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Vending: tra passato e futuro
Confida: No all’alcol nei distributori automatici. Aumenta il prezzo del caffè nel vending
Distributori, è l’era di iPod e calze
FOTOGRAFIA DEL VENDING ITALIANO – SERVIZIO DI RISTORO AUTOMATICI: LE TOP 100 DEL 2005 NELLA CLASSIFICA DI VENDING MAGAZINE

 

Servizi di ristoro automatici: le Top100 del 2005 nella classifica di Vending Magazine.

 

FOTOGRAFIA DEL VENDING ITALIANO

 

1.900 imprese di gestione, per oltre 5 miliardi di erogazioni all’anno.

1,6 miliardi di € di fatturato: il 46% realizzato dalle Top 100, il 27% da 10 Gruppi.

 

 

Attenzione alla salute e impegno del settore sul fronte di una sana e corretta alimentazione, in linea con il progetto ministeriale “Guadagnare in Salute”.

 

 

Milano, 12 marzo 2007 – Con un fatturato di 1,6 miliardi il settore del vending italiano continua a rappresentare una fetta importante del mercato nazionale. La ricerca, eseguita da Vending Magazine, rivista italiana della distribuzione automatica, testimonia che nel 2005 il peso delle aziende di gestione è stato pari al 46,3% dell’intero settore. Obiettivo dello studio, che da quest’anno avrà cadenza annuale, è quello di dare una fotografia del settore e stilare una classifica delle 100 imprese di gestione che hanno raggiunto i migliori risultati in termini di fatturato (si veda in calce tabella TOP10).

 

La ricerca ha preso in esame i dati di bilancio, pubblici e depositati dalle singole società presso le camere di commercio, di circa 500 imprese di gestione (S.R.L o S.p.A). Non rientrano invece nello studio sulle imprese di gestione le ditte individuali, né società di persone. Alcune aziende, oltre alla gestione, esercitano anche la funzione di rivendita, ma l’analisi si è concentrata solo sul dato di gestione. Si ipotizzano 5,2 miliardi di erogazioni effettuate dal settore del Vending, con un fatturato di 1,6 miliardi di € per il 2005. I dati emersi dallo studio annunciano un fatturato complessivo delle top 100 pari a 750 milioni di € (747.592.855 €), con importi singoli che variano tra i 2,5 milioni di €, soglia minima per accedere alla classifica, e i 77,5 milioni di €. Dalla mailing list realizzata per la ricerca, aggiornata con tutti i gestori italiani, risulta che il settore è composto da oltre 1.900 unità. Non considerando le 100 imprese classificate ed escludendo il totale del loro fatturato, se si suddivide il fatturato rimanente, pari ad oltre 800 milioni di €, per il numero delle piccole e medie aziende escluse dalla classifica (1.800 unità), si ottiene una media pro-capite di 470.000 € di fatturato annuale.

 

Oltre 25 milioni gli italiani che utilizzano i distributori automatici secondo una ricerca di CRA – AC Nielsen, 5 miliardi di erogazioni secondo Vending Magazine.  – fa notare Vincenzo Scrigna, Presidente Imprese di gestione CONFIDA – Si tratta di dati che fanno capire l’importanza dell’impegno che noi gestori abbiamo assunto nei confronti della collettività. Da sempre attenti al consumatore e al suo benessere, le imprese di gestione della distribuzione automatica sono arrivate nel 2005 a sottoscrivere la “Carta dei Servizi per la salute del cittadino” e ad attivare una campagna sui temi della corretta alimentazione. Diverse sono le sperimentazioni avviate lo scorso anno sull’introduzione di cibi freschi, frutta, verdura e yogurt a fianco dei prodotti tradizionali nelle scuole secondarie e nelle strutture pubbliche e altri progetti hanno da poco preso avvio, in linea con il progetto ministeriale recentemente presentato “Guadagnare in Salute. Obiettivo principale è quello di educare il consumatore alla scelta, per un’alimentazione sempre più variegata e completa anche per un pasto o uno spuntino fuori casa.”

 

“La ricerca mette in luce che il vending italiano rimane ancora abbastanza frazionato.- ha commentato Gian Franco Fassio, Direttore Responsabile di Vendine MagazineOltre la metà del fatturato globale viene realizzato da centinaia di piccoli e medi operatori, il cui fatturato individuale si attesta mediamente dai 400 ai 500 mila €. Rispetto al 2002, oggi il mercato è caratterizzato da un minor frazionamento delle risorse e dei capitali che permette di raggiungere un più alto fatturato. La tendenza al frazionamento si sta infatti riducendo: nel 2002 solo il 36% del fatturato globale era stato conseguito dalle Top 100 mentre nel 2005 questa quota è salita al 46%.”

Tra il 2002 e il 2005 si sono verificati mutamenti di rilievo, soprattutto a seguito delle vistose operazioni di M&A – Merger & Acquisition che hanno interessato molte importanti aziende. Il gruppo che nel 2005 ha conseguito il maggior fatturato è stato I.V.S. Italia, con un importo pari a quasi 113 milioni di , seguito da Gruppo Argenta con oltre 95 milioni di e da Buonristoro Vending Group con quasi 67 milioni di (si veda in calce tabella Gruppi e Fatturato 2005).

 

Questo ha determinato la scomparsa anagrafica delle imprese acquisite, molte delle quali facendo parte delle Top 100 nel 2002, hanno lasciato spazio ad altre azienda che si trovavano “in lista d’attesa”.

Grande incidenza sul mercato mostrano infatti i grandi Gruppi, il cui fatturato è passato da 270 milioni di € del 2002 ad oltre 430 milioni di € del 2005, con un aumento pari a 160 milioni di €, quasi il 60% in più. Il valore della presenza dei Gruppi sul mercato nazionale che, nel 2005 era di circa il 27%, è salito ancora successivamente (si veda in calce elenco delle principali acquisizioni 2006 e 2007).

 

Il settore del vending – conclude Augusto Garulli, Presidente di CONFIDA – Associazione Italiana Distribuzione Automatica – si qualifica ancora come uno dei settori più vitali dell’economia italiana grazie alla forte innovazione, alla qualità del servizio e dei prodotti, a soluzioni tecnologiche all’avanguardia rispetto alle macchine e ai sistemi di pagamento, requisiti igienico sanitari approvati dal Ministero della Salute, grande attenzione alle normative europee di tutela ambientale e totale dedizione al cliente”.

 

Separatamente è stato per la prima volta preso in analisi l’utile di bilancio post imposte. Ne è emerso che le prime 100 aziende hanno registrato nel 2005 un utile netto pari a 2,44% del fatturato e le prime 10 in classifica raggiungono picchi del 3,21 %. L’utile più alto è addirittura pari al 14%, mentre quello più basso dello 0,04%.16 aziende su 100 hanno invece chiuso in perdita per cifre tra lo 0,27% e l’11,76%

 

PRIME DICHIARAZIONI DI VINCENZO SCRIGNA: PROGETTI E PROSPETTIVE DEL VENDING

 

Collaborazione con il Ministero della Salute e attenzione ad una sana alimentazione
 

PROGETTI E PROSPETTIVE DEL VENDING

Dichiarazioni del neo eletto Presidente di Confida, Associazione Italiana Distribuzione Automatica


Milano, marzo 2007 – “Gli obiettivi associativi per i prossimi tre anni – ha affermato Vincenzo Scrigna, neo eletto Presidente di CONFIDA, Associazione Italiana Distribuzione Automatica – sono quelli di rafforzare e avvalorare la visibilità e il riconoscimento che il settore ha raggiunto negli ultimi tre anni.
È ormai diffusa la consapevolezza dei vantaggi che offre la distribuzione automatica: un pasto fuori casa sempre disponibile e a basso costo, un veloce ristoro dato da una bibita fresca, un energetico snack per rompere la fame e un buon caffè per la pausa in ufficio. La stima che l’opinione pubblica riconosce al settore aumenta costantemente. Adesso è il momento di effettuare un ulteriore passo in avanti portando all’attenzione delle Istituzioni l’importanza del settore del vending, non solo per la rilevanza economica che un settore in crescita costante può apportare, ma soprattutto perché offre un servizio a tutti i cittadini 24 ore su 24, 7 giorni su 7, con qualità e ampia gamma di scelta.


Il pasto fuori casa è un fenomeno cresciuto in maniera esponenziale e il settore della distribuzione automatica ne è coinvolto come protagonista. L’associazione, da sempre attenta al tema della corretta alimentazione, continuerà il percorso avviato con la stesura della Carta dei Sevizi e delle Linee Guida per i Capitolati d’appalto nella distribuzione automatica. Abbiamo già intavolato un dialogo con il Ministero della Salute, che ha già pubblicamente dimostrato di condividere il nostro pensiero e la nostra linea d’azione. Contrariamente ai provvedimenti messi in atto in altri paesi europei, in Italia abbiamo lavorato affinché si riconoscesse il valore del distributore automatico per una corretta alimentazione: educare alle giuste quantità tramite cibi monoporzione, inserire tipologie di alimenti salutari, quali cibi freschi, nutrizionalmente equilibrati e made in Italy, disporre un’ampia gamma di alimenti per una dieta sempre più variata ed bilanciata. Il Ministero della Salute vorrebbe portare il caso dell’Italia in Europa come esempio positivo da seguire di risposta ad un problema sociale così gravoso.
L’impegno nella lotta all’obesità si è concretizzato nelle sperimentazioni avviate con le diverse Ausl e con le scuole e la prospettiva è quella di sensibilizzare ulteriormente i dirigenti scolastici e quelli delle aziende sanitarie locali per intavolare e avviare altri progetti. Vorremmo arrivare ad avere un dialogo diretto con i dietologi e in generale con tutti gli specialisti e studiosi di alimentazione per approfondire il tema del rapporto  alimentazione sana e pasto fuori casa, per poi delineare le strategie ottimali per al salute del consumatore.

Per quanto riguarda le attività più strettamente associative e il rapporto con  gli associati, l’impegno principale sarà quello di valutare con attenzione le nuove esigenze emerse nel panorama del vending. Se da un lato le vistose operazioni di M&A – Merger & Acquisition, che hanno interessato molte importanti aziende, ha determinato la scomparsa anagrafica delle imprese acquisite, dando origine a grandi gruppi con esigenze specifiche e proprie, dall’altro nuove aziende, che fin ad ora sono rimaste ad osservare silenti, si stanno interessando alle attività associative. Credo che questo interesse mostrato anche dalle piccole aziende sia in parte il frutto del buon lavoro svolto fino ad oggi, in termini di sviluppo, di comunicazione e di innovazione.
L’Associazione dovrà poter offrire servizi tarati secondo le esigenze di entrambe le tipologie: metteremo a punto formule che possano fornire vantaggi associativi alle aziende, grandi e piccole, affinché tutte si riconoscano negli scopi dall’Associazione di settore.”


Vincenzo Scrigna, fondatore e amministratore unico della Eos srl, è stato eletto dai 500 Associati, tra gestori, fabbricanti, produttori e fornitori di servizi, Presidente CONFIDA, Associazione Italiana Distribuzione Automatica, in occasione dell’Assemblea Generale Ordinaria dell’Associazione, svoltasi sabato 3 marzo.
Vincenzo Scrigna ricoprirà questa carica per i prossimi tre anni. Già nel triennio precedente (ottobre 2003 – febbraio 2007) ha ricoperto l’incarico di Vice Presidente di Confida e di Presidente del Gruppo imprese di gestione, lavorando assiduamente sui temi più caldi del settore.
All’attività imprenditoriale Vincenzo Scrigna ha da sempre unito anche l’impegno attivo nell’ambito di Confida, assumendo già nel 1999 la carica di Delegato regionale della Lombardia; dal 2001 è eletto Presidente nazionale del Gruppo imprese di gestione di Confida, contribuendo in prima persona al raggiungimento di nuovi e più lusinghieri risultati per una maggiore autorevolezza dell’Associazione e una migliore visibilità del Settore della Distribuzione Automatica. Oggi eletto presidente, Vicenzo Scrigna continua il mandato di Augusto Garulli (N&W Global Vending SpA) che rimane membro nel Consiglio Direttivo dell’Associazione.

 

VINCENZO SCRIGNA NUOVO PRESIDENTE DI CONFIDA, L’ASSOCIAZIONE DELLA DISTRIBUZIONE AUTOMATIC

 


Le aziende del vending riunite per rinnovare i vertici dell’associazione di settore

       
Milano, 26 marzo 2007 – In occasione dell’Assemblea Generale Ordinaria di CONFIDA, Associazione Italiana Distribuzione Automatica, i 500 associati, tra gestori, fabbricanti, produttori e fornitori di servizi, hanno eletto Vincenzo Scrigna, fondatore e amministratore unico della Eos srl, Presidente dell’Associazione per il prossimo triennio.

Confida rappresenta tutti gli attori del settore e ciascun gruppo merceologico (imprese di fabbricazione dei prodotti, imprese di fabbricazione di distributori automatici, imprese di gestione, imprese di servizi e commercializzazione) ha provveduto all’elezione dei rispettivi Presidenti:
–    Cesare Spinelli (Spinel Caffe Srl) Presidente Imprese di gestione;
–    Leonzio Palombo (Bianchi Vending Group SpA) Presidente imprese di fabbricazione di distributori automatici ed accessori per gli stessi
–    Giorgio Carletti (Tuttoespresso SpA) imprese di fabbricazione di prodotti utilizzati dalla Distribuzione Automatica
–    Federico Salvagnin (D.A.C. Srl) imprese di servizi e commercializzazione

Anche il Gruppo Giovani ha rinnovato il proprio vertice riconfermando Luca Zecchetti (Gruppo Argenta SpA) come Presidente per il prossimo triennio.

Lo Statuto di Confida inoltre attribuisce l’incarico di Vicepresidenti dell’Associazione al Presidente dei Gruppi merceologici/attività e del Gruppo Giovani.

Il neo eletto presidente già nel triennio precedente (ottobre 2003 – febbraio 2007) ha ricoperto l’incarico di Vice Presidente di Confida e di Presidente del Gruppo imprese di gestione, lavorando assiduamente sui temi più caldi del settore.

All’attività imprenditoriale Vincenzo Scrigna ha da sempre unito anche l’impegno attivo nell’ambito di Confida, assumendo già nel 1999 la carica di Delegato regionale della Lombardia; dal 2001 è eletto Presidente nazionale del Gruppo imprese di gestione di Confida, di cui fanno parte circa 500 imprese, contribuendo in prima persona al raggiungimento di nuovi e più lusinghieri risultati per una maggiore autorevolezza dell’Associazione e una migliore visibilità del Settore della Distribuzione Automatica. Oggi eletto presidente, Vicenzo Scrigna continua il mandato di Augusto Garulli (N&W Global Vending SpA) che rimane membro nel Consiglio Direttivo dell’Associazione.

 

CONFIDA: L’IMPEGNO NELL’EDUCAZIONE ALIMENTARE E NELLA LOTTA ALL’OBESITÀ

 

Apertura ai ministri e collaborazioni istituzionali

 


APERTURA AI MINISTRI FIORONI E TURCO
Gli onorevoli Giuseppe Fioroni, ministro dell’educazione, e Livia Turco, ministro della salute, hanno recentemente espresso la necessità di intervenire con un piano di prevenzione, da mettere a punto con il ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Paolo De Castro. “Il distributore automatico di snack con prodotti agricoli di qualità – ha affermato il ministro Fioroni – rientra in un'azione integrata collegiale che, sviluppando la rete di mense-bio assicurate dai Comuni, coinvolgerà in lezioni di almeno un'ora a settimana tutti i docenti della scuola di infanzia e elementari. Obiettivi dell'iniziativa sono la promozione di comportamenti corretti a tavola e lo sviluppo della capacità critica dei giovani, anche rispetto agli spot pubblicitari delle Tv-baby sitter dove spesso passano messaggi che associano il cibo al consumismo e alla caccia al gadget. Noi puntiamo non ad una didattica di proibizionismo ma di responsabilità che coinvolgerà anche i più grandi in azioni ancora più complesse.” (26 ottobre 2006, fonte ANSA).


A seguito del piano d’azione nazionale per la promozione di corrette prassi alimentari e sani stili di vita di cui sopra, CONFIDA ha formalizzato la propria disponibilità a partecipare al “tavolo di concertazione”.
“Da tempo Confida – ha dichiarato Vincenzo Scrigna, Presidente di CONFIDA – ha preso in carico il problema chiedendo la collaborazione su questi temi dell’Università La Sapienza di Roma. L’educazione alimentare e a un sano stile di vita fa parte dei nostri obiettivi primari. E non potrebbe essere altrimenti, se si considera che le nostre macchine sono ovunque, utilizzate con regolarità da 20 milioni di persone ogni giorno – prosegue Scrigna – Per questo ci siamo resi conto che i distributori automatici possono diventare un veicolo importante di comunicazione per contribuire a cambiare gli stili di vita: è già avvenuto in passato, quando siamo riusciti a imporre l’acqua minerale accanto alle bevande dolci e gassate, e adesso ci piacerebbe molto che potesse succedere anche con frutta e verdura nella scuola, e non solo”. Del resto, secondo Vincenzo Scrigna, senza uno sforzo importante da parte di tutti gli anelli della catena, si corre il rischio che questa opportunità promettente rimanga una promessa mancata.

Grazie alla capillarità di diffusione dei distributori automatici (quasi un milione), ormai entrati nella vita di ogni giorno per oltre 20 milioni di persone, è possibile proporre un’offerta più variegata in linea con le indicazioni dei nutrizionisti, affiancando ai prodotti più tradizionali, anche quelli a valenza salutista. Sono quasi un milione ormai e potrebbero anche fungere da veicolo di comunicazione, fornendo informazioni e consigli sulle caratteristiche nutrizionali e sull’educazione verso sani stili di vita. Un italiano su tre li utilizza regolarmente, negli ultimi 12 mesi un italiano su due (45,3%) ha fatto uso dei distributori automatici, più di un italiano su cinque (il 20,6%) dice, inoltre, di utilizzare i distributori automatici più volte la settimana. Si tratta di veri e propri negozi aperti 24 ore su 24 e il 71,3% degli intervistati li apprezza per la comodità di utilizzo, il 39,7% dice di apprezzarne la velocità, il 26,5%, infine, apprezza la capillarità del servizio (Ricerca CRA AcNielsen 2006).


COLLABORAZIONI ISTITUZIONALI
Confida ha sottoscritto con Eva – European Vending Association il piano per lo sviluppo della "Strategia globale su dieta, attività fisica e salute" dell'Oms (l'Organizzazione Mondiale della Sanità), recepito proprio dall'Unione Europea.
Sul fronte della salute e della qualità dei cibi presenti nei distributori sono numerose le collaborazioni in corso con diversi soggetti interistituzionali come la Regione Lombardia, l’Ausl di Modena, Regione e Asl del Veneto oltre ad altri progetti sul territorio con le amministrazioni provinciali di Parma, Forlì-Cesena e Ravenna.

 

CONFIDA RISPONDE ALL’ANNUNCIO DELL’AIDI DI ELIMINARE LE MERENDINE DAI DISTRIBUTORI NELLE SCUOLE ELEMENTARI E MEDIE

 


“NON SI RISOLVE IL PROBLEMA DELL’OBESITÀ INFANTILE TOGLIENDO LE MERENDINE A INSEGNANTI E BIDELLI. I DISTRIBUTORI AUTOMATICI NELLE SCUOLE ELEMENTARI E MEDIE INFERIORI SONO SOLO IN LUOGHI PRESIDIATI. CHE SI VOGLIA DISTOGLIERE L’ATTENZIONE DAI VERI PROBLEMI? CHE SI VOGLIA SCEGLIERE LA VIA PIÙ SEMPLICE E MEDIATICAMENTE PIÙ PLATEALE?”

 


Dopo anni di impegno sul fronte dell’educazione verso corretti stili di vita, ora è sufficiente un annuncio che sa tanto di spot mediatico per far pensare di aver risolto il problema dell’obesità infantile. La strada – ci dispiace dirlo – è ancora molto lunga.

 


Milano, 11 aprile 2007 – “Con sommo stupore apprendiamo il messaggio lanciato dall’AIDI – afferma Vincenzo Scrigna, Presidente di CONFIDA l’Associazione italiana della distribuzione automatica – Ci sembra che si sia perso il reale punto di vista della situazione e che l’annuncio dell’AIDI sia solo un modo per distogliere i problemi da dove veramente sono. Forse che qualcuno si è chiesto quanti sono i distributori dai quali l’AIDI ha deciso di eliminare i dolci? Sono pochissimi e tutti in luoghi presidiati dal corpo docente o da personale ausiliario. Se l’intenzione quindi è quella di non rendere disponibili alimenti fuori controllo a bambini in età scolare, allora, non si capisce perché agire su un falso problema.”

Considerando che ai nostri bambini nelle scuole elementari e medie inferiori non è dato libero accesso ai distributori automatici che sono presenti solo in luoghi riservati al corpo docente e al personale di servizio e di sostegno, zone quindi sempre presidiate dagli adulti, una tale azione avrebbe il solo effetto di sottrarre il diritto ad una normale pausa di ristoro agli adulti che lavorano in questi luoghi.

 


Da una ricerca CNR Avellino in collaborazione con l’ISA – Istituto di Scienze dell’Alimentazione, che ha preso in esame gli alunni di alcune scuole elementari di Avellino per verificare le cause dell’obesità, emerge che è inesistente l’influenza che i distributori automatici hanno rispetto all’insorgere di questa malattia nei bambini di età scolare. Il luogo che risulta essere più a rischio è proprio la famiglia, che acquistando pacchi di merendine che dispongono di 6-12-24 pezzi a confezione e lasciandoli al libero arbitrio dei figli, non attua un effettivo controllo sulle quantità assunte, magari, come conferma la ricerca di Swg realizzata per il Moige, il Movimento Italiano Genitori, davanti alla tv. Il vero problema, allora è l’educazione alimentare, che deve essere in primis una responsabilità della famiglia.

L’obesità infantile poi non è da attribuire ad un cibo specifico. Non esistono alimenti da demonizzare, ma impegni seri da assumere insieme. Nessun alimento di per sé è dannoso e l’AIDI dovrebbe essere la prima a testimoniarlo. Quello che è importante è l’educazione alla giusta quantità e la sensibilizzazione all’importanza del moto. “Nessun alimento deve essere quindi escluso dalla nostra alimentazione, neppure la merendina – continua ad affermare Carlo Cannella, Professore Ordinario di Scienza dell’Alimentazione all’Università La Sapienza di Roma, che collabora da diversi anni con Confida sul tema “Dieta e Nutrizione” – la regola di base è assumere poco, ma di tutto”.

 

CIBUS ROMA – CONFIDA RISPONDE ALL’ANNUNCIO DI FEDERALIMENTARE DI ELIMINARE LE MERENDINE DAI DISTRIBUTORI NELLE SCUOLE ELEMENTARI E MEDIE

 


“NON SI RISOLVE IL PROBLEMA DELL’OBESITÀ INFANTILE TOGLIENDO LE MERENDINE A INSEGNANTI E BIDELLI. I DISTRIBUTORI AUTOMATICI NELLE SCUOLE ELEMENTARI E MEDIE INFERIORI SONO SOLO IN LUOGHI PRESIDIATI. CHE SI VOGLIA DISTOGLIERE L’ATTENZIONE DAI VERI PROBLEMI? CHE SI VOGLIA SCEGLIERE LA VIA PIÙ SEMPLICE E MEDIATICAMENTE PIÙ PLATEALE?”

 


Dopo anni di impegno sul fronte dell’educazione verso corretti stili di vita, ora è sufficiente un annuncio che sa tanto di spot mediatico per far pensare di aver risolto il problema dell’obesità infantile. La strada – ci dispiace dirlo – è ancora molto lunga.


Milano, 13 aprile 2007 – “Con sommo stupore apprendiamo il messaggio lanciato da Gian Domenico Auricchio, presidente di Federalimentare – afferma Vincenzo Scrigna, Presidente di CONFIDA l’Associazione italiana della distribuzione automatica – Ci sembra che si sia perso il reale punto di vista della situazione e che l’annuncio di oggi come quello dell’AIDI della settimana scorsa siano solo un modo per distogliere i problemi da dove veramente sono. Forse che qualcuno si è chiesto quanti sono i distributori dai quali Federalimentare e AIDI hanno deciso di eliminare i dolci? Sono pochissimi e tutti in luoghi presidiati dal corpo docente o da personale ausiliario. Se l’intenzione quindi è quella di non rendere disponibili alimenti fuori controllo a bambini in età scolare, allora, non si capisce perché agire su un falso problema.”

Considerando che ai nostri bambini nelle scuole elementari e medie inferiori non è dato libero accesso ai distributori automatici che sono presenti solo in luoghi riservati al corpo docente e al personale di servizio e di sostegno, zone quindi sempre presidiate dagli adulti, una tale azione avrebbe il solo effetto di sottrarre il diritto ad una normale pausa di ristoro agli adulti che lavorano in questi luoghi.

Da una ricerca CNR Avellino in collaborazione con l’ISA – Istituto di Scienze dell’Alimentazione, che ha preso in esame gli alunni di alcune scuole elementari di Avellino per verificare le cause dell’obesità, emerge che è inesistente l’influenza che i distributori automatici hanno rispetto all’insorgere di questa malattia nei bambini di età scolare. Il luogo che risulta essere più a rischio è proprio la famiglia, che acquistando pacchi di merendine che dispongono di 6-12-24 pezzi a confezione e lasciandoli al libero arbitrio dei figli, non attua un effettivo controllo sulle quantità assunte, magari, come conferma la ricerca di Swg realizzata per il Moige, il Movimento Italiano Genitori, davanti alla tv. Il vero problema, allora è l’educazione alimentare, che deve essere in primis una responsabilità della famiglia.


L’obesità infantile poi non è da attribuire ad un cibo specifico. Non esistono alimenti da demonizzare, ma impegni seri da assumere insieme. Nessun alimento di per sé è dannoso e l’AIDI dovrebbe essere la prima a testimoniarlo. Quello che è importante è l’educazione alla giusta quantità e la sensibilizzazione all’importanza del moto. “Nessun alimento deve essere quindi escluso dalla nostra alimentazione, neppure la merendina – continua ad affermare Carlo Cannella, Professore Ordinario di Scienza dell’Alimentazione all’Università La Sapienza di Roma, che collabora da diversi anni con Confida sul tema “Dieta e Nutrizione” – la regola di base è assumere poco, ma di tutto”.