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Non più solo caffè e snack. I distributori automatici conquistano gli italiani
Distribuzione automatica: segnali di ripresa per il settore
Distribuzione automatica, segnali di ripresa per le “macchinette”
Il fatturato delle Top 10 Gestioni è pari al 21% del mercato 2015…
Mercato distribuzione automatica Italia 2015: in ripresa le vendite sia del vending tradizionale che del caffè porzionato
Segnali di ripresa per il comparto della distribuzione automatica

 

In crescita sia il mercato tradizionale (+3,4%) che quello del caffè porzionato in case e uffici (+1,9%)

Il fatturato delle Top 10 Gestioni è pari al 21% del valore complessivo del mercato 2015

 

I consumi ai distributori automatici sono in linea con la moderata ripresa dell’economia del nostro Paese e con un ritorno della fiducia da parte del consumatore.

30 milioni di italiani utilizzano i distributori automatici e, considerando i consumi sia dai distributori automatici tradizionali che dalle macchine a capsule e cialde sempre più diffuse nelle case e negli uffici, nel 2015 si registra un fatturato di circa 3,4 miliardi di euro (+3,1%) e 10,5 miliardi di consumazioni (+2,6%), rispetto al 2014.

Il mondo del vending è prevalentemente legato alle attività delle società di gestione che si occupano di installazione, manutenzione e rifornimento delle macchine presso il cliente; tuttavia negli ultimi anni si sta registrando una variazione nelle scelte di acquisto del consumatore con particolare riferimento al caffè porzionato. Accenture ha realizzato per CONFIDA – Associazione Italiana della Distribuzione Automatica uno studio di mercato sulle tendenze di consumo.

Quest’anno per la prima volta si è preso in considerazione nel panel di riferimento dello studio il mercato globale della distribuzione automatica e semi automatica, includendo tutto il segmento del caffè porzionato, a prescindere dal canale di approvvigionamento scelto dal consumatore ed alternativo a quello delle sole gestioni (GDO, Internet, import, torrefattori, ecc.).

 

Il mercato del caffè porzionato

Il dato globale del consumo del caffè porzionato in Italia nel 2015 segna una crescita delle consumazioni del +1,9%, calcolato tenendo conto non solo del dato proveniente dalle imprese di gestione, che tradizionalmente forniscono la macchina  in uso gratuito e il servizio di somministrazione del caffè in capsule o cialde monodose, ma anche di alcune evoluzioni del mercato che ne hanno modificato le caratteristiche e l’andamento:

 

–          Diversi clienti (es. uffici) abbandonano la formula del servizio in uso gratuito delle macchine semiautomatiche per avvalersi direttamente delle offerte dei canali retail, GDO e acquisti online,

–          In molti uffici la proprietà non mette più a disposizione il caffè ai dipendenti, che si stanno organizzando tra loro contattando direttamente il gestore per avere una macchina installata,

–          Le torrefazioni stanno aumentando la produzione e commercializzazione di capsule compatibili, dato confermato anche dall’aumento della produzione delle capsule vuote (senza caffè) da parte delle aziende specializzate,

–          Piccoli negozi alimentari (non bar) attrezzati per la pausa pranzo (es. salumerie, formaggi freschi) stanno richiedendo sempre di più soluzioni automatiche per offrire caffè ai clienti, non volendo acquistare una macchina da caffè professionale per il locale.

 

L’attività delle imprese di gestione, che rappresenta il 25% delle consumazioni totali di caffè porzionato, ha fatto registrare nel 2015 un calo significativo in termini quantitativi rispetto al 2014 (consumazioni -7,1%, parco macchine, -8,6%).

 

Il mercato della distribuzione automatica

Le rilevazioni sul mercato della distribuzione automatica tradizionale evidenziano un lieve incremento dei volumi da imputare al maggior numero di giorni lavorativi del 2015 e alla particolare stagionalità dell’anno che ha notevolmente influenzato il mix dei consumi.

Si registra infatti una forte crescita nei consumi delle bevande fredde (+10,5%), condizionata dalle alte temperature estive che, in particolare nel mese di luglio 2015, sono state nettamente superiori rispetto all’anno precedente, mentre sono stabili i consumi di bevande calde e snack.

I prodotti alimentari consumati dai distributori automatici sono ancora principalmente gli snack tradizionali (utili al fuori pasto, non in risposta al bisogno di alimentarsi), tuttavia si registra una crescita di prodotti freschi e sostituitivi del pasto, in particolare panini (+7,2%) e pasti pronti (+18,8%), anche se continuano a rappresentare una nicchia di mercato.

I prodotti prelevati con maggior frequenza sono le bevande sia calde che fredde, indice del fatto che i distributori automatici sono prima di tutto avvicinati per soddisfare  la voglia di un caffè e per togliersi la sete.

La distribuzione automatica si conferma un canale grazie al quale il prodotto e lo scaffale vannolà dove il consumatore lavora, studia, parte, arriva, è in attesa … le ‘macchinette’ propongono (e di fatto affermano) un modello diverso di relazione commerciale.

“Grazie a queste sue caratteristiche, il vending mantiene complessivamente la sua dinamicità pur avendo avuto importanti ripercussioni dai recenti anni di crisi economica sulla produzione di distributori automatici per il mercato italiano. Attendiamo che al dato ISTAT, che fa riferimento ad una moderata ripresa, segua al più presto un dato più rassicurante per quanto riguarda gli investimenti senza i quali non c’è vera ripresa strutturale.” Dichiara Piero Angelo Lazzari, Presidente CONFIDA.

 

Il futuro della distribuzione automatica

In questi ultimi anni la distribuzione automatica ha progressivamente diversificato la sua sfera di attività sia come business a sé (in diverse location), ampliando gamma e tipologia di prodotti offerti, non solo food; sia come tecnologia complementare al negozio tradizionale, offrendo numerosi vantaggi completando l’offerta del canale fisico, assortimento di prodotti, fidelizzazione al marchio, efficienza organizzativa e migliore esperienza di acquisto per il cliente.

Inoltre, oggi, grazie anche all’integrazione con internet e con i moderni dispositivi digitali, la vending machine sta esplorando nuove modalità di servizio al consumatore

trasformandosi da semplice strumento di erogazione di un prodotto a touch point informativo e di servizio in grado di personalizzare l’offerta in base ai nuovi trend di consumo per un cliente sempre più attento allo stile di vita consapevole, alle tematiche ambientali e di sostenibilità.

Per questi motivi è sempre più frequente trovare il distributore automatico integrato nei negozi tradizionali di abbigliamento, elettronica di consumo, fiori, beauty e profumeria, fino ai casi molto particolari di opere d’arte, e lampadine.

Pertanto, si chiamino pure simpaticamente “macchinette”, ma in realtà questo termine racchiude in sé una complessa organizzazione imprenditoriale che mette insieme professionalità, modelli di business, soluzioni tecnologiche e innovazioni. 

 

 

Snack e caffè della ‘macchinetta’ piacciono sempre di più
Confida, snack e caffè ‘macchinetta’ piacciono sempre di più
Segnali di ripresa per il comparto della distribuzione automatica

Per i gestori in crescita il mercato tradizionale (+3,4%), in calo quello del caffè porzionato in case e uffici (+1,9%)

Il fatturato delle Top 10 Gestioni è pari al 21% del valore complessivo del mercato 2015

 

I consumi ai distributori automatici sono in linea con la moderata ripresa dell’economia del nostro Paese e con un ritorno della fiducia da parte del consumatore.

30 milioni di italiani utilizzano i distributori automatici e, considerando i consumi sia dai distributori automatici tradizionali che dalle macchine a capsule e cialde sempre più diffuse nelle case e negli uffici, nel 2015 si registra un fatturato di circa 3,4 miliardi di euro (+3,1%) e 10,5 miliardi di consumazioni (+2,6%), rispetto al 2014.

Il mondo del vending è prevalentemente legato alle attività delle società di gestione che si occupano di installazione, manutenzione e rifornimento delle macchine presso il cliente; tuttavia negli ultimi anni si sta registrando una variazione nelle scelte di acquisto del consumatore con particolare riferimento al caffè porzionato. Accenture ha realizzato per CONFIDA – Associazione Italiana della Distribuzione Automatica uno studio di mercato sulle tendenze di consumo.

Quest’anno per la prima volta si è preso in considerazione nel panel di riferimento dello studio il mercato globale della distribuzione automatica e semi automatica, includendo tutto il segmento del caffè porzionato, a prescindere dal canale di approvvigionamento scelto dal consumatore ed alternativo a quello delle sole gestioni (GDO, Internet, import, torrefattori, ecc.).

 

Il mercato del caffè porzionato

Il dato globale del consumo del caffè porzionato in Italia nel 2015 segna una crescita delle consumazioni del +1,9%, calcolato tenendo conto non solo del dato proveniente dalle imprese di gestione, che tradizionalmente forniscono la macchina  in uso gratuito e il servizio di somministrazione del caffè in capsule o cialde monodose, ma anche di alcune evoluzioni del mercato che ne hanno modificato le caratteristiche e l’andamento:

–          Diversi clienti (es. uffici) abbandonano la formula del servizio in uso gratuito delle macchine semiautomatiche per avvalersi direttamente delle offerte dei canali retail, GDO e acquisti online,

–          In molti uffici la proprietà non mette più a disposizione il caffè ai dipendenti, che si stanno organizzando tra loro contattando direttamente il gestore per avere una macchina installata,

–          Le torrefazioni stanno aumentando la produzione e commercializzazione di capsule compatibili, dato confermato anche dall’aumento della produzione delle capsule vuote (senza caffè) da parte delle aziende specializzate,

–          Piccoli negozi alimentari (non bar) attrezzati per la pausa pranzo (es. salumerie, formaggi freschi) stanno richiedendo sempre di più soluzioni automatiche per offrire caffè ai clienti, non volendo acquistare una macchina da caffè professionale per il locale.

L’attività delle imprese di gestione, che rappresenta il 25% delle consumazioni totali di caffè porzionato, ha fatto registrare nel 2015 un calo significativo in termini quantitativi rispetto al 2014 (consumazioni -7,1%, parco macchine, -8,6%).

 

Il mercato della distribuzione automatica

Le rilevazioni sul mercato della distribuzione automatica tradizionale evidenziano un lieve incremento dei volumi da imputare al maggior numero di giorni lavorativi del 2015 e alla particolare stagionalità dell’anno che ha notevolmente influenzato il mix dei consumi.

Si registra infatti una forte crescita nei consumi delle bevande fredde (+10,5%), condizionata dalle alte temperature estive che, in particolare nel mese di luglio 2015, sono state nettamente superiori rispetto all’anno precedente, mentre sono stabili i consumi di bevande calde e snack.

I prodotti alimentari consumati dai distributori automatici sono ancora principalmente gli snack tradizionali (utili al fuori pasto, non in risposta al bisogno di alimentarsi), tuttavia si registra una crescita di prodotti freschi e sostituitivi del pasto, in particolare panini (+7,2%) e pasti pronti (+18,8%), anche se continuano a rappresentare una nicchia di mercato.

I prodotti prelevati con maggior frequenza sono le bevande sia calde che fredde, indice del fatto che i distributori automatici sono prima di tutto avvicinati per soddisfare  la voglia di un caffè e per togliersi la sete.

La distribuzione automatica si conferma un canale grazie al quale il prodotto e lo scaffale vannolà dove il consumatore lavora, studia, parte, arriva, è in attesa … le ‘macchinette’ propongono (e di fatto affermano) un modello diverso di relazione commerciale.

“Grazie a queste sue caratteristiche, il vending mantiene complessivamente la sua dinamicità pur avendo avuto importanti ripercussioni dai recenti anni di crisi economica sulla produzione di distributori automatici per il mercato italiano. Attendiamo che al dato ISTAT, che fa riferimento ad una moderata ripresa, segua al più presto un dato più rassicurante per quanto riguarda gli investimenti senza i quali non c’è vera ripresa strutturale.” Dichiara Piero Angelo Lazzari, Presidente CONFIDA.

 

Il futuro della distribuzione automatica

In questi ultimi anni la distribuzione automatica ha progressivamente diversificato la sua sfera di attività sia come business a sé (in diverse location), ampliando gamma e tipologia di prodotti offerti, non solo food; sia come tecnologia complementare al negozio tradizionale, offrendo numerosi vantaggi completando l’offerta del canale fisico, assortimento di prodotti, fidelizzazione al marchio, efficienza organizzativa e migliore esperienza di acquisto per il cliente.

Inoltre, oggi, grazie anche all’integrazione con internet e con i moderni dispositivi digitali, la vending machine sta esplorando nuove modalità di servizio al consumatore

trasformandosi da semplice strumento di erogazione di un prodotto a touch point informativo e di servizio in grado di personalizzare l’offerta in base ai nuovi trend di consumo per un cliente sempre più attento allo stile di vita consapevole, alle tematiche ambientali e di sostenibilità.

Per questi motivi è sempre più frequente trovare il distributore automatico integrato nei negozi tradizionali di abbigliamento, elettronica di consumo, fiori, beauty e profumeria, fino ai casi molto particolari di opere d’arte, e lampadine.

Pertanto, si chiamino pure simpaticamente “macchinette”, ma in realtà questo termine racchiude in sé una complessa organizzazione imprenditoriale che mette insieme professionalità, modelli di business, soluzioni tecnologiche e innovazioni.

 

 

La crisi picchia duro sul vending: nel 2014 registrata una contrazione dei consumi di circa l’8%

 

La distribuzione automatica, il vending, è un settore, con i suoi oltre 30 mila addetti e un fatturato di filiera pari a circa 3 miliardi,  che fa registrare applicazioni sempre più innovative con l’utilizzo di tecnologie di ultima generazione, ma che è ancora fortemente legato alla tradizione del caffè espresso e alla pausa ristoro nei luoghi di lavoro.

Il calo dei consumi nel 2014 è stato molto significativo, con dei picchi negativi nel caso delle bevande fredde (-7,33%) e degli snack (-8,01%).

Dall'aggiornamento dello studio di settore curato da Accenture per conto di CONFIDA da ormai diversi anni, il parco macchine installato nel 2014 è di circa 2.350.000 distributori automatici di cui circa 1.600.000 riguarda le macchine OCS (piccole macchine per ufficio funzionanti a capsule e cialde),mentre la restante parte è riferita ai grandi distributori automatici di bevande calde, fredde e prodotti solidi preconfezionati.

 

Numero distributori automatici installati in Italia

 

2010

2.405.883

2011

2.487.450

2012

2.431.394

2013

2.427.202

2014

2.352.298

 

 

Il parco macchinemostra una diminuzione del 3% trainata dal forte calo delle macchine OCS.

Si registra una sostanziale tenuta dei distributori di bevande calde (-0,1%) in linea

con la tenuta della ‘pausa caffè’.

 

Consumi per tipologia di prodotto

Il Caldo rappresenta il 48% del totale delle consumazioni vending, seguito dall’OCS con una quota pari al 24%, in diminuzione negli ultimi anni. Rimangono invece equilibrati i consumi degli Snack (13%) e delle Bevande Fredde (15%) rispetto al totale dei consumi.

Facendo un confronto con il 2013, a livello generale i consumi totali registrano una diminuzione del 4,25%.

In particolare                              

·         Bevande calde      – 3,56%

·         OCS                     – 8,02%

·         Bevande fredde    – 7,33%

·         Snack                            – 8,01%

 

Si nota come il calo sia stato comune, con dei picchi negativi nel caso delle bevande fredde e degli snack.

Le consumazioni delle bevande fredde, condizionate dalle temperature molto basse della stagione estiva,  sono diminuite (-7,33%) rispetto al 2013.

La strada della qualità intrapresa dalla distribuzione automatica, anche grazie a due certificazione di Settore: la certificazione di servizio TQS Vending e la certificazione DTP-114 per le miscele di caffè in grani specifiche per il vending, assicura maggiori garanzie al consumatore.  

Da non dimenticare l’aumento dell’aliquota IVA dal 4 al 10%, entrato in vigore il 1° gennaio 2014 ha sicuramente penalizzato il settore ed ha generato un adeguamento dei prezzi delle consumazioni .

Continua il difficile il momento per il comparto manufatturiero della filiera, in particolare per i produttori di distributori automatici, sistemi di pagamento e accessori, che sono stati la prima componente a risentire di anni di recessione economica e minore propensione ai consumi.

Più recentemente il settore è stato interessato da uno specifico provvedimento contenuto nel Decreto legislativo n. 127/2015, in attuazione della Legge delega al Governo in materia fiscale, vale a dire la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei dati delle cessioni di beni effettuate attraverso distributori automatici.

“A poca distanza dal forte impatto che sul Settore e sulle singole imprese sono derivanti dall’incremento dell’aliquota Iva dal 4 al 10 per cento – dichiara Piero A. Lazzari presidente di CONFIDA – mi rendo interprete della più profonda preoccupazione per la nuova ed autentica emergenza, sia sotto il profilo organizzativo che dei costi in capo alle singole aziende, per far fronte agli obblighi derivanti dal D. lgs n. 127/2015. Con l’occasione è mia premura rinnovare l’appello che i costi non ricadano sulle imprese attraverso la previsione di un credito di imposta che renda meno gravoso l’onere finanziario”