua sommate a 4.504.629.185 erogazioni di caffè)

Se aggiungiamo il fatturato dell'acqua (626.464.042 erogazioni x Euro 0,27 prezzo medio bottiglia = Euro 169.145.291) a quello del caffè, otteniamo il fatturato annuo sviluppato da questi due soli prodotti, che è pari a Euro 1.543.868.591

Da qui si evince che due soli prodotti, il caffè e l'acqua pesano per l'82% delle erogazioni  complessive ed hanno un prezzo medio pari a euro 0,297

Se quindi consideriamo quanto sopra illustrato si capisce chiaramente perché, anche se solo 5 categorie di  prodotti su 20  sono venduti a meno di 40 centesimi,  il prezzo medio complessivo sviluppato dal comparto è di Euro 0,34 (basta semplicemente considerare i pesi delle categorie, cosa gravemente trascurata nei conteggi dell'articolo)

Torniamo ai distributori a vetrine e colonne e sottraiamo le erogazioni e il fatturato dell'acqua. Così facendo otteniamo che il fatturato degli altri prodotti (lattine, snack dolci e salati) è pari a euro 571.701.385 , mentre le erogazioni rimanenti sono 1.820.322.422-696.464.042 = 1.123.858.380

il prezzo medio che ne deriva è 571.701.385/1.123.858.380 = Euro 0,51

Ma questi prodotti incidono solo per il 18% dei consumi, anche se si tratta di diverse categorie (snack dolci e salati, succhi di frutta, bevande gassate e non, ecc).

Questo dato dimostra inoltre quanto le nostre aziende si preoccupino di offrire un ampio servizio anche se i prodotti trainanti il settore sono solo due!)

Con i calcoli finora svolti applicati alla categoria di distributori automatici a colonna/vetrina,  otteniamo che per questi il un consumo annuo è di 5.509 erogazioni per macchina ovvero 25 al giorno, che per un prezzo medio di euro 0,405 porta ad un fatturato quotidiano di Euro 10,14  

Volumi, prezzi e fatturati, letti così (che è il modo corretto di farlo e non come purtroppo superficialmente e grossolanamente è stato fatto dai giornalisti dell'Espresso) sono perfettamente in linea con i dati pubblicati e con i bilanci delle imprese del settore.

Sono pure sbagliati i dati di crescita del 2011 e del 2010 pubblicati nell'articolo.

Sempre secondo Accenture,  che da tre anni realizza lo studio di settore del comparto, nel 2010 il settore delle gestioni è cresciuto del 7.19% mentre nel 2011 del 2,47%. Di questo noi andiamo fieri e forse anche i giornalisti avrebbero dovuto rallegrarsene, visto che ciò significa il mantenimento di decine di migliaia di posti di lavoro, in particolare in questi difficili anni di crisi.

Riferimenti all'appalto ASL Lecce

Rammarica verificare che dinanzi ad un grave problema quale quello degli esorbitanti canoni di concessione richiesti dalle pubbliche amministrazioni per servizi di cui non sono nemmeno fruitori e che riguardano milioni di cittadini, l'accento sia stato posto, come dimostrato, su inesistenti fantasmi  che comprometterebbero l'etica fiscale del settore.

Proviamo a rivedere la gara di appalto dell'ASL di Lecce con i numeri giusti

Diamo per buono il conto dei 9,6 euro al giorno di canone, calcolato nell'articolo.

In tutta evidenza il più grande "svarione" è stato quello di mettere insieme le piccole macchine da ufficio (che pesano per circa 2/3 sul totale del parco macchine) con quelle free standing e table top, che hanno portato all'errato fatturato  di 2,59 euro giorno per macchina (ben lontano come detto dalla richiesta di canone).

La media è invece come dimostrato sopra 9,5 euro al giorno per le bevande calde e 10,14 per i distributori di acqua/snack.

Considerato che gli ospedali rappresentano postazioni con i maggiori tassi di consumo, è del tutto ragionevole attendersi fatturati giornalieri superiori al canone richiesto, la cui incidenza tuttavia (e qui siamo d'accordo) è inaccettabile per una sana conduzione dell'impresa.

Abbiamo però migliaia di casi di imprenditori che per mantenere la forza lavoro e mantenere in vita l'azienda accettano condizioni di mercato deprimenti e mortificanti: questa è la realtà. Peccato che in questo caso a mortificare le aziende e penalizzare il consumatore sia la Pubblica Amministrazione.

Concludiamo  informando che CONFIDA (finora tra le pochissime Associazioni che svolgono questo servizio) invia ai propri associati annualmente il profilo aziendale dell'impresa ottenuto attraverso l'elaborazione e l'analisi del bilancio e fornendo indicazioni sull'equilibrio patrimoniale, economico e finanziario del singolo associato in relazione alla sua classe di imprese di appartenenza (piccola media e grande). Lo fa utilizzando un innovativo strumento di analisi di bilancio (Leanus) sviluppato da un Team di esperti, tra docenti e MBA dell'Università Bocconi di Milano.

Con lo stesso strumento, utilizzando i dati pubblici del Registro Imprese, abbiamo ottenuto l'incidenza delle imposte delle imprese del vending sui ricavi, che, guarda caso, risulta mediamente superiore rispetto a molti altri comparti economici italiani (2,2% sui ricavi contro una media dell'1% delle imprese del Commercio)

Sono dati pubblici, che possono essere agevolmente ricavati e che dimostrano, esattamente al contrario di quanto ingiustamente dichiarato nell'articolo, che il settore della Distribuzione Automatica è, in percentuale e nel suo complesso, tra i settori nei quali più incidono le imposte sul volume d'affari.

 Da ultimo; il dato di Euro 0,96 di spesa giornaliera al distributore automatico (Indagine Demoskopea 2012) rispetto a 0,72 euro nel 2009 per gli utilizzatori abituali di distributori automatici si riferisce ad un campione di n. 507 individui. Per noi operatori del settore è evidentemente importante ai fini della valutazione di una tendenza. E' in tutta evidenza scorretto rapportarlo a oltre 20 milioni di cittadini per trarne considerazioni di natura fiscale.

Con questo documento abbiamo voluto rendere un quadro ben diverso dalla tesi diffamatoria che l'Espresso ha voluto sostenere. Molto più di mille querele fa la diffusione della verità.

Con questo dimostriamo che la Distribuzione Automatica Italiana è fiera delle proprie Imprese, dei propri Imprenditori e dei propri lavoratori.

Altro che nascondersi!  I dati sono la nostra forza!

Lucio Pinetti  – Presidente CONFIDA Associazione Italiana Distribuzione Automatica

 

 

 

Distribuzione Automatica e appalti: ADICONSUM e CONFIDA chiedono nuove regole a tutela del consumatore.

Milano, 10 dicembre 2012 – Firmato a Roma l’Avviso Comune CONFIDA (Associazione Italiana Distribuzione Automatica) – ADICONSUM (Associazione Difesa Consumatori e Ambiente) per richiedere alle istituzioni una revisione della disciplina degli appalti pubblici nella Distribuzione Automatica.

L’assegnazione del servizio di ristoro a mezzo distributori automatici nei luoghi della Pubblica Amministrazione, se non ispirata a un corretto equilibrio tra qualità di prodotto e servizio e entità economica dell’appalto, rischia di ledere i diritti del consumatore e la marginalità delle imprese, oltre a determinare potenziali distorsioni della concorrenza e pratiche commerciali scorrette.

Oltre alla richiesta di adozione di un capitolato standard per le pubbliche amministrazioni che premi innanzitutto la qualità offerta, CONFIDA e ADICONSUM propongono la creazione di un organismo di vigilanza con il compito di controllare che i contratti stipulati tra la Pubblica Amministrazione (scuole, ospedali, ecc) e le imprese di gestione di distributori automatici siano rispettati.

 

“E’ essenziale individuare e garantire standard di qualità rispetto alla distribuzione automatica, fenomeno oggi sempre più diffuso anche in ambiti di grande impatto per i consumatori, quali ospedali, scuole, aeroporti, stazioni e luoghi pubblici. In tal senso Adiconsum ha avviato con Confida un percorso di finalizzato a monitorare il settore e teso alla verifica di standard di qualità condivisi. In particolare – afferma Giordano, Segretario Generale Adiconsum – l’iniziativa di presentare un avviso comune Confida/Adiconsum va nella direzione di porre al centro degli appalti per la distribuzione automatica il rapporto con l’utente/consumatore, definendo un percorso che, attraverso regole condivise, sia capace di assicurare sempre maggiore trasparenza del settore a vantaggio dei consumatori ma anche delle tante imprese virtuose, che invece oggi soffrono di forme di concorrenza a vario titolo scorretta”.

 

“L’Avviso Comune con ADICONSUM rappresenta una concreta iniziativa a tutela del consumatore e si rifà ai principi ispiratori del Protocollo di Intesa firmato dalle nostre Organizzazioni lo scorso anno. In ADICONSUM abbiamo trovato il partner ideale per costruire un corretto rapporto consumatore-impresa, ossequioso dei diritti dell’utente e premiante per le imprese virtuose. Come CONFIDA abbiamo sviluppato uno standard di qualità specifico per il settore, il TQS-Vending, e condiviso con ADICONSUM un documento informativo sulle regole e i diritti dei consumatori che fruiscono del servizio delle vending machine. Ora è necessario che anche le istituzioni prestino la dovuta attenzione alle esigenze di qualità del Settore.” Lucio Pinetti, Presidente CONFIDA.

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