Coronavirus: DPCM 11 marzo 2020, interpretazioni per aziende del vending
Coronavirus: DPCM 11 marzo 2020, interpretazioni per aziende del vending

Infonews CONFIDA 22/2020

Facciamo seguito alle diverse richieste di chiarimenti rispetto all’applicazione ed interpretazione del DPCM 11 marzo 2020 precisando preliminarmente che le indicazioni dell’Associazione prescindono dalla conoscenza di provvedimenti locali (Sindaci, Province, Regioni) la cui applicazione potrebbe portare ad interpretazioni o soluzioni più restrittive.

Si invita pertanto ad adottare ogni più opportuno approfondimento rispetto ad ogni eventuale provvedimento di secondo livello in vigore sul territorio nel quale si opera ed a rinnovare giornalmente tale analisi in quanto il quadro complessivo è grandemente mutevole. L’Associazione è a vostra disposizione per un confronto anche su questi provvedimenti delle Amministrazioni locali.

 

DISTRIBUTORI AUTOMATICI

All’articolo 1 del DPCM 11 marzo 2020 è previsto che: “Allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus COVID-19 sono adottate, sull’intero territorio nazionale, le seguenti misure 1) Sono sospese le attività commerciali al dettaglio, fatta eccezione per le attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità individuate nell’allegato 1 […]”

Tra le attività indicate nell’Allegato 1 si trova anche il “Commercio effettuato per mezzo di distributori automatici”.

Pertanto, alla luce di quanto sopra, i distributori automatici possono rimanere attivi.

 

NEGOZI AUTOMATICI O H24

Si richiama quanto riportato nel punto precedente relativamente ai distributori automatici e si ritiene che, ove l’impresa di gestione possa garantire la distanza di sicurezza interpersonale di un metro, i negozi automatici, rientrando anch’essi nell’elenco delle attività non vietate dell’Allegato 1 (“commercio a mezzo distributori automatici”) possano rimanere aperti.

Al fine di garantire la distanza minima di sicurezza l’Associazione non può offrire soluzioni univoche in quanto è rimesso ad ogni Associato l’onere di valutare caso per caso, in particolare consigliamo di prestare particolare attenzione agli spazi complessivi del negozio, al se il negozio possa consentire il rispetto delle distanze fra i clienti sia durante l’erogazione, sia durante l’avvicendamento della clientela.

Consigliamo, senza pretesa di esaustività l’apposizione di cartelli informativi, prima dell’ingresso al locale e di fronte al distributore automatico, nonché l’apposizione a terra di segnaletica orizzontale tesa a delimitare visivamente la distanza di un metro. Potrebbe essere utile altresì immaginare l’installazione di una telecamera bidirezionale (che consenta ad un operatore da remoto di parlare a chi si trova dentro il negozio) al fine di far rispettare la distanza.

Si invia un fac-simile di comunicazione che potrebbe essere opportuno apporre in modo visibile su carta intestata dell’azienda presso ogni punto vendita.

 

NEGOZI DI CIALDE E CAPSULE

All’articolo 1 del DPCM 11 marzo 2020 è previsto che: “Allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus COVID-19 sono adottate, sull’intero territorio nazionale, le seguenti misure 1) Sono sospese le attività commerciali al dettaglio, fatta eccezione per le attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità individuate nell’allegato 1 […]”

Tra le attività indicate nell’allegato 1 si trova anche “Commercio al dettaglio di prodotti alimentari, bevande e tabacco in esercizi specializzati (codice Ateco: 47.2)

All’interno di questo gruppo di codici Ateco è riportato anche il seguente:

47.29.20    Commercio al dettaglio di caffè torrefatto

Pertanto, secondo quanto previsto dal DPCM 11 marzo 2020 anche i negozi di cialde e capsule sia nell’ambito degli esercizi commerciali di vicinato, sia nell’ambito della media e grande distribuzione, anche ricompresi nei centri commerciali, purché sia consentito l’accesso alle sole predette attività, possono rimanere aperti.

Si ricorda tuttavia che: “Deve essere garantita la distanza di sicurezza interpersonale di un metro”.

 

SERVIZIO OCS

Si tratta anche qui di attività non vietate in quanto non rientranti né in quelle di vicinato né in quelle di media e grande distribuzione. Peraltro estensivamente, così come è consentita la consegna a domicilio per la ristorazione, parimenti può essere consegnato a domicilio un alimento specifico: il caffè.

 

IMPRESE DI GESTIONE, RIVENDITE E AZIENDE DI SERVIZI

Le attività delle rivendite del settore della distribuzione automatica non risultano espressamente sospese dal DPCM 11 marzo 2020.

Per le attività che non sono espressamente sospese, l’art. 1 punto 10) del DPCM 11 marzo 2020 prevede che “Per tutte le attività non sospese si invita al massimo utilizzo delle modalità di lavoro agile”.

L’occasione è utile per ricordare che il COVID-19 obbliga la revisione del Documento di Valutazione dei Rischi in punto di rischio microbiologico e pertanto ogni datore di lavoro deve valutare le più opportune cautele sanitarie per il proprio personale tenuto conto delle mansioni di ciascun reparto.

Si ricorda infine che i provvedimenti che si sono susseguiti in queste settimane, e che potrebbero continuare ad essere emanati, portano all’interno una clausola per la quale il provvedimento più recente fa cessare di produrre effetti ai provvedimenti precedenti ove incompatibili con le nuove disposizioni. Quindi quanto scriviamo potrebbe, anche a breve, essere superato da nuove disposizioni. Non mancheremo però di segnalarvi tutte le prossime novità legislative che saranno emanate.