Infonews CONFIDA 38/2020
RISPOSTA: Assolutamente NO. Ogni gestione (intendendo con ciò ogni società o impresa individuale esercente la distribuzione automatica) non deve comunicare alcunché al Prefetto in quanto l’attività di distribuzione automatica è stata espressamente consentita dall’allegato 1 del DPCM dell’11 marzo che resta pienamente in vigore nonostante la successiva introduzione del DPCM 22 marzo 2020.
Questa perdurante coesistenza fra le disposizione del DPCM 11 marzo e DPCM 22 marzo, già chiara fin dall’inizio, è stata peraltro confermata dallo stesso Ministero dell’Interno con propria circolare del giorno 23 marzo 2020 per mezzo della quale, nel chiarire i contenuti del DPCM 22 marzo 2020 (dedicato alle imprese di produzione ed al commercio all’ingrosso), ha ulteriormente colto l’occasione per ribadire che “con riguardo alle attività commerciali (ndr “al dettaglio”) continuano ad operare le previsioni recate dal DPCM 11 marzo 2020”.
Infonews CONFIDA 37/2020
Desideriamo segnalare la circolare del Ministero dell’Interno del 23 marzo 2020 “Misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19”.
In particolare evidenziamo come anche il Ministero dell’Interno abbia confermato che, con riguardo alle attività commerciali, continuano ad operare le previsioni recate dal D.P.C.M. 11 marzo 2020 nonché dall’ordinanza del Ministro della Salute del 20 marzo 2020 i cui termini di efficacia, già fissati al 25 marzo, sono prorogati al 3 aprile.
Di seguito il link:
Infonews CONFIDA 36/2020
CONFIDA ha richiesto e ottenuto un importante chiarimento da Confcommercio pubblicato sul sito istituzionale della confederazione che avvalora ulteriormente l’interpretazione di CONFIDA dei DPCM 11 e 22 marzo inviata con le precedenti Infonews n° 33 e n°35.
Quesito (23 marzo 2020):
La mia attività al dettaglio, prima consentita dal DPCM dell’11 marzo, ora non è più tra quelle indicate nell’allegato 1 del DPCM 22 marzo: devo sospenderla?
No, tutte le attività elencate nell’allegato 1 e 2 al DPCM dell’11 marzo possono continuare ad essere svolte.
La lettera a) del DPCM del 22 marzo specifica che “resta fermo per le attività commerciali, quanto disposto dal DPCM dell’11 marzo e dall’ordinanza del Ministero della Salute del 20 marzo“.
Inoltre, a conferma del fatto che il DPCM del 22 marzo non ha abrogato le disposizioni contenute nel DPCM dell’11 marzo, si evidenzia che l’art. 2 del DPCM del 22 marzo dispone che le disposizioni del presente decreto “si applicano cumulativamente a quelle di cui al DPCM dell’11 marzo 2020, nonché a quelle dell’ordinanza del ministro della salute del 20 marzo 2020.”
Le attività di commercio al dettaglio non sospese dal DPCM dell’11 marzo possono quindi continuare ad operare.
Il link alla pagina del sito di Confcommercio dove è pubblicato il quesito: https://www.confcommercio.it/-/faq-coronavirus-dpcm-marzo
Infonews CONFIDA 35/2020
Per un maggiore approfondimento circa l’argomento trattato nella nostra Infonews n. 33 inviata ieri sera, CONFIDA ha chiesto un parere all’avvocato Andrea Netti, titolare dello Studio ADR, sul contenuto dei DPCM dell’11 marzo 2020 e del 22 marzo 2020 relativi a misure restrittive per fronteggiare l’epidemia da Covid-19 (Coronavirus) che vi alleghiamo.
Infonews CONFIDA 34/2020
Si trasmettono le due ordinanze n. 514 e 515 della Regione Lombardia rispettivamente del 21 marzo 2020 e del 22 marzo 2020 relative a ulteriori misure per la prevenzione e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19.
Segnaliamo in particolare che l’ordinanza n. 514 dispone la chiusura dei negozi automatici H24 sul territorio della Regione Lombardia.
ORDINANZA n. 514 REGIONE LOMBARDIA
ORDINANZA n. 515 REGIONE LOMBARDIA
Infonews CONFIDA 33/2020
E’ stato firmato poco fa il DPCM 22 marzo contenente misure ancora più restrittive per fronteggiare l’epidemia da Covid-19 (Coronavirus).
Il decreto, il cui testo non è di agevole interpretazione, sebbene non indichi la distribuzione automatica nell’elenco dell’allegato 1, riporta all’articolo 2 comma 1 che le disposizioni “si applicano, cumulativamente a quelle di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 11 marzo 2020” in cui il vending era espressamente escluso dalle chiusure. Inoltre anche nell’art. 1 punto A si legge “Resta fermo, per le attività commerciali, quanto disposto dal dpcm 11 marzo 2020” e infine l’art 1 punto F afferma che è “sempre consentita l’attività di produzione, trasporto, commercializzazione e consegna di farmaci, tecnologia sanitaria e dispositivi medico-chirurgici nonché di prodotti agricoli e alimentari”.
Sulla base di quanto sopra l’opinione di CONFIDA e di Confcommercio è che le attività di cui all’allegato 1 del DPCM dell’11 marzo tra cui il vending possono proseguire l’attività, fermo restando quanto prevede l’ordinanza del Ministro della Salute del 20 marzo (per la quale abbiamo chiesto un chiarimento al Ministero) e le indicazioni di cui all’art. 7 dello stesso decreto 11 marzo 2020 e quanto previsto dalle diverse ordinanze delle amministrazioni locali.
Infonews CONFIDA 32/2020
Vi inviamo il testo della nuova ordinanza del Ministro della Salute, recante ulteriori misure urgenti di contenimento del contagio sull’intero territorio nazionale.
Tra le misure – efficaci dal 21 marzo al 25 marzo – si evidenzia:
Art 1 comma c) sono chiusi gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, posti all’interno delle stazioni ferroviarie e lacustri, nonché nelle aree di servizio e rifornimento carburante, con esclusione di quelli situati lungo le autostrade, che possono vendere solo prodotti da asporto da consumarsi al di fuori dei locali; restano aperti quelli siti negli ospedali e negli aeroporti, con obbligo di assicurare in ogni caso il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro.
CONFIDA sta preparando una richiesta di chiarimento da inviare al Ministero della Salute al fine di sapere se la distribuzione automatica sia inclusa o no in tale articolo. Vi invieremo copia della richiesta di chiarimento appena pronta.
Infonews CONFIDA 30/2020
Il Decreto “Cura Italia” che il Governo ha emanato per fronteggiare l’emergenza sanitaria ed economica da Coronavirus introduce norme speciali sulla Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria e una Cassa integrazione in deroga valide per l’intero territorio nazionale.
Sono due le direttrici che guidano l’azione del Governo in ordine alla concessione degli ammortizzatori sociali identificati nel Decreto: semplificare le procedure e allargare l’ambito soggettivo di applicazione a sostegno di tutti i settori produttivi.
CONFIDA, con il supporto dello Studio legale ADR, ha redatto una breve guida introduttiva su questi strumenti al fine di renderli più comprensibili e quindi accessibili da parte di tutti gli associati.
Non appena saranno disponibili le informazioni necessarie, vi invieremo anche una procedura dettagliata per la richiesta degli ammortizzatori sociali.
Infonews CONFIDA 31/2020
A seguito di alcune richieste precisiamo che:
Infonews CONFIDA 29/2020
Vi inviamo un utile schema, redatto dalla Direzione Lavoro e Welfare di Confcommercio, che riassume le misure relative ai trattamenti di integrazione salariale, le misure a sostegno del lavoro e del reddito e le misure in materia di welfare tra cui la sospensione e proroga di adempimenti e versamenti presenti all’interno del Decreto Legge “Cura Italia”.