Un altro grande successo per gli Stati Generali del Vending di CONFIDA che, arrivati alla XIV edizione, si confermano un appuntamento imperdibile per il comparto della distribuzione automatica.
200 imprenditori rappresentanti di tutta la filiera del vending si sono ritrovati 29 ottobre a Roma presso la sede di Confcommercio – Imprese per l’Italia per discutere di “Sfide del Vending: innovazione, tutela del mercato e centralità del consumatore”.
In un contesto difficile per il settore che registra nei primi 7 mesi dell’anno un calo del 4,6%, CONFIDA resta un punto di riferimento importante per i suoi associati e per l’intero settore.
L’evento è stato aperto come sempre dal Presidente di Confcommercio Carlo Sangalli seguito dalla relazione del Presidente di CONFIDA Massimo Trapletti.
Il Presidente Trapletti, dopo aver analizzato la situazione del mercato, ha indirizzato un accorato appello all’unione della filiera del vending: “Il nostro settore – ha detto il Presidente di CONFIDA – ha bisogno di un’azione comune, di politiche lungimiranti e di investimenti coraggiosi”. Poi, entrando nel merito dei temi dell’incontro, ha parlato di innovazione e di finanziamento dell’innovazione rappresentando agli esponenti politici presenti le difficoltà del settore del vending ad accedere al credito d’imposta della Transizione 5.0 auspicando una svolta con la revisione del provvedimento contenuta nella Legge di Bilancio.
Il Presidente Trapletti ha quindi espresso anche le preoccupazioni del settore per l’applicazione del nuovo Regolamento Europeo sugli imballaggi (PPWR) richiedendo che il settore, virtuoso in materia di riciclo anche grazie al progetto RiVending, sia esentato in particolare dagli obiettivi di riuso e dall’applicazione dei sistemi di deposito e cauzione.
Il Presidente di CONFIDA ha poi richiamato l’attenzione anche sui negozi automatici H24 spesso colpiti da ordinanze comunali restrittive spesso immotivate. Pur comprendendo le esigenze di sicurezza dei Comuni, CONFIDA ha chiesto supporto a Confcommercio e ai rappresentanti delle istituzioni presenti per far cessare la proliferazione di tali ordinanze e i conseguenti contenziosi presso i Tribunali Amministrativi.
Il Presidente Trapletti ha infine evidenziato le criticità legate all’applicazione del Contratto Collettivo del Commercio, che non rispecchia pienamente le specificità professionali del settore della distribuzione automatica, generando in alcuni casi difficoltà di inquadramento e di gestione dei rapporti di lavoro. Per affrontare queste sfide, CONFIDA ha istituito un gruppo di lavoro dedicato, composto da esperti delle imprese associate, consulenti del lavoro e dal consulente legale dell’associazione con l’obiettivo di elaborare una proposta di Protocollo Integrativo al Contratto del Commercio in modo da rispondere alle esigenze delle imprese del settore e valorizzare al meglio le competenze dei nostri lavoratori.
Dopo l’intervento del Presidente Trapletti, Mario Toniutti (Vicepresidente CONFIDA), Pio Lunel (Presidente delle Imprese di Gestione CONFIDA) e Cesare Spinelli (Coordinatore della Commissione Negozi Automatici H24 di CONFIDA) hanno approfondito le tematiche in discussione alternando i loro interventi con quelli dei rappresentanti delle istituzioni.
Erano presenti: il vice presidente della Camera dei Deputati On. Giorgio Mulè, il Presidente della Commissione di Controllo Previdenza e Assistenza Sociale On. Alberto Bagnai, il Presidente della Commissione Affari Sociali On. Ugo Cappellacci, la Capogruppo di Italia Viva in Camera dei Deputati On. Maria Elena Boschi, l’On. Stefano Graziano, capogruppo del PD in Commissione Difesa, la Capogruppo di FdI presso la Commissione Bilancio On. Ylenja Lucaselli e il Segretario Commissione Attività produttive On. Luca Squeri.
A seguire, Andrea Alemanno, Head of Corporate Reputation and Public affairs Ipsos Italia, ha illustrato una ricerca che analizza il profilo e i comportamenti dei consumatori ai distributori automatici in Italia nel 2025.
In chiusura, Marco Cecchini ed Ernesto Piloni, rispettivamente Presidente e AD di Venditalia, hanno presentato le novità dell’edizione 2026 della fiera del vending che si terrà dal 6 all’8 maggio presso Fiera di Rimini.
Inserendo le credenziali d’accesso, qui di seguito potete scaricare i materiali degli interventi della giornata.
Calano i consumi (-4,6%) anche se per il 79% degli italiani il vending è comodo e veloce.
Le imprese del settore lamentano l’impossibilità di accesso ai finanziamenti della Transizione 5.0 e l’imminente entrata in vigore del PPWR rischia di vanificare gli investimenti fatti dal comparto sull’economia circolare.
Nei primi sette mesi dell’anno, il settore della distribuzione automatica ha registrato un sensibile calo delle consumazioni (-4,6%). Questo trend negativo arriva dopo la lieve ripresa iniziata nel 2021 (+10,48%), proseguita nel 2022 (+5,07%) e stabilizzatasi nel 2023 (+0,74%). È la fotografia scattata da CONFIDA, Associazione Italiana Distribuzione Automatica, durante gli Stati Generali del Vending tenutisi a Roma nella sede di Confcommercio-Imprese per l’Italia alla presenza di 200 imprenditori del settore e numerosi rappresentanti delle istituzioni.
Il comparto paga il calo della produzione industriale con il conseguente aumento della cassa integrazione (la distribuzione automatica, infatti, sviluppa il 37% delle consumazioni nel manifatturiero), l’effetto dell’inflazione che ha causato una contrazione dei consumi alimentari fuori casa (oltre un terzo degli italiani nell’ultimo anno ha peggiorato la propria situazione economica), e l’utilizzo dello smart working, oggi utilizzato regolarmente dal 31% degli italiani. Parallelamente, sono cambiate le abitudini di consumo che ora virano verso scelte sempre più personalizzate, causando una frammentazione crescente delle identità alimentari. Per il 79% degli italiani, tuttavia, le vending machine rappresentano un’alternativa comoda e veloce per il consumo di bevande e alimenti, offrono un’esperienza di uso semplice e immediata (79%); rappresentano un momento di evasione dalla routine (74%) e il 64% dei consumatori lo considera anche un settore innovativo; è quanto emerge da una ricerca IPSOS per CONFIDA.
“Il calo delle consumazioni della distribuzione automatica ha portato, come conseguenza, anche ad una riduzione del 28% nei primi sei mesi del 2025 della vendita di vending machine nuove: una produzione di eccellenza del Made in Italy, che vive anche una crescente concorrenza di produttori asiatici le cui vending machine, talvolta, non rispettano le normative europee oppure provengono da Paesi in cui la manodopera è sottopagata e poco tutelata. Per questo. – commenta Massimo Trapletti, Presidente di CONFIDA il Piano Transizione 5.0 era un provvedimento molto atteso dalle aziende del settore, che tuttavia non si è potuto utilizzare per le difficoltà applicative. Auspichiamo pertanto che la revisione contenuta nella Legge di Bilancio renda più agevole l’accesso al beneficio per le nostre imprese.”
In aggiunta, il settore richiede un protocollo integrativo al contratto collettivo del commercio a cui fanno riferimento i lavoratori del comparto, al fine di inquadrare al meglio le peculiarità delle professionalità della distribuzione automatica.
“Il settore della distribuzione automatica include circa 30.000 addetti, per un totale di 3.000 imprese – commenta Carlo Sangalli, Presidente di Confcommercio – Un numero decisamente sufficiente per prendere in considerazione di elaborare un protocollo dedicato al mondo del vending che integri il nostro principale contratto collettivo nazionale al prossimo rinnovo, dando al settore le specifiche necessarie a valorizzare le proprie qualità.”
Infine, la distribuzione automatica dovrà affrontare anche le criticità che emergono dal Regolamento Europeo sugli imballaggi e i rifiuti da imballaggio (PPWR), che entrerà in vigore il prossimo anno. In particolare, gli obbiettivi di riutilizzo e l’introduzione dei sistemi di deposito e cauzione vanificherebbero gli investimenti fatti negli anni sul riciclo degli imballaggi con il progetto economia circolare “RiVending” ormai diffuso in tutta Italia con oltre 16 mila cestini per il riciclo della plastica posizionati in 2.500 aziende. Il comparto, quindi, chiede alle istituzioni italiane nell’applicazione della PPWR di esentarlo da quelle previsioni inapplicabili per le caratteristiche intrinseche della distribuzione automatica.