Infonews CONFIDA 24/2020
Nella mattinata odierna è stato sottoscritto il “Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro”, tra le organizzazioni datoriali e le OOSS confederali, promosso dal Governo.
Più in dettaglio il protocollo da indicazioni circa il contenuto e le modalità delle informazioni da fornire, le regole per l’accesso del personale, di fornitori esterni e nel caso di svolgimento di attività in appalto.
Sono previste regole e comportamenti riguardo alla pulizia dell’azienda e si ribadisce che qualora si renda necessario, per rispettare le regole del protocollo, sospendere l’attività, ciò costituirà motivo di ricorso agli ammortizzatori sociali.
Si raccomandano regole di igiene personali a cui il personale deve attenersi, con l’onere per il datore di fornire adeguati detergenti,
Viene trattato l’uso dei DPI e soprattutto delle mascherine.
Sono poi inserite indicazioni relative all’organizzazione aziendale e quindi, si favorisce l’uso di tutti gli strumenti aziendali che possano conseguire la rarefazione sociale attraverso smart working, rimodulazione delle eventuali turnazioni, utilizzo di rol e altre analoghe previsioni della contrattazione, nonché ferie maturate.
Per maggiori dettagli si rimanda alla lettura completa del protocollo.
Infonews CONFIDA 23/2020
Il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) ha reso noto che i termini relativi ai versamenti previsti al 16 marzo saranno differiti con una norma nel decreto legge di prossima adozione da parte del Consiglio dei Ministri. Tale decreto legge introdurrà anche ulteriori sospensioni dei termini e misure fiscali a sostegno di imprese, professionisti e partite IVA colpite dagli effetti dell’emergenza sanitaria.
Infonews CONFIDA 22/2020
Facciamo seguito alle diverse richieste di chiarimenti rispetto all’applicazione ed interpretazione del DPCM 11 marzo 2020 precisando preliminarmente che le indicazioni dell’Associazione prescindono dalla conoscenza di provvedimenti locali (Sindaci, Province, Regioni) la cui applicazione potrebbe portare ad interpretazioni o soluzioni più restrittive.
Si invita pertanto ad adottare ogni più opportuno approfondimento rispetto ad ogni eventuale provvedimento di secondo livello in vigore sul territorio nel quale si opera ed a rinnovare giornalmente tale analisi in quanto il quadro complessivo è grandemente mutevole. L’Associazione è a vostra disposizione per un confronto anche su questi provvedimenti delle Amministrazioni locali.
DISTRIBUTORI AUTOMATICI
All’articolo 1 del DPCM 11 marzo 2020 è previsto che: “Allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus COVID-19 sono adottate, sull’intero territorio nazionale, le seguenti misure 1) Sono sospese le attività commerciali al dettaglio, fatta eccezione per le attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità individuate nell’allegato 1 […]”
Tra le attività indicate nell’Allegato 1 si trova anche il “Commercio effettuato per mezzo di distributori automatici”.
Pertanto, alla luce di quanto sopra, i distributori automatici possono rimanere attivi.
NEGOZI AUTOMATICI O H24
Si richiama quanto riportato nel punto precedente relativamente ai distributori automatici e si ritiene che, ove l’impresa di gestione possa garantire la distanza di sicurezza interpersonale di un metro, i negozi automatici, rientrando anch’essi nell’elenco delle attività non vietate dell’Allegato 1 (“commercio a mezzo distributori automatici”) possano rimanere aperti.
Al fine di garantire la distanza minima di sicurezza l’Associazione non può offrire soluzioni univoche in quanto è rimesso ad ogni Associato l’onere di valutare caso per caso, in particolare consigliamo di prestare particolare attenzione agli spazi complessivi del negozio, al se il negozio possa consentire il rispetto delle distanze fra i clienti sia durante l’erogazione, sia durante l’avvicendamento della clientela.
Consigliamo, senza pretesa di esaustività l’apposizione di cartelli informativi, prima dell’ingresso al locale e di fronte al distributore automatico, nonché l’apposizione a terra di segnaletica orizzontale tesa a delimitare visivamente la distanza di un metro. Potrebbe essere utile altresì immaginare l’installazione di una telecamera bidirezionale (che consenta ad un operatore da remoto di parlare a chi si trova dentro il negozio) al fine di far rispettare la distanza.
Si invia un fac-simile di comunicazione che potrebbe essere opportuno apporre in modo visibile su carta intestata dell’azienda presso ogni punto vendita.
NEGOZI DI CIALDE E CAPSULE
All’articolo 1 del DPCM 11 marzo 2020 è previsto che: “Allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus COVID-19 sono adottate, sull’intero territorio nazionale, le seguenti misure 1) Sono sospese le attività commerciali al dettaglio, fatta eccezione per le attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità individuate nell’allegato 1 […]”
Tra le attività indicate nell’allegato 1 si trova anche “Commercio al dettaglio di prodotti alimentari, bevande e tabacco in esercizi specializzati (codice Ateco: 47.2)”
All’interno di questo gruppo di codici Ateco è riportato anche il seguente:
47.29.20 Commercio al dettaglio di caffè torrefatto
Pertanto, secondo quanto previsto dal DPCM 11 marzo 2020 anche i negozi di cialde e capsule sia nell’ambito degli esercizi commerciali di vicinato, sia nell’ambito della media e grande distribuzione, anche ricompresi nei centri commerciali, purché sia consentito l’accesso alle sole predette attività, possono rimanere aperti.
Si ricorda tuttavia che: “Deve essere garantita la distanza di sicurezza interpersonale di un metro”.
SERVIZIO OCS
Si tratta anche qui di attività non vietate in quanto non rientranti né in quelle di vicinato né in quelle di media e grande distribuzione. Peraltro estensivamente, così come è consentita la consegna a domicilio per la ristorazione, parimenti può essere consegnato a domicilio un alimento specifico: il caffè.
IMPRESE DI GESTIONE, RIVENDITE E AZIENDE DI SERVIZI
Le attività delle rivendite del settore della distribuzione automatica non risultano espressamente sospese dal DPCM 11 marzo 2020.
Per le attività che non sono espressamente sospese, l’art. 1 punto 10) del DPCM 11 marzo 2020 prevede che “Per tutte le attività non sospese si invita al massimo utilizzo delle modalità di lavoro agile”.
L’occasione è utile per ricordare che il COVID-19 obbliga la revisione del Documento di Valutazione dei Rischi in punto di rischio microbiologico e pertanto ogni datore di lavoro deve valutare le più opportune cautele sanitarie per il proprio personale tenuto conto delle mansioni di ciascun reparto.
Si ricorda infine che i provvedimenti che si sono susseguiti in queste settimane, e che potrebbero continuare ad essere emanati, portano all’interno una clausola per la quale il provvedimento più recente fa cessare di produrre effetti ai provvedimenti precedenti ove incompatibili con le nuove disposizioni. Quindi quanto scriviamo potrebbe, anche a breve, essere superato da nuove disposizioni. Non mancheremo però di segnalarvi tutte le prossime novità legislative che saranno emanate.
Infonews CONFIDA 21/2020
La prossima edizione di VENDITALIA, la più importante manifestazione internazionale della Distribuzione Automatica, organizzata da Venditalia Servizi e promossa da CONFIDA, si terrà nel quartiere fieramilano Rho dal 18 al 21 novembre 2020.
La decisione di posticipare la manifestazione, inizialmente prevista dal 20 al 23 maggio prossimi, risulta in linea con le ultime ordinanze emesse da Regione Lombardia, con i Decreti della Presidenza del Consiglio dei Ministri e con le linee guida del Ministero della Salute e punta prioritariamente a tutelare la salute di tutte le persone che lavorano alla realizzazione della manifestazione.
La nuova data è stata individuata grazie a un’attenta attività di ascolto delle esigenze del mercato e a un confronto aperto con espositori, buyer e stakeholder; e considerando il calendario internazionale: il mese di novembre è risultato come quello migliore per realizzare al meglio la manifestazione, lontano da possibili accavallamenti con altre manifestazioni.
Il lavoro per l’organizzazione della nuova edizione, dunque, non si ferma, con l’obiettivo di realizzare un evento in linea con le esigenze del mercato.
L’appuntamento con Venditalia e con il futuro del vending è dal 18 al 21 novembre 2020 a fieramilano.
Infonews CONFIDA 20/2020
Chiusi negozi (tranne alimentari), bar, ristoranti e pub. Esclusi dalle chiusure i distributori automatici
Il Governo ha emanato ieri sera, 11 marzo 2020, un nuovo Decreto contenente misure valide su tutto il territorio nazionale dal 12 al 25 marzo per il contenimento del contagio da Coronavirus.
Sono sospese le attività di commercio al dettaglio, con alcune eccezioni tra cui i distributori automatici. Sospesi anche i servizi di ristorazione (pub, ristoranti, bar, gelaterie e pasticcerie) e i servizi alla persona (parrucchieri, barbieri, estetisti).
Infonews CONFIDA 19/2020
Vi segnaliamo che sul sito del Governo italiano è stata attivata un’area con delle utili FAQ sul tema dell’emergenza da COVID-19.
Qui il link alla pagina:
Infonews CONFIDA 18/2020
Si invia il testo del nuovo decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri – annunciato e firmato ieri sera dal Presidente del Consiglio – nel quale sono riportate ulteriori misure urgenti per il contrasto e il contenimento del virus COVID-19 sull’intero territorio nazionale.
Il provvedimento – che produce effetti dalla data di oggi (10 marzo) fino al 3 aprile prossimo – estende a tutto il territorio nazionale le misure che il D.P.C.M. dell’8 marzo aveva previsto per la Regione Lombardia e le 14 Province di Modena, Parma, Piacenza, Reggio nell’Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Alessandria, Asti, Novara, Verbano-Cusio-Ossola, Vercelli, Padova, Treviso, Venezia.
Si evidenzia che le disposizioni degli art. 2 e 3 del D.P.C.M. dell’ 8 marzo cessano di produrre effetti ove incompatibili col nuovo testo.
Infonews CONFIDA 17/2020
Segnaliamo che il Ministero dell’Interno ha predisposto un modulo di autocertificazione per lo spostamento in entrata e in uscita, nonché all’interno della Regione Lombardia e delle 14 Province (Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Alessandria, Asti, Novara, Verbano-Cusio-Ossola, Vercelli, Padova, Treviso e Venezia).
Segnaliamo inoltre la Direttiva del Ministero dell’Interno relativa ai controlli e sanzioni e una nota di approfondimento redatta da Confcommercio.
Infonews CONFIDA 16/2020
La Presidenza del Consiglio dei Ministri ha emanato ieri, 8 marzo 2020, un Decreto contenente misure più stringenti di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da Coronavirus.
Il Decreto, che produce effetti dall’8 marzo fino al 3 aprile, identifica misure speciali per il contenimento del contagio nella regione Lombardia e nelle province di Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Alessandria, Asti, Novara, Verbano-Cusio-Ossola, Vercelli, Padova, Treviso e Venezia.
Il provvedimento identifica anche ulteriori misure a carattere nazionale.
Vi alleghiamo:
1 – Il testo del Decreto 8 marzo 2020;
4 – ordinanza 646 del Capo Dipartimento della Protezione Civile.
INTEPRETAZIONE “COMPROVATE ESIGENZE LAVORATIVE”, AUTO DICHIARAZIONI E SANZIONI
Precisiamo che la mobilità lavorativa in entrata e in uscita dalla Lombardia e dalle altre 14 Province indicate dal Decreto è consentita per “comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero spostamenti per motivi di salute”.
Nelle “comprovate esigenze lavorative” rientrano le normali attività lavorative, come indicato nell’Ordinanza 646 del Capo Dipartimento della Protezione Civile dove si dichiara che “È esclusa ogni applicabilità della misura al transito e trasporto merci ed a tutta la filiera produttiva da e per le zone indicate” (comma 1 articolo 1)
È tuttavia consigliabile che ogni prestatore di lavoro porti con sé un documento che attesti che sta svolgendo la propria attività lavorativa, ad es. una comunicazione del datore di lavoro che confermi al dipendente di doversi recare in ufficio (o sul territorio, in base alle mansioni), ma anche una copia della lettera di assunzione con l’indicazione delle mansioni da svolgere e una busta paga che attesti la vigenza del rapporto di lavoro.
Le forze di polizia potranno far attestare mediante moduli di autodichiarazione le esigenze lavorative.
Si segnala infine che la veridicità dell’autodichiarazione potrà essere verificata anche con successivi controlli e che le sanzioni per chi viola le limitazioni agli spostamenti è quella prevista dall’art 650 del codice penale (arresto fino a 3 mesi o ammenda fino a 206 euro) salvo che non si possa configurare un’ipotesi più grave prevista dall’articolo 452 del codice penale (delitti colposi contro la salute pubblica).
Infonews CONFIDA 15/2020
COMUNICAZIONE RISERVATA AI SOLI ASSOCIATI CONFIDA
A seguito delle ordinanze e decreti legati all’emergenza da COVID-2019, alcuni luoghi dove sono installati i distributori automatici sono stati chiusi: scuole, università, centri di aggregazione ecc. Per quanto riguarda gli uffici privati e pubblici, il Governo Italiano precauzionalmente ha promosso lo smart working lasciando di fatto molti luoghi di lavoro pressocché deserti e quindi i distributori che vi sono installati inutilizzati.
A seguito di questi avvenimenti, molte imprese di gestioni ci hanno contattati per sapere se possa essere presentata una domanda di riduzione dei canoni di concessione del servizio di somministrazione di cibi e bevande tramite distributori automatici.
Abbiamo chiesto in merito un parere all’Avv. Andrea Netti, titolare dello Studio ADR ed esperto di diritto amministrativo.
L’avvocato Netti, a seguito di accurata disamina della questione, ha ritenuto di poter concludere che: “l’emergenza epidemiologica da COVID-19 (c.d. Coronavirus) rappresenta un evento straordinario ed imprevedibile, totalmente estraneo alla sfera di controllo delle Parti che sta determinando, a causa dei provvedimenti di contenimento dell’emergenza assunti, un rilevante nocumento – in termini di danno emergente e lucro cessante – in capo agli Operatori economici del settore. Tenuto conto di ciò e di quanto previsto dalla normativa vigente, così come interpretata da costante giurisprudenza, sussistono i presupposti perché l’Operatore possa chiedere al Cliente Pubblico ed al Cliente Privato di avviare un contraddittorio volto alla revisione del canone concessorio al fine di ristabilire l’equilibrio economico – finanziario venuto meno e ricondurre il rapporto ad equità”.
In allegato trovate il parere dell’avvocato Andrea Netti e un format (per le sole concessioni pubbliche), da adattare caso per caso, di istanza motivata per l’avvio del procedimento amministrativo volto a ristabilire le condizioni di equilibrio economico-finanziario del contratto di concessione.