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Coronavirus/fase 2: CONFIDA lancia la #pausasicura una campagna per l’utilizzo in sicurezza dei distributori automatici

Da lunedì 4 maggio è partita la cosiddetta Fase 2 che prevede dei protocolli di sicurezza, introdotti col DPCM 26 aprile 2020. Uno dei pilastri della strategia di sicurezza della “fase 2” è la comunicazione a dipendenti, clienti e consumatori. Per questo motivo, al fine di usufruire di una pausa caffè in completa sicurezza, CONFIDA ha realizzato la campagna #pausasicura che delinea le 5 precauzioni che gli operatori della distribuzione automatica seguono per garantire ai consumatori una #pausasicura:

 

  • Garantiamo la sicurezza alimentare dei prodotti all’interno dei distributori attraverso contenitori monouso e alimenti preconfezionati
  • Abbiamo dotato gli operatori di mascherine, guanti e gel disinfettanti
  • Puliamo e igienizziamo i distributori automatici con appositi detergenti ad ogni rifornimento
  • Abbiamo intensificato la sanificazione dei nostri magazzini e dei furgoni
  • Informiamo il consumatore sulle corrette modalità di approccio al distributore

 

La campagna di CONFIDA continua anche con 5 semplici consigli per il consumatore finale:

 

  • Recati al distributore automatico da solo ed evita assembramenti
  • Mantieni la distanza di almeno un metro dalle altre persone
  • Lavati le mani prima e dopo l’utilizzo del distributore automatico o usa il disinfettante
  • Una volta prelevato il prodotto non sostare nei pressi del distributore automatico
  • Gustati la tua pausa in piena sicurezza

 

Questa ‘fase 2’ che speriamo possa portarci fuori definitivamente dall’epidemia –spiega Massimo Trapletti, Presidente di CONFIDA è la fase della “responsabilità”, ossia saranno i nostri comportamenti individuali a fare la differenza e quindi a velocizzare l’uscita dalla crisi. I distributori automatici sono sicuri perché i nostri operatori effettuano durante i rifornimenti accurate pulizie e sanificazioni e i nostri prodotti sono monouso, all’interno della macchina. È sufficiente quindi che rispettiamo poche semplici regole che consentono di garantirci la nostra #pausasicura”.

La Fase 2 prevede la riapertura di tante aziende che per due mesi hanno dovuto sospendere l’attività, e il rientro al lavoro di 4,5 milioni di italiani. Ripartono anche i piccoli “riti” che scandiscono le giornate lavorative degli italiani come la pausa caffè ai distributori automatici, portando un po’ di sollievo anche al settore della distribuzione automatica, fortemente penalizzato dal lockdown imposto dall’epidemia da COVID-19.

Inserendo user name e password è possibile scaricare i file del volantino e dell’adesivo della campagna.

150mila vending machine chiuse da mesi ma la PA continua a chiedere il pagamento dei canoni. CONFIDA scrive al Ministro Gualtieri

Scuole e università italiane sono ormai chiuse da 2 mesi a seguito dei decreti ministeriali per contrastare l’epidemia da Coronavirus, molte Pubbliche Amministrazioni hanno cessato lo svolgimento dell’attività ordinaria e altre hanno adottato lo smart working. La chiusura di tutti questi luoghi ha comportato come conseguenza lo spegnimento di oltre 150 mila distributori automatici di cibi e bevande ivi installati e le imprese della distribuzione automatica, in prevalenza PMI e che danno lavoro a 33 mila persone, sono in grave difficoltà finanziaria, con una perdita media del 71,5% di fatturato.

 

Nonostante ciò, la maggioranza delle Pubbliche Amministrazioni, tranne qualche raro caso virtuoso, continua a pretendere il pagamento dei canoni concessori e demaniali per le machine ormai spente da mesi.

 

Il Codice degli Appalti –spiega Massimo Trapletti, Presidente di CONFIDA– all’art. 165 prevede espressamente che, nel caso in cui accadano eventi come l’epidemia di Covid-19, non riconducibili alla volontà del concessionario e che incidono sull’equilibrio economico della concessione, i canoni debbano essere rivisti. Tuttavia –continua Trapletti- la Pubblica Amministrazione si oppone alle richieste delle aziende del settore di sospendere i canoni, ritenendo invece di dover addossare in capo al gestore della distribuzione automatica tutti i rischi e i costi derivanti dall’emergenza epidemiologica.”

 

CONFIDA ha pertanto indirizzato una lettera aperta al Ministro dell’Economia Roberto Gualtieri richiedendo l’adozione di un provvedimento ministeriale che, a livello nazionale, disponga la sospensione dell’obbligo di versamento dei canoni concessori e demaniali da parte degli operatori del settore del Vending a favore delle Pubbliche Amministrazioni, con decorrenza 15 febbraio 2020 e per tutto il periodo di efficacia delle misure di contenimento dell’emergenza COVID-19.

 

“Un intervento normativo nazionale -conclude il Presidente dell’associazione della distribuzione automatica Trapletti– metterebbe fine ai contenziosi tra operatori del settore e Stazioni Concedenti, evitando il fisiologico intasamento della macchina della giustizia ed il rischio di adozione di decisioni tra loro contrastanti e contraddittorie.”

 

 

Il vending perde l’80%. CONFIDA lancia una proposta shock: stop alle tasse di giugno

La crisi innescata dall’epidemia di Coronavirus sta facendo gravi danni al settore della distribuzione automatica. Sebbene il comparto, che in Italia da lavoro a oltre 33mila persone, sia ancora attivo in quanto il DPCM dell’11 marzo lo inserisce tra le attività commerciali essenziali (porta ristoro in ospedali, caserme, aziende rimaste aperte e prigioni), il giro d’affari del vending si è ridotto dell’80% rispetto al mese scorso.

La preoccupazione del settore, espressa dall’associazione di categoria CONFIDA, riguarda la liquidità delle imprese necessaria a non farle fallire in una situazione di brusca frenata dell’attività. “Il Decreto Cura Italia ha introdotto le prime misure a sostegno della liquidità ma sono ancora del tutto insufficienti rispetto alla drammatica situazione che stiamo vivendo. É necessario un “intervento shock” per salvare le nostre imprese prima che sia troppo tardi –spiega il Presidente di CONFIDA Massimo Trapletti–. L’investimento totale potrebbe attestarsi attorno ai 200 miliardi di euro. E’ però necessario che questi soldi arrivino direttamente ai soggetti economici e privati come hanno fatto negli Stati Uniti e in particolare:1) alle imprese, attraverso l’abolizione delle tasse di giugno (IRPEF, IRAP, TARI, TASI E IMU, IRES) finanziando a lungo termine la necessità di liquidità attuale e mantenendo gli ammortizzatori sociali in deroga applicati già oggi; 2) alle famiglie posticipando i mutui, riducendo il cuneo fiscale e le tariffe di energia e gas; 3) ai lavori pubblici, finanziando opere pubbliche quali gli investimenti in ponti, strade che danno occupazione e rimettono in moto l’economia”.

Queste iniziative porterebbero beneficio immediato in particolare alle PMI che rappresentano la gran parte delle aziende italiane: “Penso alle aziende che fatturano 5-10 milioni e tantissimi esercizi commerciali che fatturano fino a 1-2 milioni. Se queste realtà chiudono, tante famiglie resteranno senza un reddito e conseguentemente non consumeranno più. Insomma, l’intero Paese rischierebbe il default”.

Uno spiraglio di luce in questa crisi nasce dalla posizione della Banca Centrale Europea che ha dichiarato la sua disponibilità all’acquisto dei titoli dei singoli Stati: “I 200 miliardi– conclude Trapletti – potrebbero essere coperti dall’emissione di titoli a 10-15 anni e con le entrate fiscali che tutte le imprese e le famiglie salvate pagheranno potremmo onorare senza problemi gli interessi sul debito”.

L’analisi del Presidente di CONFIDA parte dalla decisione presa dall’Unione Europea di derogare al Patto di Stabilità, ossia quell’insieme di regole che governano le politiche di bilancio degli Stati membri che fissano un limite di deficit/Pil al 3% e un debito sotto il 60% della ricchezza nazionale.

 

Dal Friuli-Venezia Giulia alla Sardegna, gli associati di CONFIDA si attivano per aiutare il paese a combattere l’emergenza sanitaria

In questo momento di crisi nazionale, le aziende che operano nel settore della distribuzione automatica si sono attivate per sostenere il territorio e chi lavora ogni giorno per combattere il diffondersi del COVID-19 (Coronavirus). Dall’inizio della crisi, gli associati CONFIDA hanno lanciato una serie di iniziative di solidarietà in molte regioni d’Italia a favore di ospedali, Protezione Civile, fondazioni, altre realtà e progetti in corso, stanziando oltre 10 milioni di euro. Progetti e iniziative sono già attivi in Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna, Toscana, Abruzzo, Friuli-Venezia Giulia e Sardegna.

Grazie a queste donazioni, è stato e sarà possibile comprare attrezzature ospedaliere, rifornire le strutture e il personale attivo nelle varie realtà di bevande calde e alimenti confezionati.

Tra le varie iniziative di solidarietà del settore della distribuzione automatica si segnala Ada Vending, Gruppo Illiria, Miami Ristoro e Nisi che hanno sostenuto la raccolta fondi lombarda per l’emergenza Covid-19. Le bergamasche Bianchi Industry, Evoca e Digisoft hanno finanziato l’Ospedale Papa Giovanni XXIII. Coccione che ha donato 1.500 bottiglie d’acqua all’Ospedale S.Massimo di Penne (PE) e Riso Scotti Snack ha donato i suoi prodotti all’ospedale di Seriate e allo Spallanzani e al Sant’Andrea di Roma. Ge.S.A, nei tre ospedali di Cuggiono, Magenta e Abbiategrasso, ha ridotto ad un prezzo simbolico il caffè per medici e infermieri. Sempre al personale sanitario Mancini Group offre panini attraverso i distributori automatici. Mokarabia dona il 5% delle sue vendite online e Paytec 5 euro per ogni vendita all’Ospedale Sacco di Milano. Serim ha contribuito al noleggio di una tac mobile per l’Ospedale Bolognini di Seriate. E c’è anche un imprenditore (di Fiascaffè) che vestito da clown porta allegria e distribuisce farmaci all’Ospedale di Pontedera. Ferri Distributori Automatici, Espresso Service, Gedar e La Futura finanziano la Croce Rossa mentre Geos Sardegna, Alematic e Monfalmatic la Protezione Civile. Maini l’Ausl di Piacenza e Miami Ristoro ha donato prodotti alimentari al Progetto ARCA. Caffè Vergnano ha aderito a #riprendiAMOfiato, l’iniziativa lanciata da @LucianaLittizzetto per la Regione Piemonte e Ferrero ha stanziato un importante finanziamento per struttura commissariale nazionale di emergenza contro il Coronavirus.

Non fermate i distributori automatici: portano acqua e caffè a medici, infermieri, poliziotti e lavoratori delle industrie essenziali che restano aperte

CONFIDA – Associazione Italiana Distribuzione Automatica, parte del sistema di rappresentanza di Confcommercio – Imprese per l’Italia e del coordinamento Confali, lancia un appello al Governo nelle ore in cui sta scrivendo il nuovo Decreto che porterà ulteriori misure restrittive per il contenimento dell’epidemia da Covid-19 (Coronavirus).

“I distributori automatici – spiega il Presidente di CONFIDA Massimo Trapletti – devono essere considerati servizi di pubblica utilità. Le vending machine sono presenti all’interno di ospedali, caserme e aziende delle filiere essenziali, si pensi all’alimentare o al farmaceutico. Offrono ristoro a medici, infermieri, poliziotti. Per questo riteniamo che sia fondamentale che rientrino nelle attività che restano aperte. Sarebbe un grave errore chiuderle”

 L’Italia infatti ha la più ampia catena distributiva automatica d’Europa: oltre 800 mila distributori automatici all’interno di aziende, ospedali, caserme, penitenziari, scuole, università, stazioni e aeroporti.

“In un momento di emergenza come questo – conclude il Presidente di CONFIDA – le vending machine sono una risorsa: una tecnologia italiana ampiamente diffusa sul territorio che può distribuire prodotti alimentari e non solo. Si possono distribuire dispositivi di protezione individuale come guanti e mascherine e altri prodotti necessari per fronteggiare l’emergenza sanitaria”.

 

Venditalia 2020 sposta l’appuntamento dal 18 al 21 novembre 2020 a fieramilano

La prossima edizione di VENDITALIA, la più importante manifestazione internazionale della Distribuzione Automatica, organizzata da Venditalia Servizi e promossa da CONFIDA, si terrà nel quartiere fieramilano Rho dal 18 al 21 novembre 2020.

La decisione di posticipare la manifestazione, inizialmente prevista dal 20 al 23 maggio prossimi, risulta in linea con le ultime ordinanze emesse da Regione Lombardia, con i Decreti della Presidenza del Consiglio dei Ministri e con le linee guida del Ministero della Salute e punta prioritariamente a tutelare la salute di tutte le persone che lavorano alla realizzazione della manifestazione.

La nuova data è stata individuata grazie a un’attenta attività di ascolto delle esigenze del mercato e a un confronto aperto con espositori, buyer e stakeholder; e considerando il calendario internazionale: il mese di novembre è risultato come quello migliore per realizzare al meglio la manifestazione, lontano da possibili accavallamenti con altre manifestazioni.

Il lavoro per l’organizzazione della nuova edizione, dunque, non si ferma, con l’obiettivo di realizzare un evento in linea con le esigenze del mercato.

L’appuntamento con Venditalia e con il futuro del vending è dal 18 al 21 novembre 2020 a fieramilano.

Coronavirus: il settore della distribuzione automatica perde 16 milioni di euro a settimana. A rischio 30 mila lavoratori

Il settore della distribuzione automatica è duramente colpito dagli effetti dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 (“Coronavirus”). “I distributori automatici – spiega il presidente di CONFIDA Massimo Trapletti – si trovano prevalentemente all’interno di scuole, università, palestre e centri di aggregazione che per effetto di Decreti e Ordinanze sono chiusi nelle principali Regioni del Nord Italia. A questi luoghi si aggiungono le aziende che, facendo largo uso dello smart working, sono vuote. Il settore sta vivendo una gravissima emergenza: perde circa 16 milioni di euro a settimana e questo mette a rischio gli oltre 30 mila posti di lavoro, senza considerare quelli dell’indotto”.

CONFIDA ha diramato un comunicato stampa che potete leggere qui https://www.confida.com/news/coronavirus-il-settore-della-distribuzione-automatica-perde-16-milioni-di-euro-a-settimana-a-rischio-30-mila-lavoratori/

Due miliardi di euro per le PMI italiane: CONFIDA apre lo sportello bandi

Ogni anno vengono erogati strumenti di finanza agevolata superiori ai 2 miliardi di Euro per le PMI italiane che tuttavia spesso non riescono ad utilizzarli. Come può una PMI ottenere contributi a fondo perduto? Che cosa sono i finanziamenti agevolati? E i crediti di imposta? Quali sono attivi? Come si richiedono?

Per rispondere a queste domande e per far cogliere queste opportunità alle aziende del comparto della distribuzione automatica, CONFIDA ha dato vita ad uno “Sportello Bandi e Finanziamenti” che offre alle sole aziende associate: un servizio di segnalazione di strumenti agevolativi e di investimento (ad esempio: bandi regionali, contributi a fondo perduto, finanziamenti agevolati, bonus fiscali e crediti di imposta, agevolazioni per la ricerca e innovazione, leggi regionali e nazionali, agevolazioni promosse dalle CCIAA ecc.); e un servizio di consulenza (in convenzione con Credit Data Research) che accompagna l’associato dalla presentazione alla rendicontazione dei progetti finanziati dall’Ente Pubblico.

Maggiori informazioni sullo Sportello Bandi di CONFIDA alla pagina: https://www.confida.com/sportello-bandi-e-finanziamenti/ (i bandi sono visibili ai soli associati CONFIDA accedendo all’area riservata del sito).

CONFIDA aderisce a Confali, coordinamento alimentare di Confcommercio – Imprese per l’Italia

Confida aderisce a Confali “Alimentare, Insieme” il nuovo tavolo di coordinamento della filiera agroalimentare di Confcommercio che unisce sette Federazioni nazionali di categoria del comparto agroalimentare già presenti in Confcommercio: Assipan (Associazione Italiana Panificatori), Assocaseari (operatori settore lattiero-caseario), Confida (distribuzione automatica di cibi e bevande), Fedagromercati (operatori all’ingrosso agro-floro-ittico-alimentari), Federgrossisti (commercio all’ingrosso dei prodotti alimentari non deperibili), Fida (Federazione Italiana Dettaglianti dell’Alimentazione) e Uniceb (Unione degli Importatori ed Esportatori Industriali, dei Commissionari, dei Grossisti, Ingrassatori, Macellatori e Spedizionieri di Carni, Bestiame e prodotti derivati). Un coordinamento che conta, complessivamente, 65mila imprese associate, per un totale di circa 400mila addetti e un fatturato complessivo di oltre 51 miliardi, attraverso il quale Confali salda la rappresentanza del settore agroalimentare in un’unica grande organizzazione per dare più forza al dialogo con la politica e le istituzioni e informare il mercato e i consumatori secondo principi di correttezza, trasparenza e verità. Coordinata da Donatella Prampolini, vicepresidente di Confcommercio, Confali ha tra i suoi obiettivi: garantire la serietà e la solidità della filiera agroalimentare italiana; proporre temi ecosistemici, anche di interesse internazionale, quali la sostenibilità ambientale, il benessere animale e la biodiversità; sostenere il Sistema Italia garantendo, attraverso le sue imprese associate e i suoi imprenditori, un’equa gestione dei territori e il rilancio e lo sviluppo delle zone rurali la politica fiscale e del lavoro, la politica dei trasporti e della logistica; sostenere la qualità, la sicurezza alimentare; progettare e realizzare attività di formazione per gli operatori.

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Gli italiani si “confessano” davanti al distributore automatico

CONFIDA ha cercato di capire cosa fanno gli italiani quando si trovano davanti a un distributore con una ricerca commissionata a Nextp su un campione di 2100 soggetti intervistati.

Davanti al distributore automatico al nord si parla più di lavoro (38%) e tempo libero (31%), al sud più di sport (14%), relazioni amorose (12%) e vita privata (6%). Nel Paese europeo con più vending machine installate – sono oltre 822 mila – il distributore automatico non ha solo una funzione di ristoro ma anche di pausa e di socialità.

gli ultra 55enni parlano quasi esclusivamente dei loro hobbies e del tempo libero (58%), i più giovani (18-34 anni) prevalentemente di lavoro (28%) e relazioni amorose (13%) mentre quelli che chiacchierano di sport sono soprattutto gli uomini fra 35 e 54 anni (15%). Senza distinzione di età e aree geografiche, c’è anche un 11% a cui piace fare gossip sui colleghi.